Benessere Olistico http://www.coscienzeinrete.net Sun, 16 Dec 2018 04:01:09 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Parabeni, ftalati e fenoli: aumentano il rischio di pubertà precoce http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3371-parabeni-ftalati-e-fenoli-aumentano-il-rischio-di-puberta-precoce http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3371-parabeni-ftalati-e-fenoli-aumentano-il-rischio-di-puberta-precoce

di Terra Nuova


makeupQuando i feti di sesso femminile vengono esposti a ftalati, parabeni e fenoli presenti in molti cosmetici e detergenti per il corpo, può comparire pubertà precoce una volta che le bambine saranno divenute ragazzine. A dirlo uno studio pubblicato su Human Reproduction.

I feti di sesso femminile che vengono esposti prima della nascita ad alcune sostanze chimiche comunemente presenti nei dentifrici, nei trucchi, nei saponi e in altri prodotti per la cura personale, potrebbero avere una pubertà precoce una volta divenute ragazze. E' questo il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell'Università della California a Berkeley e pubblicato sulla rivista Human Reproduction . Le sostanze "incriminate" sono ftalati, parabeni e fenoli.

La ricerca si basa sui dati raccolti tra 338 bambini seguiti da prima della nascita fino all'adolescenza. Le figlie di mamme che avevano maggiori livelli di dietilftalato e triclosan durante la gravidanza sono arrivate prima all'età pubere. La stessa tendenza, però, non è stata dimostrata nei ragazzi. I ricercatori sospettano che molte sostanze chimiche presenti nei prodotti per la cura personale possano interferire con gli ormoni naturali del corpo.

Alcuni studi sui ratti, spiegano gli studiosi, hanno dimostrato che l'esposizione a queste sostanze chimiche può alterare lo sviluppo riproduttivo. I prodotti chimici implicati includono gli ftalati, che si trovano spesso in prodotti profumati come profumi, saponi e shampoo; i parabeni, che sono usati come conservanti nei cosmetici; e i fenoli, che includono il triclosan. Negli ultimi 20 anni gli studi hanno dimostrato che le ragazze sperimentano la pubertà a una età sempre più precoce. Questa, secondo i ricercatori, è una notizia preoccupante, perché è stata collegata a un aumentato rischio di malattie mentali, cancro al seno e alle ovaie nelle ragazze e cancro ai testicoli nei ragazzi.

Fonte: https://www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/Con-parabeni-ftalati-e-fenoli-aumenta-il-rischio-di-puberta-precoce

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Wed, 12 Dec 2018 07:40:49 +0000
Trasparenza sui passaggi di denaro da Big Pharma ai medici: perché fa paura il Sunshine Act italiano? http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3368-trasparenza-sui-passaggi-di-denaro-da-big-pharma-ai-medici-perche-fa-paura-il-sunshine-act-italiano http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3368-trasparenza-sui-passaggi-di-denaro-da-big-pharma-ai-medici-perche-fa-paura-il-sunshine-act-italiano

È in corso di esame alla Commissione Affari Sociali della Camera la proposta di legge che introduce l'obbligo di trasparenza nei passaggi di denaro tra aziende farmaceutiche e medici. Tra le organizzazioni e le associazioni del settore c'è chi è completamente favorevole e chi esprime anche "timori"...

Sunshine Act

È all'esame della Commissione Affari Sociali della Camera la proposta di legge soprannominata "Sunshine Act italiano", dal testo di legge analogo vigente in America che detta le regole per la trasparenza nel passaggio i denaro tra Big Pharma e gli operatori sanitari.

L'associazione "No Grazie Pago io" (operatori sanitari e medici che rifiutano qualsiasi erogazione dalle aziende farmaceutiche) ha partecipato alle audizioni davanti alla Commissione come parte della delegazione della Rete Sostenibilità e Salute (RSS), collaborando alla stesura e alla presentazione di una memoria messa agli atti dalla commissione.

«La nostra memoria - spiegano i NoGrazie - guarda con favore alla proposta di legge per un Sunshine Act italiano; chiede che l’iter per la sua approvazione sia rapido e che siano presi in considerazione altri attori, oltre a industria del farmaco e medici, per esempio l’industria degli alimenti per l’infanzia e le associazioni di pazienti». Anche Slow Medicine faceva parte della delegazione RSS; la loro memoria è leggibile QUI

Le audizioni hanno riguardato anche altri soggetti.

La FNOMCEO, per esempio, ha sottolineato che “il Codice di deontologia medica già prevede apposite disposizioni in materia di conflitto di interessi” e che “il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici … prevede che il dipendente pubblico deve rispettare i principi di integrità, correttezza, buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza e agire in posizione di indipendenza e imparzialità, astenendosi in caso di conflitto di interessi”, ma “al tempo stesso non possiamo accettare che passi una cultura di criminalizzazione e di pregiudizio nei confronti della intera categoria professionale medica. Noi crediamo che eventuali strumentalizzazioni possano incrinare il rapporto di fiducia che esiste tra medico e paziente e non siano funzionali al sistema salute”.

La proposta di legge per il Sunshine Act, tuttavia, riguarda solo la trasparenza delle transazioni finanziarie tra industria e medici, senza criminalizzare o strumentalizzare nessuno. Anche la Fondazione GIMBE ha partecipato alle audizioni, facendo un appello ad “evitare di demonizzare i trasferimenti di denaro, che non necessariamente sono correlati a fenomeni corruttivi”.

«Rispettiamo ovviamente tutte le posizioni - dicono i NoGrazie - ma non capiamo perché la trasparenza incuta tanti timori».

Ecco il testo della Memoria presentata dalla Rete Sostenibilità e Salute.

«Nel 2012, negli USA, l’industria farmaceutica ha speso circa 27 miliardi di dollari in promozione, di cui 3 per la promozione diretta al pubblico e 24 per quella diretta ai medici (1). Dato che la spesa totale per farmaci è di circa 300 miliardi di dollari, la promozione rivolta ai medici vale circa l’8% di questa spesa. Non è facile, e forse non è nemmeno possibile, trovare dati sulla spesa per la promozione ai medici in Italia. Ma se la percentuale fosse simile a quella USA, si tratterebbe di circa 2.4 miliardi di euro su una spesa annuale per farmaci che si aggira sui 30 miliardi. E stiamo parlando solo di farmaci, ai quali bisogna sommare la spesa per la promozione di tutti gli altri dispositivi sanitari, per la diagnostica, per terapie non farmacologiche di vario tipo, per la riabilitazione, per la nutrizione (compresa quella infantile), ecc.

