PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

La road-map Europea per i vaccini: Goebbels ne sarebbe stato fiero.

In questi giorni sta facendo il giro dei social la “road-map on vaccination“, ovvero il documento programmatico delle attività che la UE deve intraprendere nel periodo 2019-2022 per “rafforzare la cooperazione contro le malattie prevenibili dai vaccini”.

Un documento programmatico apparentemente di buon senso, che però pone interrogativi inquietanti.

Per 3 motivi:

  1. alcune delle attività elencate sembrano più mirate al controllo della popolazione europea che al suo benessere;
  2. si parla di rafforzare partnership con – e seguire linee guida di – pochissimi enti, apparentemente diversi, ma profondamente collegati tra loro (e vedremo chi).
  3. nel documento manca un aspetto fondamentale: l’istituzione di organismi indipendenti che valutino la reale necessità, efficacia e gli eventuali danni dei vaccini.

di Enrico Carotenuto

Questa Road Map, purtroppo è disponibile soltanto in inglese sul portale dell’Unione Europea. Abbiamo provato a cercare nella versione in italiano del sito,

Road-map vaccini 1

ma cliccando su “vaccinazioni” abbiamo ottenuto questo:

road-map vaccini 2

Illuminante.

Comunque, leggendo la versione in inglese si vede come il piano d’azione si presenti, in poche parole, per:

  • assicurare la massima copertura vaccinale,
  • avere una produzione ed innovazione adeguata (nel senso di nuovi prodotti),
  • creare scorte e facilitare lo scambio di queste scorte tra i paesi membri in caso ci siano emergenze in alcuni paesi più che in altri.

Niente di male in questi punti. Sempre che si accetti la versione dei fatti che equipara salute e copertura vaccinale.

Altri punti, invece, risultano inquietanti.

Come il primo di tutti, ad esempio: “Examine the feasibility of developing a common vaccination card/passport for EU citizens ” (“Esaminare la fattibilità di sviluppo di una carta/passaporto vaccinale comune per i cittadini europei”).

Un passaporto vaccinale.

A che serve un passaporto vaccinale, se non a discriminare? Se uno non è vaccinato non lo fanno entrare in Francia? Dal panettiere? Non lo assumono? Gli mettono una stella gialla sulla vestito?

Ma andiamo avanti, e prendiamo in esame il punto numero 2 della road -map:

Produce on a regular basis a Report on the State of Vaccine Confidence in the EU, to monitor attitudes to vaccination. Based on that report and taking into account related work by WHO, present guidance that can support Member States in countering vaccine hesitancy.” (“Produrre un regolare rapporto sullo stato della fiducia nei vaccini nella UE, per monitorare le attitudini alla vaccinazione. Sulla base di questo rapporto, e prendendo in considerazione i lavori correlati dell’OMS, offrire linee guida ai paesi membri per contrastare l’esitazione sui vaccini”).

Questo è un’interessante ribaltamento di causalità: poniamo il caso in cui una buona parte della popolazione tedesca cominci ad avere dubbi sull’efficacia del vaccino contro il morbillo, oppure emergano un numero di reazioni avverse che spaventano questi poveri tedeschi, che di conseguenza cominciano a vaccinarsi di meno. Allora interviene la UE, che sulla base del rapporto e dei dati dell’OMS dice alla Germania come convincere i propri cittadini a vaccinarsi.

Notare un piccolo particolare: non si prende in considerazione il fatto che il problema possa essere il vaccino. Si dà per scontato che i dati dell’OMS non diranno mai che forse hanno ragione i tedeschi.

In questi giorni di COVID molte persone si sono accorte che le parole dell’OMS non sono oro colato. E anche se lo fossero, perchè non prendere neanche in considerazione l’idea che un eventuale problema non derivi dalla gente, ma dalla “scienza”? Perchè non prendere in considerazione l’idea che sia la stessa OMS un giorno a dire “ehm, occhio con quel vaccino che non è che vada poi così tanto bene…”?

Ma di chi è l’OMS?

Come per tutto il resto, l’OMS è di chi la paga. Ovvero questi:

road-map vaccini 3

Per motivi di brevità non entreremo nell’analisi dei primi 10 grandi contributori dell’OMS. Ma assicuriamo chi vorrà fare la propria ricerca che c’è molto da “scoprire”.

