Economia http://coscienzeinrete.net Mon, 27 Mar 2017 08:17:23 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Pignoramento conto corrente: dal 1° luglio 2017 possibile senza alcun procedimento giudiziario. http://coscienzeinrete.net/economia/item/2927-pignoramento-conto-corrente-dal-1-luglio-2017-possibile-senza-alcun-procedimento-giudiziario http://coscienzeinrete.net/economia/item/2927-pignoramento-conto-corrente-dal-1-luglio-2017-possibile-senza-alcun-procedimento-giudiziario

Fisco PignoramentiL'articolo esamina le nuove possibilità attribuite, con decorrenza dal 1° luglio, all'Agenzia delle Entrate Riscossione, il nuovo ente strumentale all'Agenzia delle Entrate che sostituirà Equitalia. Tale ente potrà accedere alle banche dati INPS e potrà pignorare i conti correnti in maniera diretta senza alcuna autorizzazione del giudice. Sono anche analizzati i mezzi di tutela del contribuente.

Si ampliano i poteri del Fisco in materia di controllo delle disponibilità liquide dei contribuenti. Difatti, dal 1° luglio 2017, l'Agenzia delle Entrate che incorporerà l'attuale Equitalia potrà consultare l'Anagrafe tributaria e procedere al pignoramento dei conti correnti direttamente senza attivare alcuna procedura di autorizzazione. Ed inoltre potrà consultare le banche dati dell'INPS per acquisire le informazioni relativi ai rapporti di lavoro per pignorare stipendi, indennità ecc. È questo in sintesi quello che si evince dalla lettura dell'articolo 3 del D. L 193/2016 convertito nella Legge n. 225/2016. Analizziamo nei termini la questione.

di Pasquale Chierchia

Ai sensi dell'art. 1 del Decreto Legge n. 193/2016 citato, con decorrenza dal 1° luglio 2017 scomparirà l'ente di riscossione Equitalia e prenderà il posto di questo un ente strumentale all'Agenzia delle Entrate di carattere pubblico ma economico che sarà sotto il controllo diretto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Tale ente succederà a titolo universale in tutti rapporti giuridici attivi e passivi, nonché in tutti i giudizi processuali in cui è parte Equitalia. A dire il vero, il citato ente diventerà l'Agente della Riscossione e sarà dotato di tutti i poteri previsti dal D.P.R. n. 602/73.

Difatti, nell'ambito dell'articolo 3 del D.L. 193/2016 che potenzia i poteri dell'Agenzia delle Entrate in materia di acquisizione delle informazioni concernenti i rapporti di lavoro presso le banche dati dell'INPS per poter pignorare gli stipendi, i salari ed altre indennità dei contribuenti, nonché di utilizzare le informazioni derivanti dalla consultazione dell'Anagrafe tributaria anche ai fini della riscossione, vi è un'estensione di tali poteri al nuovo ente Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Nella procedura ordinaria, di norma il creditore, al fine di soddisfare il suo credito, nel momento in cui decide di attivare il pignoramento del conto corrente presso un istituto bancario, che rappresenta il terzo, per attivare il c.d. pignoramento presso terzi deve essere autorizzato dal tribunale. Sostanzialmente, prima deve notificare l'atto esecutivo, ad esempio la sentenza, successivamente deve notificare l'atto di precetto, mediante il quale intima il debitore ad assolvere al pagamento entro il termine di dieci giorni dalla notifica dell'atto. Trascorsi dieci giorni senza che il debitore paghi, il creditore può notificare l'atto di pignoramento sia al debitore e sia alla banca per un importo uguale a quello risultante dall'atto maggiorato del cinquanta per cento. Nel momento in cui la banca riceve la notifica dell'atto di pignoramento dovrà: 1. bloccare le somme del conto corrente e lasciarle disponibili fin quando il giudice non si pronuncia; 2. rendere al creditore, la dichiarazione del terzo, mediante la quale comunica che le somme pignorate sono disponibili sul conto corrente. Nell'atto di pignoramento è indicata inoltre la data dell'udienza; in tale data il giudice, dopo aver appurato quanto detto nella dichiarazione resa dalla banca, disporrà che quest'ultima versi le somme accantonate al creditore.