Come sono spesi questi 2.4 miliardi di euro? Difficile saperlo, ma dato che l’industria farmaceutica è globale, sono probabilmente globali anche le strategie di marketing. La torta, quindi, non sarà molto diversa da quella degli USA, nella figura qui sotto. Circa la metà dei soldi potrebbero essere spesi per le attività dei rappresentanti, solo in Italia chiamati informatori scientifici. Altre fette importanti riguardano la distribuzione di campioni, il finanziamento di eventi formativi e la spedizione di materiale promozionale di vario tipo. Vale la pena notare che a pagare per tutto ciò sono i cittadini, visto che la spesa per marketing è sicuramente integrata nel prezzo dei farmaci, sia che lo paghi direttamente il consumatore sia che lo finanzi il sistema sanitario nazionale (SSN).

Che la spesa per marketing dia un ritorno è più che certo. Nessun amministratore delegato potrebbe essere confermato da un’assemblea annuale di azionisti se non potesse dimostrare che per ogni euro speso in marketing ne introita 2 o 3 (questa è una stima, perché non ci sono dati a disposizione, ma è una stima considerata verosimile). Questo ritorno si basa ovviamente su un aumento di vendite dei prodotti oggetto di promozione commerciale. Una revisione sistematica pubblicata nel 2017 mostra che le attività mostrate nella figura qui sopra sono invariabilmente associate a un aumento delle prescrizioni (in media di due volte e mezza), spesso inappropriate e di minore qualità, e a un aumento relativo dei costi (2). Prescrizioni con percentuali più elevate di farmaci ancora sotto brevetto rispetto alle alternative equivalenti. Non stupisce che la spesa per il marketing possa superare anche di due o tre volte quella per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci (3).

La RSS ritiene che, ai fini della sostenibilità del SSN, sia necessario regolare in maniera restrittiva il marketing dei farmaci e di tutti gli altri dispositivi sanitari e tecnologie diagnostiche, con l’obiettivo di ridurre l’eccesso, spesso inutile o dannoso, e in ogni caso costoso, di prestazioni sanitarie (4). Ma per regolare il marketing, bisogna conoscerlo. È quindi necessario, in primo luogo, sapere nel modo più accurato possibile come l’industria della salute spende i soldi che investe per la promozione rivolta ai medici e ad altri operatori sanitari. Per questo, la RSS è favorevole al Sunshine Act (usiamo questo termine per brevità e perché è ormai entrato nel linguaggio comune di chi si occupa di questi temi), una legge che imponga trasparenza su tutte le transazioni finanziarie (in denaro, beni o servizi) tra produttori di farmaci, dispositivi medici o altri prodotti sanitari e operatori, associazioni e istituzioni sanitarie.

Per essere efficace, questa legge deve avere, secondo la RSS, le seguenti caratteristiche:

obbligare a notificare tutte le transazioni finanziarie, di qualsiasi tipo e per qualsiasi valore che superi i 10 euro per singola transazione, o i 100 euro annuali nel caso di ripetute transazioni di scarso valore.

imporre severe sanzioni in caso di mancata notificazione, o di tentativi di aggirare la legge (per esempio con transazioni in nero, o a prestanome, o su conti esteri, ecc.).

• inserire tutte le transazioni, con dati identificativi da stabilire (compresa la ragione di ogni transazione) in un registro pubblico che possa essere facilmente consultabile e analizzabile da chiunque, dai semplici cittadini ai rappresentanti delle istituzioni, passando per ricercatori e giornalisti.

Dovrebbe inoltre applicarsi a transazioni finanziarie da parte di qualsiasi industria in qualche modo relazionata con la salute. Per esempio, molte attività educative e di ricerca dei pediatri sono sponsorizzate, oltre che dai produttori di farmaci e vaccini, da quelli di alimenti per l’infanzia (Nestlé, Mellin/Danone, Plasmon, Humana, ecc.), con conseguenze negative su inizio, esclusività e durata dell’allattamento, e relativi danni alla salute di madri e bambini (5,6). Queste transazioni devono essere coperte dalla legge. Infine, dovrebbero ricadere nell’ambito della legge anche le transazioni nei confronti delle associazioni di pazienti; alcune di queste sono infatti finanziate dall’industria farmaceutica che ne approfitta per promuovere l’uso dei suoi prodotti (7).

È fattibile mettere in pratica un Sunshine Act italiano? Il fatto che una legge simile sia già applicata in altri paesi da alcuni anni depone a favore di una risposta positiva a questa domanda. Come si sa, il Sunshine Act è in vigore dal 2011 negli USA ed include attualmente informazioni sulle transazioni di oltre 2000 ditte con oltre 900.000 medici, per un totale annuale di circa 25 miliardi di dollari (8). Ha permesso a ricercatori accademici, per esempio, di analizzare i flussi finanziari a seconda della specializzazione dei medici (9,10). Ha permesso ad associazioni per la difesa dei diritti dei cittadini di comprovare che i medici che ricevono più soldi dall’industria farmaceutica tendono a prescrivere più farmaci di marca (11). Ha permesso a giornalisti di scoprire che un famoso oncologo di New York aveva omesso di dichiarare i suoi conflitti d’interesse, del valore di oltre 3 milioni di dollari, nel firmare articoli per importanti riviste scientifiche e nel promuovere specifiche terapie per il carcinoma del seno in numerosi congressi, terapie che avevano alternative meno costose e che si sarebbero per di più rivelate di scarsa validità. L’oncologo ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo che il New York Times ha svelato i suoi legami con l’industria (12).

Leggi simili al Sunshine Act USA sono in vigore da alcuni anni anche in alcuni paesi dell’Unione Europea: Francia, Portogallo, Danimarca, Grecia, Romania, Lituania e, ultimo arrivato, Belgio. La legge francese è più ampia di quella statunitense e ha dei criteri di notificazione più stringenti, ma le multe in caso di inadempienze sono minori (13). Sfortunatamente, oltre ai rapporti annuali dell’amministrazione francese sui dati inseriti nel registro, non sono disponibili articoli che analizzino volumi e distribuzione dei pagamenti ai medici. Considerazioni simili valgono per le leggi negli altri paesi citati dell’Unione Europea (14).

Anche se è presto, eccetto per USA e Francia, per un giudizio sulla fattibilità di un Sunshine Act, tutte le informazioni che abbiamo finora a disposizione tendono verso una risposta positiva. Anche l’Unione Europea sembra convinta della fattibilità della legge, visto che, attraverso il Progetto Anticorruzione e Trasparenza, ha finanziato in Colombia l’elaborazione del Sunshine Act, e del relativo registro pubblico delle notificazioni (15). Se si può fare in Colombia, è molto probabile che si possa fare anche in Italia.

