Benessere Olistico http://coscienzeinrete.net Sat, 25 Nov 2017 03:34:01 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Antibiotico resistenza. È allarme Italia: in 10 anni è raddoppiata. Siamo sesti al mondo per i consumi. Pubblicati oggi i nuovi dati dell’Ocse http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3065-antibiotico-resistenza-e-allarme-italia-in-10-anni-e-raddoppiata-siamo-sesti-al-mondo-per-i-consumi-pubblicati-oggi-i-nuovi-dati-dell-ocse http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3065-antibiotico-resistenza-e-allarme-italia-in-10-anni-e-raddoppiata-siamo-sesti-al-mondo-per-i-consumi-pubblicati-oggi-i-nuovi-dati-dell-ocse

antibioticoresistenza2Pubblicati dall'Organizzazione internazionale i nuovi dati sul consumo degli antibiotici. "Occorre diminuire l'uso inadeguato. Un trattamento su un paziente infettato da batteri resistenti può costare fino a 40 mila dollari". In media nei Paesi Ocse si consumano 20,5 dosi di antibiotico per 1.000 abitanti. In Italia sono 27,8. IL REPORT

L'antibiotico resistenza pone un onere significativo sui sistemi sanitari e bilanci nazionali. Gli ospedali spendono, in media, tra i 10.000 e i 40.000 dollari per il trattamento di un paziente infettato da batteri resistenti. I costi sociali possono essere alti come i costi sanitari, a causa della perdita di produttività e di reddito. È tutto ciò è preoccupante perché stiamo andando verso una 'era post-antibiotica', dove le infezioni comuni possono diventare, ancora una volta, fatali". A rinnovare l'allarme è l'Ocse che ha pubblicato un nuovo report sul tema con i dati aggiornati al 2014.

Negli ultimi 10 anni il consumo (anche per l'uso massiccio che se ne fa negli allevamenti) è cresciuto in media nei Paesi Ocse del 4%, arrivando fino alla media di 20,5 dosi ogni 1.000 abitanti. Il Paese che ne consuma di più è la Turchia (41 dosi ogni 1.000 abitanti), seguita dalla Grecia (34), Corea (31,7), Francia (29), Belgio (28,4) e Italia (27,8). Lo stato che ne consuma di meno è invece il Cile (9,4 dosi) e i Paesi Bassi (10,6). Da notare come in Italia negli ultimi 10 anni l'uso degli antibiotici sia cresciuto del 6%.

antibioticoresistenza

Antibiotico resistenza in crescita. In generale l'aumento dell'uso degli antibiotici che si sta registrando influenza anche l'andamento dei livelli di resistenza agli antibiotici che è cresciuta in media del 5% attestandosi nei Paesi al 15%. Un fenomeno globale, se è vero che tra il 2005 e il 2014 la prevalenza di antibiotico resistenza è aumentata in 23 paesi su 26 mappati.

E in questa graduatoria l'Italia è il terzo paese con la più alta percentuale di antibiotico resistenza (33-34% nel 2014, raddopiata dal 2005 quando era al 16-17%). Peggio di noi solo Paesi come la Grecia e la Turchia che come abbiamo visto hanno consumi ancora più elevati dei nostri.

antibioticoresistenza1

Fonte: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=44956

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Tue, 14 Nov 2017 13:02:53 +0000
Antibioticoresistenza: «Il Piano nazionale non tutela i cittadini» http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3056-antibioticoresistenza-il-piano-nazionale-non-tutela-i-cittadini http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3056-antibioticoresistenza-il-piano-nazionale-non-tutela-i-cittadini

La bozza del Piano contro l’antibioticoresistenza del ministero della Salute manca totalmente gli obiettivi sulla riduzione del consumo di antibiotici in zootecnia; l’Italia ha bisogno di target più ambiziosi per tutelare la salute dei cittadini. È quanto ritengono Legambiente, CIWF Italia, AIAB, Altroconsumo, ARCI, CGIL, Cittadinanzattiva, Comuni Virtuosi, FederBio, Federazione Italiana Media Ambientali, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Fondazione Sviluppo Sostenibile, Fondazione Univerde, Greenpeace Italia, LIPU, Marevivo, Movimento Difesa del Cittadino, Slow Food Italia, Unione degli Studenti, WWF Italia.

CIR Resistenza Antibiotici1

Il fenomeno dell’antibioticoresistenza in Italia è allarmante: il nostro Paese ha la maglia nera per lo sviluppo di resistenze, è fra i primi consumatori di antibiotici in UE e secondo un recente audit dell’ECDC (European Centre for Desease Control) “se il fenomeno dell’AMR non sarà limitato, nel breve futuro alcuni interventi chirurgici chiave saranno compromessi”; ma il ministero della Salute ha redatto una bozza di piano con obiettivi troppo blandi in ambito veterinario che non affrontano il problema con l’incisività necessaria considerata la gravità della situazione italiana.

Già a giugno scorso le 20 associazioni hanno scritto al ministro Lorenzin, esprimendo preoccupazione sull’argomento e sollecitando un confronto. Ma non hanno ricevuto risposta e ribadiscono ora la loro richiesta, scrivendo al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, a cui il ministero della Salute ha trasmesso la bozza di Piano nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico Resistenza (PNCAR). Oltre alla richiesta di consultazione sul testo, le associazioni sottopongono a Bonaccini osservazioni e soluzioni migliorative al piano.  

“Affinché il testo finale adottato - scrivono - consenta, in tempi brevi, di superare ritardi e modelli di gestione che hanno portato l’Italia ad essere tra i Paesi europei più esposti a questa gravissima minaccia”.

I punti criticati dalle associazioni

I consumi

L’ultimo report ESVAC, ad esempio, mostra che la vendita di antibiotici in Italia è stata enorme nel 2014, corrispondente a 359,98 mg/kg pf PCU (p. 33). La media UE nel 2014 era di 152,9 mg/kg (pp. 26 e 29), meno della metà.

Sulla base di tali dati, il target di riduzione del 30% in ambito veterinario proposto dalla bozza di piano rischia, soprattutto, di non affrontare la minaccia in modo tempestivo e significativo.

Inoltre, per quanto noto, non esistono ad oggi dati sul consumo in ambito veterinario. Il piano deve quindi spiegare quali dati di consumo, raccolti da chi e con quale metodo, utilizza relativamente all’anno 2016 per stabilire la riduzione del consumo prevista al 2020.

Ipotizzando un consumo simile a quello sulle vendite dell’anno 2014 la riduzione del 30% entro il 2020 significherebbe, a quella data, un consumo di 251,98 mg/kg, quindi ancora eccezionalmente elevato, quasi il doppio della media europea nell’anno 2014.

Il target di riduzione del consumo efficace, secondo le associazioni, dovrebbe puntare almeno al 70% entro il 2020.

Raggiungere la riduzione del 70% in Italia è certamente possibile, considerando quanto sono elevati gli attuali livelli di consumo e sapendo che, ad esempio, l’uso di antibiotici in Svezia è già oggi di soli 11,5 mg/kg.

In Olanda, dove sono presenti grandi allevamenti intensivi di maiali e vitelli, è stato stabilito un target di riduzione dell’uso pari al 50% fra il 2009 e il 2013, e del 70% fra il 2009 e il 2015.

L’Olanda ha ridotto il suo consumo del 64,5% fra il 2009 e il 2016 e del 69% fra il 2007 e il 2016. Il livello olandese di uso nel 2007 era di 179 mg/kg, nel 2009 era di 165 mg/kg, nel 2014 era pari a 86,4 mg/kg, e nel 2016 era di 58 mg/kg.

Questi dati mostrano che l’Italia, che parte da un consumo elevatissimo, deve puntare ad una riduzione del 70% del consumo nel 2020 rispetto all’anno 2014, il che porterebbe il consumo a 107,99 mg/kg, rimanendo comunque ancora ad un consumo doppio rispetto al consumo dell’Olanda nell’anno 2016.

Resistenze nei conigli e MRSA - Le associazioni chiedono inoltre che siano monitorate le resistenze nei conigli, considerato l’ampissimo uso di antibiotici in questa filiera, e che l’MRSA sia aggiunto ai patogeni da monitorare.

Uso preventivo e routinario

La bozza di piano attualmente non fa nessun riferimento all’uso preventivo e routinario. Secondo le associazioni, per essere efficace, il piano deve assolutamente prevedere il divieto dell’uso routinario degli antibiotici, soprattutto nel caso di trattamenti di gruppi in cui nessun animale è malato.

Mettere fine all’uso profilattico di routine non comprenderebbe la profilassi non di routine, come l’uso in caso di necessità dell’animale dopo un parto difficile, un’operazione o una ferita.

Il piano deve prevedere che qualsivoglia uso preventivo di antibiotici di importanza critica sia assolutamente vietato. Gli antibiotici di importanza critica dovrebbero essere utilizzati solo su singoli animali in cui sia stata testata l’inefficacia di altri antibiotici.

Tavoli tecnici con associazioni di categoria dell’industria della carne - Riguardo alla possibilità di creare tavoli tecnici con associazioni di categoria dell’industria della carne il piano deve garantire che ogni azione sia realizzata direttamente dal Ministero della Salute, dare pari possibilità a tutti gli allevatori di aderire alle azioni per la riduzione del consumo e per l’uso razionale, ed evitare qualsivoglia, anche potenziale, conflitto di interesse.

Il piano inoltre deve prevedere che le associazioni che rappresentano la società civile e lavorano per il benessere degli animali siano attivamente e nella medesima misura coinvolte nei succitati tavoli tecnici.

Le associazioni si augurano che considerata l’enorme importanza di tale Piano per la salute e il benessere delle attuali e future generazioni, le osservazioni e i suggerimenti proposti possano trovare il convinto supporto di tutte le Regioni e le Provincie autonome affinché il testo finale adottato consenta, in tempi brevi, di superare ritardi e modelli di gestione che hanno portato l’Italia a essere tra i Paesi europei più esposti a questa gravissima minaccia.