Il pignoramento delle somme in caso di cartelle esattoriali

Il discorso e la procedura cambiano nel momento in cui a riscuotere i soldi è il Fisco. In tal caso non è richiesta l'autorizzazione del giudice. Il procedimento che si applica è quello previsto dall'art. 72-bis del D.P.R.602/1973. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione nel momento in cui notifica la cartella di pagamento, essendo un atto esecutivo equiparabile al precetto, non deve promuovere la citazione in giudizio del terzo e attendere l'udienza ma potrà pignorare il conto corrente, decorsi i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Nella prassi l'ente di riscossione notifica l'atto di pignoramento in primis all'istituto bancario e dopo al debitore, invitando quest'ultimo a pagare l'importo entro il termine di 60 giorni. Se il debitore non assolve al pagamento della somma dovuta entro il termine citato, il Fisco richiederà alla banca di versargli l'importo senza attendere alcuna autorizzazione da parte del tribunale. Come si può notare è un procedimento abbastanza celere che non richiede dei tempi lunghi.

Fonte: http://www.sabequitalia.it/pignoramento-conto-corrente-dal-1-luglio-2017-possibile-senza-alcun-procedimento-giudiziario/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Tue, 21 Mar 2017 10:59:01 +0000
Ecco la casa solidale, affitti a bassi costi per chi fa la lavatrice agli altri o da baby sitter http://coscienzeinrete.net/economia/item/2922-ecco-la-casa-solidale-affitti-a-bassi-costi-per-chi-fa-la-lavatrice-agli-altri-o-da-baby-sitter http://coscienzeinrete.net/economia/item/2922-ecco-la-casa-solidale-affitti-a-bassi-costi-per-chi-fa-la-lavatrice-agli-altri-o-da-baby-sitter

Un condominio vecchio stampo, in cui tutti si conoscono, si aiutano, condividono le difficoltà quotidiane ma anche i compleanni e le feste. In cui c'è chi accompagna i bimbi a scuola, chi fa la spesa per sé e per il vicino, chi mette a disposizione il proprio tempo per aiutare i più piccoli a fare i compiti. Un condominio nuovo, a consumo zero, che risponde alle normative 2020. Due realtà che sembrano lontane ma che si fonderanno in una sola: nel palazzo «La nova corte» che sta nascendo a Fossano, nel cuneese.

di Laura Serafini

Casa Solidale Fossano

L'obiettivo è creare un condominio «solidale» e per trovare gli inquilini giusti la Open srl, soggetto attuatore, ha pubblicato un bando che ha tra i suoi allegati un questionario stilato per individuare il grado di disponibilità. «Perché senza la buona volontà non si fa nulla» spiega Beppe Beccaria, presidente della Fondazione Noi Altri, ente che riunisce 17 realtà del terzo settore e che collaborerà per l'assegnazione degli alloggi insieme alla Fondazione Crf. A disposizione ci sono 13 bilocali, 15 trilocali e 3 quadrilocali, tutti dotati di box auto e cantina, per cui sono previsti canoni mensili a partire da 300, 370 e 450 euro. Destinatari del bando sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, studenti fuori sede, immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale. Tutti, però, devono rendersi disponibili a vivere in un condominio caratterizzato da inclusione, reciprocità intergenerazionale, condivisione e accoglienza. I progetti solidali saranno studiati insieme ai futuri inquilini, ma le proposte variano dal babysitteraggio alla spesa per gli anziani, dalla creazione di un gruppo di acquisto solidale al bike-sharing del palazzo. A aiutare l'organizzazione ci sarà un'associazione cittadina. C'è già uno spazio comune da utilizzare per feste, compleanni, come postazione computer, per installare asciugatrici e lavatrici ad uso comune.