Ci sono alternative? Alcune multinazionali del farmaco, come per esempio la GlaxoSmithKline, hanno dichiarato l’impegno a una totale trasparenza, in alcuni paesi, nei riguardi delle loro transazioni finanziarie con medici e altri operatori sanitari. Un simile impegno, a livello europeo, è stato preso da EFPIA (la Federazione Europea delle Industrie e delle Associazioni Farmaceutiche) nel 2013. Si tratta di un codice etico volontario, sia per le ditte sia per i medici, che facilita la pubblicazione delle transazioni finanziarie su qualche tipo di registro privato, cioè di proprietà delle ditte. Questa proposta è stata fatta propria in Italia da Assobiomedica (16). Peccato che non funzioni.

Innanzitutto perché il fatto che sia volontario, e non obbligatorio, rende la trasparenza incompleta per definizione. Poi perché la consultazione e l’analisi dei database è praticamente impossibile: i dati sono in formato pdf, a volte non si può nemmeno scaricare un file pdf ma si deve procedere a forza di screenshot, in alcuni casi i dati sono in ordine alfabetico per nome e in altri per cognome, in altri casi nomi e cognomi sono preceduti da prof e dott (per cui è impossibile seguire un ordine alfabetico), raramente si riesce a scaricare i dati in un formato analizzabile (tipo excel), per cui si dovrebbe copiarli uno a uno. Si immagini il tempo di lavoro che ciò comporterebbe se si volessero analizzare le transazioni finanziarie delle oltre 200 imprese che operano in Italia (17).

L’inferiorità di un sistema basato su codici volontari rispetto ad uno ispirato al Sunshine Act è stata recentemente confermata da uno studio che ha condotto un’analisi comparata in 9 paesi europei: Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna, Lettonia, Svezia, Spagna, Portogallo e Italia.18 Oltre alla completezza, sempre superiore nei sistemi di legge rispetto a quelli volontari, lo studio conferma la difficoltà di accedere e soprattutto di analizzare i dati in questi ultimi. Gli autori raccomandano un Sunshine Act europeo che standardizzi i registri sulle transazioni finanziarie tra industria e medici in tutti i paesi, facilitando così il compito di cittadini, giornalisti, associazioni, ricercatori e istituzioni che desiderino analizzare i dati per semplice curiosità o per capire se e come porre dei limiti a questo enorme passaggio di denaro, per ridurne le conseguenze dannose.

In conclusione, la RSS è a favore di una legge come il Sunshine Act, purché sia efficace, risponda cioè alle caratteristiche sopra elencate. La RSS, tuttavia, ritiene che il Sunshine Act non risolva tutti i problemi. Dopo i primi due anni di funzionamento negli USA, per esempio, non ha (ancora) portato a una riduzione delle transazioni finanziarie né in quantità né in valore (19).

Il Sunshine Act rende solo trasparenti queste transazioni, permette di sapere quanto denaro passa di mano, da chi a chi e per quali ragioni. Permette di identificare i conflitti di interesse finanziari creati da queste transazioni. Potrebbe avere effetti a medio termine, come conseguenze di scelte di consumatori più consapevoli, raggiunti da informazioni più trasparenti relative a produttori ed erogatori di prestazioni sanitarie. Ma in ogni caso, alla fin fine, spetterà al legislatore e a chi amministra il SSN, auspicabilmente su pressione di gruppi di cittadini, decidere se transazioni e conflitti d’interesse stanno causando danni alla salute dei cittadini e alla sostenibilità del sistema, ed agire di conseguenza con altri interventi

1 https://www.pewtrusts.org/en/research-and-analysis/fact-sheets/2013/11/11/persuading-the-prescribers-pharmaceutical-industry-marketing-and-its-influence-on-physicians-and-patients

2 Brax H et al. Association between physicians’ interaction with pharmaceutical companies and their clinical practices: A systematic review and meta-analysis. PLoS ONE 2017;12(4): e0175493

3 Gagnon MA, Lexchin J: The cost of pushing pills: a new estimate of pharmaceutical promotion expenditures in the United States. PLoS Med 2008;5(1):e1

4 https://www.sostenibilitaesalute.org/wp-content/uploads/2018/07/Appropriatezza-e-Linee-Guida-tra-provescientifiche-bisogni-della-singola-persona-e-interessi-commerciali.-RSS.pdf

5 Piwoz EG, Huff man SL. The impact of marketing of breast-milk substitutes on WHO-recommended breastfeeding practices. Food Nutr Bull 2015;36:373-86

6 McFadden A et al. Spotlight on infant formula: coordinated global action needed. Lancet 2016;387:413-5

7 McCoy MS. Industry support of patient advocacy organizations: the case for an extension of the Sunshine Act provisions of the Affordable Care Act. Am J Public Health 2018; 108:1026-30

8 Litman RS. The Physician Payments Sunshine Act: implications and predictions. Pediatrics 2018;141: e20171551

9 Agrawal S, Brown D. The Physician Payments Sunshine Act: two years of the open payments program. N Eng J Med 2016;374:906-9

10 Parikh K et al. Industry relationships with pediatricians: findings from the open payments Sunshine Act. Pediatrics 2016;137:e20154440

11 Ornstein C et al. Now there’s proof: docs who get company cash tend to prescribe more brand name meds. ProPublica, 17 March 2016

12 Top cancer researcher fails to disclose corporate financial ties in major research journals. By Charles Ornstein and Katie Thomas, New York Times, September 8, 2018

13 Life Sciences Legal Update

14 Santos A. The sun shines on Europe: transparency of financial relationships in the healthcare sector. Health Action International, Amsterdam, 2017

15 https://www.minsalud.gov.co/Paginas/Farmaceuticas-deberan-reportar-pagos-a-actores-del-sistema.aspx

16 http://www.dottnet.it/articolo/24879/convegni-e-viaggi-per-i-medici-ecco-il-codice-etico-di-assobiomedica

17 https://www.aboutpharma.com/blog/2017/02/22/458650/

 

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/trasparenza-sui-passaggi-di-denaro-da-big-pharma-ai-medici-perche-fa-paura-il-sunshine-act-italiano

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 10 Dec 2018 14:18:01 +0000
Stoccolma: indicazioni per i rifugi per senzatetto al posto delle pubblicità http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3367-stoccolma-indicazioni-per-i-rifugi-per-senzatetto-al-posto-delle-pubblicita http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3367-stoccolma-indicazioni-per-i-rifugi-per-senzatetto-al-posto-delle-pubblicita

clearchannel1Con l'arrivo delle temperature invernali, Stoccolma sta cercando di aiutare i senzatetto scambiando spot pubblicitari con cartelloni che segnalano i rifugi più vicini.

Un nuovo sistema di emergenza viene visualizzato nei cartelloni digitali della città. Lo scopo è quello di guidare i senzatetto al rifugio più vicino. Dietro l'iniziativa c'è la società pubblicitaria Clear Channel Sweden, che sta sostituendo le pubblicità commerciali con informazioni che potrebbero salvare la vita di chi non ha una casa.