 

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/antibioticoresistenza-il-piano-nazionale-non-tutale-i-cittadini

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 06 Nov 2017 10:16:58 +0000
Una rivoluzione nel mondo dell’autismo: parole shock rivelano una realtà sconosciuta http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3051-una-rivoluzione-nel-mondo-dell-autismo-parole-shock-rivelano-una-realta-sconosciuta http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3051-una-rivoluzione-nel-mondo-dell-autismo-parole-shock-rivelano-una-realta-sconosciuta

Manuel SirianniUn fulmine, una spada che squarcia la roccia di tante convinzioni. Un tuono davvero ridondante per tutti coloro che conoscono da tempo il mondo dell'autismo.

Lame taglienti per molti genitori di bambini autistici, per i terapeuti impegnati ad aiutarli, per tutti coloro che da sempre hanno seguito una strada. Quella sbagliata. A dirlo è un bambino autistico che grazie al computer riesce a comunicare al mondo la sua delusione, il suo dolore, ma anche la sua speranza e la sua fede.

Manuel Sirianni ha diciotto mesi quando le prime parole pronunciate scompaiono e non saranno mai più udite dai suoi genitori. All'età di nove anni, però, arriva una svolta nella vita di questo bambino, un dono per tutti noi. Grazie alla tastiera di un pc Manuel inizia finalmente a comunicare. La scrittura come prima espressione di una libertà per lui sconosciuta: "Non parlare vuol dire essere anime imprigionate nel proprio pensiero. Non significa non capire, ma al contrario capire più degli altri e non poterlo urlare".

di Alessandra Corrente

Manuel Sirianni1Le sue urla riempiono le pagine del suo libro, toccante e profondo, una carezza al cuore e un pugno nello stomaco: "Il bambino irraggiungibile" – Storia di un ragazzo autistico non verbale ma pensante.

"Di fatto intorno alla fine del primo anno di materna già in mente mia leggevo molte parole e negli anni a seguire ho composto piccole frasi fino a iniziare a leggere autonomamente cose che mi si presentavano davanti e che altri ignoravano io leggessi. Questa fase di lettura sembra una pura fantasia ma in realtà giunto in prima elementare IN MENTE MIA leggevo frasi e piccole letture a gran velocità mentre i miei compagni stavano ore su una parola. Immaginate quindi che noia la prima elementare quando a turno i miei nuovi pari ripetevano a voce alta piccole frasi e io me li sorbivo balbettare mentre tutti pensavano fossi un analfabeta".

Manuel si rivela un bambino prodigio, in grado di capire, leggere, riflettere, emozionarsi, nonostante il mondo circostante lo reputi un incapace: "I rapporti con i miei coetanei non erano nulli solo a scuola, lo erano al mare dove io e mio fratello (Daniel, anche lui autistico) eravamo sempre esclusi dai giochi collettivi, lo erano al parco dove eravamo sempre noi quattro, la mia famiglia...(...) Non parlavo, non giocavo con nessuno, stavo solo con mamma, papà e Dani che come me si isolava fra musica e televisione... e non so come siamo rimasti stabili nella mente e nello spirito, nonostante ci fosse un'amarezza di fondo (...) Gli altri sembravano non capire quale difficoltà enorme di vita fosse la nostra, così presi dai loro egoismi, dalla loro superficialità, dalla loro visione limitata dell'aiuto verso il prossimo. (...) Scrivo queste cose perché OGNUNO DI VOI sappia che i non verbali non sono minerali, fossili o similari ma hanno ANIMA E PENSIERO RAPIDO, il che li rende ultrasensibili alle assurdità del mondo".

Manuel spiega il perché dei tanti comportamenti che appaiono 'assurdi':

"Ciò che voglio spiegarvi è che se un autistico iperattivo come Daniel fa queste cose non è per follia o, come ho sentito dire a molti sapientoni, per scarsa percezione del pericolo... AL CONTRARIO... quando Daniel si lanciava a nuotare al largo era perché consapevole di aver appreso da autodidatta a nuotare bene, quando Dani si allontanava al supermercato era perché era CERTO di ritrovare la strada per il nostro forte senso di orientamento, che non è simile a quello dei normodotati, i quali pensano di avere tutte le carte in regola ma fanno acqua da tutte le parti, visto che si perderebbero in un buco di supermercato, visto che non avvertono sazi odori di ogni tipo che per noi sono fortissimi, visto che ancora non odono dal mare la musica del lido come fa Daniel, l'unico che canta in acqua le canzoni sismiche infilate in un lettore cd a notevole distanza... Per non parlare del senso di qualità nel gusto che ci fa distinguere a occhi chiusi se ci vengono propinati cibi da discount o di marca nota, questo non per vizio, come pensano i benpensanti, che ignorano quanto il gusto, l'odorato e l'udito abbiano cercato di dar consolazione all'assenza del verbale. Per non dire quanto la memoria sia caritatevole con noi, al punto che i ricordi sono scolpiti nella mente, radicati per sempre...il che, se è molto utile nell'apprendimento, non giova al cuore...povero cuore trafitto spesso da azioni poco nobili del prossimo".

Ciò che Manuel ricorda come una ferita indelebile è il ricovero di 15 giorni in una struttura specializzata insieme alla mamma, subìto per "capire qualcosa in più circa la mia testa... (...) ne sono uscito distrutto, con una diagnosi di ritardo mentale... Che LUMINARI!!! Sapete perché hanno avuto quest'intuizione geniale? Perché non rispondevo prontamente alle loro sazie assurde richieste, come fossi un animale da addestrare, ma, al contrario, usavo la volontà per decidere se era il caso o meno di eseguire gli ordini... (...) il peso di quella prigionia di quindici giorni me lo porto ancora oggi dietro, al punto che mi è rimasta la fobia delle porte ad apertura metallica tipo reparto di ospedale. Ricordo ancora volti, situazioni, solari medici che mi guardavano con aria molto fiduciosa...(chiaramente sono ironico...), continui e dolorosi prelievi del sangue, e ancora la tristezza di non poter uscire con papà la sera ma doverlo lasciar andar via per restare...in prigione. E tutto questo lo scontavo senza aver commesso reato, ma con la sola colpa di non riuscire a parlare e... a farmi addestrare...come voleva il mondo...

Quanta rabbia! Quanta tristezza! Non avete idea del mare scuro di pensieri tristi che ho prodotto nella mia mente per anni... Se non sono sazio di questi pensieri lo devo solo alla mia fede e al mio continuare a chiedere una via d'uscita dalla vita che conducevo".

Manuel, che afferma di star scrivendo un libro sul suo rapporto personale con Dio, sottolinea chiaramente il ruolo fondamentale che la fede ha e ha avuto nella sua vita: "Se non avessi dato la mia vita in mano a Gesù, sarei da legare per follia, mentre Lui mi preserva la mente e mi dà la forza per andare avanti e sperare che qualcosa nella mia esistenza possa cambiare".

Questo ragazzo davvero speciale, che oggi ha 16 anni e frequenta il liceo classico, parla delle emozioni. "Che cosa sono le emozioni? Ve lo dice uno che per i più è stato sempre un essere privo di emozioni, come un fossile, un minerale, un sasso o qualcosa del genere. In realtà le emozioni non appartengono solo ai NORMALI come vengono definiti tutti quelli che apparentemente hanno tutto in regola; in realtà Dio ha dato a tutti questo tesoro nascosto rappresentato da tutto ciò che si sente ma non si vede, che è impalpabile ma ti può tagliare l'anima in due...

A me l'anima è stata spesso più che tagliata fatta a pezzetti, non solo dai famosi pari, ma anche da tanta gente che ha sempre parlato in mia presenza in maniera inappropriata o poco delicata, considerando me come sordo o di così scarse capacità intellettive da non comprendere le assurdità da loro proferite in quel momento".

Manuel si rivolge poi ai genitori: "io so che vi sentite soli, lambiti solo da giudizi proferiti da tanti che non considerano il vostro dolore ma esprimono solo pareri fuori luogo, commenti pesanti e dolorosi, ma non dovete prestarvi ascolto perché se mia madre l'avesse fatto sarebbe impazzita e mio padre si sarebbe suicidato. (...) Questi anni della mia prima infanzia, che per gli altri genitori sono bellissimi, per i miei sono stati di dolore intenso ed è per questo che io SO che cosa provate, sento il mare di solitudine e smarrimento che vi avvolge e immagino cosa sia per voi sentire da un non verbale la descrizione della vostra vita. Ma l'azzeramento di parole non è mai stato tale di EMOZIONI perché VEDEVA la mamma piangere di nascosto, parlando normalmente mentre le lacrime scendevano sotto gli occhiali, SENTIVA telefonate di parenti e amici idioti che anziché consolarla la mandavano nella fossa, e CAPIVA tutto ciò che veniva detto, sussurrato, accennato in sua presenza.

(...)Vi invito a non dare per scontato ciò che vedete, esiste una realtà inspiegabile che non appare subito evidente: io non scrivo con penna, non leggo ad alta voce, non dialogo di cavolate, MA, ripeto, MA leggo in modo globale in metà del tempo o anche meno rispetto ai miei coetanei, scrivo concetti non da analfabeta, comprendo più di tanti NORMALI e vorrei a tredici anni iniziare una carriera da scrittore, mentre per il mondo che mi vede per la prima volta sono un analfabeta che non sa parlare e comprende poche misere consegne verbali solo perché NON ESEGUO CONSEGNE impartitemi su richiesta se non le SENTO veramente mie... ripeto SE NON LE SENTO VERAMENTE MIE. Perciò basta con le solite menate del tipo NON PRENDE, NON TOCCA, NON GUARDA.

(...)

Esistono anche situazioni tali da sentirti impedito nel fare senza sapere il perché, situazioni nelle quali vorresti fare alcune cose ma non ci riesci e stai male, male, male, vorresti URLARE che sai fare quelle cose, e anche molto di più ma non ce la fai. Ecco questo è un altro dei momenti in cui vorresti sparire e apparire sotto la vera veste che hai e non quella che porti ogni giorno...

(...)

Tutto questo l'ho scritto per voi, (...) per aiutare genitori e figli di tutto il mondo che sono entrati in un tunnel come quello in cui viviamo noi Sirianni da molti anni, ma dal quale si può uscire se si lotta con fede, forza e credendoci fino in fondo".

Nelle conclusioni del suo libro Manuel sogna che "tutta l'Italia pian piano parli e legga dell'autismo come di qualcosa che NON SI CONOSCE e come tale va esplorato (...) che si dica se Manuel e Daniel sono così chissà quanti altri ragazzi sono come loro o meglio di loro, ma NESSUNO ha dato loro FIDUCIA.

