Benessere Olistico http://www.coscienzeinrete.net Thu, 20 Jun 2019 19:48:53 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it “Una braciola di maiale su tre contaminata da batteri resistenti da antibiotici” http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3528-una-braciola-di-maiale-su-tre-contaminata-da-batteri-resistenti-da-antibiotici http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3528-una-braciola-di-maiale-su-tre-contaminata-da-batteri-resistenti-da-antibiotici

Non solo pollo e bovino, anche la carne di maiale mostra il fianco all’antibioticoresistenza, il preoccupante fenomeno – l’Oms stima che nel 2050 sarà la prima causa di morte al mondo – dell’inefficiacia degli antibatterici tradizionali nel curare nuovi microbi, veicolo di malattie.

di Enrico Cinotti

greenpeace test maiale

Greenpeace Austria ha testato 14 campioni di carne di maiale (braciole, cotolette e macinato) e in 5 casi (scarica qui tutti i risultati) sono risultati contaminati con i germi MRSA (lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) o ESBL (un ceppo di Escherichia coli che producono enzimi resistenti) sui quali gli antibiotici tradizionali non hanno efficacia. Su due campioni sono stati rilevati entrambi gli agenti patogeni.

Greenpeace punta il dito contro l’uso massiccio degli antibiotici che vengono somministrati in maniera preventiva agli animali e contro gli allevamenti intensivi, accusati di favorire la trasmissione di patogeni antibioticoresistenti. Solo nella Ue circa 33.000 persone muoiono ogni anno da germi resistenti agli antibiotici.

I consigli per evitare contaminazioni in cucina

Greenpeace consiglia anche i consumatori sulle accortezze da tenere in cucina: “Chiunque cucini carne suina contaminata rischia di entrare in contatto con i germi resistenti”, avverte Sebastian Theissing-Matei responsabile agricoltura di Greenpeace in Austria. “Dopo il contatto con carne cruda, quindi, lavarsi sempre accuratamente le mani e pulire gli utensili da cucina. La carne dovrebbe anche essere sempre ben cotta e, se cruda, non entrare mai in contatto con altri cibi. Al momento dell’acquisto, Greenpeace raccomanda di scegliere la carne biologica. Qui, l’uso di antibiotici è molto più regolamentato.

Fonte: https://ilsalvagente.it/2019/06/03/una-braciola-di-maiale-su-tre-contaminata-da-batteri-resistenti-da-antibiotici/59560/?utm_content=buffercbad9&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer&fbclid=IwAR3svURXfhzDZj_5I1tMlJOX52eadauaJ1SLviUaqZlXbJwCaILb4AdukF0

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Tue, 04 Jun 2019 07:59:31 +0000
Ospedali nei boschi: in Norvegia si curano i pazienti grazie al contatto diretto con la natura http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3509-ospedali-nei-boschi-in-norvegia-si-curano-i-pazienti-grazie-al-contatto-diretto-con-la-natura http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3509-ospedali-nei-boschi-in-norvegia-si-curano-i-pazienti-grazie-al-contatto-diretto-con-la-natura

I benefici che assorbiamo quando trascorriamo del tempo all’aria aperta sono ormai noti e molti studi lo dimostrano, ecco perchè nascono gli ospedali nei boschi.

Questo è stato il trampolino di lancio per sperimentare anche in spazi vicino agli ospedali delle qualità terapeutiche che la natura offre.

di Gino Favola

ospedali nei boschi

La rivoluzione degli ospedali Norvegesi

Questo è il caso degli ospedali norvegesi Oslo University Hospital e del Sørlandet Kristiansand nel sud della Norvegia.

Progettati per conto della Fondazione Friluftssykehuset dallo studio di architettura Snøhetta, l’Outdoor Care Retreat è un rifugio in legno realizzato per alleggerire le lungo degenze.

ospedali nei boschi1

Costruito in collaborazione con lo studio di architettura, Snøhetta , gli spazi offrono ai pazienti una gradita sospensione dai trattamenti rigorosi e dall’isolamento che spesso accompagnano il ricovero a lungo termine. Il termine friluftssykehuset deriva dal concetto norvegese di friluftsliv – l’importanza di trascorrere del tempo in natura – combinata con la parola “fro hospital”, sykehus . Il primo dei ritiri è nascosto nella lussureggiante foresta vicino a un torrente, a pochi passi dall’ingresso del più grande ospedale norvegese, l’Oslo University Hospital. La sorella costruisce un laghetto nei boschi decidui dall’ospedale Sørlandet Kristiansand nel sud della Norvegia.

Le fasi preliminari che hanno portato alla realizzazione del progetto

Maren Østvold Lindheim, una psicologa infantile che lavora nel dipartimento per la salute mentale dell’infanzia e dell’ospedale di Oslo, e i suoi colleghi avevano portato per anni i pazienti nei boschi vicino all’ospedale universitario di Oslo. “È iniziato con pochi bambini alla volta”, scrive Guay “ed è proseguito con gruppi sempre più consistenti e li portavamo a costruire fuochi e canoe su un lago vicino”.

 

“Portare i pazienti fuori dall’ospedale li aiuta a rilassarsi e a trovare la forza per superare il loro trattamento”, dice Lindheim. “Essere nella natura dà loro la sensazione di possibilità: hanno più energia, più speranza e più creatività”.

