Ecologia

Pinguini intrappolati in un burrone, la troupe BBC si ribella e invece di filmarli li salva In evidenza

23 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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Filmati per oltre un anno, rischiano la morte con i loro cuccioli: la troupe della BBC va contro le regole dei documentari e corre a salvarli.

BBC pinguini

Pfas, divieto di consumare pesce pescato in 30 comuni veneti In evidenza

22 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha firmato un’ordinanza per vietare fino al 30 giugno 2019 il consumo di pesce pescato in 30 comuni, compresi nella zona rossa compresa nelle province di Vicenza, Verona e Padova, per l’inquinamento delle acque da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) prodotti in quell’area per anni dalla Mitemi, da pochi mesi in fallimento. Parliamo di sostanze impiegati in tantissimi prodotti di uso comune daii vestiti in pelle, alle giacche da montagna, fino alle pentole antiaderenti, persino nei cartoni della pizza e il filo interdentale come ha testimoniato una recente ricerca.

di Ettore Cera
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Amadori costretta a cambiare la pubblicità sui polli: è ingannevole In evidenza

21 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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Basta polli Amadori descritti e raffigurati come felici e spensierati: il procedimento per pubblicità ingannevole è confermato.

La Società Cooperativa Agricola Gesco, azienda fornitrice del Gruppo Amadori, ha finalmente cominciato a mettere in atto la rettifica delle informazioni sul sito web e sulle brochure annunciata a ottobre. Pochi giorni fa è infatti iniziata la “pulizia” dei contenuti divulgativi che mostravano una realtà idilliaca per i polli allevati, una realtà del tutto inesistente.

di EssereAnimali Onlus

polli amadori pubblicita ingannevole essereanimali

Glifosato, in Francia bloccata la vendita del RoundUp della Monsanto In evidenza

18 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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GLIFOSATO 1 19Il Tribunale amministrativo di Lione, a seguito di un ricorso presentato da Criigenha, il Comitato per la ricerca indipendente e informazione sull’ingegneria genetica, ha annullato l’autorizzazione alla messa in commercio del Roundup Pro 360 della Monsanto, un diserbante contenente glifosato. I giudici francesi (qui l’integrale della sentenza) hanno valutato che l’Anses, l’Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria e dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro ha commesso “un errore di apprezzamento con riferimento al principio di precauzione”, autorizzando la messa in commercio di questa variante del RoundUp a marzo del 2017.

 

Un secondo processo per Eni. In Basilicata i rifiuti pericolosi del petrolio diventano “innocui” In evidenza

16 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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ENI impianto viggianoNon c’è solo il caso Opl245 – il processo per la presunta tangente miliardaria pagata per l’acquisizione di una ricca licenza petrolifera in Nigeria – nel listino delle presenze di ENI in tribunale. La compagnia petrolifera sta affrontando un processo anche a Potenza, ovvero nella regione, la Basilicata, dove da decenni è molto attiva nell’estrazione di petrolio e nella quale dall’inizio degli anni Novanta può contare su un Centro Olio capace di produrre circa 90mila barili di greggio al giorno.

di Luca Manes pubblicato su Valori.it

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Il 40% dei rifiuti di plastica conferiti correttamente, non viene riciclato In evidenza

16 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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plastica rifiuti 1 19Il 40% dei rifiuti che vengono messi nel cassonetto della plastica (il 40%) non può essere riutilizzato, e finisce nelle discariche o nei termovalorizzatori. E quello che viene riciclato, serve per oggetti diversi e meno pregiati di quelli originali. A dirlo è il Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta degli imballaggi in plastica, secondo cui, nel nostro paese, nel 2017 si è avviato al riciclo solo il 41% degli imballaggi raccolti. Il resto è finito nei termovalorizzatori (39%) e in discarica (20%). A sua volta, solo il 60% di questi rifiuti conferiti nel cassonetto della plastica, vengono utilizzati per creare nuovi oggetti. un dato che fa pensare ci sia ancora molto da fare.