Ecco l'ultimo grido di Manuel: "A voi genitori che brancolate nel buio delle vostre angosce... dico CORAGGIO, i vostri figli autistici CI SONO e voi dovete aiutarli a dimostrarvelo, sono come perle racchiuse in un guscio, tirateli fuori con sorrisi, colori, cartelli, giochi di bolle di sapone, con una tastiera, con una corsa sulla spiaggia, con una passeggiata in pineta, col parlare loro in maniera normale, col dedicare loro il vostro tempo libero, col dire loro quanto li amate, col riempirli di coccole anche se loro hanno difficoltà a ricambiarvele, col far sentire loro il profumo della vita...".

fonte: http://www.lavocedeltrentino.it/2017/10/15/rivoluzione-nel-mondo-dellautismo-parole-shock-rivelano-realta-sconosciuta/

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Tue, 17 Oct 2017 12:00:22 +0000
In principio si pensava che fosse colpa dell’uranio impoverito, ma poi si è scoperto che i vaccini... http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3042-in-principio-si-pensava-che-fosse-colpa-dell-uranio-impoverito-ma-poi-si-e-scoperto-che-i-vaccini http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3042-in-principio-si-pensava-che-fosse-colpa-dell-uranio-impoverito-ma-poi-si-e-scoperto-che-i-vaccini

CIR Vaccini MilitariRicordate lo spaventoso aumento di tumori e gravi malattie varie nei militari, a partire dalla guerra in Kosovo? Una tragedia che prosegue e che ha portato negli anni alla creazione di varie commissioni d'inchiesta parlamentari. Nel frattempo sono stati effettuati vari studi sulle possibili cause di tali malattie. L'ultima commissione, la quarta, ha pubblicato le proprie conclusioni e raccomandazioni lo scorso luglio, proprio negli stessi giorni in cui la ministra Lorenzin imponeva 10 vaccinazioni obbligatorie ai bambini. Forse, prima di farlo, avrebbe dovuto controllare le conclusioni della commissione d'inchiesta. Anzi: sicuramente avrebbe dovuto farlo. Quanto emerso da anni di studi sulle problematiche dei militari, infatti, indica che la quantità e le modalità di somministrazione dei vaccini parrebbero essere un fattore decisamente influente sul potenziale sviluppo di molte patologie gravi. Tant'è che la commissione raccomanda di limitare le vaccinazioni a 5 o meno, ma non solo, raccomanda fortemente test prevaccinali e post vaccinali e, udite udite, la somministrazione tramite vaccini monovalenti. Tutto ciò nell'ottica della riduzione dei rischi per i nostri militari. Di fatto la commissione parlamentare d'inchiesta suggerisce gran parte delle cose sostenute dai free vax. Come mai le stesse misure di prevenzione dei rischi devono essere raccomandate per i militari, ma non per i bambini? (E.C.)

Per comprendere meglio la questione riportiamo l'articolo di Alberto Scarpitta tratto da Analisi Difesa al quale abbiamo aggiunto i link allo studio SIGNUM, allo studio del Prof. Nobile sui militari della Folgore ed alla relazione della Commissione d'inchiesta. Buona lettura.

Nello scorso mese di luglio è stata resa pubblica la relazione finale della IV Commissione d'Inchiesta sull'uranio impoverito, uno studio autorevole che ha fatto ulteriormente chiarezza sulle cause di un fenomeno che ha colpito migliaia di soldati italiani negli ultimi vent'anni.

All'inizio del nuovo millennio, infatti, tra i nostri militari che avevano prestato servizio nelle missioni balcaniche, in Bosnia e nel Kosovo, si era verificato un improvviso aumento di casi di linfoma di Hodgkin, tale da far prevedere un collegamento tra l'insorgere della malattia e l'attività prestata in teatro.

Gravemente sospetta era apparsa la presenza in quei territori di residui di uranio impoverito che, sotto forma di aerosol con particelle micro polverizzare trasportabili dal vento anche a grande distanza, erano suscettibili di entrare nell'organismo per inalazione o ingestione attraverso alimenti contaminati.

Dopo non poche polemiche, non sempre prettamente scientifiche, venne varata la Commissione Mandelli, incaricata dal Ministero della Difesa di far luce sul fenomeno ed individuarne le cause scatenanti.

La commissione terminò i propri lavori nel 2004 senza accertare un nesso diretto ed incontrovertibile tra l'esposizione potenziale all'uranio impoverito e l'insorgenza dei linfomi, ma raccomandando un'ulteriore fase di studio che monitorasse l'evoluzione del fenomeno.

Ne nacque, su indicazioni della Difesa, il Progetto SIGNUM, acronimo per Studio di Impatto Genotossico Nelle Unità Militari, destinato a coinvolgere su base volontaria 982 militari impiegati nella missione "Antica Babilonia" in Iraq, dove le forze statunitensi avevano fatto largo uso di munizionamento contenente uranio impoverito.

Lo studio prevedeva la raccolta di informazioni dettagliate sulla possibile esposizione dei militari oggetto dell'indagine all'uranio impoverito e ad altri metalli pesanti mediante l'esame di campioni biologici (urine, sangue e capelli) effettuato prima e dopo la missione, per un periodo significativamente lungo (quasi otto anni).

Lo scopo era chiaramente quello di porre in essere una sorveglianza clinica ed epidemiologica protratta nel tempo, per accertare l'insorgenza di fenomeni a lungo termine.

Lo studio prendeva inoltre in considerazione altri fattori potenziali di rischio quali le condizioni ambientali e climatiche presenti nelle basi italiane di "White Horse" e "Camp Mittica", gli stili di vita, la dieta, il fumo ed altre condizioni tendenzialmente pericolose, inclusa, per la prima volta, la somministrazione dei vaccini.

Il rapporto finale del progetto, redatto dal Comitato Scientifico costituito da 14 esperti di fama provenienti dagli staff medici delle università di Pisa, Genova e Roma, giunge già nel 2010 a conclusioni sorprendenti.

Nei soldati monitorati la quantità di uranio impoverito presente nel sangue e nelle urine non risultava aumentata al termine della missione, ma diminuita.

Erano invece aumentati i livelli di cadmio e nichel, notoriamente cancerogeni, ed era cresciuto il danno ossidativo sul dna dei linfociti, cioè delle cellule del sistema immunitario, in particolare tra i soggetti che svolgevano intesa attività all'esterno ed avevano subito 5 o più vaccinazioni. I monitoraggi ambientali escludevano invece contaminazioni significative dovute ad uranio e l'esposizione ad altri specifici inquinanti genotossici.

L'attenzione sui vaccini

L'uranio impoverito, il grande accusato dei Balcani, cessava di essere il principale responsabile delle malattie sviluppate tra tanti soldati italiani e di un numero tristemente crescente di decessi.

Il Comitato Scientifico di Signum si concentrava invece sui vaccini, osservando una chiara correlazione tra le alterazioni ossidative del DNA ed il numero di vaccinazioni effettuate a partire dal 2003.

La differenza più eclatante si registrava infatti tra i 742 soggetti che avevano ricevuto un massimo di quattro vaccinazioni e quanti, un centinaio, ne avevano praticato un numero superiore, fino ad otto e somministrate talvolta anche in rapida successione. Per questi ultimi il differenziale di alterazioni ossidative era significativamente più elevato.

In particolare risultava sotto accusa il vaccino trivalente vivo attenuato Mrp (morbillo parotite rosolia) suscettibile di compromettere le cellule del nostro sistema immunitario incaricate di aggredire ed eliminare gli agenti patogeni esterni.

Profilassi massicce, stress psico-fisico e forte irraggiamento solare venivano pertanto individuati quali probabili concause di linfomi e neoplasie.

Sulla base di queste conclusioni, per certi versi inaspettate e spiazzanti, si costituì con delibera del Senato del 16 marzo 2010 una nuova Commissione Parlamentare di Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che avevano colpito il personale italiano impiegato all'estero. Di fronte a questa il professor Franco Nobile, oncologo direttore del Centro prevenzione della lega contro i tumori di Siena, rese noti gli esiti di uno studio condotto su 600 militari del 186° Reggimento Paracadutisti "Folgore" reduci da missioni internazionali.

Le risultante confermavano quanto emerso dal Progetto Signum, evidenziando la possibilità che pratiche vaccinali particolari, massicce e ravvicinate potessero comportare una "disorganizzazione del sistema immunitario", suscettibile a sua volta di concorrere alla manifestazione di gravi patologie autoimmuni, quali tiroidite, sclerosi multipla, eritema nodoso, lupus, artrite reumatoide, diabete e, secondo taluni studi, leucemie e linfomi.

Sotto accusa erano soprattutto le modalità di somministrazione vaccinale, con un nesso sempre più evidente tra vaccinazioni ravvicinate e abbassamento delle difese immunitarie, ed il loro stesso contenuto, che evidenziava la presenza di metalli pesanti quali alluminio e mercurio, senz'altro cancerogeni, utilizzati in alcuni tipi di vaccini come eccipienti e conservanti per migliorarne l'effetto.

Il ruolo dei vaccini risulterebbe suffragato soprattutto dall'insorgenza di numerosi casi di malattie in situazioni che escluderebbero altri fattori, primo fra tutti l'uranio impoverito.

Secondo dati di fonte ufficiale, infatti, l'85% dei militari che hanno contratto patologie gravemente invalidanti o sono addirittura deceduti per cause tumorali non hanno preso parte a missioni militari all'estero.

Si giunge così ai giorni nostri, con la pubblicazione, nel mese di luglio, della Relazione della IV Commissione d'Inchiesta sull'uranio impoverito che, nonostante il nome, si è occupata di tutti gli aspetti relativi alla tutela della salute del personale militare.

Sono state esaminate anche tematiche particolari, relative a determinati siti utilizzati dalle forze armate e potenzialmente contaminati dalla presenza di amianto, gas radon o elementi radioattivi specifici utilizzati nel sistema di tracciamento IR del missile Milan.

Oltre a questo la Relazione si è soffermata ampiamente di nuovo sulla somministrazione dei vaccini.