Progettazione degli spazi esterni e interni

Gli spazi allestiti appositamente,  ricordano case sugli alberi e forti, le cabine sono accessibili agli utenti su sedia a rotelle e l’entrata a zigzag accattivante è abbastanza grande da lasciare spazio anche per i letti d’ospedale. Come Snøhetta li descrive, “le cabine luminose si formano come blocchi di legno distorti che si estendono nel paesaggio attraverso rami asimmetrici”. Gli interni sono rivestiti in legno di quercia, in armonia con l’ambiente circostante; gli esterni si affievoliranno diventando grigi e nel tempo si integreranno ancora di più con il paesaggio.

ospedali nei boschi2

Fonte: https://www.ambientebio.it/salute/ospedali-nei-boschi-norvegia-curano-i-pazienti-contatto-natura/

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Fri, 03 May 2019 13:58:03 +0000
Le città devono pensare agli alberi come a un'infrastruttura di salute pubblica http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3504-le-citta-devono-pensare-agli-alberi-come-a-un-infrastruttura-di-salute-pubblica http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3504-le-citta-devono-pensare-agli-alberi-come-a-un-infrastruttura-di-salute-pubblica

C’è un modo semplice ed economico per migliorare la salute delle persone: piantare alberi. Oltre ad essere belli e a rendere più gradevoli i nostri centri abitati, ci regalano infatti della preziosa aria pulita. Un report ci spiega perché la piantumazione di alberi dovrebbe essere inclusa nei finanziamenti per la salute pubblica.

piantare alberi citta


Gli alberi abbelliscono le nostre città ma hanno anche il compito fondamentale di fornirci aria fresca e pulita che, come sappiamo, è qualcosa di cui abbiamo estremamente bisogno visti i picchi di inquinamento raggiunti negli ultimi anni soprattutto nei grandi centri abitati.

C’è chi ritiene per questo che dovremmo pensare agli alberi come ad una vera e propria infrastruttura di salute pubblica in grado di aiutare il benessere fisico e mentale dei cittadini. L'organizzazione americana Nature Conservancy si chiede perché piantare alberi non sia stato ancora incluso nei finanziamenti per la salute pubblica e ha prodotto un documento in cui spiega, dati alla mano, i motivi per cui questo dovrebbe essere fatto al più presto.

Nel paper si parla del piantare alberi come di una delle strategie più trascurate per migliorare la salute pubblica nelle nostre città. I benefici del verde nelle nostre città (e non solo), sono ben spiegati in questa infografica opera della stessa organizzazione americana.

Fonte: https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/31265-piantare-alberi-citta

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 29 Apr 2019 14:58:11 +0000
Glifosato, terza condanna: basta far finta di nulla http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3519-glifosato-terza-condanna-basta-far-finta-di-nulla http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3519-glifosato-terza-condanna-basta-far-finta-di-nulla

Di Terra Nuova

bayermonsantoL'avvocato Stefano Palmisano, esperto di tematiche ambientali, interviene dopo la terza condanna per i danni prodotti dall'utilizzo dell'erbicida RoundUp. L'intervento dell'avvocato Palmisano è tratto dal suo blog su Il Fatto Quotidiano.

E sono tre! Dopo la sentenza nel processo intentato dal signor Dewayne Johnson, il giardiniere ammalatosi di un linfoma non-Hodgkin anche a causa dell’esposizione al RoundUp; dopo quella nella causa incardinata dal signor Andrew Hardeman, agricoltore californiano, anch’egli colpito dallo stesso terribile male; è arrivato qualche giorno fa il terzo provvedimento contro Monsanto in Bayer: quello nel procedimento in cui erano ricorrenti i signori Alva e Alberta Pilliod, affetti da un cancro. Sentenze di condanna, ovviamente.

In tutti e tre questi giudizi, le Corti, sulla scorta di “evidenze preponderanti”, hanno sancito che l’esposizione al glifosato – contenuto nel celeberrimo RoundUp, prodotto ammiraglio della fu multinazionale di Saint Louis – cui sono state sottoposte per anni queste persone, è stato “un fattore sostanziale nella causazione” delle rispettive patologie tumorali che hanno rovinato la loro salute e, con grande probabilità, abbreviato il corso delle loro vite. E, se nei primi due casi, la nota “multinazionale che ci voleva bene” se l’era cavata, per così dire, con risarcimenti rispettivamente di 78 e 80 milioni di dollari, stavolta la botta decretata dalla giuria di Oakland è da oltre 2 miliardi di dollari.

Ma l’aria, per la creatura industriale frutto dell’atto d’amore tra Monsanto e Bayer, inizia a farsi poco salubre anche nei tribunali del Vecchio continente. Poco più di un mese fa, la Corte d’appello di Lione l’ha condannata a risarcire i danni derivanti da malattia neurologica subiti dal signor Paul Francois, un agricoltore che aveva inalato il diserbante “Lasso”, naturalmente tossico.
Qualche mese fa, sempre a Lione, un Tribunale amministrativo aveva annullato l’autorizzazione alla messa in commercio del RoundUp Pro 360, il già citato fiore all’occhiello della Monsanto. Secondo i giudici francesi, l’Anses – l’Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria e dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro – ha commesso “un errore di apprezzamento con riferimento al principio di precauzione”, autorizzando la messa in commercio di questo prodotto a marzo del 2017.

Ecco, il principio di precauzione! Quello sancito nella legge fondamentale della sicurezza alimentare dell’Unione europea, il Regolamento n. 178/2002, che all’art. 7 statuisce: “Qualora, in circostanze specifiche a seguito di una valutazione delle informazioni disponibili, venga individuata la possibilità di effetti dannosi per la salute ma permanga una situazione d’incertezza sul piano scientifico, possono essere adottate le misure provvisorie di gestione del rischio necessarie per garantire il livello elevato di tutela della salute che la Comunità persegue, in attesa di ulteriori informazioni scientifiche per una valutazione più esauriente del rischio”.