A tre giorni dall'apertura del bando sono state presentate 4 domande e richieste decine di informazioni. «L'idea di avere qualcuno che ti dia una mano con i bambini è stupenda- racconta Alice, impiegata con due figli-. Una volta era più facile stringere amicizia con il vicino di casa. Sapere che tutti in quel palazzo hanno voglia di creare una comunità ti fa venire voglia di andarci a vivere». Tra gli interessati c'è Giovanni, che è anziano e ha un figlio disabile: «Se qualcuno fosse disponibile ad aiutarmi nella spesa gli sarei grato, in cambio potrei aiutare i ragazzi con i compiti». Quella che si profila è una sorta di «banca del tempo» condominiale, in cui si restituiscono gli aiuti ricevuti mettendo a disposizione qualche ora di tempo e le proprie competenze. Come quella di Andrea, che potrebbe «insegnare ad utilizzare il computer, ad esempio, ma se un vicino mi aiutasse ogni tanto a preparare la cena i miei figli e mia moglie sarebbero contenti». C'è chi accoglie l'idea delle asciugatrici in comune, «e perché no, anche le lavatrici- spiega Luisa-. Basterebbe un minimo di organizzazione per risparmiare». «Dovrei trasferirmi a Fossano per lavoro ma non conosco nessuno- aggiunge Luca-. Vivere in un condominio in cui c'è amicizia e collaborazione ti sprona a fare il trasloco».

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/12/07/edizioni/cuneo/ecco-la-casa-solidale-invece-dellaffitto-si-fa-la-lavatrice-o-da-baby-sitter-per-tutti-lsAmHYlKG5IZxMGTXs5P5K/pagina.html

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Tue, 14 Mar 2017 10:43:29 +0000
Anche in Trentino nasce la banca della terra http://coscienzeinrete.net/economia/item/2918-anche-in-trentino-nasce-la-banca-della-terra http://coscienzeinrete.net/economia/item/2918-anche-in-trentino-nasce-la-banca-della-terra

Banca della terraLa giunta provinciale di Trento ha dato il via libera ai criteri di costituzione della Banca della Terra, ovvero dell'inventario dei terreni pubblici e privati incolti, che i proprietari mettono temporaneamente a disposizione di quanti ne facciano richiesta per rimetterli in produzione. Altre Regioni si erano già mosse in questa direzione negli anni scorsi.

Banca della terra1"La finalità di questo strumento, previsto dalla legge 15 del 2015 sul governo del territorio - ha spiegato l'assessore all'agricoltura Michele Dallapiccola - è quella di contemperare fenomeni di abbandono e mancata coltivazione con l'esigenza di facilitare l'avviamento di nuove imprese agricole, con un conseguente ricambio generazionale, o il consolidamento delle imprese agricole già esistenti".
La Banca della Terra offre anche ai giovani aspiranti agricoltori di trovare terreni disponibili, anche se non provengono da famiglie di agricoltori o non hanno terreni in proprietà. Saranno le Comunità di valle ad effettuare un censimento dei terreni abbandonati o incolti e delle aree forestali da riportare all'uso agricolo presenti nel proprio territorio, mediante collaborazione con i Comuni interessati.

«La Banca della Terra, che è gestita tramite i servizi provinciali competenti in materia di agricoltura, può essere dunque uno strumento prezioso di presidio e salvaguardia dei territori destinato ad attirare l'attenzione verso aree che spesso sono trascurate - spiegano dall'ente locale - nel contempo potrà dare la possibilità ai giovani, che hanno intenzione di dedicarsi all'agricoltura, di reperire terreni disponibili, anche se questi non provengono da famiglie di agricoltori o non hanno terreni in proprietà».

Per terreno agricolo abbandonato o incolto si intende un terreno, suscettibile di coltivazione (tra questi rientrano anche le aree di neocolonizzazione da parte del bosco sui quali è documentabile un'attività di sfalcio, pascolo o coltivazione negli ultimi dieci anni), che non sia stato destinato a uso produttivo da almeno tre annate agrarie.