Ricordando gli esiti del progetto Signum e gli studi del Prof. Nobile sui militari della Folgore che collegavano in maniera molto netta il significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA dei linfociti con un numero di vaccinazioni superiore a cinque, il documento raccomanda che tale numero divenga limite prescrittivo nella somministrazione di vaccini ed adottato come specifica prescrizione.

Indicazioni utili anche per civili e bambini?

A tale proposito la Commissione suggerisce di predisporre una serie di esami pre-vaccinali specifici per individuare i soggetti particolarmente esposti a patologie gravi e per i quali è assolutamente sconsigliabile la vaccinazione, estendendo tali test in futuro anche alle reclute in fase di valutazione di idoneità all'arruolamento. In ogni caso per tutto il personale in servizio si raccomandano esami prima della somministrazione, per valutare immunità già acquisite e si sottolinea l'opportunità di non effettuare vaccinazioni in prossimità della partenza per le missioni, perché indurrebbero uno stato di immunodepressione che aumenterebbe paradossalmente il rischi di contrarre quella stessa malattia o altra patologia.

Infine la Commissione esprime il convincimento che farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose ridurrebbero significativamente i rischi della profilassi vaccinale, in particolare in presenza di soggetti già immunizzati nell'infanzia, con profilassi specifica o per aver contratto la malattia.

Dopo quasi vent'anni di polemiche spesso ideologiche e ben poco scientifiche, accese campagne di stampa talvolta fuorvianti, circa 4000 soggetti ammalati ed alcune centinaia di decessi, sembrano finalmente identificate con sufficiente chiarezza le cause principali di un fenomeno così grave e devastante.

Nell'auspicare che il Ministero della Difesa e la Sanità Militare diano attuazione con la massima sollecitudine e solerzia alle direttive espresse dalla Commissione, non possiamo ignorare che l'apparizione di questo autorevole documento sia coinciso con le forti polemiche registrate in tema di vaccinazione dei bambini in età scolare, vaccinazioni numerose (10 obbligatorie e 4 facoltative) ed effettuate anche con farmaci polivalenti.

A dispetto delle granitiche certezze manifestate più volte dal ministro della salute ci domandiamo se non sia opportuno suggerire anche per i bambini maggiori cautele e specifici accorgimenti pre-vaccinali per escludere rischi legati all'iperimmunizzazione, valutando caso per caso i possibili effetti delle somministrazioni sull'equilibrio immunitario.

]]>
enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Benessere Olistico Thu, 05 Oct 2017 14:48:33 +0000
Ragazzi, mollate il computer e scrivete in corsivo (per il bene di anima e cervello) http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3037-ragazzi-mollate-il-computer-e-scrivete-in-corsivo-per-il-bene-di-anima-e-cervello http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3037-ragazzi-mollate-il-computer-e-scrivete-in-corsivo-per-il-bene-di-anima-e-cervello

scrittura mano corsivoUn libro che è un appello al ritorno alla scrittura manuale e che è un racconto di come si possa sconfiggere la disgrafia (disturbo dell'espressione scritta che riguarda il 20 per cento degli studenti italiani, dei quali maschi 8 su 10) rieducando la motricità fine dei bambini anziché consegnandoli al computer. In Il corsivo encefalogramma dell'anima (La memoria del mondo, 159 pagine, 18 euro) una grafologa e uno psicologo spiegano i danni cognitivi, emotivi, relazionali che a bambini ed adulti può causare l'abbandono della scrittura a mano, specialmente in corsivo, a favore dell'utilizzo esclusivo delle tastiere dei computer e degli smartphone.

di Rodolfo Casadei

I bambini usano le mani molto meno di cinquant'anni fa e allo stesso tempo familiarizzano con le tecnologie digitali troppo presto, con conseguenze davvero preoccupanti: «L'azienda specializzata in ricerche su internet AGI/AVG ha dimostrato che i bambini di oggi sono in grado di scrivere al PC, navigare su internet, utilizzare il cellulare, ma non sanno allacciarsi le scarpe in autonomia (solo l'11% lo sa fare) o andare in bicicletta». Davanti all'allargarsi del fenomeno della disgrafia, alcuni chiamano in causa alterazioni genetiche, invece Irene Bertoglio e Giuseppe Rescaldina sostengono «la teoria della mancanza di un giusto training formativo atto ad instaurare nei bimbi l'acquisizione della manualità fine», e puntano il dito sull'invadenza delle tecnologie digitali come fattore negativo, appoggiandosi a parecchi studi scientifici sulla questione.

Per esempio «la psicologa e ricercatrice dell'università di Washington, Virginia Berninger, ha condotto uno studio interessante, confrontando la scrittura in stampatello, in corsivo e su tastiera di un gruppo di bambini della Scuola Primaria. Così ha scoperto che alle diverse modalità di scrittura sono associati schemi cerebrali differenti e separati che producono diversi risultati. Si sono notate significative differenze tra chi ha utilizzato il carattere corsivo rispetto a coloro che hanno utilizzato lo stampatello. Nei primi bambini si è rivelata una maggiore attivazione delle aree cerebrali associate alla memoria di lavoro con un aumento dell'attivazione delle reti di lettura e scrittura. Citiamo: "I bambini che scrivono a mano libera producono più parole e più rapidamente di quanto facciano coloro che scrivono su una tastiera; inoltre, rispetto a questi ultimi, mostrano una maggiore ricchezza di idee"».

scrittura mano corsivo1Lo conferma il presidente onorario dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini, citato nel libro: «Gli studi più recenti, di psicoterapeuti e neurologi, segnalano che la deriva verso la scrittura su tastiera o verso forme semplificate di scrittura manuale (lo stampatello, rispetto al corsivo) riduce gli stimoli di produttività ideativa e linguistica e rallenta la comprensione nella lettura. (...) Insomma, la recente e dilagante tendenza a preferire precocemente la tastiera e a non curare le forme della grafia personale ci fa perdere una parte notevole degli effetti che l'antichissima pratica tattile-cognitiva della mano e delle dita – in mille altre attività prima della scrittura vera e propria e per secoli accanto a questa – ha prodotto filogeneticamente sviluppando funzioni pregiate del cervello!». E ancora: « In una ricerca a lunga verifica temporale, la dott.ssa Laura Dineheart, ricercatrice alla Florida International University, ha accertato che i bambini che avevano imparato a scrivere manualmente nei primi anni di scuola raggiungevano migliori risultati negli studi alle superiori, rispetto ad altri che avevano dato priorità all'uso della scrittura con tastiera».

Uno degli aspetti paradossali del problema è che il passaggio alla scrittura al computer è la soluzione consigliata da molti per superare i problemi di disgrafia dei bambini, ma proprio la digitalizzazione della comunicazione è sul banco degli imputati per quanto riguarda la crescente incapacità di imparare a scrivere a mano: «Che paradosso: si prescrive come terapia una delle cause stesse del problema!». Perché, oltre a non attivare le aree del cervello che la scrittura in corsivo attiva, la comunicazione digitale è troppo veloce e causa ansia: «In passato si pensava che l'ansia, in particolar modo quella cronica, fosse a carico del solo individuo adulto; oggi, sempre più bambini accusano patologie legate all'ansia, che diventa un vero e proprio tratto di personalità in età molto precoce. (...) Un ambiente agitato rischia di stimolarlo troppo e di creare in lui un ottundimento emotivo, con conseguenti difficoltà nell'apprendimento. Le capacità attentive e di ascolto, anch'esse indispensabili per imparare a scrivere, non sono senz'altro favorite da un ambiente confuso, ma da un clima sereno, sia in famiglia che a scuola. La soglia media di attenzione si sta sempre più restringendo: da una media di venti-venticinque minuti ad una decina di minuti. (...) Il cambiamento si è instaurato in maniera direttamente proporzionale all'utilizzo degli strumenti tecnologici. L'uso del computer ha aumentato il livello di stimoli di percezione mnemonica, creando una sorta di abitudine ad un pensiero veloce e proiettato al futuro, fonte di strutturazione ansiogena. Grazie agli studi più recenti, sappiamo ora che la capacità di concentrazione e l'instaurazione del pensiero logico sono possibili grazie ad una limitazione sensoriale che permette che le informazioni acquisite dal soggetto passino dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine. Questo passaggio può avvenire solo rallentando l'acquisizione degli stimoli».

Occorre rallentare, e recuperare i benefici della scrittura a mano, preferibilmente in corsivo. Come scrive l'Istituto Grafologico Internazionale Moretti (il francescano padre Girolamo Maria Moretti, 1879-1963, è stato l'iniziatore della grafologia in Italia) nel suo manifesto per il lancio della Campagna per la valorizzazione della scrittura a mano: «La scrittura a mano corsiva stimola a: migliorare la capacità di lettura e di calcolo; potenziare la capacità di attenzione e di apprendimento; imparare l'autodisciplina e la concentrazione; 
allenare la memoria e accrescere la fiducia in se stessi; 
favorire il pensiero critico; 
costruire buone relazioni comunicando le proprie idee; 
esprimere la creatività individuale ed uscire dall'anonimato 
incoraggiando l'originalità individuale».
Nella parte finale il libro descrive il Metodo Primavera (dal nome di Susanna Primavera, la grafologa che lo ha inventato), una particolare tecnica di insegnamento della scrittura indicata per la Scuola Primaria che ne facilita l'apprendimento, e racconta le sperimentazioni e le esperienze sul campo di Irene Bertoglio e Giuseppe Rescaldina presso le scuole di varie località lombarde.

Fonte: http://www.tempi.it/ragazzi-mollate-il-computer-e-scrivete-in-corsivo-per-il-bene-di-anima-e-cervello#.Wb0jgMirSUn

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Sat, 16 Sep 2017 13:14:04 +0000
Vaccini, la lettera aperta di un medico: “I pazienti vanno ascoltati” http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3035-vaccini-la-lettera-aperta-di-un-medico-i-pazienti-vanno-ascoltati http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3035-vaccini-la-lettera-aperta-di-un-medico-i-pazienti-vanno-ascoltati

"Ascoltare i pazienti è uno dei compiti del medico. I medici sono gli esperti della salute, ma i pazienti sono coloro che ricevono i trattamenti che i medici somministrano, per tanto hanno tutto il diritto di chiedere, mettere in discussione e soprattutto scegliere". Pubblichiamo la lettera aperta di Chiara Mussi, medico chirurgo, che esprime le sue considerazioni sul decreto vaccini, la libertà di scelta e l'importanza della condivisione tra medico e paziente. Su questa base, vorrei invitare ad una riflessione i medici e tutti i cittadini sul decreto legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale. Tra le premesse alla riflessione vorrei ricordare alcuni punti.
Vaccini lettera Aperta

Nella pratica clinica, i trattamenti sanitari obbligatori (TSO), vengono raramente utilizzati e riservati a situazioni di emergenza e soggetti incapaci di intendere e volere. Caratteristiche che non vedo applicabili ai genitori di neonati sani.