Principio che, peraltro, governa il più complessivo ambito della tutela ambientale in ambito unionale in forza di un’altra norma, ancor più cogente perché contenuta nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, al cui art. 191 si dispone che “la politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni dell’Unione. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio ‘chi inquina paga’”.

Alla fine dello scorso mese di febbraio, è stato pubblicato un altro studio in materia di effetti sulla salute del glifosato. Si tratta di una meta-analisi dell’Università di Washington, ossia una ricerca particolarmente rilevante perché “fornisce l’analisi più aggiornata delle correlazioni tra glifosato e il linfoma non-Hodgkin, includendo uno studio del 2018 su oltre 54mila persone che nelle loro attività lavorative utilizzano pesticidi autorizzati”, come ha spiegato Rachel Shaffer, co-autrice della ricerca. L’esito del lavoro scientifico in questione è difficilmente equivocabile: “Complessivamente, in accordo con le evidenze che vengono dagli studi sperimentali sugli animali e da quelli meccanicistici, la nostra attuale meta-analisi degli studi epidemiologici umani suggerisce un legame convincente tra esposizioni al Gbg [glifosato, ndr] e aumento del rischio di Nhl (linfoma non Hodgkin)”.

Qualche mese fa, è stato reso noto un rapporto commissionato da eurodeputati di Verdi, S&D e Gue in ordine alla procedura di rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato conclusasi a fine 2017 con la nota decisione dell’Unione europea di rinnovo quinquennale. Secondo il rapporto, l’agenzia federale tedesca Bfr, che ha effettuato la valutazione del rischio, avrebbe fatto copia-incolla di oltre il 50% degli studi che i produttori, tra cui l’ovvia Monsanto, avevano presentato a sostegno della domanda di rinnovo della licenza. In pratica, il controllato ha scritto più della metà del parere rilasciato dal controllore. Parere che alla fine è stato favorevole. Chi l’avrebbe mai detto!

Di Terra Nuova

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 20 May 2019 08:44:38 +0000
Inchiesta del quotidiano Le Monde: “Coca-Cola ha pagato 8 milioni di euro per smentire i legami con obesità” http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3516-inchiesta-del-quotidiano-le-monde-coca-cola-ha-pagato-8-milioni-di-euro-per-smentire-i-legami-con-obesita http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3516-inchiesta-del-quotidiano-le-monde-coca-cola-ha-pagato-8-milioni-di-euro-per-smentire-i-legami-con-obesita

cocacola

Di Ettore Cera

Otto milioni di euro versati dal 2010 a medici e ricercatori per smentire il legame tra bevande zuccherate e l’insorgenza di patologie come l’obesità e il diabete. L’operazione sarebbe stata messa in piedi da Coca-Cola in Francia secondo l’inchiesta del quotidiano Le Monde.

“Obesità, la causa? Poco sforzo fisico altro che soft drink”

“Per diversi anni, la multinazionale – scrive il giornale – ha riunito scienziati influenti per diffondere una ‘soluzione’ all’epidemia globale dell’obesità attraverso articoli pubblicati su riviste mediche, discorsi a conferenze e social media” La soluzione propagandata? “Fare più esercizio fisico senza preoccuparsi di ridurre l’apporto calorico: questo è il discorso portato avanti da questi esperti che, contrariamente agli specialisti della salute pubblica, ignoravano nelle loro pubblicazioni il ruolo del cibo e delle bevande nel ridurre l’apporto calorico”. Ricordiamo che in una lattina da 33 cl di Coca-Cola ci sono circa 35 grammi di zucchero. In altre parole l’attività mascherata di marketing cercava di distogliere l’attenzione dei consumatori sugli effetti per la salute legati all’assunzione ripetuta di bevande come Coca, Sprite, Fanta e altre come Minute Maid, tutti di proprietà di Coca-Cola. Ma allo stesso tempo, i dati scientifici prodotti in questi anni hanno dimostrato l’implicazione delle bevande zuccherate nell’esplosione dell’obesità e del diabete di tipo 2 in tutto il mondo.


Ricercatori e medici pagati

Secondo quanto ricostruito da Le Monde molti professionisti, medici e ricercatori, hanno avuto a vario titolo dei sovvenzionamenti dalla Coca-Cola per produrre ricerche scientifiche. Il quotidiano fa degli esempi concreti. Come la ricercatrice universitaria France Bellisle che ha ricevuto 2.000 euro per un articolo che si conclude dicendo che il legame tra il consumo di bevande zuccherate e l’aumento di peso non esiste “necessariamente”. Xavier Bigard, ex presidente della Società francese di medicina dello sport, ora direttore medico dell’International Cycling Union, ha confessato “di aver ricevuto 4.000 euro da Powerade, un marchio di bevande energetiche” che possiede Coca-Cola, per una conferenza “sulle regole di idratazione dello sportivo”.

Bernard Waysfeld, uno psichiatra specializzato in nutrizione, ha dichiarato di aver ricevuto la stessa quantità per una comunicazione “sulle bevande per adolescenti” durante un simposio tenutosi a maggio 2011, che è stato “lavorato a lungo e ‘armonizzato’ con la direzione della Coca-Cola.

Ancora. “La fiera annuale di Dietecom ha beneficiato di oltre 140.000 euro tra il 2010 e il 2017. La Società francese di medicina dello sport ha ricevoto circa 80.000 euro dal 2010 al 2016 come parte della sua ‘partnership’ annuale con il marchio Powerade”.