Le Comunità, nell'ambito degli studi propedeutici alla formazione del proprio Piano territoriale (PTC), possono effettuare un censimento dei terreni abbandonati o incolti, nonché delle aree forestali da riportare all'uso agricolo presenti nel proprio territorio, anche mediante collaborazione con i Comuni territorialmente interessati, ai fini del possibile inserimento nella Banca della Terra. Anche altri soggetti, quali i consorzi di miglioramento fondiario per conto dei propri associati, le organizzazioni professionali agricole, i liberi professionisti abilitati in materia agraria e forestale, possono chiedere alla Comunità territorialmente competente di inserire nella Banca della Terra altri terreni che abbiano i requisiti richiesti.

Chi intende coltivare i terreni inseriti nella Banca della Terra, presa visione degli elenchi pubblicati, contatta direttamente il comune territorialmente competente al fine di avere i dati anagrafici del proprietario delle particelle fondiarie interessate, al fine di un rapporto diretto fra le parti. Nel caso di terreni privati i contratti sono stipulati ai sensi della legge 203/1982 "Norme sui contratti agrari"; nel caso di terreni di proprietà pubblica i contratti sono stipulati nel rispetto della vigente normativa in materia di attività contrattuale della Provincia.

Banca della terra2Anche in Toscana è nata qualche tempo fa La Banca della Terra , su iniziativa di Legacoop agroalimentare Toscana.

In Lombardia QUI per avere informazioni sulla Banca della Terra locale.

E' del 2014 l'istituzione della Banca della Terra in Sicilia.

In Liguria QUI le informazioni sulla Banca regionale della Terra.

QUI per saperne di più e per contattare la Provincia autonoma di Trento

 

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Anche-in-Trentino-nasce-la-banca-della-terra

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Mon, 06 Mar 2017 11:26:42 +0000
Le isole più felici del mondo http://coscienzeinrete.net/economia/item/2909-le-isole-piu-felici-del-mondo http://coscienzeinrete.net/economia/item/2909-le-isole-piu-felici-del-mondo

Vanuatu1Misurare la qualità della vita non è un compito semplice. Certamente la felicità non viene misurata dal PIL di una nazione. In molti, negli ultimi anni, hanno proposto misure alternative della ricchezza delle nazioni, metodi che tengono conto di fattori come la durata della vita, ma anche della felicità, e del prezzo che si paga in termini ecologici per avere determinati standard, ovvero, si cerca di misurare l'efficenza con cui trasformiamo una risorsa "scarsa" per definizione - il nostro pianeta - in qualità della vita. 

 

Misure come "Happy Planet Index", un indice creato più di dieci anni fa dal think tank britannico "New Economics Foundation".

Secondo questo indice, nel 2016 la nazione con la migliore qualità della vita al mondo è il Costa Rica, dove la vita media è più alta che negli USA, i dati sulla felicità dei cittadini sono altissimi, il tutto utilizzando UN QUARTO delle risorse utilizzate negli USA pro capite. Niente male davvero.

{youtube}pEgJhfWKq4A{/youtube}

Le isole Vanuatu si trovano a 1750 Km ad est dell'Australia e circa 500 Km a nord della Nuova Caledonia. Anche grazie ai loro bellissimi canti acquatici si collocano al quarto posto nella classifica mondiale stilata dalla New Economics Foundation, il primo paese composto da isole. Si può quindi tranquillamente affermare che le isole Vanuatu sono le più felici del mondo.

Vanuatu

L'indice del pianeta felice funziona secondo questa formula:

HPI

dove

HPI1

Nic Marks, uno degli ideatori dell' Happy Planet Index, descrive bene le motivazioni che lo spingono e come funziona l'indice in questo bel video:

{youtube}M1o3FS0awtk{/youtube}

Per molti non sarà una sorpresa scoprire che quasi tutti i paesi "occidentali" o così detti "sviluppati" non sono nemmeno vicini alle prime posizioni in classifica.