La medicina moderna , è andata sempre più verso la condivisione tra medico e paziente delle scelte terapeutiche. L'alleanza terapeutica che si crea tra chi cura e chi è curato, aumenta la compliance del paziente e porta a migliori risultati.

Il consenso informato è nato a garanzia del paziente e rappresenta una tutela importantissima per il cittadino, alla quale una società civile non dovrebbe rinunciare.

La nostra Costituzione e numerosi altre leggi e convenzioni nazionali ed internazionali, riconoscono l'inalienabilità del corpo umano, tutelano la salute del singolo cittadino, anche nei confronti degli obiettivi di salute pubblica e limitano fortemente l'utilizzo di trattamenti sanitari obbligatori.

A fronte di queste premesse mi chiedo se sia invece lecito che la classe medica si ponga così al di sopra del cittadino. Con questo approccio, gli "esperti" decidono che cosa rappresenta il meglio per i singoli e per la collettività, ma non sono tenuti a convincerli, possono imporre multipli trattamenti, anche in assenza di malattia, di emergenza, di incapacità di intendere e di volere.

Con questo approccio, i genitori, ma direi in generale i pazienti, non contano più nulla. Sono assimilati ad interdetti mentali, poiché evidentemente ritenuti tali.

Vaccini lettera Aperta1

Ho ascoltato in questi giorni i racconti di molti genitori. Non mi sono per nulla infastidita nel vedere mamme che hanno fatto ricerche bibliografiche su internet, degne di uno studente universitario. Anzi mi sono commossa. Mi sono ricordata di quello che diceva Sant'Agostino: "solo chi ama conosce". Mi sono ricordata dei miei grandi professori che mi hanno più volte suggerito, quando non capivo le complicazioni e la patologia di un paziente, di ascoltarlo, di visitarlo ancora, di sedermi al suo fianco a pensare e ripensare.

Tra le migliaia di persone che hanno manifestato in questi giorni contro il decreto, nel silenzio assordante dei media e nell'indifferenza generale, ci sono moltissime famiglie che hanno figli con qualche disabilità in casa, che loro ritengono essere il risultato di un danno da vaccino. Far finta che queste persone non esistano, censurarne la voce, multarle, deriderle, non ha nulla né di etico né di scientifico.

Queste malattie, richiedono un focus da parte della comunità scientifica, che analizzi nel dettaglio cosa è capitato nel singolo soggetto e nella collettività. Questo focus può essere solo positivo, poiché darà chiarezza e conoscenza. Non è sufficiente laconicamente affermare che non sappiamo cosa è successo.

Queste famiglie necessitano inoltre di un'attenzione umana e sociale, da parte dei medici, delle istituzioni e della comunità. L'indifferenza non fa che aumentare la rabbia. A questo proposito ho sempre avuto grande ammirazione e rispetto per le associazioni pazienti e per i patient advocacy groups. Credo che diano un contributo fondamentale alla medicina e siano da incoraggiare, non scoraggiare.

Ascoltare i pazienti è uno dei compiti del medico. I medici sono gli esperti della salute, ma i pazienti sono coloro che ricevono i trattamenti che i medici somministrano, per tanto hanno tutto il diritto di chiedere, mettere in discussione e soprattutto scegliere.

Il dibattito scientifico sui vaccini è complesso, così come lo è il nostro sistema immunitario ed il corpo umano. Il dottor Berrino ha paragonato questo decreto ad una tortura di un sistema totalitario, in cui si ripetono slogan che rappresentano un'enorme semplificazione della realtà e si minacciano coloro ancora non del tutto persuasi del lavaggio del cervello a cui vengono sottoposti.

Spero che in questa confusione, che ha creato una vera frattura sociale, si possa riprendere un vero dibattito scientifico, che è quello che appassiona e libera la mente. Poiché la medicina deve andare avanti e non si deve mai accontentare dei risultati raggiunti. Spero soprattutto che si possa ridare serenità alle famiglie, che si sentono private del diritto all'informazione e alla scelta.

Per quanto riguarda il diritto alla scelta, continuo a riflettere sul fatto che ogni nostra decisione influenza gli altri, da quando prendiamo la macchina al mattino per andare al lavoro, inquinando l'aria che è di tutti, a quando saliamo in metropolitana col mal di gola, esponendo altri al contagio. Per quanto riguarda i vaccini, questa riflessione dovrebbe tener conto di tutta la popolazione, non solo di quella pediatrica.

Vaccini lettera Aperta2

Dal punto di vista tecnico, va invece ricordato che questo tema riguarda solo quelle malattie per le quali il vaccino dovrebbe produrre un effetto gregge (no tetano, pertosse, improbabile per meningite, etc) e questo effetto gregge dovrebbe essere scientificamente dimostrato e non solo desiderato. Dal punto di vista giuridico, il diritto dei pazienti che vorrebbero vaccinarsi ma non possono e la cui salute in qualche modo potrebbe dipendere dalla vaccinazioni di altri, si contrappone a quello di chi non vuole essere vaccinato perché teme complicazioni da vaccino o per altre ragioni. Dal mio punto di vista, questi diritti hanno pari dignità e credo che debba essere lasciata libertà di scelta, come per tutti i trattamenti che riguardano il nostro corpo e la nostra salute. In ogni caso, questo è sicuramente un complesso tema di riflessione, che necessita di approfondimenti giuridici e non di frettolosi provvedimenti.

In generale penso che sia questa la differenza tra una tirannia e la democrazia. Nella democrazia i singoli hanno diritto a contribuire liberamente al raggiungimento del proprio bene e del bene pubblico. Nei regimi totalitari il bene pubblico è conosciuto da pochi, che lo impongono ai cittadini, che non sono più visti come protagonisti, ma come sudditi, da comandare, poiché incapaci di riconoscere la giusta strada da percorrere.

Con tutti i limiti della democrazia e pur conscia che la verità non è democratica, continuo a ritenere il sistema democratico il meno peggiore che l'uomo possa produrre.

Infine, vorrei invitare tutti, anche coloro che non hanno figli ad immedesimarsi nella situazione. Provate ad immaginare se foste voi a ricevere una lettera, in cui gli esperti hanno deciso che dovete sottoporvi, per garantire la vostra salute e quella pubblica, a 12 (+X) vaccinazioni (decise ad hoc dai tecnici, adeguate ai vostri rischi e alla vostra fascia d'età) . Pena non poter andare più al lavoro. Per quest'anno. L'anno prossimo potrebbero essere di più, a seconda dei nuovi preparati a disposizione. Il numero verrà deciso da una commissioni di esperti e vi verrà comunicato. Ma dovete farle tutte e, altrimenti in ufficio non si entra. E si paga anche una multa. Così e basta.

È questo il modo con cui vorreste che venga trattato il tema della vostra salute e del benessere della comunità? Questa lettera non è fantasia. È la realtà che stanno vivendo in questi giorni migliaia di famiglie. È così che i medici vogliono far valere le loro buone ragioni? È questo il futuro del rapporto medico paziente?

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/07/vaccini-lettera-aperta-medico/

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Fri, 15 Sep 2017 10:55:54 +0000
La lobby dello zucchero ci ha ingannato per 50 anni. Medici pagati per mentire. Uno studio su JAMA svela anni di "depistaggi" http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3019-la-lobby-dello-zucchero-ci-ha-ingannato-per-50-anni-medici-pagati-per-mentire-uno-studio-su-jama-svela-anni-di-depistaggi http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3019-la-lobby-dello-zucchero-ci-ha-ingannato-per-50-anni-medici-pagati-per-mentire-uno-studio-su-jama-svela-anni-di-depistaggi

Industria ZuccheroPer più di cinquant'anni l'industria dello zucchero avrebbe pilotato le ricerche, pagando decine di scienziati in modo che sminuissero il pericoloso collegamento tra alimenti zuccherati e problemi cardiaci e spostassero l'attenzione sui grassi saturi e il colesterolo. È quanto emerge da una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA Internal Medicine, la bibbia della ricercatori Usa: una serie di 320 documenti, scoperti da tre ricercatori della University of California, San Francisco, metterebbe in luce una verità sconvolgente. 

"Sono stati in grado di sviare il dibattito sullo zucchero per decenni", ha detto al New York Times, Stanton Glantz, professore di medicina e autore del report. Il "depistaggio" si sarebbe verificato a partire dagli anni '60. Stando ai documenti trovati e analizzati, nel 1967 un gruppo conosciuto come "Sugar research foundation", oggi divenuto "Sugar Association", avrebbe pagato alcuni ricercatori di Harvard circa 50.000 dollari a testa per pubblicare sul New England Journal of Medicine uno studio che distruggesse l'immagine dello zucchero come nemico per la salute del cuore."La ricerca concludeva che, 'senza dubbio', l'unico modo per prevenire i problemi cardiaci era quello di ridurre il colesterolo e i grassi saturi", spiegano gli autori del report su JAMA. In altre parole, gli scienziati si adoperarono per sottovalutare pubblicamente il ruolo dello zucchero nel causare malattie cardiovascolari. Sebbene i ricercatori di allora non siano più rintracciabili, perché ormai deceduti, si sa che uno di questi, D. Mark Hegsted, divenne capo della divisione che si occupa di nutrizione al Dipartimento dell'Agricoltura e che il suo gruppo pubblicò le linee guida sull'alimentazione nel 1977. Un altro, Dr. Fredrick J. Stare, ricoprì il ruolo di presidente del dipartimento di nutrizione di Harvard. Nonostante i fatti risalgano a decenni fa, il tema è destinato ad aprire un nuovo dibattito. "Questo incidente di cinquant'anni fa potrebbe sembrare storia antica - spiega in un editoriale Marion Nestle, professoressa di 'food policy' alla New York University - ma è rilevante perché risponde ad alcune domande che ci poniamo ancora oggi. È vero che le lobby dello zucchero hanno manipolato la ricerca in loro favore? Sì, è vero, e la pratica continua". "Il nostro studio mette in luce il bisogno di fare più attenzione e non dare la ricerca sempre per scontata - spiegano gli autori -. Ci sono molti modi in cui uno studio può essere manipolato, dalle domande che pone e si pone al come le informazioni vengono analizzate fino al modo in cui le conclusioni vengono riportate nel testo".C'è di tenere gli occhi aperti, insomma. Anche perché la Sugar Association, come riporta Vox, continua a pubblicare le sue linee guida sul rapporto tra zuccheri e salute del cuore. Dal canto suo, l'associazione si è difesa: "Lo studio di JAMA cavalca il trending dell'anti-zucchero. Le ricerche degli ultimi decenni hanno messo in luce che lo zucchero non ha una responsabilità univoca sulle malattie del cuore - si legge in uno stato -. Siamo preoccupati per la crescente diffusione di articoli ideati apposta per prendere click e che minano la qualità delle ricerche scientifiche, ma siamo ancora più delusi dal fatto che un simile report sia apparso su una rivista come JAMA".