Per il momento notiamo l’ubiqua Bill &Melinda Gates Foundation (che paga 2 volte essendo anche membro fondatore della GAVI), la Germania e la Commissione Europea.

Visto la tendenza dell’attuale governo americano a non rinnovare il finanziamento dell’OMS, potremmo a breve avere un’OMS finanziata principalmente dall’asse Germania/Francia/Commissione Europea in collaborazione con un misto di fondi filantropici privati e ONU.

Quindi, tornando al secondo punto della raod-map, abbiamo la creazione di linee guida da parte della UE basate su un rapporto della stessa UE e sui dati “scientifici” di un ente pagato principalmente dalla stessa UE (attraverso canali diversi) e da un’associazione filantropica il cui scopo è vaccinare tutti, e che stranamente risulta coinvolta in altri punti della road-map che vedremo più in basso.

Forse è anche per questo che non si aspettano dati contro i vaccini dall’OMS?

Andiamo ancora avanti.

Il punto numero 3

“Convene a Coalition for Vaccination to bring together European associations of healthcare workers as well as relevant students’ associations in the field, to commit to delivering accurate information to the public, combating myths and exchanging best practice”. (“Formare una Coalizzazione per le Vaccinazioni che riunisca le associazioni europee dei lavoratori della sanità e importanti associazioni studentesche del settore, per impegnarsi a diffondere informazioni accurate, combattere i miti, e scambiare le migliori pratiche”).

In pratica un Ministero della Verità Medica. Sarà interessante fra qualche anno fare uno studio di comparazione tra le carriere dei membri di questa Coalizione e i non tesserati. Sarà interessante anche capire da dove proverranno le “informazioni accurate”. Ad occhio e croce la fonte sarà l’OMS, o uno degli enti privati menzionati nella road-map ai punti numero 9 e numero 26. Vedremo poi a chi appartengono questi enti e come sono collegati tra loro.

Punto numero 4

Develop EU guidance for establishing comprehensive electronic immunization information systems for effective monitoring of immunization programmes“. (“Sviluppare direttive UE per stabilire sistemi d’informazione elettronici dettagliati per monitorare efficacemente i programmi d’immunizzazione”).

La app “Immuni”, per esempio. Che fa sorgere più di un dubbio.

Punto numero 9

Counter online vaccine misinformation and develop evidence-based information tools and guidance to support Member States in responding to vaccine hesitancy, in line with the Commission Communication on tackling online disinformation“. (“Contrastare la disinformazione sui vaccini e sviluppare strumenti d’informazione basata sulle evidenze e linee guida per dare supporto agli stati membri contro la resistenza ai vaccini, in linea con la Comunicazione della Commissione sul ridurre la disinformazione online”).

Sono gentili: combattono le fake news sui social, per noi.

Punto numero 11

Create a sustainable and multi-stakeholder platform for EU post-marketing surveillance studies monitoring the safety, effectiveness, and impact of vaccination. (“Creare una piattaforma UE sostenibile e multi-stakeholder per studi di sorveglianza post-marketing per monitorare la sicurezza, l’efficacia e l’impatto delle vaccinazioni.”)

Questo in apparenza è un bel punto, necessario. Ma una piattaforma simile non dovrebbe essere fatta dallo stesso ente che fa di tutto per vaccinarti PRIMA di essere certo della sicurezza, efficacia ed impatto delle vaccinazioni. Dovrebbe essere un ente indipendente, i cui membri siano scevri da conflitti d’interesse.

Facciamo un’analogia: se foste processati, vi piacerebbe che il vostro avvocato difensore fosse anche il pubblico ministero che vi accusa? Magari anche socio in affari del giudice?

Punto numero 25

“Consider investing in behavioural and social science research on the determinants of vaccine hesitancy across different subgroups of the population and healthcare workers”. (“Considerare d’investire in ricerche sociali e comportamentali sulle determinanti delle resistenze ai vaccini tra i vari sotto-gruppi della popolazione e dei lavoratori della sanità”).

Questo è uno dei punti più inquietanti, per vari motivi. Stanno valutando se investire soldi in ricerche comportamentali e sociali per capire come mai parti della popolazione, in particolar modo MEDICI e INFERMIERI facciano resistenza ai vaccini. Abbiamo visto molto recentemente che la classe medica non è disposta a vaccinarsi obbligatoriamente (vaccinare i bimbi si, ma loro stessi mica tanto). Questo, evidentemente è un grave problema per chi ha stilato la Road-map.