PER SCARICARE I DATI COMPLETI DEL 2016 DELL'INDICE HAPPY PEOPLE IN FORMATO .XLS, CLICCA QUI 

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Economia Wed, 22 Feb 2017 10:26:13 +0000
Ecco le banche che finanziano la violazione dei diritti umani e delle norme ambientali http://coscienzeinrete.net/economia/item/2913-ecco-le-banche-che-finanziano-la-violazione-dei-diritti-umani-e-delle-norme-ambientali http://coscienzeinrete.net/economia/item/2913-ecco-le-banche-che-finanziano-la-violazione-dei-diritti-umani-e-delle-norme-ambientali

CIR Dirty ProfitsLa campagna "Non con i miei soldi" punta il dito contro le banche che continuano a finanziare la violazione dei diritti umani e delle norme ambientali. A stigmatizzare il fenomeno è anche il rapporto "Dirty profits" di Facing Finance. 

Per il quinto anno consecutivo Facing Finance ha pubblicato un report sulle violazioni delle norme e degli standard ambientali e sociali ad opera di multinazionali, evidenziando come troppo spesso le banche, così come i loro clienti, beneficiano dalla violazione dei diritti umani, dallo sfruttamento e dalla distruzione dell'ambiente e dalla corruzione associata a queste aziende. A stigmatizzare il fenomeno è anche la campagna "Non con i miei soldi", che da anni fa informazione critica sulla finanza italiana e internazionale.

«La dimensione delle transazioni finanziarie, secondo Facing Finance, supera i 52 miliardi di euro - spiega Claudia Vago di "Non con i miei soldi" - Il report "Dirty Profits" (Profitti sporchi) conferma, secondo il direttore di Facing Finance Thomas Küchenmeister, che l'autoregolamentazione di banche e aziende, fatta a porte chiuse, è largamente insufficiente e non permette di assicurare il rispetto dei diritti umani, dell'ambiente e degli standard anti corruzione.

Il report è stato redatto con la collaborazione di importanti organizzazioni internazionali, come Transparency International, Greenpeace e Human Rights Watch. Dodici autori di otto diversi paesi hanno documentato decine di casi di violazione di diritti umani, corruzione, sfruttamento e distruzione dell'ambiente, compresi contributi ai cambiamenti climatici). Sono state analizzate quattordici aziende multinazionali, tra cui Bayer, VolksWagen, BP e Hewlett Packard Enterprise Co., e cinque tra le principali banche europee (Deutsche Bank, UBS, ING, BNP Paribas e HSBC). I servizi finanziari forniti dalle cinque banche alle quattordici aziende sono analizzati nel dettaglio nel report. Le cinque banche detengono azioni e obbligazioni delle aziende analizzate per un totale di 5,8 miliardi di euro.

Deutsche Bank, UBS, ING, BNP Paribas e HSBC hanno fornito alle aziende considerate capitali per 46,9 miliardi di euro tra il gennaio 2013 e l'agosto 2016, attraverso la sottoscrizione di azioni, obbligazioni e la fornitura di prestiti. Questi prestiti sono spesso forniti per "generici scopi aziendali", senza richiedere alcun genere di sostenibilità alle operazioni aziendali. Dal report emerge che queste banche hanno continuato a fornire prestiti consistenti a VolksWagen anche dopo la scoperta dello scandalo delle emissioni. Un atto inaccettabile, secondo Jan Schultz di Facing Finance».

«Il 64% delle aziende analizzate ha uno o più casi documentati di coinvolgimento nella distruzione dell'ambiente e del clima. Per il 42% sono stati documentati casi di corruzione nelle loro operazioni e il 57% è coinvolto in violazioni dei diritti umani. Il fatto che otto delle quattordici aziende siano firmatarie dell'UN Global Compact, che specifica una serie di standard ambientali e sociali minimi, evidentemente non impedisce questi comportamenti. Per Lesly Burdock, editor di Dirty Profits 5, questo report punta a fare pressione per ottenere una migliore regolamentazione sulla sostenibilità e trasparenza dell'industria finanziaria. In particolare in un momento in cui affrontiamo una preoccupante deregolamentazione, anche del settore finanziario, negli Stati Uniti».