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2016/09/13/zucchero-ricerca-jama-industria-paga-scienziati_n_11988046.html

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 17 Aug 2017 16:30:52 +0000
MORTI IN CULLA: PROSEGUONO LE STRAGI DI STATO… http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3018-morti-in-culla-proseguono-le-stragi-di-stato http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3018-morti-in-culla-proseguono-le-stragi-di-stato

SIDSEnnesimo caso di cronaca nera che riguarda un neonato. 
Questa volta tocca a Monza dove una bimba di 4 mesi dentro la sua culla ha smesso di respirare. 
Inutile sottolineare che quando un neonato muore non esistono parole per descrivere il dolore per l’intero pianeta.
Le parole però non devono più rimanere nascoste quando si tratta di denunciare al mondo una pratica che solo delle poveri menti ignoranti o in totale malafede non vogliono o non possono vedere. Mi riferisco alle vaccinazioni pediatriche. 
Avete letto bene. 
Mentre la medicina allopatica, quella non democratica che si arroga il diritto di sapere tutto e imporre al mondo scientifico e ai medici i protocolli delle lobbies, si arrampica inutilmente sugli specchi, i neonati continuano a morire come le mosche.
Ecco come spiegano la Sids (acronimo di Sudden infant death syndrome), cioè Sindrome della morte improvvisa infantile, dette anche «morti bianche» o «morti in culla». 
Secondo quanto riportato dai CDC americani, la Sids risiederebbe in anomalie nella zona cerebrale che controlla i ritmi del sonno e della veglia. Un bambino apparentemente sano e normale, soffrirebbe in realtà di una piccola anomalia nel sistema di regolazione dei ritmi cardiaci, respiratori o generali del proprio organismo. (Fonte Epicentro)
L’apoteosi della follia la toccano quando arrivano a dire che il dormire in posizione prona o l’esposizione al fumo passivo indurrebbero la Sids e quindi la morte del bambino! (Fonte Epicentro).

di Marcello Pamio

Cari genitori, se un bambino sanissimo, che non ha assolutamente nulla, che sta benissimo, viene messo a letto e non si sveglia più dipende da una anomalia subclinica o dal fumo del sigaro che il nonno ha lasciato in salotto. 
Questa sarebbe scienza? 
Cosa dire poi della posizione prona? Per anni i pediatri hanno consigliato i genitori di far dormire i figli a pancia in su, poi a pancia in giù. Ora le ultime direttive delle menti geniali che lavorano per noi hanno stabilito che tale posizione può portare alla Sids.
Quindi non si può più dormire proni, ma solo a pancia in su. Chiaro mamme? 
Se vostro figlio si mette a dormire pacificamente e naturalmente a pancia in giù, giratelo immediatamente mi raccomando, e se serve mettetegli un piccolo bastoncino sul fianco che impedisca alla creatura di girarsi. Per essere sicure, mettetevi la sveglia ogni 2 ore (se già non lo fate per allattare) e controllate che non si sia rimesso prono. Ne va della sua vita.
Da quando in qua la pediatria ne sa più di un neonato, dal punto di vista istintivo, sulla posizione ideale e naturale per dormire? 
Forse da quando la medicina si è arrogata il diritto di vita e di morte sugli esseri umani?
Sappiamo però che la scienza non è democratica, quindi sono loro a decidere come si dorme, quello che si deve mangiare e quello che si deve inoculare. Punto.

SIDS1


VACCINI & SIDS
Cosa c’entrano i vaccini con la morte improvvisa del lattante? Assolutamente nulla per i camici bianchi indottrinati dal Sistema. 
Poco importa se TUTTI i bambini morti in culla hanno sempre fatto le vaccinazioni qualche giorno o qualche settimana prima. Si tratta di una pura coincidenza e casualità.
Questi grandi illuminati però dovrebbero spiegare a tutti come mai i bugiardini di alcuni vaccini pediatrici (proprio quelli che vengono fatto nei primi mesi di vita) riportano tra gli effetti collaterali: «Sids», «morte in culla»?
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità italiano la Sids «colpisce i bambini tra un mese e un anno di età». Stranamente esattamente il periodo in cui vengono fatti i primi inoculi…
Ma naturalmente non si può dirlo, perché si entra nelle fake news da punire con la censura e perché no, anche con la galera. Intanto i bambini continuano a morire.
Se questo fosse un falso, dove sono i bambini morti in culla che NON hanno fatto le vaccinazioni? 
S’intendono quelli oltre i due mesi di vita (età dei primi vaccini), escludendo ovviamente quei neonati che realmente sono nati con gravissime patologie respiratorie o cardiovascolari. 
Se il cervello non è un optional, con l’odierno accanimento mediatico nei confronti dei genitori etichettati come “no-vax”, se anche solo un bambino morisse in culla senza aver fatto i vaccini i titoli dei vergognosi quotidiani lo direbbero a caratteri cubitali. E invece nulla, come mai?


MORTE IN CULLA
Diamo qualche dato importante.
La Sindrome della morte in culla in Italia uccide circa 300 neonati all’anno, a dircelo è Il Gazzettino del 25 maggio del 2016 in un articolo il cui titolo si commenta da solo: «Vaccini, bimba a due mesi muore nel sonno a Torino dopo esavalente».
Avete letto bene: morta a due mesi di vita appena dopo l’esavalente, ma naturalmente il vaccino non c’entra nulla.
Quindi circa 300 neonati all’anno in Italia muoiono nel sonno.

Vediamo cosa dice l’Istituto Superiore di Sanità sulla Sindrome della morte in culla. 
«Dopo le malformazioni congenite, la Sids è la causa principale di morte post neonatale negli Stati Uniti. Secondo il National Vital Statistics Reports, del 12 ottobre 2004, l’incidenza della Sids è di circa 1,7 per mille nati vivi (Ma non erano 1 su un milione, secondo la Lorenzin? ndr). Dati simili sembrano essere registrati anche in Europa. In Italia, la stima fornita dal centro di riferimento della Regione Lombardia, è di 1 su 1000 nati vivi».
Quindi in Italia vi sarebbe 1 morto ogni 1000 bambini nati.
Prendiamo ora il bugiardino del vaccino trivalente Tripedia per difterite-tetano-pertosse e vediamo cosa riporta la Sanofi-Pasteur.
«La percentuale di morti in culla secondo alcuni studi osservazionali, negli Stati Uniti (periodo dal 1985 al 1991) è pari a 1,5 bambini ogni 1000 nati, mentre in Germania è di circa 0,4».
Ricordate che da noi è 1 su 1000.
Sempre dal trivalente Tripedia: «In uno studio caso-controllato tedesco e in uno studio di sicurezza negli Stati Uniti su 14.971 neonati che hanno ricevuto il vaccino Tripedia ne sono morti 13 morti».
Quindi 13 morti su circa 15.000 neonati significa una percentuale pari a 0,86 morti per ogni 1000 nati.
In Italia sono nati nel 2016 circa 470.000 bambini. Se la percentuale di mortalità del Tripedia è di circa 0,86/1000 nati, tenuto conto che da noi sono nati 470.000 l‘anno scorso, il vaccino se ne è portati via circa 400
Morti per cosa? 
Da Sids ovviamente ma non solo. Almeno 300 ne muoiono per Sids ogni anno, ma se teniamo conto che non è l’unica causa di morte, si fa presto ad ottenere le cifre riportate.

Ecco cosa riporta ancora il bugiardino del Tripedia:
«Adverse events reported during post-approval use of Tripedia vaccine include idiopathic thrombocytopenic purpura, SIDS, anaphylactic reaction, cellulitis, autism, convulsion/grand mal convulsion, encephalopathy, hypotonia, neuropathy, somnolence and apnea».
«Gli eventi avversi riportati durante l’uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono: porpora trombocitopenica idiopatica, SIDS, reazione anafilattica, AUTISMO, convulsione, ENCEFALOPATIA, ipotonia, neuropatia, sonnolenza e apnea».

Tra gli effetti collaterali: Sids, autismo ed encefalopatia!
Lo dicono gli stessi produttori dei vaccino; lo mettono nero su bianco nel bugiardino e da noi i grandi medici e la grande scienza ufficiale negano con tutte le forze e con ogni mezzo la correlazione tra vaccini-autismo e la correlazione tra vaccini-Sids.
Beata ignoranza e soprattutto malafede, e intanto i bambini continuano a morire.
Quand’è che la magistratura interverrà arrestando coloro che partecipano attivamente a tale olocausto? Mi riferisco al Ministro della salute, al direttore dell’Istituto Superiore di Sanità e al direttore dell’Aifa, nonché al Presidente della Repubblica che ha firmato e avvallato la conversione del decreto in legge.