Quando la temperatura raggiunge meno sette gradi centigradi, la città - lavorando con organizzazioni senza scopo di lucro - apre dei rifugi di emergenza. In passato è capitato spesso che le informazioni sui rifugi non raggiungessero in tempo chi ne aveva più bisogno.

Grazie a questa nuova soluzione, oltre a mostrare ai senzatetto dove trovare il loro rifugio più vicino (in svedese e in inglese), i cartelloni informeranno anche i residenti della città dove donare oggetti utili e come fare volontariato.

clearchannel2Magnus Helmner dell'organizzazione no-profit Ny Gemenskap, una delle organizzazioni che lavorano per aiutare i senzatetto a Stoccolma, ha dichiarato: "In passato abbiamo avuto difficoltà a raggiungere in tempo i senzatetto con informazioni utili, quindi questo nuovo sistema è incredibilmente importante e qualcosa che pensiamo farà una grande differenza. "

Ola Klingenborg, vicepresidente per l'Europa settentrionale di Clear Channel International, ha aggiunto: "I nostri cartelloni pubblicitari sono situati dove si trovano le persone e grazie alla tecnologia possiamo sviluppare soluzioni che possono aiutare sia le persone che le città".

Il sistema di emergenza sarà attivo a Stoccolma durante l'inverno, concentrandosi sulle aree più note per essere i punti frequentate dai senzatetto.

 

Foto: Clear Channel

Fonte: https://www.positive.news/society/city-replaces-adverts-with-directions-to-homeless-shelters-this-winter/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Mon, 10 Dec 2018 08:05:39 +0000
Cancro: in arrivo il test universale che individua la presenza di qualsiasi tipo di tumore http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3364-cancro-in-arrivo-il-test-universale-che-individua-la-presenza-di-qualsiasi-tipo-di-tumore http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3364-cancro-in-arrivo-il-test-universale-che-individua-la-presenza-di-qualsiasi-tipo-di-tumore

Di Francesca Biagioli

Un test universale in grado di individuare precocemente tutti i tipi di tumore. Una scoperta che farebbe diagnosticare con largo anticipo salvando migliaia di vite

cancer cellIl cancro è una malattia che ha diverse forme e che può colpire tanti organi e tessuti del corpo. Spesso individuarlo precocemente è difficile perché i sintomi compaiono solo in stadi avanzati. Un nuovo test potrebbe però individuare la presenza di tumore con largo anticipo ed enormi vantaggi per la salute.

Secondo un gruppo di ricerca australiano (Università del Queensland), che ha visto pubblicati i risultati preliminari del suo studio su Nature, un test universale potrebbe essere la chiave per giocare d’anticipo nei confronti del cancro. Si tratterebbe di un sistema molto semplice grazie al quale individuare qualsiasi tipo di tumore a partire da un campione di sangue o di tessuto.

Quello che il test va a cercare sono specifiche tracce presenti nel DNA libero circolante (cfDNA) che sarebbero sempre presenti nella maggior parte dei tumori. Si tratta quindi di andare alla ricerca di marcatori tumorali all’interno del Dna partendo dal presupposto che anche le cellule tumorali muoiono e si disgregano lasciando traccia della loro presenza nell’organismo che le deve smaltire finendo ad esempio nel sangue ma anche in altri tessuti.

 

cancro figura

La sfida era però soprattutto quella di trovare qualcosa che avessero in comune le cellule tumorali di diversa specie ovvero di diverse tipologie di cancro. Lo studio ha permesso di trovare particolari raggruppamenti di molecole che sarebbero sempre da ricondurre a cancro. Inserendoli all’interno di una particolare soluzione, i ricercatori hanno potuto notare che il Dna di queste cellule tendeva ad aggrupparsi tra loro e a legare con molecole di oro.

Grazie poi ad una cartina tornasole che cambiava colore hanno potuto valutare i casi in cui il Dna riconduceva alla presenza di cancro. L’esperimento è stato condotto su 200 campioni di tessuti relativi a cellule sane o tumorali. Nel 90% dei casi il test ha individuato correttamente la presenza di tumore.

Si tratta naturalmente di una ricerca in fase sperimentale e il test deve essere ancora studiato al meglio per verificarne la completa affidabilità magari migliorando ancora la percentuale di risultati positivi.

Sembra però che questi ricercatori siano davvero sulla buona strada per diagnosticare tempestivamente il cancro in maniera semplice ed economica. Importante però sottolineare che questo test non sarà comunque mai in grado di dire dove si trova e quanto è grave il tumore, per questo rimarranno comunque sempre operativi tutti gli altri sistemi di diagnosi più dettagliati.

Articolo originale: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/29698-cancro-test-universale-tumore

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Fri, 07 Dec 2018 07:04:11 +0000
I medici omeopatici non ci stanno a passare per ciarlatani: “Si ignorano le prove scientifiche” http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3361-i-medici-omeopatici-non-ci-stanno-a-passare-per-ciarlatani-si-ignorano-le-prove-scientifiche http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3361-i-medici-omeopatici-non-ci-stanno-a-passare-per-ciarlatani-si-ignorano-le-prove-scientifiche

Di Riccardo Quintili

homeopathyBasta attacchi ingiustificati e antiscientifici contro i medici omeopati. È l’appello che rivolgono le principali sigle del settore, fatte – è bene ricordarlo – da medici laureati e abilitati all’esercizio della professione, che chiedono un intervento istituzionale contro quello che definiscono un linciaggio mediatico.

“Negli ultimi mesi in Italia si sono intensificati gli attacchi contro l’omeopatia – dicono i medici -. Essa viene presentata come una pseudoscienza, una vera e propria truffa ai danni di ingenui cittadini che vengono convinti ad affidarsi al ciarlatano di turno – poco importa che invece si tratti di medici laureati e abilitati alla professione medica con formazione specifica in omeopatia – che li convince ad acquistare del banale zucchero e sfrutta solo l’effetto placebo per ottenere risultati”.

Eppure l’omeopatia è la seconda medicina al mondo, seconda soltanto alla medicina convenzionale.

Ed è la prima medicina complementare in Europa, è diffusa nel mondo in più di 80 paesi.

“Negli attacchi contro l’omeopatia, nonostante questo, spariscono regolarmente i riferimenti alla crescente mole di letteratura scientifica, consultabile facilmente, che evidenzia come queste diluizioni abbiano un’azione biologica misurabile”, attaccano i medici.

La principale resistenza al riconoscimento del valore dell’omeopatia, va detto, viene dalla sua asserita implausibilità: le soluzioni così diluite non possono avere un’azione biologica perché sono acqua fresca, dicono i detrattori.