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/ecco-le-banche-che-finanziano-la-violazione-dei-diritti-umani-e-delle-norme-ambientali

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Wed, 01 Mar 2017 15:55:34 +0000
Emorragia da derivati: L'intreccio Tesoro-Banche d'Affari http://coscienzeinrete.net/economia/item/2899-emorragia-da-derivati-l-intreccio-tesoro-banche-d-affari http://coscienzeinrete.net/economia/item/2899-emorragia-da-derivati-l-intreccio-tesoro-banche-d-affari

CIR Siniscalco

Decine di miliardi all'anno di denaro pubblico a beneficio delle grandi banche d'affari. Una storia che pochi conoscono. Ecco i dettagli.

di Alberto Micalizzi

C'è un'emorragia finanziaria in corso che sta sottraendo decine di miliardi all'anno di denaro pubblico a beneficio delle grandi banche d'affari. L'esplosione del caso "derivati di Stato" è del Gennaio 2012, quando il Governo Monti eseguì un pagamento di 3,1 miliardi di euro a favore della Morgan Stanley che chiese l'estinzione anticipata di un derivato sottoscritto nel 2004 e più volte rinegoziato.
Sulla scorta di ciò, il 10 Febbraio 2015 Maria Cannata, oggi capo della direzione del debito pubblico del Tesoro, rilasciò alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati un'audizione che fornisce particolari importanti sul sistema ricattatorio al quale il Tesoro è soggetto da parte di una ventina di banche d'affari tra le quali Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Deutsche Bank, Nomura, UBS ed il gotha delle famigerate banche "troppo grandi per fallire".

Da allora abbiamo assistito al tentativo ostinato da parte del Tesoro di nascondere sino ad oggi i contratti incriminati, resistendo ad interrogazioni parlamentari, indagini conoscitive ed istanze di ogni genere. Tentativi bizzarri, peraltro, dato che almeno dal 2016 la Corte dei Conti sta indagando su cospicui danni erariali subiti dalla pubblica amministrazione in tema di derivati ed ha già ascoltato, tra gli altri, Maria Cannata, Vittorio Grilli e Domenico Siniscalco.

Il casus belli è quello del derivato con la Morgan Stanley estinto anticipatamente nel 2012 che si inserisce all'interno di un percorso iniziato almeno nel 1994, anno in cui vi è evidenza di un accordo quadro con la Morgan Stanley (detto "ISDA") che regolamenta i principi di fondo a cui ispirare la sottoscrizione dei contratti specifici siglati di volta in volta tra le due parti. In questo accordo quadro vi è peraltro la clausola che spiega l'estinzione anticipata al 2012 di cui parleremo, limitandoci per ora ad anticipare che tale clausola era già scattata qualche anno prima, pertanto la Morgan Stanley poteva estinguere a proprio gradimento questo ed altri contratti in qualsiasi momento.
Alcuni numeri di fondo fanno capire la dimensione del problema di cui ovviamente quello della Morgan Stanley è soltanto un piccolo tassello. Nel periodo 2011-2015 il Tesoro ha trasferito alle banche d'affari 23,5 miliardi di euro per interessi e oneri vari. Tale valore va sommato alla valorizzazione di mercato dei contratti esistenti (il cosiddetto "mark to market") che indica il valore della perdita potenziale che potrebbe ancora verificarsi sui contratti in essere. Nel caso del Tesoro, nel 2015 la perdita attesa ammontava a 31,3 miliardi di euro (dati Unimpresa).

Questi dati forniscono solo uno spaccato parziale del problema. Secondo gli stessi dati di Unimpresa, utilizzati in una recente interrogazione parlamentare, a fine 2015 il totale delle perdite attese da derivati del sistema Italia verso banche d'affari era pari a 160,3 miliardi di euro e corrispondevano al 9,8% del PIL, ripartiti tra imprese (8 miliardi), banche (114,07 miliardi), assicurazioni e fondi pensione (5,7 miliardi), Tesoro (31,3 miliardi) ed enti locali (1,1 miliardi).
Per avere qualche raffronto, ricordiamoci che il salvataggio di MPS costa circa 8 miliardi, che in questi giorni è in discussione una manovra correttiva chiesta dall'UE di 3,4 miliardi.e che per la tragedia dell'ultimo terremoto Gentiloni ha stanziato 30 milioni! Questi numeri gridano vendetta..