Gli edulcoranti? Nessun problema

L’importo più alto, 930.000 euro, è stato assegnato a CreaBio per un “progetto di ricerca sui dolcificanti intensi” nel 2014-2015. Pubblicato solo nel 2018, i risultati di questo studio sottolineano che non vi è alcuna differenza tra acqua e bevande con “edulcoranti ipocalorici” in termini di effetti sull’appetito, assunzione di energia e scelte alimentari”.

Tra il 2010 e il 2014, ha ricostruito Le Monde, sono stati versati 720.000 euro all’Istituto per le competenze europee in Fisiologia (Ieep) per un altro “progetto di ricerca sugli dolcificanti intensi”. Pubblicato nel 2018, il testo evoca l’inesistenza degli effetti del consumo di bevande analcoliche sulla sensibilità all’insulina o la secrezione di questo ormone che regola la quantità di glucosio nel sangue.

Fonte: Il Salvagente

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 09 May 2019 08:45:26 +0000
La Chiesa ortodossa russa si oppone ufficialmente all’obbligo vaccinale nei bambini http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3513-la-chiesa-ortodossa-russa-si-oppone-ufficialmente-all-obbligo-vaccinale-nei-bambini http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3513-la-chiesa-ortodossa-russa-si-oppone-ufficialmente-all-obbligo-vaccinale-nei-bambini

Riprendiamo dal sito russian-faith.com la dichiarazione ufficiale della Commissione patriarcale per la Famiglia, la Maternità e l’Infanzia della Chiesa ortodossa russa, che prende posizione contro l’obbligo vaccinale, di cui si occupano alcune recenti proposte di legge in Russia. Al di là dell’equilibrio e del buon senso espressi nel documento, è sorprendente oggi che debba essere la dichiarazione di una Chiesa a ricordare che è importante rispettare la libertà di scelta dei pazienti, e che nessuna teoria scientifica deve essere assolutizzata, visto che la scienza è sempre aperta a critiche fondate, che possono portare a correzioni e a volte revisioni di idee accettate. Così come che non è limitando le informazioni contrarie ai vaccini, ma diffondendo in modo onesto e aperto informazioni complete, verificate ed affidabili che si rafforza la fiducia dell’opinione pubblica.

di Rododak

Russian orthodoxpriests

“Prima di tutto, la cura del benessere dei bambini, inclusa la loro salute, è affidata da Dio ai loro genitori. Lo Stato e la società devono rispettare la priorità dei diritti dei genitori”

“È noto che, parallelamente al rischio comportato dalle malattie infettive, esiste anche il rischio di gravi complicazioni – fino alla morte – a seguito di una vaccinazione preventiva. In una tale situazione, è il paziente stesso che deve fare la scelta. Nel caso di un bambino, sono i genitori che devono fare la loro scelta… Nessuno ha il diritto di fare questa scelta per loro…”

Nota dell’editore: Alcuni legislatori in Russia hanno proposto nuove norme che renderebbero obbligatori i vaccini, facendo diventare difficile per i genitori che non sono d’accordo opporsi alla vaccinazione dei figli. In risposta a questo passo esagerato, la Chiesa Ortodossa Russa ha rilasciato una dichiarazione, in cui si oppone pubblicamente alla legislazione proposta e invita i legislatori russi a non implementarla.

La seguente dichiarazione è stata rilasciata dalla Commissione Patriarcale sulla Famiglia, un ente ufficiale di consulenza che riporta al Patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa. Tra i membri del consiglio sono inclusi padre Dmitry Smirnov e padre Maxim Obukhov, autorevoli sacerdoti di Mosca, che recentemente sono intervenuti al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona.

Fonte: pk-sema.ru (in Russo)

Sui diritti dei genitori nel campo della salute dei bambini e dell’immunoprofilassi

Dichiarazione della Commissione patriarcale per la Famiglia e Protezione della Maternità e dell’Infanzia

La Commissione Patriarcale per la Famiglia, la Maternità e l’Infanzia ha ricevuto diversi appelli a esprimere una posizione sulla discussione pubblica in corso a proposito di alcune misure proposte da singoli legislatori, rappresentanti di dipartimenti governativi e specialisti, con la finalità di aumentare la copertura nella popolazione – soprattutto dei bambini – delle vaccinazioni preventive.

Recentemente, in occasione di eventi di alto livello, sono state proposte alla discussione pubblica le seguenti misure, in particolare:

  • – limitazione del diritto dei genitori a dare il consenso volontario informato riguardo alla vaccinazione preventiva dei bambini o a rifiutarla;
  • – limitazione del diritto dei bambini non vaccinati a frequentare le lezioni nelle organizzazioni educative;
    – introduzione di documenti vaccinali obbligatori per i bambini (compresi documenti elettronici) in cui siano registrati i motivi del rifiuto di una o dell’altra vaccinazione;
  • – limitazione della diffusione di informazioni critiche nei confronti della prevenzione ottenuta attraverso i vaccini.

A questo proposito, la Commissione patriarcale ritiene necessario dichiarare quanto segue:

“La Chiesa ortodossa ha un grandissimo rispetto per le attività mediche, che si basano sul ministero dell’amore, volto a prevenire e alleviare la sofferenza umana” [1]. Grazie ai progressi della scienza medica, anche nel campo della prevenzione, sono diventati possibili la prevenzione e la cura di molte malattie, così come un reale sollievo delle sofferenze che queste portano alle persone.