Il no di un medico ha ben altro peso rispetto al no di altre categorie di cittadini. E se un medico dice no, probabilmente ha qualche dubbio sulla scienza vaccinale. Dubbio che la road-map si premura di eradicare dalle prossime generazioni di dottori (Punto 14: “Provide evidence and data, including through the European Schoolnet, to support Member States’ efforts to strengthen the aspects related to vaccinology and immunisation in their national medical curricula and postgraduate education” – “Offrire dati ed evidenze, anche attraverso lo European Schoolnet, per supportare gli sforzi degli stati membri a rinforzare gli aspetti correlati alla vaccinologia e all’immunizzazione nei curricula dei medici nazionali e nell’educazione specialistica.”).

Ma come fare con i medici già formati?

Se ne analizzano i comportamenti personali e sociali, e si trova un modo di fare pressione.

Insomma, lo scopo di questo documento quello di imporre una terapia controversa e con controindicazioni,  programmandone il consenso nella popolazione e l’obbedienza della classe medica attraverso l’utilizzo di propaganda e formazione effettuate sulla base di dati forniti da un “papato” scientifico formato da enti apparentemente al di sopra delle parti.  Un lavoro di cui Goebbels sarebbe stato fiero.

Ma vediamo da chi è composto questo “papato scientifico”.

Il documento menziona esplicitamente la necessità di “rafforzare i rapporti” con i seguenti enti:

  • OMS
  • Strategic Advisory Group of Experts on Immunization (SAGE)
  • European Technical Advisory Group of Experts on Immunization (ETAGE)
  • Global Health Security Initiative nd Agenda processes (Global Health Security Initiative, Global Health Security Agenda)
  • Unicef
  • GAVI
  • CEPI
  • GloPID-R
  • JPIAMR (the Joint Programming Initiative on Antimicrobial Resistance)

 

Dunque, abbiamo visto che l’OMS è finanziata principalmente da notori gruppi filantropici, dalla UE e dalla stessa ONU (Tramite GAVI, UNOCHA e CERF).

Il SAGE

non è che il gruppo principale di consiglieri dell’OMS sui vaccini.

L’ETAGE

secondo il sito dell’OMS è : “un corpo composto da 6-8 esperti di immunizzazione SCELTI DAL DIRETTORE REGIONALE DELL’OMS PER L’EUROPA. Questo gruppo è incaricato di offrire review indipendenti e input tecnici per il programma di immunizzazione dell’OMS/Europa”.

Come fa il gruppo ad offrire review INDIPENDENTI, se è scelto PERSONALMENTE dal direttore dell’OMS Europa?

La Global Health Security Initiative

è “una partnership informale tra stati e organizzazioni che la pensano in maniera simile per rafforzare la preparazione e la risposta della sanità a minacce chimiche, biologiche e di terrorismo radio-nucleare, oltre che all’influenza pandemica”.  Ecco quali sono le organizzazioni/stati che la compongono:

road-map vaccini 4

L’advisor tecnico? la World Health Organization. OMS, in italiano.

La Global Health Security Agenda

si auto-descrive così: “un gruppo di nazioni, organizzazioni internazionali, ONG e società private che si sono riunite per portare avanti un mondo al sicuro dalla minaccia delle malattie infettive”.

In realtà questo contenitore serve ad allineare gli interessi del settore privato ai bisogni di alcuni consiglieri permanenti, ovvero quelli che indicano le linee guida al comitato che gestisce la GHSA.

Ecco chi sono i consiglieri tecnici permanenti di GHSA:

road-map vaccini 6

Toh, l’ONU sotto forma di OMS, FAO e OIE.

Ed ecco cosa offre la GHSA alle società private che vogliono contribuire:

road-map vaccini 5Accesso ai decisori, visibilità e la possibilità di piazzare merce.

Immagina quanto potrebbe esserti utile questa associazione, se fossi il proprietario di una casa farmaceutica, tanto per fare un esempio…

GAVI, l’alleanza per i vaccini

è molto diretta nel dichiarare gli interessi che la compongono. Basta guardare questo diagramma preso dal loro sito:

road-map vaccini

Stessi nomi, stesse sigle.