PS: Il Giappone ha cambiato il calendario di inizio per la vaccinazione spostandolo dai tre mesi a due anni e subito il loro tasso di Sids è crollato
Come mai? Il ritardo della vaccinazione «trivalente» DPT (Difterite-Pertosse-Tetano) dopo i 2 anni di età in Giappone, ha portato ad un drastico calo di effetti collaterali. Nel periodo 1970-1974, quando la vaccinazione DPT veniva effettuata dai 3 a 5 mesi di età, il sistema di compensazione nazionale giapponese erogò indennizzi per ben 57 casi gravi danneggiati da vaccino (danni permanenti) e 37 morti. Durante il periodo 1975-1980, quando le iniezioni di DPT venivano effettuate in ritardo, le gravi reazioni al vaccino sono state ridotte a un totale di tre morti. Ciò rappresenta una riduzione dall’85 al 90 per cento nei casi più gravi di danni e la morte. Nel 1988 il governo giapponese raccomandò la non vaccinazione fino a due anni di età. La Sids è tornata in Giappone da quando il governo è tornato a raccomandare le vaccinazioni a tre mesi. (Raymond Obomsawin, MD. Ottobre 2007 New England Journal of Medicine. Tratto da uno studio condotto dal Dr. Viera Scheibner).

fonte: http://disinformazione.it/Sids_vaccini.htm

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 17 Aug 2017 09:59:02 +0000
Scienza in crisi: gran parte degli esperimenti non è riproducibile http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3014-scienza-in-crisi-gran-parte-degli-esperimenti-non-e-riproducibile http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3014-scienza-in-crisi-gran-parte-degli-esperimenti-non-e-riproducibile

Esperimenti non riproducibiliPer la scienza un esperimento deve dare lo stesso risultato anche se condotto da persone diverse in luoghi differenti. Ma cosa succederebbe se di colpo ci rendessimo conto che la maggior parte degli esperimenti su cui ci si basa per sviluppare nuove ricerche e nuovi farmaci non fossero riproducibili?

Non è l’inizio di un libro di fantascienza, questa è la pura realtà. Recentemente Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame avesse fallito i test di riproducibilità1; nonostante ciò sono state pubblicate, diffuse e citate da altri ricercatori come base delle loro nuove ricerche.  Dei 1576 scienziati intervistati non solo più di due terzi ha provato e fallito nel riprodurre l’esperimento di un collega, ma più di metà di loro hanno fallito nel riprodurre i loro stessi esperimenti.

Prima di giudicare però bisognerebbe considerare che “con l’evoluzione della scienza diventa sempre più difficile replicare un esperimento perchè le tecniche e i reagenti sono sempre più sofisticati, dispendiosi in tempo per la loro preparazione e difficili da insegnare”, spiega Mina Bissel, una delle ricercatrici americane più premiate per le sue innovative ricerche in oncologia. La cosa migliore, continua la Bissel, “sarebbe quella di contattare direttamente il collega, se necessario incontrarsi e cercare assieme di capire come mai non si riesca a riprodurre l’esperimento. Risolvere quindi il problema amichevolmente”.

Anche l’industria farmaceutica si ferma di fronte alla non riproducibilità degli esperimenti

Nel 2011 Glenn Begley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia medica della Amgen, una delle più grosse multinazionali di biotecnologie, aveva deciso prima di procedere con nuovi e costosi esperimenti, di replicare i 53 lavori scientifici considerati come fondamentali su cui si sarebbero basate le future ricerche della Amgen in oncologia. Risultato? Non fu in grado di replicare 47 su 53, ossia l’89%.

Se vogliamo scriverlo in altro modo possiamo dire che solo l’11% degli esperimenti scientifici considerati come pietre miliari in quel settore di ricerca, erano riproducibili.

“Rimasi scioccato - racconta Begley - si trattava di studi su cui si affidano tutte le industrie farmaceutiche per identificare nuovi target nello sviluppo di farmaci innovativi. Ma se tu stai per investire 1 milione, 2 milioni o 5 milioni scommettendo su un’osservazione hai bisogno di essere sicuro. Così abbiamo provato a riprodurre questi lavori pubblicati e ci siamo convinti che non puoi prendere più nulla per quello che sembra”.

Per cercare di calmare le acque il premio Nobel Philip Sharp è intervenuto spiegando come “una cellula tumorale può rispondere in modi diversi a seconda delle differenti condizioni sperimentali. Penso che molta della variabilità nella riproducibilità possa venire da qui”.

Per escludere ogni tipo di errore nella riproduzione delle condizioni sperimentali, spesso dovuti a problemi di manualità o di utilizzo di specifici reagenti, Bagely ed il suo team le hanno provate tutte a partire dall’incontrare direttamente gli autori degli studi originali, racconta “abbiamo ripercorso i lavori pubblicati linea per linea, figura per figura, abbiamo rifatto gli esperimenti per 50 volte senza riuscire a riprodurre quei risultati. Alla fine l’autore originale ci ha detto che lo aveva ripetuto sei volte ma gli era riuscito una volta sola e poi ha pubblicato nell’articolo scientifico solo i dati relativi a quella volta sola.

Così si stanno investendo soldi su fallimenti annunciati

Se un esperimento che riesce solo una volta vi venisse proposto come la base per investire milioni di dollari in ricerca e produrre un nuovo farmaco, voi investireste tutti quei soldi?

E’ la domanda che si sono posti Leonard Freedman del Global Biological Standard Institute di Washington, Iain Cockburn e Timothy Simcoe della Boston University School of Management. In una recente ricerca hanno stimato che ogni anno il governo americano spende 28 miliardi di dollari in lavori scientifici non riproducibili. “Non vogliamo dire - spiega Freedman -  che siano soldi buttati, in qualche modo contribuiscono all’evoluzione della scienza, si può però dire con certezza che dal punto di vista economico il sistema attuale della ricerca scientifica è un sistema estremamente inefficiente”.

Non è forse un caso quindi che i primi a far emergere il problema della riproducibilità siano ricercatori che lavorano presso multinazionali, sicuramente più attenti al bilancio e alla resa dell’investimento. Forse è grazie a ciò che la lista degli illustri ricercatori che denunciano questo “corto circuito” è in continua crescita.

Il dott. Khusru Asadullah, alto dirigente della Bayer, ha dichiarato come i ricercatori della multinazionale tedesca non erano riusciti a replicare più del 65% degli esperimenti su cui stavano lavorando per portare avanti nuove ricerche.

Anche il prof. George Robertson della Dalhouise University in Nova Scozia racconta di quando lavorava per l’azienda Merck sulle malattie neuro-degenerative e si erano accorti che molti lavori scientifici accademici non reggevano alla prova della riproducibilità.

Tra le cause di questa “crisi di riproducibilità” sicuramente ci sono le tematiche tecniche descritte dalla Bissel, ci sono però anche aspetti più umani quali il bisogno degli scienziati di pubblicare per far carriera e ricevere finanziamenti, a volte i loro stessi contratti di lavoro sono vincolati al numero di pubblicazioni che riescono a fare, come racconta Ferric Fang, dell’Università di Washington “il biglietto più sicuro per prendere un finanziamento o un lavoro è quello di venir pubblicato su una rivista scientifica di alto profilo. Questo è qualcosa di poco sano che può condurre gli scienziati a cercare notizie sensazionalistiche o in alcune volte ad assumere comportamenti disonesti“.

In maniera ancora più diretta interviene la professoressa Ken Kaitin, direttrice del Tufts Center for the Study of the Drug Develompment che afferma “Se puoi scrivere un articolo che possa essere pubblicato non ci pensi nemmeno al tema della riproducibilità, fai un’osservazione e vai avanti. Non c’è nessun incentivo per capire se l’osservazione originale fosse per caso sbagliata. “

Un Sistema, quello della ricerca accademica, che sta evidentemente trascinando la Scienza verso una crisi di identità e di credibilità. Nel 2009 il prof. Daniele Fanelli, dell’Università di Edimburgo, ha realizzato e pubblicato uno studio dal titolo emblematico: “Quanti scienziati falsificano i dati e fabbricano ad hoc le ricerche?”

Quasi il 14% degli scienziati intervistati ha affermato di conoscere colleghi che hanno totalmente inventato dei dati, ed il 34% ha affermato di aver appositamente selezionato i dati per far emergere i risultati che gli interessavano.

A giugno 2017 il prof. Jonathan Kimmelmann, direttore del Biomedical Ethics Unit presso la McGill University di Montreal ha pubblicato un nuovo studio che conferma questa crisi di riproducibilità e cerca di mettere il luce su alcune delle principali cause quali la variabilità dei materiali di laboratorio, problemi legati alla complessità delle procedure sperimentali, la scarsa organizzazione nel team di ricerca, e la poca capacità di analisi critica.

Né le università né le riviste scientifiche sono interessate agli studi di riproducibilità

E’ inoltre necessario considerare che il sistema accademico non premia per niente chi fa studi di riproducibilità, sono tempo e soldi buttati via dal punto di vista delle “performance produttive” del gruppo di ricerca.

Le stesse riviste scientifiche non sono un gran che interessate a pubblicare ricerche che dimostrano la non riproducibilità di un precedente lavoro pubblicato, preferiscono pubblicare ricerche innovative o risultati sorprendenti e così ecco com’è facile far sparire le notizie dei fallimenti delle repliche.

In ultima analisi bisogna tenere a mente che oggi ci sono ricerche tanto specifiche che solo pochi esperti le possono capire e valutare; in questo modo si sterilizza l’attività di peer review (ossia il lavoro di revisione dello studio scientifico da parte di esperti così da poter decidere se pubblicarlo, chiedere chiarimenti o respingerlo). In alcuni casi c’è il grosso rischio che le riviste scientifiche pubblichino quasi alla cieca, del tipo: non ho capito di cosa stai parlando però mi sembra tutto serio e ben fatto, tu hai una buona reputazione, quindi lo pubblico.

“Non per questo adesso bisogna pensare che tutti gli studi scientifici siano inaffidabili - afferma Andrea Pensotti, direttore dell’Interdisciplinary Life Science Institute - bisogna avere la forza di fare una seria autocritica nel mondo della scienza senza cadere nell’eccesso opposto della “caccia alle streghe”  che porterebbe ad una grave crisi di credibilità non solo verso la popolazione generale ma anche verso gli stessi medici e tra colleghi ricercatori.”

La storia della Scienza ci ha sempre raccontato di un’evoluzione che passa attraverso grosse crisi: dalla messa in dubbio del sistema geocentrico fino all’introduzione della fisica quantistica. Il bello della scienza è sempre stato quello di saper mettersi in crisi ed uscirne più bella di prima e spesso queste grandi rivoluzioni non necessitano di grossi finanziamenti ma solo di genuini lampi di genio ed onestà.