“Ma negli ultimi 10 anni proprio gruppi italiani quali quello di Paolo Bellavite all’Università di Verona e di Andrea Dei all’Università di Firenze hanno condotto ricerche scientifiche pubblicate in letteratura internazionale che dimostrano incontrovertibilmente l’azione del medicinale omeopatico sull’espressione a livello dei geni” ribattono gli omeopati.

Non solo, “studi provenienti da vari gruppi di ricerca, tra cui quelli del prof. Bellare JR in India e Van Wassenhoven in Belgio, hanno chiaramente dimostrato la presenza di nanoparticelle di medicinale omeopatico anche nelle diluizioni oltre il numero di Avogadro. Chi ad oggi continua ad affermare che nel medicinale omeopatico non c’è nulla dentro, non conosce le evidenze scientifiche attuali”, aggiungono.

Ma cosa chiedono i medici, stanchi come sono di attacchi ingiustificati? “Una presa di posizione istituzionale netta e precisa che tende a minare la libertà degli uni e degli altri, nell’intento di uniformare i sistemi di cura a semplici prassi standardizzate”.

Nella nota, redatta e firmata da Amiot (Associazione medica italiana di omotossicologia), Fiamo (Federazione italiana associazioni e medici omeopati), Società di medicina omeopatica, Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata), Luimo (Associazione per la libera università internazionale di medicina omeopatica), Sima (Società itaiana di medicina antropomorfica), si elencano una breve rassegna delle evidenze scientifiche disponibili. Le pubblichiamo integralmente.

Fino alla fine del 2014 sono stati pubblicati 189 RCT peer reviewed in omeopatia. Di questi, 104 erano contro placebo in 61 diverse condizioni cliniche. Di questi 104 RCT, 43 % hanno avuto risultati positivi, 56% non conclusivi e 5% negativi - dati presenti su https://facultyofhomeopathy.org/research/ 

Una relazione su efficacia, costo-beneficio e appropriatezza dell’omeopatia dell’Ufficio federale di salute svizzero, all’interno del Programma di valutazione della medicina complementare (PEK), ha riportato risultati positivi per l’omeopatia in 29 studi riguardanti allergie e infezioni delle alte vie respiratorie.

A tutt’oggi, sulla base di un database tutto italiano*, risultano pubblicati ed indicizzati:

  •     95 revisioni sistematiche qualitative
  •     25 revisioni sistematiche quantitative con metanalisi
  •     243 RCTs (studi randomizzati controllati)
  •     96 studi di Ricerca in Agro-Omeopatia
  •     148 studi di Ricerca Fisico-Chimica
  •     208 studi di Ricerca di Base (pre-clinica)
  •     106 studi di Ricerca Veterinaria
  •     123 studi osservazionali – 
Si tratta, quindi, di una base di evidenza scientifica ampia e significativa, i cui risultati depongono in larga parte a favore dell’Omeopatia.
Fra queste evidenze meritano di essere citate le metanalisi di Kleijnen et al. (1995), Boissel et al. (1996), Linde et al. (1997); Cucherat et al. (2000).

* http://databaseomeopatia.alfatechint.com/, già citato


Nel 2013 un ricercatore del Karolinska Institute, Robert Hahn, ha pubblicato una revisione delle meta-analisi sull’omeopatia, in cui afferma : « Nel 1997 Klaus Linde e collaboratori hanno identificato 89 studi clinici che hanno dimostrato una probabilità complessiva a favore dell’ omeopatia sopra il placebo di 2.45 » Hahn conclude. « Gli studi clinici dei rimedi omeopatici dimostrano che sono nella maggior parte delle volte superiori al placebo. I ricercatori che sostengono la tesi opposta si basano su un sistematico annullamento di studi, sull’adottare dati virtuali, o su metodi statistici inappropriati »

In un’altra recente revisione (Fixen 2018) su 9 RCT e 8 studi osservazionali sul trattamento omeopatico delle infezioni delle alte vie respiratorie, l’omeopatia è risultata equivalente al trattamento convenzionale ma con minori effetti avversi, con una potenziale riduzione del fenomeno delle antibioticoresistenza, definita dall’OMS una grave minaccia alla salute globale dei cittadini.

Alcuni studi hanno evidenziato che le medicine complementari, compresa l’omeopatia, consentono di realizzare risparmi significativi della spesa sanitaria (Van Wassenhoven 2004, Smallwood 2005, Kooreman 2012, Viksveen 2013, Colas A 2015).

Il programma francese di ricerca EPI3 (825 ambulatori di medicina generale, 8.559 pazienti) ha valutato i risultati dei trattamenti omeopatici o allopatici su tre tipologie di disturbi: infezioni del tratto respiratorio superiore, dolori muscolo-scheletrici e disturbi del sonno, ansia e depressione. Confrontando i risultati ottenuti, l’omeopatia ha dimostrato efficacia clinica paragonabile alla medicina convenzionale, ma con riduzione nell’uso dei farmaci e degli eventi avversi da farmaci e con potenziale diminuzione dei costi per il sistema sanitario. In particolare, nel gruppo di pazienti con infezioni delle vie respiratorie (N: 518), il miglioramento è del tutto simile, ma i pazienti trattati con omeopatia hanno ridotto del 57% il consumo di antibiotici. Per i dolori muscoloscheletrici (N: 1.153), a parità di risultati terapeutici, i pazienti trattati con omeopatia hanno dimezzato il consumo di antinfiammatori (-46%) e ridotto di due terzi quello di analgesici (-67%). Risultati analoghi per il gruppo di pazienti con disturbi del sonno, ansia e depressione (N: 710), dove a fronte di un miglioramento clinico analogo, con il trattamento omeopatico il consumo di benzodiazepine è calato del 71%.

Spesso viene affermato che non vi sono studi replicativi in omeopatia. Occorre notare che i finanziamenti sono enormemente inferiori che per la medicina convenzionale; ma nonostante ciò, con l’aumentare degli studi, si stanno moltiplicando gli studi con risultati positivi ripetuti, ad esempio:

  •      depressione (Adler UC 2011; del Carmen Macías-Cortés 2013; del Carmen Macías-Cortés 2015; Viksveen P 2014; Viksveen P 2017; Viksveen P 2018
  •      diarrea infantile (Jacobs J 1994; 2000; 2003;)
  •      fibromialgia (Fisher P, 1989; Bell IR, 2004; Relton C, 2009; )
  •      infezioni delle vie aeree superiori (Bellavite P, 2006; Bornhöft G, 2006);
  •      insonnia (Bell IR 2010; Brooks AJ 2010; Carlini EA,1987; Naudé DF 2010)
  •      radiodermite (Balzarini A 2000; Schlappack O 2004);
  •      raffreddore comune (Maiwald VL, 1988; Michalsen A 2015; Jacobs J 2016)
  •      rinite allergica stagionale (Reilly DT, 1986; Wiesenauer M, 1985; Wiesenauer M, 1990 ; Wiesenauer M, 1997; Weiser M, 1999; Aabel 2000; Kim LS, 2005 ; Taylor MA, 2006)
  •      sequele e problemi post-operatori (inclusa Arnica) (Brinkhaus B 2006; Robertson A 2007; Totonchi A 2007; Karow J-H 2008; Sorrentino et al 2017)
  •     vertigini (Weiser M 1998; Schneider B 2005; Issing W 2005) 
AMIOT-Associazione Medica Italiana di Omotossicologia
FIAMO-Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati
LUIMO-Associazione per la Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica SIMA- Società Italiana di Medicina Antroposofica
SIMO- Società Italiana Medicina Omeopatica
SIOMI- Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata 
3 dicembre 2018


Fonte: https://ilsalvagente.it/2018/12/05/i-medici-omeopatici-non-ci-stanno-a-passare-per-ciarlatani-si-ignorano-le-prove-scientifiche/44429/?utm_content=buffer73158&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 06 Dec 2018 08:57:12 +0000
Seggiolini auto tossici per bambini: colpa dei ritardanti di fiamma. Tutte le marche incriminate http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3360-seggiolini-auto-tossici-per-bambini-colpa-dei-ritardanti-di-fiamma-tutte-le-marche-incriminate http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3360-seggiolini-auto-tossici-per-bambini-colpa-dei-ritardanti-di-fiamma-tutte-le-marche-incriminate

Di Francesca Mancuso

child seatsLa maggior parte dei seggiolini auto contiene ritardanti di fiamma tossici e PFAS, sostanze dannose per la salute dei bambini. Lo rivela uno studio condotto dal programma Healthy Stuff della Ecology Center, un'organizzazione no profit per la difesa ambientale.

Ecology Center monitora i cambiamenti negli additivi chimici tossici dei marchi di sedili dal 2006 e ha collaborato con ricercatori dell'Università dell'Indiana e di Notre Dame per condurre l'ultima analisi, pubblicata dalla rivista Environmental Science & Technology Letters. Su 18 seggiolini esaminati, ben 15 contenevano additivi chimici ritardanti di fiamma pericolosi e PFAS.

I risultati dello studio

Sono stati presi in esame 18 seggiolini per auto, tra cui modelli per neonati e modelli convertibili. L'80% (15) di essi conteneva additivi chimici ritardanti di fiamma pericolosi. Novità di quest'anno, i test hanno incluso uno screening per sostanze chimiche fluorurate e, amara sorpresa, sono state trovate nel 50% (9 su 18) dei seggiolini auto testati. I prodotti chimici individuati sono i PFAS (sostanze alchiliche per- e polifluorurati) che vengono aggiunti dai produttori per le loro proprietà antimacchia.

Tutti i seggiolini testati sono stati acquistati nel 2018 e prodotti nel 2017 o successivamente. I componenti sono stati analizzati utilizzando diversi metodi: cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa presso l'Università dell'Indiana, test per il contenuto totale di fluoro presso l'Università di Notre Dame e fluorescenza a raggi X e spettroscopia a infrarossi presso l'Ecology Center per cercare individualmente i componenti.

I test hanno permesso di scoprire che solo tre società offrono un seggiolino auto che non contiene sostanze chimiche ritardanti di fiamma tossiche:

  • Clek Fllo - Mammoth (convertibile)
  • Nuna Pipa Lite - Fog (neonato)
  • UPPAbaby MESA - Modelli Jordan e Henry (neonato)

 

childseats infografica
"L'intera classe dei prodotti chimici PFAS è molto persistente nell'ambiente. Gli studi hanno dimostrato che si tratta di sostanze chimiche pericolose che non dovrebbero essere utilizzate nei prodotti per bambini ", afferma Graham Peaslee, ricercatore e professore di fisica nucleare sperimentale presso l'Università di Notre Dame. "Ci sono alternative più sicure disponibili".

Gli effetti sulla salute

I ritardanti di fiamma possono danneggiare i sistemi ormonali, di sviluppo, riproduttivi, neurologici e immunitari dei bambini. Ma non solo: costituiscono il maggior rischio per i bambini mentre i loro organi sono ancora in via di sviluppo (prenatale e postnatale). Le esposizioni a ritardanti di fiamma tossici infatti sono state associate a una serie di effetti negativi sulla salute, tra cui riduzione del QI, ritardi dello sviluppo, autismo, problemi ormonali, danni riproduttivi, obesità e cancro.

L'esposizione agli PFAS è associata a un rischio elevato di diabete di tipo 2, disturbi del fegato, colesterolo alto e cancro.


Che fare?

Anche se lo studio è stato condotto su prodotti commercializzati negli Usa, molti di essi sono venduti in tutto il mondo. È quindi un problema che riguarda tutti. Per questo, l'Ecology Center ha lanciato una petizione per chiedere di aggiornare gli standard e avere seggiolini auto privi di sostanze tossiche.

Per firmare la petizione clicca qui

 

 


Fonte: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/29671-seggiolini-sostanze-tossiche-pfas

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Wed, 05 Dec 2018 08:21:54 +0000
Gli antibiotici della famiglia dei fluorochinoloni: rischiosi per molti usi comuni http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3351-gli-antibiotici-della-famiglia-dei-fluorochinoloni-rischiosi-per-molti-usi-comuni http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3351-gli-antibiotici-della-famiglia-dei-fluorochinoloni-rischiosi-per-molti-usi-comuni
Di Leonardo Masnata

antibioticsGli antibiotici della famiglia dei fluorochinoloni vanno evitati per usi comuni, dato il crescente numero di effetti collaterali gravi rilevati. L’attenzione sugli antibiotici della famiglia dei fluorochinoloni (Monoflocet, Tavanic e altri) continua a crescere perché il loro uso, secondo le autorità sanitarie internazionali, appare sempre più rischioso. Questi farmaci sono autorizzati contro varie infezioni batteriche: respiratorio, urinario, gastrointestinale, ecc. Come riporta Que Choisir, quest’estate, l’agenzia americana per la salute (FDA) ha chiesto che le informazioni fossero rafforzate sui suoi possibili effetti sulla salute mentale come i disturbi dell’attenzione, l’irrequietezza, i problemi di memoria e così via. Lo scorso ottobre il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Agenzia europea per il farmaco ha raccomandato restrizioni dell’uso di antibiotici fluorochinoloni e chinoloni (somministrati per bocca, per iniezione o per via inalatoria) a seguito di una revisione degli effetti indesiderati potenzialmente di lunga durata e invalidanti riportati con questi medicinali. A novembre, un nuovo effetto collaterale è stato aggiunto ufficialmente a questo elenco: il verificarsi di aneurismi aortici. È una dilatazione del muro dell’arteria che può rompersi e avere conseguenze estremamente gravi. Questo rischio è maggiore negli anziani.