La chiesa non valuta l’efficacia né il rischio degli effetti indesiderati conseguenti a specifici interventi medici o a farmaci. Questa valutazione è l’oggetto di ricerche basate su prove raccolte con standard scientifici e sulla libera discussione degli specialisti universitari. Allo stesso tempo, “La Chiesa mette in guardia contro i tentativi di assolutizzare qualsiasi teoria medica” [2], ricordando che le opinioni scientifiche sono in evoluzione e sono sempre aperte a critiche valide, che possono portare a correzioni e, talvolta, a revisioni di idee ormai accettate.

Allo stesso tempo, la Chiesa non può astenersi dalla valutazione degli aspetti morali di questa sfera dell’attività umana. La sua posizione, in particolare, si basa sul seguente principio: “La relazione medico-paziente deve essere basata sul rispetto per l’integrità, la libera scelta e la dignità dell’individuo. La manipolazione dell’uomo è inaccettabile anche in nome dei migliori propositi”[3].

Prima di tutto, la cura del benessere dei bambini, inclusa la loro salute, è affidata da Dio ai loro genitori. Lo Stato e la società devono rispettare la priorità dei diritti e delle responsabilità dei genitori, basate sulla presunzione della loro buona fede. Sono i genitori a dover prendere le decisioni relative all’educazione dei bambini, alla loro istruzione e alla loro assistenza sanitaria. Si può fare eccezione a questo principio solo in presenza di azioni deliberatamente malvagie o criminali da parte dei genitori.

Vale la pena ricordare che il riconoscimento nei sistemi giuridici di diversi Paesi della necessità di ottenere un consenso volontario informato prima di praticare un intervento medico e il diritto di rifiutarlo è stato una conseguenza della condanna dei crimini nazisti nel processo di Norimberga, comprese le manipolazioni mediche imposte e gli esperimenti effettuati su persone. Da allora, il rispetto di questi principi etici e legali è diventato una caratteristica comune in ogni società normale.

Questi principi sono riconosciuti dalla legge russa. Diverse leggi federali affermano il diritto dei genitori a dare il loro consenso volontario informato a un intervento medico che riguardi i loro figli, comprese le vaccinazioni preventive, o a rifiutarlo [4].

È noto che, parallelamente al rischio comportato dalle malattie infettive, esiste anche il rischio di gravi complicazioni – fino alla morte – in conseguenza di una vaccinazione preventiva. In una tale situazione, è il paziente stesso che deve fare la scelta. Nel caso di un bambino, sono i genitori che devono fare la loro scelta in ciascun caso particolare, tenendo conto dei consigli e delle raccomandazioni degli specialisti, nonché di altre informazioni. Nessuno ha il diritto di fare questa scelta per loro, neanche seguendo la comprensione ben informata da parte del bambino.

La Commissione patriarcale ritiene che:

  • – I genitori debbano mantenere il diritto di prendere decisioni informate in merito alla salute dei loro figli, comprese le vaccinazioni preventive, senza subire alcuna pressione. La persecuzione dei genitori che esercitano questo diritto è inaccettabile.
  • – I genitori non debbano essere costretti in alcun modo a indicare le ragioni su cui si basano le loro scelte. Un intervento medico o il suo rifiuto deve rimanere un segreto medico protetto dalla legge.
  • – Il diritto dei bambini all’educazione, compresa la possibilità di studiare negli istituti scolastici, non deve essere limitata perché i loro genitori si sono rifiutati di far effettuare su di loro le vaccinazioni preventive, eccetto nei casi in cui si verifichino malattie infettive di massa o la minaccia immediata di epidemie.
  • – I genitori devono essere in grado di prendere le proprie decisioni, ricevendo e valutando in modo indipendente varie informazioni, incluse le informazioni critiche. Limitare la diffusione delle informazioni critiche sui vaccini preventivi non porterà ad un aumento della fiducia dei genitori nei professionisti e nel sistema sanitario. Questa fiducia sarà facilitata solo fornendo ai genitori apertamente e onestamente informazioni complete, verificate e affidabili, comprese le informazioni sui rischi associati alla vaccinazione o a vaccinazioni specifiche.

A questo riguardo, la Commissione patriarcale per la Famiglia, la protezione della Maternità e dell’Infanzia non può sostenere le misure citate in apertura.

Note:

[1] The Foundations of the Social Concept of the Russian Orthodox Church, XI.1.

[2] Ibid., Xi.3.

[3] Ibid., Xi.3.

[4] Art. 20 comma 2 della legge federale “Sui fondamenti della tutela della salute dei cittadini nella Federazione russa”, art. 5 p. 1 e art. 11 p. 2 della legge federale “Immunoprofilassi delle malattie infettive”, art. 7 p. 2 della legge federale “Prevenzione della diffusione della tubercolosi nella Federazione russa”, ecc.

Fonte articolo: http://vocidallestero.it/2019/04/29/la-chiesa-ortodossa-russa-si-oppone-ufficialmente-allobbligo-vaccinale-nei-bambini/

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Tue, 07 May 2019 07:30:49 +0000
Un aborto ogni quattro donne incinte: la città in cui il glifosato uccide chi non è nato http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3511-un-aborto-ogni-quattro-donne-incinte-la-citta-in-cui-il-glifosato-uccide-chi-non-e-nato http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3511-un-aborto-ogni-quattro-donne-incinte-la-citta-in-cui-il-glifosato-uccide-chi-non-e-nato

Gravi malformazioni impediscono ai bambini di venire al mondo. Accade in una cittadina del Brasile, Uruçuí dove addirittura una mamma su quattro perde il proprio piccolo. Secondo i media locali, la colpa sarebbe del glifosato utilizzato nelle grandi piantagioni di soia e mais della zona.

di Francesca Mancuso

glifosato aborti

Una storia su tutte ha commosso e indignato il mondo. Maria Felix, 21 anni, ha perso il proprio piccolo a sei mesi di gravidanza. Il bambino è morto nel grembo materno a 25 settimane. La causa dell'aborto era una grave malformazione: il bambino aveva l'intestino al di fuori dall'addome e anche una serie di problemi cardiaci.