“Mettere il dito nella piaga di questa crisi di credibilità è di vitale importanza per noi che lavoriamo sull’interdisciplinarità, la necessità di integrare diverse discipline richiede più che mai un chiaro confronto e fa emergere con maggior facilità eventuali incongruenze - spiega Andrea Pensotti in occasione del congresso mondiale di studi sulla Coscienza tenutosi a San Diego assieme al linguista Noam Chomsky - per anni la scienza si è concentrata sull’analisi dei “singoli pezzi” della natura, l’ha sezionata alla ricerca degli ingranaggi primordiali. E’ ora necessario riscoprire la capacità di collegare i singoli pezzi studiati e comprendere meglio il senso di quei processi che guidano l’organizzazione e l’evoluzione della materia vivente. Bisogna tornare alla semplificazione dei concetti, passare da una sintattica della vita ad una semantica della vita” .

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/scienza-in-crisi-gran-parte-degli-esperimenti-non-e-riproducibile

]]>
redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 10 Aug 2017 10:02:22 +0000
Vaccinazioni: ma cosa sta accadendo? una visione Spirituale http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3010-vaccinazioni-cosa-sta-accadendo-una-visione-spirituale http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3010-vaccinazioni-cosa-sta-accadendo-una-visione-spirituale

vaccini una fiammataCon l’infame decreto vaccini stiamo vivendo una delle pagine più nere dell’aggressione di forze anticoscienza alla costituzione umana ed alla sua evoluzione.

Negli ultimissimi decenni, come diciamo e scriviamo da tempo, è in corso la più grande rivoluzione della Storia: la rivoluzione delle coscienze, che stanno cominciando a risvegliarsi in grandi numeri. Per la prima volta nella Storia umana. E lo fanno a partire dalla propria interiorità che vuole il Bene, il Bene vero per tutti e non solo per sé. E che per realizzarlo in un mondo dominato da istituzioni oscure e di potere, vuole conoscere, diventare consapevole. Sapere la verità delle cose che ci circondano, che siano alimenti, medicine, malattie, avvenimenti, politica, economia, finanza, lavoro, arte, cultura, ambiente, spiritualità… Perché sempre di più ci rendiamo conto del fatto che quando non ci guadagniamo con fatica la consapevolezza della Verità, c’è sempre qualcuno che quella non consapevolezza usa per schiavizzarci. E sempre più sappiamo che solamente la Verità ci rende Liberi: di capire, di decidere, di sentire e di fare la cosa giusta.

Proprio questo è in gioco nella questione dei vaccini, ed è bellissimo vedere come le piazze piene di persone che non vogliono questo orribile abuso gridano a cuore aperto la parola “Libertà!!!”. Perché proprio questo è in gioco in questa vicenda: l’autodeterminazione delle coscienze umane che vogliono il Bene attaccata brutalmente dalla protervia di antichi poteri che non vogliono quella Libertà che è condizione di base del risveglio delle coscienze. Perché sulla non libertà si è sempre fondato il loro potere al servizio di forze anti-umane. “Libertà!”, quella libertà di conoscere, di volere il Bene vero e di poterlo realizzare. Quella Libertà strumento prezioso dell’Amore per sé e per tutti gli altri esseri.

Ma in effetti, in questa storia del decreto vaccini, fino ad ora cosa è veramente successo?

Il decreto ancora non è passato… Il fronte monolitico dei partiti tutti (anche quelli finti nuovi) - favorevole all’imposizione dei vaccini obbedendo agli ordini di chi dietro le quinte quei partiti ha creato e dirige – comincia a vacillare di fronte alla grande risposta della parte più consapevole ed avanzata dell’opinione pubblica. Le modifiche fatte in Senato stanno riducendo la portata dell’abuso. Che rimane comunque ancora tale finché ci sarà l’obbligatorietà.

Vedremo cosa altro succede fino al passaggio alla Camera dei Deputati.

Per ora una sola cosa è successa, ed è tutta positiva: una fiammata di voglia di Libertà che sta coagulando tutto lo sparso e disorganizzato mondo del Risveglio di Coscienza. Quel mondo di persone libere che stanno cercando una vita diversa, fatta di una alimentazione e di una medicina consapevoli, nuove, etiche. Il mondo dell’olismo, delle medicine nuove, della nuove spiritualità, del biologico, della economia solidale, della finanza etica, della cultura del Bene per tutti.

Questa aggressione fino ad ora ha prodotto solamente il meraviglioso risultato di far vibrare insieme un esercito di coscienze fino ad ora troppo sparse e disorganizzate, finalmente unite al grido di “Libertà”.

Il Cielo, che dirige le cose del Mondo, ha lasciato che - nella loro protervia e nella cecità provocata dal loro sfrenato egoismo – i poteri anticoscienza facessero un passo eccessivamente azzardato, per loro infine controproducente.

Con i vaccini stanno perseguendo il disegno di indebolire il sistema immunitario umano – la presenza dello Spirito nella nostra costituzione psico-fisica – come uno degli strumenti principali per frenare la crescita della coscienza umana, ora in pieno sviluppo.   Ma non hanno calcolato il livello già raggiunto dal risveglio di coscienza. Solamente dieci anni fa avrebbero potuto fare meglio questa operazione. non ci sarebbero state masse di persone consapevoli in rivolta in nome della Libertà. E poi hanno aggredito un tema, quello della salute dei figli, capace di generare reazioni enormi in qualsiasi popolo. Ma forse ancora di più in quello italiano, più fortemente legato ai sentimenti familiari: “ E figli so piezz’e core…”.

In questa vicenda l’Amore stesso è stato aggredito.

E la gente è scesa in tante piazze, non più per i riti spenti della politica o delle religioni ormai morte, ma piena di ardore, di sentimento, di voglia di resistere al sopruso, all’arbitrio e all’arroganza di veri e propri mostri antiumani.

Questa fiammata inattesa ha spiazzato i partiti.

Più furba di tutti la Lega, che ha colto subito la possibilità di avere voti sposando le tesi “no vax” . Ma sarebbe il colmo se, mossi dalla voglia di Bene e dall’Amore, si finisse per votare il partito dell’Odio. Così come un altro partito che ha fatto dell’Odio la sua bandiera, il 5 stelle, si è ritrovato in grave difficoltà: lanciato verso il governo dai gruppi internazionali di potere che lo hanno creato, è costretto a mostrare il suo vero volto, e a sposare sostanzialmente le tesi pro vaccino. Quando moltissimi di quegli elettori che ha illuso fino ad ora sono proprio nel movimento del risveglio.

Bene! Questo servirà a molte persone ad aprire gli occhi e a capire cosa è in effetti il vertice dei 5 Stelle, e che noi andiamo sottolineando da anni: uno strumento gattopardesco degli stessi poteri che dice di combattere. Un modo per illudere proprio le coscienze in risveglio che c’è un grande partito nel quale ritrovarsi e che potrà cambiare le cose in meglio ( per lasciarle con un po’ di cosmesi esattamente nelle mani di chi il potere lo ha da millenni). Ormai è chiaro – e lo dimostrano anche le grandi città che ora governa – che man mano che il grillismo si avvicina al potere, mostra le stesse, identiche propensioni degli altri partiti: servire i poteri internazionali a danno della gente. Il PD da parte sua ha mostrato ancora il suo vero volto di partito strumento del potere e delle lobbies a discapito dei cittadini. E non riesce a provare alcuna sensibilità nei confronti dei veri interessi della gente. Così come Forza Italia, che sta ora facendo l’occhiolino ai “no vax” con l’unico scopo di guadagnare qualche voto ed eventualmente tornare a governare nel modo pessimo che le è tipico.

Singolare come tutti questi poteri, che hanno sempre dominato facendosi abusivamente “pastori” di greggi di “pecore” umane, che come tali andavano quindi trattate, stiano ora assistendo alla rivolta delle coscienze su un tema che comprende proprio la tanto decantata balla della “immunità di gregge”.

Una parte del “gregge”, non vuole più esserlo, ma non solo per i vaccini: per tutto, in nome della Libertà.

E’ un segnale molto forte, al quale il potere risponde ancora giocando sul fatto che la maggioranza della popolazione ancora non si è risvegliata: è ancora utilizzabile come “gregge”. E vuole usarla come clava maggioritaria contro i diritti umani della gente in risveglio. La tattica scelta è basata sull'autoritarismo e sul “divide”, sul creare una spaccatura tra gli obbedienti ciechi e sordi e gli “untori”. Questo il gioco che già emerge come manipolazione bieca del sistema democratico.

Ma comunque fino ad ora tutto bene: la fiammata delle coscienze che si coagulano è in sé un bene, una conferma del grande fenomeno del risveglio e il segnale che occorre entrare nella seconda fase del risveglio: dai risvegli individuali all’organizzazione di questo movimento, in modo che abbia un impatto sociale vero e positivo.

Occorre tuttavia stare molto attenti a due fattori di estrema importanza: che l’elemento coagulante sia la voglia di Bene per tutti e non l’Odio, e rendersi conto dei lupi che già circolano nel movimento “no vax” per farsene guide e strumentalizzarlo per successive operazioni.

E poi “non mollare” nella lotta contro questo decreto. Non sarà affatto facile contrastare questa campagna di indebolimento del sistema immunitario umano, ideata per minare alle basi le possibilità di ulteriore crescita della coscienza. Ma gli esseri umani liberi vogliono consapevolezza e la realizzazione di una società migliore: lo Spirito combatte sempre per creare il Bene, considerando gli ostacoli solamente come strumenti di rafforzamento della propria capacità di incidere positivamente sulla realtà.

Diamoci da fare per non essere più “gregge” e per strappare sempre più pecore dal gregge degli schiavi, aiutandole con la consapevolezza ad entrare nel mondo della Libertà.

Lo possiamo fare, basta guardarsi intorno e agire con coraggio.

..............................................

Sul tema del Risveglio delle Coscienze, vedi i seguenti link:

http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/275-la-svolta-evolutiva-del-2012-la-pi%C3%B9-grande-rivoluzione-della-storia-umana

https://www.youtube.com/watch?v=D3WvLz-UT6U

 

 Paolo Uccello San Giorgio e il drago

 

]]>
carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Benessere Olistico Sat, 15 Jul 2017 10:12:11 +0000