Quando non usarli

Questi antibiotici erano già noti per causare muscoli, articolazioni (ad es. Rottura del tendine di Achille) e disturbi nervosi. Ora, il loro uso non è raccomandato, ad esempio, per la prevenzione della diarrea del viaggiatore. In generale, dovrebbero essere evitati per infezioni lievi o moderatamente gravi. Il loro uso dovrebbe essere riservato ai casi più gravi, quando altri antibiotici non possono essere utilizzati. Per gli anziani, con problemi renali o assunzione di corticosteroidi, una maggiore cautela è ancora più importante. Gli operatori sanitari che prescrivono questi antibiotici dovrebbero avvertire i pazienti di interrompere il trattamento se compaiono sintomi nei muscoli, nelle articolazioni e nel sistema nervoso.

Ecco i principi attivi che apppartengono ai fluorochinoloni:

Ciprofloxacina
Lévofloxacina
Moxifloxacina
Norfloxacina
Fluméquine
Ofloxacina

 

Fonte:https://ilsalvagente.it/2018/11/28/gli-antibiotici-della-famiglia-dei-fluorochinoloni-sono-rischiosi-per-molti-usi-comuni/44095/?utm_content=buffer0a4de&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 29 Nov 2018 08:05:15 +0000
COME INSEGNARE AL CERVELLO A COMPRENDERE. http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3349-come-insegnare-al-cervello-a-comprendere http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3349-come-insegnare-al-cervello-a-comprendere

Tatyana1Tatyana Chernigovskaya è una famosa psicolinguista e neurobiologa russa che insegna all'università di S.Pietroburgo, è un personaggio molto popolare in Russia, che svolge una grande attività di divulgazione scientifica. Questa eminente scienziata non è d'accordo con la moda dei genitori di mandare i loro figli a scuola sempre più presto, nè con l'utilizzo precoce di smartphone e tablet. Ecco ciò che secondo lei può aiutare molto un corretto sviluppo mentale dei bambini.

 

"Non fate studiare il bambino troppo presto".

Quando mi dicono: "Mio figlio ha iniziato ad imparare a leggere a 2 anni", rispondo: "Hai fatto male. A cosa serve? A due anni il suo cervello non è pronto."
Tutti i bambini devono andare a scuola ad una certa età, ma tra i bambini c'è sempre una grade differenza: alcuni sono pronti per la scuola, mentre altri dovrebbero continuare a giocare con gli orsacchiotti ancora per un paio di anni. Anche alle medie c'è chi fatica ancora a leggere, impiegano tutta la potenza cognitiva a per leggere, e così non restano le forze per capire il senso del testo. Qualsiasi domanda sul tema mette in crisi un alunno di questo tipo.

Davanti a noi c'è un problema difficile: ci troviamo a metà strada tra l'uomo che scriveva con un pennino e leggeva i libri di carta... e quello che legge gli iper testi, ha a che fare con le "icone" dello schermo e non sa scrivere a mano.
Occorre capire che sono due uomini diversi. Hanno cervelli diversi.

Per qualche motivo quest'ultimo tipo di cervello piace a moltissimi adulti, che lo vogliono per i loro figli, e cercano di avvantaggiarli mettendogli i nuovi strumenti in mano fin da piccolissimi, certi che i bambini non corrano alcun pericolo. Ma i pericoli esistono: se un bambino a scuola non impara a scrivere con la penna, se alla scuola materna non ritaglia nulla con le forbici, non lavora con la plastilina o la creta, non maneggia le palline, non riescirà a sviluppare adeguatamente le funzioni motorie delle mani. Ed è questo ciò che influenza il linguaggio. Se non lo aiutate a sviluppare queste funzioni motorie, non vi lamentate se il cervello del bambino non sarà interamente funzionante.

Ascoltate la musica e abituate anche i bambini a farlo, la musica influenza fortemente la struttura e la qualità della rete neuronale. Quando percepiamo il linguaggio, nell'orecchio arrivano suoni e intervalli...
L'orecchio ascolta ma il cervello sente.
Studiando la musica, il bambino impara a notare i piccoli dettagli, a distinguere i suoni e gli intervalli; si tratta della rifinitura sottile della rete dei neuroni.

Tatyana

Non permettere al cervello di essere pigro. Voi potete ereditare dalla nonna un ottimo pianoforte Steinway, ma dovete imparare a suonarlo.
Così anche un bambino può ereditare un ottimo cervello, ma se questo non si sviluppa, non si sintonizza, prima o dopo si atrofizzerà. Il cervello muore in assenza di un carico cognitivo. Se passerete sul divano 6 mesi, poi non riuscirete ad alzarvi, e la stessa cosa accade al cervello.

Fate studiare i maschi e le femmine diversamente. Con i maschietti occorre parlare in modo concreto e diretto, occorre coinvolgerli maggiormente in attività fisiche, e competitive. Hanno tanta energia, ed è meglio non chiuderli in un piccolo spazio. Inventate per loro delle gare, dando dei compiti concreti. E c'è un altro fatto interessante: i maschietti devono seguire le lezioni in ambienti relativamente più freddi, altrimenti si addormenteranno durante la lezione.
Le bambine amano lavorare in gruppo, necessitano del contatto, di guardare negli occhi delle compagne. Amano dare una mano alla maestra. Le bambine devono saper affrontare il "rischio controllato": se c'è il rischio che una cada, cada pure, imparando ad affrontare una caduta. Le bambine non amano i discorsi forti, ma devono essere coinvolte emotivamente. E adorano il mondo colorato.

Fate gli intervalli. Si crede sia un male, se un bambino si è distratto... e se si è addormentato, un disastro. Gli intervalli permettono al cervello di digerire l'informazione ricevuta. E il principale lavoro del cervello si svolge durante il sonno. Per deporre l'informazione nella memoria a lungo termine, serve il tempo e certi processi biochimici, che avvengono durante il sonno..
Non abbiate paura degli errori.Occorre essere consapevoli che l'insegnamento avviene sempre, e non solo dietro alla scrivania."

Fonte: https://takprosto.cc/kak-pravilno-uchit-rebenka/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Tue, 27 Nov 2018 10:10:07 +0000
Come eliminare la placca dai denti in modo naturale http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3339-come-eliminare-la-placca-dai-denti-in-modo-naturale http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3339-come-eliminare-la-placca-dai-denti-in-modo-naturale

Di Agnese Tondelli

licoriceLa placca dentale, chiamata anche placca batterica o biopellicola orale, è un aggregato di germi che si deposita sulle superfici dei denti, promuovendo le comuni patologie orali, come carie e parodontopatie.