Secondo quanto riportato da The Intercept Brasil, non è raro che le madri della regione perdano presto i loro figli: il glifosato che garantisce la ricchezza degli agricoltori della città nel sud dello stato sta causando una vera e propria intossicazione che ha gravi ripercussioni sulle mamme e i bambini.

"Si stima che una donna su quattro in gravidanza abbia subito un aborto, il 14% dei bambini viene al mondo con basso peso alla nascita (quasi il doppio della media nazionale)" spiega The Intercept Brasil sulla base dei dati di un sondaggio condotto da Inácio Pereira Lima, che ha indagato le intossicazioni a Uruçuí nella sua tesi di laurea sulla salute delle donne per l'Università Federale del Piauí.

Maria non era in grado di parlare, ma a raccontare la sua triste storia è stata la zia, la funzionaria pubblica Graça Barros Guimarães:

"Il pesticida causa problemi respiratori e allergie. Quindi, se la donna è incinta, anche il bambino può essere infettato. "

Graça ha raccontato che la nipote era sempre stata circondata da allevamenti di soia. La casa in cui vive, a Uruçuí (nello Stato del Piauí), dista circa 15 km da una piantagione. Prima viveva nella zona rurale del comune di Mirador, a Maranhão, anche lì nel cuore di piantagioni.

"Tutto questo è una conseguenza del modello di sviluppo economico in cui è focalizzato solo il profitto, indipendentemente dalle conseguenze negative per la popolazione", ha detto il ricercatore Inácio Pereira Lima, che incolpa l'agrobusiness della malattia della popolazione.

Il glifosato è il pesticida più usato in Brasile. Per via dei suoi effetti sulla salute umana, il paese ne aveva chiesto il divieto di commercializzazione fino a quando le autorità non ne avessero effettuato la rivalutazione tossicologica. Ad agosto, il glifosato è stato bandito ma la sentenza è stata rovesciata in appello poche settimane dopo.

Secondo la dott.ssa Lima, la presenza della sostanza nel latte materno indica potenzialmente due cose: la contaminazione è diretta e le quantità utilizzate nell'attività agricola della regione sono così elevate che l'eccesso non viene degradato dal metabolismo delle piante. Le donne studiate non lavorano nemmeno nei campi. A suo avviso, l'organismo è contaminato dalla pelle e dalle vie respiratorie.

Le donne e i loro bambini, le più grandi vittime

Secondo i registri dell'Ospedale regionale di Uruçuí, gli aborti di solito avvengono nelle donne di età compresa tra i 20 e i 30 anni che arrivano fino alla decima settimana di gestazione. L'elevato numero di casi è citato dall'infermiera Iraídes Maria Saraiva:

"Ci sono molte donne che arrivano con sanguinamento o col feto privo di battito. La maggior parte di questi aborti sono spontanei".

Nel reparto maternità di Floriano, la coordinatore di ostetricia Luiz Rosendo Alves da Silva ha visto molti casi di aborto e crede che la colpa sia dei pesticidi.

"È una contaminazione lenta, graduale e quotidiana. La principale conseguenza è l'atrofia di alcuni organi, principalmente cuore e polmoni ".

Paura e silenzio

Nella città dove quasi tutti si conoscono, nessuno ha voglia di raccontare cosa accade. Se l'intossicazione è più grave, i lavoratori addirittura ne nascondono la possibile causa ai medici. La gente, qui molto povera, ha paura di perdere il lavoro, complice anche la mancanza di informazione sui rischi dei pesticidi.

"Non credono nemmeno che possa verificarsi qualche problema serio perché i danni appaiono solo a lungo termine" spiega Alanne.

Glifosato, danni anche per più generazioni

Proprio oggi arriva una nuova conferma degli effetti del glifosato sull'uomo. I ricercatori della Washington State University hanno scoperto una varietà di malattie e altri problemi di salute nella prole di seconda e terza generazione di topi esposti al glifosato.

Anche se la ricerca è stata condotta sugli animali, ha dimostrato per la prima volta che anche i discendenti sviluppavano malattie della prostata, dei reni e delle ovaie, obesità e anomalie alla nascita.

I ricercatori hanno rivelato di aver visto "aumenti drammatici" di diverse patologie che colpiscono la seconda e la terza generazione. La seconda generazione ha avuto "aumenti significativi" di malattie dei testicoli, delle ovaie e delle ghiandole mammarie, ma anche obesità. Nei maschi di terza generazione, i ricercatori hanno visto un aumento del 30% di problemi alla prostata, tre volte quella di una popolazione di controllo. La terza generazione di femmine ha avuto un aumento del 40% di malattie renali. Inoltre, più di un terzo delle madri di seconda generazione ha avuto gravidanze non riuscite.

"La capacità del glifosato e di altre sostanze tossiche ambientali di influenzare le nostre generazioni future deve essere presa in considerazione," hanno detto gli autori dello studio.

A dir poco inquietante...

Fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/31391-glifosato-aborto-seconda-generazione

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 06 May 2019 08:09:35 +0000
Leucemia infantile, uno studio Unimore rivela le connessioni con l'inquinamento http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3505-leucemia-infantile-uno-studio-unimore-rivela-le-connessioni-con-l-inquinamento http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3505-leucemia-infantile-uno-studio-unimore-rivela-le-connessioni-con-l-inquinamento

Quali sono le possibili cause della insorgenza delle leucemie in età pediatrica? L’esposizione a certi fattori ambientali, può contribuire ad aumentare il rischio che queste patologie si presentino? Sono domande che da tempo suscitano interesse a vari livelli, e che sono state oggetto di diversi studi, circa una trentina in tutto il mondo, che fino ad oggi avevano però prodotto risultati ritenuti ancora non convincenti a fine 2018 dalla International Agency for Research on Cancer – IARC – della Organizzazione Mondiale della Sanità.

Leucemia Inquinamento

Leucemia infantile, uno studio Unimore rivela le connessioni con l'inquinamento

Leucemia infantile, uno studio Unimore rivela le connessioni con l'inquinamento
L’articolo che è stato presentato oggi Modena, invece, consiste in una rassegna sistematica e meta-analisi dal titolo “Association between outdoor air pollution and childhood leukemia: a systematic review and dose-response meta-analysis”, realizzata dal Dott. Tommaso Filippini (first author) e dal Prof. Marco Vinceti (last and corresponding author) per UNIMORE – Dipartimento di Scienze Biomedicihe, Metaboliche e Neuroscienze - dalla Prof. Elizabeth Hatch e il Prof. Kenneth Rothman per la Boston University School of Public Health, dalla Prof.ssa Julia Heck e il Dott. Andrew Park per la University of California Los Angeles, e dal Dott. Alessio Crippa e il Prof. Nicola Orsini del Karolinska Institutet di Stoccolma.

Lo studio, promosso e finanziariamente sostenuto da ASEOP Onlus (Associazione Sostegno Ematologia e Oncologia Pediatrica), verrà pubblicato su Environmental Health Perspectives, rivista di punta in ambito internazionale nel settore della medicina ambientale, pubblicata dal National Institute of Environmental Health  Sciences statunitense.

La presentazione dello studio - VIDEOINTERVISTA

Lo studio si propone di verificare quale sia il reale contributo del traffico veicolare e dei singoli inquinanti da esso emessi nel determinismo delle leucemia infantili, il più comune tumore dell’età pediatrica, applicando due nuove metodologie di analisi statistica particolarmente innovative -ideate dai due coautori e biostatistici italiani che lavorano a Stoccolma Prof. Orsini e Dott. Crippa – alla trentina di studi epidemiologici sull’associazione tra leucemia infantile e traffico veicolare condotti sino al marzo 2019. Mediante tali metodologie, il gruppo di ricerca guidato da UNIMORE ha potuto identificare e descrivere per la prima volta una relazione dose-risposta tra esposizione a benzene ambientale (anche a livelli relativamente ridotti) e rischio di leucemia infantile. Lo studio ha anche permesso di documentare con precisione la distanza dal ciglio delle strade più ‘trafficate’ cui devono essere poste le abitazioni per non dar luogo ad incrementi di rischio di tale patologia.

Nessuno dei trenta studi epidemiologici, infatti, era stato in grado di identificare con precisione tali parametri. Le conseguenze dei risultati della rassegna sono evidenti. E’ stato possibile identificare, infatti, i livelli ambientali precisi di inquinanti atmosferici probabilmente responsabili dell’incremento del rischio di leucemia infantile, nonché le indicazioni da rispettare in una corretta pianificazione urbanistica per garantire la minimizzazione del rischio di questa grave patologia. Tali risultati – tendenzialmente riferiti a studi avvenuti negli ultimi vent’anni, quindi con un parco motorizzato circolante relativamente obsoleto – offrono inoltre spunti di particolare rilevanza per lo sviluppo di tecnologie autoveicolari ‘più pulite’ e per l’uso di combustibili e sorgenti di energia meno inquinanti, tematiche di particolare rilievo nel settore Automotive e di Ingegneria Ambientale UNIMORE.



Fonte: https://www.modenatoday.it/attualita/ricerca-leucemia-inquinamento-unimore-2019.html

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 29 Apr 2019 15:03:03 +0000
Papà trasforma le lenzuola in giochi da tavolo per i bambini in ospedale http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3495-papa-trasforma-le-lenzuola-in-giochi-da-tavolo-per-intrattenere-i-bambini-in-ospedale http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3495-papa-trasforma-le-lenzuola-in-giochi-da-tavolo-per-intrattenere-i-bambini-in-ospedale

Di Francesca Biagioli

Playtime Edventure Bedsheets FacebookUn papà creativo del North Carolina ha avuto un’idea decisamente geniale: realizzare delle lenzuola da gioco per intrattenere e divertire i bambini ricoverati in ospedale o costretti a letto in casa. In realtà queste lenzuola non sono solo un piacevole passatempo ma propongono giochi educativi e didattici adatti a tutti.

Kevin Gatlin è il papà di Charlotte ma anche il geniale inventore delle Playtime Bed Sheets, ossia lenzuola da gioco per bambini. Un prodotto che è diventato incredibilmente popolare negli ambienti ospedalieri degli Stati Uniti e che ovviamente ha avuto grande successo soprattutto tra i più piccoli.

Come sappiamo i bambini ricoverati in ospedale sono spesso costretti a passare molto tempo (se non tutto) a letto. Ecco allora che per aiutarli a divertirsi anche in situazioni difficili e quando non c’è possibilità di muoversi molto è nata un'originale e coloratissima soluzione.

Si tratta di lenzuola interattive con vari giochi per far divertire i bambini mentre trascorrono il tempo a letto. Le Playtime Bed Sheets servono a creare un ambiente unico in cui i piccoli possono giocare, imparare, dormire e ovviamente anche guarire!