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Tutto esaurito a Cagliari per il circo senza animali “Paniko”: gli artisti hanno posticipato la partenza In evidenza

15 Gennaio 2019 Scritto da Redazione
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Cagliari – Tanta gente così per vedere dei veri artisti al circo, non si era mai vista. Il circo Paniko dal 2 gennaio ha registrato il tutto esaurito a Cagliari. Professionalità, bravura, rispetto per gli animali e buon senso, sono gli ingredienti che decretano la compagnia del circo senza animali, come vincente. 

circo paniko

 

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Il Giappone riprende la caccia alle balene a scopo commerciale In evidenza

28 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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CIR Giappone baleneIl Giappone ha annunciato il proprio ritiro dalla Commissione Internazionale per la Caccia alle balene (Iwc), l'ente che protegge questi mammiferi marini, e a partire dal prossimo luglio riprenderà la caccia alle balene per scopi commerciali.

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I gruppi assicurativi cominciano a disinvestire dal carbone

14 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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È uscito l'ultimo rapporto della rete Unfriend Coal sugli investimenti dei gruppi assicurativi nel carbone. I dati dicono che anche questi colossi stanno iniziando a disinvestire dai progetti e dalle infrastrutture che utilizzano questa fonte fossile terribilmente inquinante.

Carbone

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Il 21 enne che ha piantato 15 miliardi di alberi e punta al trilione per salvare il pianeta

14 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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felix 3Felix Finkbeiner, ha 21 anni, e da quando ne ha 9 ha iniziato quella che è la sua passione più grande,
salvare il pianeta piantando alberi, e riforestando la terra.

Inizia tutto in quarta elementare, quando la maestra assegna a tutti il compito di fare una ricerca sul cambiamento climatico, Felix passa tutto il weekend a fare ricerche e resta particolarmente scosso, fino a che si imbatte nel progetto di riforestazione globale dell’ambientalista e vincitrice del premio Nobel per la Pace Wangari Muta Maathai, che aveva contribuito a piantare 30 milioni di alberi in Kenya in 30 anni.

A soli 9 anni Felix parla alla sua classe, poi al preside e alla sua scuola, dopo poche settimane la scuola decide di assecondare il progetto del ragazzo, e piantare il primo albero. Da lì, altri istituti coinvolti nel progetto decisero di entrare a farne parte, creando un progetto cittadino di cui molte scuole diventano sostenitrici

“Era il 2007, e dopo solo un anno ne avevamo piantati 50 mila. Nel 2011 abbiamo sfondato quota 1 milione, rimanendo solo in Germania“.

Così Felix fonda l’associazione Plant for the Planet, una Ong istituita per tutelare e rafforzare le foreste della terra, e che un albero alla volta, in più di 10 anni ha riforestato la terra piantando 15 miliardi di alberi...e punta e piantarne un trilione nei prossimi anni.

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I dottori gli danno 4 mesi di vita. Decide di risanare un torrente inquinato e vive per altri 27 anni.

14 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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johnbeal1Dopo aver subito tre attacchi di cuore, a John Beal venne detto che stava per morire. Decise di usare il resto della sua vita per ripulire Hamm Creek, un emissario del fiume Duwamish. Era così inquinato che l'acqua era gialla.

Quella decisione cambiò il corso della vita di John e trasformò Hamm Creek.

Quando John Beal tornò a casa dalla guerra del Vietnam "sembrò un po' perso, non ricevette un benvenuto da un eroe", racconta sua figlia Liana.

Si stabilì a Seattle con la sua famiglia e in un anno ebbe tre attacchi di cuore.

"Sono finito all'ospedale", raccontò John in una vecchia intervista, "e mi è stato diagnosticato un tumore. Sono andato dal mio medico e lui ha detto: 'Sì, hai circa quattro mesi di vita, e sarà una morte molto dolorosa. Ti consiglio di avere un hobby.'"

Raggiunse così Hamm Creek.  Secondo Liana, il padre "semplicemente si sedde e contemplò, cercando di capire cosa avrebbe fatto"...

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A un anno dagli impegni dell’industria del cioccolato, continua la deforestazione

13 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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Di Leonardo Masnata

cocoadeforestationNonostante l’impegno dell’industria del cioccolato a cessare l’approvvigionamento di cacao legato alla deforestazione un anno fa, un nuovo rapporto della Ong Mighty Earth rileva che la deforestazione in Africa occidentale per il cacao è continuata e in alcuni casi è aumentata. Il rapporto, “Behind the Wrapper: Greenwashing nell’industria del cioccolato”, identifica i punti nevralgici di deforestazione, tra cui aree protette e parchi nazionali, mettendo a rischio alcuni degli ultimi rifugi per gli elefanti e gli scimpanzé delle foreste e minacciando la stabilità del clima regionale. In Costa d’Avorio, l’analisi satellitare ha registrato circa 13.748 ettari di deforestazione nella sola regione sudoccidentale del cacao, tra novembre 2017 e settembre 2018. Questa perdita forestale equivale a 15.000 campi da calcio.