Aderisce soprattutto negli spazi interdentali, nelle superfici occlusali e nelle irregolarità dello smalto, o vicino alle gengive.

La sua presenza altera la carica di superficie del dente, favorendo l’adesione batterica. I microrganismi, se non rimossi, tendono a indurirsi nel tempo, trasformandosi in tartaro.

Il modo migliore per evitare tutto ciò è naturalmente una corretta e costante igiene orale, un controllo periodico, ma anche alcuni piccoli accorgimenti e rimedi naturali che possono tornarci utili.

Vediamo insieme alcuni dei rimedi della nonna che possono aiutarci a bloccare il proliferare di placca e patologie nel nostro cavo orale.

Liquirizia

Le radici di liquirizia possono fungere da alleato naturale contro la formazione della placca sui denti. Il loro contenuto di glicirrizina contrasta i batteri nocivi contenuti nel cavo orale riducendone la proliferazione. Non solo, sembra che sia inoltre efficace al trattamento di alcuni disturbi del tratto digerente. L’azione abrasiva della radice, poi, contribuisce a tenere puliti i nostri denti.

Mele

Sembrerà strano, ma la frutta ci fornisce un contributo importante per la salute dei nostri denti. Le mele, ad esempio, aumentano la salivazione, aiutandoci a neutralizzare i batteri che sono alla base della formazione della placca. Più in generale, comunque, mangiare cibi croccanti e ricchi di nutrienti ci aiuta a eliminare meccanicamente la placca, ma anche a mantenere le gengive ben irrorate e sane. La stessa cosa vale per la frutta secca.

Mirtilli

In particolare il mirtillo rosso, grazie ad alcuni principi attivi in esso contenuti, i polifenoli, aiuta a prevenire la formazione della placca, perché impediscono ai batteri di attaccarsi allo smalto.


Uva passa

L’uvetta, o uva passa, lo abbiamo visto, è un alimento molto utile per la salute dei nostri denti. Questo perché contiene un quantitativo elevato di antiossidanti che fungono da inibitori all’azione dei parassiti, causa delle affezioni dentali.


Bicarbonato di sodio

In genere utilizzato per lo sbiancamento dei denti, è utile anche nella rimozione della placca. Attenzione però a non usarlo direttamente sullo smalto, ma a scioglierne un cucchiaino in un bicchiere d’acqua dove andrete a immergere lo spazzolino da denti, prima delle consuete manovre di pulizia.


Salvia

La salvia è una pianta importante per la salute del nostro cavo orale. Può essere utilizzata in diversi modi: come decotto per il trattamento di placca, carie e alitosi, o adoperando direttamente le foglie che, se strofinate sui denti, assumono un’azione sbiancante. Contro la placca, abbiamo detto, viene creato un decotto con le foglie. Il liquido sarà utilizzato o come colluttorio, o come base per inumidire lo spazzolino.


Tea tree oil

Grazie alle sue numerose proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, il tea tree oil può essere utilizzato contro le più comuni affezioni dentarie, come placca, afte e ascessi. Basta diluire circa 2-3 gocce in mezzo bicchiere d’acqua ed effettuare sciacqui e gargarismi.

Fonte: https://www.ambientebio.it/rimedi-naturali/come-eliminare-la-placca-dai-denti-in-modo-naturale/?fbclid=IwAR0LMWyLJylmNCcNxl119i0iL71CYuvR2z0UY670L7sm8A1AMLIOR_zb2zs

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Fri, 16 Nov 2018 08:44:22 +0000
Pesticidi, il 45% degli italiani ha il fipronil nei capelli http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3327-pesticidi-il-45-degli-italiani-ha-il-fipronil-nei-capelli http://www.coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/3327-pesticidi-il-45-degli-italiani-ha-il-fipronil-nei-capelli

cipronilFipronil, permetrina, propiconazolo e clorpirifos etile. Sono questi i pesticidi che abitano i capelli i degli italiani. Il test del capello alla ricerca di pesticidi è stato condotto dall’istituto Ires (Institut de Recherche & d’Expertise Scientifique) di Strasburgo per conto del Gruppo verdi/Ale al Parlamento europeo. Sono stati analizzati i capelli di  148 cittadini in 6 differenti Stati: Italia, Germania, Francia, Belgio, Regno Unito e Danimarca.

 

Dal test, condotto in forma anonima e su persone residenti sia in campagna che in città, è risultato che il 60,1% dei capelli era contaminato da uno o più pesticidi. La fascia più colpita sono i giovani fra i 10 e i 20 anni, con un tasso di contaminazione del 73,7%. Per i risultati completi, qui il report 

In Italia due terzi dei soggetti testati sono risultati contaminati da almeno una sostanza chimica. Il Fipronil, già tristemente noto alle cronache italiane per lo scandalo delle uova contaminate, era presente nel 45,8% dei campioni testati, contro una media europea inferiore al 30% (29,7%). Seguono Permetrina (25%), Propiconazolo (20,8%) e Clorpirifos Etile al 16,7%, un pericoloso insetticida. (continua dopo la tabella)

FIpronil Capelli

“Credo che questi dati siano allarmanti: ci auguravamo tutti che la percentuale di persone contaminate fosse molto minore, ma i numeri ci hanno sorpreso in negativo. Pensare che due italiani su tre siano contaminati da uno o più pesticidi è impressionante. Io stesso, e i miei figli, ci siamo testati i capelli, e questi numeri non ci tranquillizzano” ha commentato Marco Affronte, Eurodeputato Greens/EFA.

“Non scordiamo  – continua l’eurodeputato – che stiamo parlando di sostanze davvero pericolose: il Fipronil è un insetticida neurotossico che agisce da interferente endocrino, anche sospettato di essere cancerogeno e tossico per la riproduzione e lo sviluppo. E’ usato come insetticida per animali domestici, ad esempio, ma non scordiamo lo scandalo legato al Fipronil nelle uova. La Permetrina influisce in maniera tossica sullo sviluppo, è neurotossica e un interferente endocrino, e sospetta di cancerogeneticità. Anche il Clorpirifos Etile è una neurotossina, interferente endocrino e tossico per lo sviluppo e la riproduzione. Sono dati che ci fanno capire quanto sarebbe importante eliminare i pesticidi dalle nostre città e dalle nostre campagne, sostituendoli con tecniche – che esistono e sono efficaci – non contaminanti”.

Fonte: https://ilsalvagente.it/2018/11/07/pesticidi-il-45-degli-italiani-ha-il-fipronil-nei-capelli/42945/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Benessere Olistico Thu, 08 Nov 2018 12:37:34 +0000