L’alleanza è diretta da questo consiglio di amministrazioneConsigliamo vivamente i più pazienti di aprire il link al cosiglio di amministrazione del GAVI e di cliccare sui nomi che lo compongono.

CEPI

Veniamo ora al CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations). Il CEPI è una “partnership globale tra pubblico, privato, filantropia e organizzazioni della società civile” che si occupa di “accelerare lo sviluppo di vaccini contro malattie infettive emergenti e favorire l’accesso a quei vaccini durante le epidemie”.

road-map vaccini 8

Chi ha creato e finanzia la CEPI? Ce lo dicono loro stessi, molto gentilmente:

road-map vaccini 9

Qui, oltre al signor Gates ed alla Commissione Europea, c’è un nome “nuovo”: il Wellcome Trust.

Il Wellcome Trust è una specie di Bill & Melinda Gates Foundation, ma fatto originariamente con i soldi di Henry Wellcome, magnate farmaceutico inglese.

Avete presente la Glaxo-Smithkline produttrice di vaccini? Prima si chiamava Glaxo-Wellcome.

Da notare la chicca finale del paragrafo riportato qui sopra:  “Per questo lavoriamo con l’industria, i regolatori e altri PER ASSICURARE CHE QUALSIASI VACCINO SVILUPPIAMO OTTENGA LA LICENZA”.

Cioè fanno lobbying per assicurarsi che i loro prodotti ottengano licenze?

Ma per avere la licenza non dovrebbe bastare che un vaccino sia SICURO ED EFFICACE?

Perchè mai la Commissione Europea finanzia un ente che si occupa poi di fare lobbying presso la stessa Commissione o altri organi che dipendono dalla Commissione?

Comunque anche qui vediamo sempre i soldi dei soliti: Commissione Europea, ONU, Gates.

Global Research Collaboration for Infectious Disease Preparedness (GloPID-R)

È un’altra associazione, molto simile al CEPI. Talmente simile, infatti, che nel consiglio di amministrazione siede sempre questo signore dalla faccia simpatica:

road-map vaccini 13

Il direttore del Wellcome Trust, Jeremy Farrar è uno di quattro vice-presidenti del GloPID-R. Un’altra di questi quattro è questa signora:

road-map vaccini

…che fa parte del direttorato generale per la ricerca e l’innovazione della Commissione Europea.

Sono tutte coincidenze…

The Joint Programming Initiative on Antimicrobial Resistance (JPIAMR)

Questa è una piattaforma di collaborazione che include 28 stati e che sembra avere una governance più complessa e meno influenzabile da singoli enti/gruppi. Si occupa principalmente di combattere la resistenza agli antibiotici, un problema sempre più grave che costa moltissime vite ogni anno.

Detto questo, va segnalato che una parte sempre molto consistente, ovvero più del 40% dei fondi per i progetti del JPIAMR viene dalla Commissione Europea e dal Wellcome Trust. Che di fatto li rendono gli “azionisti” di maggior peso relativo.

road-map vaccini

 

Dunque abbiamo visto che tutti gli organi scientifici che faranno da base per le direttive su istruzione, controllo delle informazioni ed azioni vere e proprie (come ad esempio un eventuale passaporto od obbligatorietà vaccinale) sono fondamentalmente controllati dagli stessi 4 attori: ONU (attraverso le sue molteplici sfaccettature), Commissione Europea, Bill Gates, Wellcome Trust.

Sembrano tanti, ma sono in pratica solo 4. Ora forse è più chiaro perchè all’inizio di questo articolo si parlava di “papato” scientifico.

Come si può definire scienza ciò che viene discusso, promulgato e implementato sempre dagli stessi attori?

E come può la Commissione Europea fare una road-map vaccinale che come abbiamo visto è basata sul controllo e sugli appoggi di enti a loro volta molto influenzati, se non addirittura direttamente controllati dalla Commissione stessa?

Alla luce di quello che emerge da questa analisi, è chiaro che questa road-map non è un percorso scientifico, ma un scelta POLITICA fatta dai grossi attori che portano avanti la globalizzazione.

Un dibattito veramente scientifico dovrebbe porre l’attenzione sul perchè certi attori portano avanti una simile agenda, che prevede indottrinamento della classe medica, censura o ridicolizzazione di determinate informazioni, e la possibile limitazione di libertà individuali.

condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.