Dunque, tra Novembre e Dicembre 2011 Morgan Stanley chiese al Tesoro italiano di risolvere anticipatamente un pacchetto di 4 contratti derivati, rinegoziati più volte negli ultimi 7 anni. Il più importante dei 4 derivati era un contratto di copertura dal rischio tasso (cosiddetto IRS, "interest rate swap) dal quale il Tesoro avrebbe guadagnato se i tassi fossero saliti, e perso se i tassi fossero scesi. Siccome i tassi sono notoriamente scesi negli anni precedenti al 2012, tale pacchetto di derivati aveva accumulato alla fine del 2011 un valore di mercato di 3,1 miliardi di euro a vantaggio della Morgan Stanley, che corrispondeva ad una perdita di pari importo per il Tesoro italiano.
Ciò che rendeva tale pacchetto estinguibile anticipatamente è una clausola contenuta in un contratto quadro del 1994, al quale il pacchetto del 2012 faceva riferimento, che fissava a 50 milioni di euro (si, 50 milioni, non miliardi!) il limite oltre il quale Morgan Stanley aveva il diritto unilaterale di estinguere il contratto in anticipo ed incassare il profitto.
Fin qui i fatti. Ora, cerchiamo di capire dove sono i nodi, e affrontiamo almeno tre ordini di questioni secondo un ordine crescente di gravità.
Anzitutto, mi chiedo come mai tale diritto di estinzione anticipata non fosse simmetrico, cioè fosse a beneficio della banca ma non del Tesoro. Una soglia di 50 milioni di euro su un derivato il cui valore di riferimento è espresso in qualche decina di miliardi scatta con probabilità elevatissima, e quindi conferisce alla banca la pressoché certezza di catturare il profitto in qualsiasi momento la banca ritenga vantaggiosa l'estinzione anticipata, considerando peraltro che il contratto aveva scadenza ultra-decennale! Si tratta, cioè, di una clausola palesemente iniqua.

In secondo luogo, mi chiedo come mai nel corso degli anni 2000 il Tesoro abbia sottoscritto numerosi altri contratti derivati con la Morgan Stanley, come risulta dalla citata audizione di Maria Cannata, nonostante la clausola di estinzione anticipata fosse già in essere. Ciò vuol dire che la banca americana ha sempre avuto sin dal primo minuto di vita di questi contratti la possibilità unilaterale di estinguerli a proprio vantaggio.
Così facendo, contratti a termine, che conferiscono diritti simmetrici tra le parti, sono stati di fatto trasformati in contratti di opzione, che hanno natura A-simmetrica, senza però che la Morgan Stanley pagasse al Tesoro il premio che le opzioni prevedono!
In altre parole, la Morgan Stanley aveva diritti che il Tesoro non aveva, ma per questi maggiori diritti non aveva pagato alcun premio, come invece avrebbe dovuto.
A tale proposito, è credibile, come ha detto Cannata ed altri dirigenti del Tesoro, che i nostri dirigenti non si fossero accorti di questa clausola fino al 2007? E' credibile, come hanno sostenuto, che si sia verificata una "mancata enfasi" sull'importanza di questa clausola da parte della banca americana? Per carità, pochi hanno in simpatia le banche d'affari, su questo non ci piove. Ma vogliamo almeno ipotizzare una "collusione" tra mancata enfasi da parte della banca d'affari e grave diligenza da parte dei dirigenti del Tesoro?
Terzo punto, che definirei l'aspetto più strategico della questione: perché mai il Tesoro ha sottoscritto questi contratti? La versione del Tesoro secondo la quale avevano deciso di scommettere sul rialzo dei tassi di mercato, e quindi desideravano coprire il rischio di aumento dei tassi, non sta in piedi per una semplice ragione: se i tassi fossero saliti, la perdita in conto capitale sarebbe ricaduta sui sottoscrittori di BTP, in questo caso sulla Morgan Stanley, questo perché come è noto quando i tassi salgono, il prezzo di un BTP scende e viceversa. Quindi, senza la necessità di alcun derivato, nel caso di aumento dei tassi vi era una naturale copertura del rischio attuabile dal Tesoro con il semplice riacquisto delle obbligazioni emesse in precedenza a prezzi più bassi! (trattasi di una delle tecniche più banali di copertura dei rischi).
Mettendo insieme questi primi tasselli si ha la sensazione che 2.300 miliardi di debito pubblico italiano, quarto al mondo per dimensione assoluta, sia in mano a un gruppo di amministratori di condominio, un po' burocrati, un po' giocatori d'azzardo, che si divertono a scommettere con decine di miliardi di nostri denari, ma che non sbagliano mai quando si tratta di accomodare gli interessi delle grandi banche d'affari.