Gatlin ha avuto l'idea anni fa dopo aver visitato il figlio di un amico ricoverato in ospedale. All’uscita, ragionando insieme alla moglie, ha avuto l’ispirazione che ha portato alla nascita di queste lenzuola.

Solo due anni dopo però l’idea si è concretizzata, grazie anche all’aiuto di alcuni insegnanti a cui Gatlin ha chiesto aiuto per inserire sulle lenzuola dei giochi che fossero non solo divertenti ma anche educativi. Questo strumento è dunque un’occasione per i più piccoli non solo per svagarsi ma anche per apprendere.

"Mettiamo insieme lenzuola e sacchi a pelo che coprono tutto: Geografia, Matematica, Scienze, Grammatica, giochi di ricerca di parole, tabelloni di grandi dimensioni... il tutto su un set di tre pezzi” ha dichiarato Gatlin.

Queste lenzuola, di cui esistono diversi modelli con vari giochi, sono uno strumento fantastico a disposizione di chi si occupa dei bambini negli ospedali e non: medici, infermiere, educatori, ecc.

Sembra che attualmente siano almeno 10 gli ospedali negli Stati Uniti che mettono a disposizione dei piccoli pazienti queste originali lenzuola ma in realtà tutti le possono acquistare sul sito Web della società che le vende negli Usa.

Non è necessario essere malati e costretti a letto per apprezzare queste lenzuola. Tutti i bambini si divertirebbero ad andare a dormire (o giocare) in un posto del genere! Purtroppo in Italia ancora nessuno le vende ma in futuro chissà…

Fonte: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/31216-lenzuola-giochi-da-tavolo

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Wed, 24 Apr 2019 07:28:54 +0000
Reazioni avverse gravi con antibiotici comuni: Aifa dispone il ritiro http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3489-reazioni-avverse-gravi-con-antibiotici-comuni-aifa-dispone-il-ritiro http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3489-reazioni-avverse-gravi-con-antibiotici-comuni-aifa-dispone-il-ritiro

Antibiotici ritiroAllerta dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) su alcuni antibiotici di uso comune. L'ente regolatorio ha diffuso nuove e importanti informazioni di sicurezza sui medicinali contenenti fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina, moxifloxacina, pefloxacina, prulifloxacina, rufloxacina, norfloxacina, lomefloxacina) e ha disposto ritiri dal commercio.

 

Allerta dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) su alcuni antibiotici di uso comune. L'ente regolatorio ha diffuso nuove e importanti informazioni di sicurezza sui medicinali contenenti fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina, moxifloxacina, pefloxacina, prulifloxacina, rufloxacina, norfloxacina, lomefloxacina): "Sono state segnalate" infatti "reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei Paesi dell'Ue. I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio", annuncia l'Aifa.

Raccomandazioni di non prescrivere

In una comunicazione rivolta ai medici , l'Agenzia indica di "non prescrivere questi medicinali per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti (quali faringite, tonsillite e bronchite acuta); per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori; per infezioni non batteriche, per esempio la prostatite non batterica (cronica); per le infezioni da lievi a moderate (incluse la cistite non complicata, l'esacerbazione acuta della bronchite cronica e della broncopneumopatia cronica ostruttiva, la rinosinusite batterica acuta e l'otite media acuta), a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati; ai pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi a un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico".

Raccomandazioni di prudenza

"Prescriva questi medicinali con particolare prudenza - consiglia ancora l'ente regolatorio italiano ai medici italiani - agli anziani, ai pazienti con compromissione renale, ai pazienti sottoposti a trapianto d'organo solido e a quelli trattati contemporaneamente con corticosteroidi, poiché il rischio di tendinite e rottura di tendine indotte dai fluorochinoloni può essere maggiore in questi pazienti. Dev'essere evitato - evidenzia infine l'Aifa - l'uso concomitante di corticosteroidi con fluorochinoloni". E' necessario, avvertono ancora i camici bianchi, informare "i pazienti di interrompere il trattamento ai primi segni di reazione avversa grave quale tendinite e rottura del tendine, dolore muscolare, debolezza muscolare, dolore articolare, gonfiore articolare, neuropatia periferica ed effetti a carico del sistema nervoso centrale, e di consultare il proprio medico per ulteriori consigli".

I pericoli individuati da Ema

A livello europeo già l'Agenzia Ema si era occupata nei mesi scorsi di approfondire i rischi legati a questi antibiotici, dando indicazioni alle autorità dei singoli Paesi che, come nel caso dell'Aifa, stanno prendendo appropriate misure nelle varie nazioni. L'Ema cita anche possibili problemi di depressione, insonnia, disturbi della vista e di altri sensi, in chi assume questi farmaci. "Sono stati segnalati soltanto pochi casi di queste reazioni avverse invalidanti e potenzialmente permanenti - precisa l'Ema - ma è verosimile una sotto-segnalazione. A causa della gravità di tali reazioni in soggetti fino ad allora sani, la decisione di prescrivere chinoloni e fluorochinoloni deve essere presa dopo un'attenta valutazione dei benefici e dei rischi in ogni singolo caso".

Secondo l'ultimo rapporto Osmed dell'Aifa, i fluorochinoloni sono la classe di antibiotici più usata in Italia dopo penicilline e cefalosporine di terza generazione, con una spesa annua pro capite di 2 euro.

Fonte: https://www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/Reazioni-avverse-gravi-con-antibiotici-comuni-Aifa-dispone-il-ritiro

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 15 Apr 2019 12:36:48 +0000