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Trascorre 2 anni a fotografare gli animali che potrebbero presto estinguersi - apriamo gli occhi

11 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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Per la maggior parte di noi, gli animali in via di estinzione sono come un mistero lontano. Il fotografo britannico Tim Flach, tuttavia, ha trascorso gli ultimi 2 anni nei loro habitat a documentare le loro fragili esistenze. Il corpo di lavoro risultante ci fornisce una visione intima e rara della bellezza delle creature più minacciate della Terra, ricordandoci delle responsabilità che abbiamo e dell'ispirazione che possiamo trarre nel conoscerle meglio.

Dalle specie che tutti conosciamo (orso polare, leopardo delle nevi, ghepardo) a bestie esotiche che immaginiamo solo nei film fantasy (saiga, aquila filippina, salamandra olm), Flach presenta un ampio spettro di biodiversità in via di estinzione, spesso gettando luce sulle sfide uniche che ogni animale deve affrontare per sopravvivere. Alcune di queste specie soffrono per via della distruzione del loro habitat naturale. Altre subiscono prove terribili, come la caccia, il bracconaggio e la vendita al mercato nero.

Flach ha spesso affermato che fissare negli occhi gli animali in pericolo di estinzione rende ancora più straziante immaginare che questi possano essere considerati meno degni di vita di uno di noi. Scorri verso il basso per vedere gli scatti più belli della serie...

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Puglia, dopo 18 mesi di cura gli ulivi secchi tornano verdi

04 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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GALATONE- Erano come gli altri, interamente secchi e non curati da tempo. Molti hanno anche radici completamente fradicie, a causa della mancata pratica della slupatura (la scanalatura lungo i tronchi per permettere all’acqua di scivolare via senza ristagnare).

ulivi xylella galatone cura gioffreda

E’ qui, dove si è recata in mattinata la Commissione agricoltura della Camera, su 84 alberi dei 16 ettari di Masseria Lo Prieno (campione limitato in relazione ai fondi messi a disposizione dalla Regione), in agro di Galatone, che è stata avviata la sperimentazione con metodi naturali portata avanti dall’agricoltore Ivano Gioffreda e dalla patologa vegetale Margherita D’Amico, con il monitoraggio della prof. Luciana Baldoni e del ricercatore Saverio Pandolfi, entrambi del Cnr di Perugia.

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Gli indigeni del Sud America si uniscono per proteggere l’Amazzonia

04 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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Un santuario di 200 milioni di ettari che si estenderebbe dalle Ande all’Atlantico, ecco la proposta dei gruppi indigeni dell’Amazzonia. La creazione della più grande area protetta del mondo per le persone, la fauna selvatica e la stabilità climatica.

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Il piano è stato presentato nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità in Egitto, e pone l’alleanza delle comunità amazzoniche nel mezzo di una delle controversie ambientali e politiche più importanti del mondo. La Colombia aveva già pensato a un simile progetto di protezione tripla A (Ande, Amazzonia e Atlantico), che intendeva presentare insieme all’Ecuador alla Cop24, conferenza sul clima che si terrà a Katowice nei primi giorni di Dicembre.

Ma l’ascesa politica di leader di destra in Colombia e Brasile sta mettendo in dubbio quello che sarebbe stato un contributo importante delle nazioni sudamericane alla riduzione delle emissioni di gas serra. Quella proposta dall’alleanza indigena, che rappresenta 500 culture in nove paesi dell’Amazzonia, è la creazione di un “corridoio sacro di vita e cultura” che avrebbe le dimensioni del Messico.

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Riparare sia un diritto: petizione per il voto all'europarlamento

03 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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di Marta Valota

Verrà presentata il 5 dicembre al Ministero dell’Ambiente la petizione di Giacimenti Urbani e Restarters Milano sul diritto alla riparabilità degli elettrodomestici. La misura, contenuta nel pacchetto Economia circolare dell’Europa, vede contrari Italia, Germania e Inghilterra.

restartTrasformare la nostra economia da usa e getta a economia circolare (vera, senza tranelli!) dovrebbe essere un dovere se si guardano i dati. A livello globale questo è l’anno in cui, secondo le stime, produrremo circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, l’equivalente di quasi 1000 Titanic. Eppure, alla votazione prevista entro la fine dell’anno dell’Europarlamento sull’obbligo di riparabilità di alcuni elettrodomestici, gli Stati membri sono divisi. Il nostro governo, insieme a quello di Germania e d’Inghilterra si sta opponendo al voto ostacolando, così, il pacchetto per l’economia circolare.

“Con la petizione, che in soli 3 mesi ha raggiunto più di 76mila firme, Giacimenti Urbani e Restarters Milano si fanno portavoce dei tanti cittadini che rifiutano la cultura dell’usa e getta a sostegno del Pacchetto europeo “Ecodesign e Requisiti Energetici” che intende obbligare i produttori di dispositivi elettronici, come le televisioni, gli schermi, i frigoriferi, le lavastoviglie, le lavatrici, computer e altri elettrodomestici a ridurre il consumo energetico” spiega Donatella Pavan, Presidente di Giacimenti Urbani, un’associazione milanese che mette in rete le realtà virtuose per ridurre, riparare, riusare, riutilizzare e riciclare. “Quello che chiediamo al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è che il governo italiano s’impegni a votare il pacchetto normativo proposto dall’Europa sostenendo, in particolare, quelle misure che vincolano i produttori a facilitare la riparazione degli elettrodomestici fornendo pezzi di ricambio per almeno 7 anni, rendendo accessibile la documentazione per ripararli e favorendo il design per la riparabilità”.

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Aperta la caccia alla volpe in Lombardia: fucili puntati per tutto l’anno

30 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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In Lombardia caccia alla volpe per tutto l’anno e tesserino da cacciatori a 17 anni.

red fox“Meno burocrazia e meno vincoli per i cacciatori che esercitano con responsabilità una attività fondamentale per l’ecosistema lombardo. Abbiamo ascoltato le richieste del mondo venatorie e degli enti deputati al controllo”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi definisce le modifiche apportate oggi alle regole della caccia in Lombardia, spinte soprattutto dalla Lega e contenute nella legge di Semplificazione 2018, approvata con 45 voti favorevoli e 31 contrari. Tra queste, l’apertura della caccia alla volpe anche nei comprensori alpini (nelle pianure era già concessa), in quanto la specie viene parificata al cinghiale considerandola una specie dannosa e cacciabile quindi per tutto l’anno. A proposito di cinghiali, inserito l’obbligo per i cacciatori di indossare capi di colore “ad alta visibilità”, per evitare il ripetersi di incidenti. Vengono anticipate le procedure per l’ottenimento del patentino di caccia, attivabili già a 17 anni e cade il vincolo dei 55 giorni di caccia all’anno. “Nota dolentissima”, “una follia” per il mondo animalista.

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11Mila alberi contro cemento ed inquinamento: La sfida vinta di una famiglia di Parma

21 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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A San Prospero, provincia di Parma, c’è un nuovo bosco, quello della famiglia Spaggiari, di Giancarlo 86 anni pensionato ex agricoltore e del figlio Roberto 47 anni, dipendente pubblico che hanno declinato le numerose offerte dei costruttori edili, che volevano trasformare i loro terreni incolti intorno alla trafficatissima via Emilia, in strade, case, cemento.

spiaggiariPer creare invece, 10 ettari di bosco, un esercito di alberi da opporre all’inquinamento e alla cementificazione, per migliorare e depurare l’aria, e salvaguardare la zona agricola di San Prospero hanno piantato 11 mila piante: noci, meli, querce, frassini, prugnoli, olmi… un importante polmone verde necessario, considerata la vicinanza di vie trafficate e le problematiche di inquinamento dell’aria padana e anche se “il bosco” come ce lo immaginiamo, fitto di vegetazione e alberi, si vedrà bene tra un paio d’anni, quando le piante interrate quest’anno, cresceranno, già adesso lungo la via Emilia, tra file di capannoni industriali e aziende casearie a ad un certo punto, improvvisamente compare una grossa macchia verde.

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