Ma appare anche chiaro che la finanza predatoria (cit. Prof. Paolo Maddalena) ha tentacoli infiniti il cui fine ultimo è quello di sottrarre risorse dall'economia reale a vantaggio della sfera finanziaria e che il debito rappresenta l'habitat naturale nel quale la finanza predatoria muta e si riproduce come una colonia batterica inserita in un ambiente umido.
Quando gli intrecci tra derivati truffa, manipolazione da parte delle agenzie di rating, manipolazione dei tassi interbancari e inciuci tra politici, dirigenti pubblici e banchieri d'affari verrà allo scoperto in tutta la sua drammaticità molti capiranno cosa intendo dire quando parlo della "matrice che ci imprigiona".
Ah, dimenticavo. Il pacchetto di derivati estinto anticipatamente dalla Morgan Stanley a Gennaio 2012 fu sottoscritto nel 2004 quando il Direttore Generale del Tesoro era Domenico Siniscalco. Lo stesso Siniscalco lo ritroviamo poi nel 2012 come Direttore della Morgan Stanley ad esercitare la clausola di estinzione anticipata contro il Tesoro!!!
Incredibile, lo so. ma c'è di peggio, e ve lo racconto nella seconda parte.

Fonte: https://albertomicalizzi1.wordpress.com/2017/02/13/emorragia-da-derivati-lintreccio-tesoro-banche-daffari-prima-parte/.

 

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Tue, 14 Feb 2017 09:29:51 +0000
Meningite, la Procura di Catania indaga per procurato allarme http://coscienzeinrete.net/economia/item/2898-meningite-la-procura-di-catania-indaga-per-procurato-allarme http://coscienzeinrete.net/economia/item/2898-meningite-la-procura-di-catania-indaga-per-procurato-allarme

CIR Procurato AllarmeIl Codacons fa sapere che la Procura di Catania ha aperto un'inchiesta a seguito dell'esposto presentato dall'associazione stessa nei confronti del ministero della salute e dell'Istituto superiore di Sanità per il procurato allarme sui casi di meningite e la corsa ai vaccini.

«La Procura della Repubblica di Catania indaga a seguito dell'esposto sull'allarme meningite scoppiato in Italia» negli ultimi mesi, fa sapere il Codacons. L'associazione lo scorso 14 gennaio aveva presentato una denuncia in diverse Procure italiane chiedendo di indagare per procurato allarme e abuso di atti d'ufficio nei confronti di soggetti pubblici e privati, compreso Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità.

«La Procura di Catania – spiega il Codaconsha deciso di vederci chiaro sullo sconsiderato allarme meningite diffusosi nelle scorse settimane, che ha portato ad una abnorme corsa ai vaccini a tutto vantaggio delle aziende farmaceutiche, chiedendo alla Polizia di Stato di acquisire la relativa documentazione».
Si legge nella richiesta pervenuta al Codacons dall'Ispettorato di Polizia:
«In relazione all'esposto-denuncia presentato dal Presidente pro-tempore Associazione Codacons-Sicilia presso la Procura della Repubblica di Catania il 14.01.2017 e relativo all'allarme meningite, la Sezione di Polizia Giudiziaria - Aliquota Polizia di Stato è stata delegata all'acquisizione degli articoli menzionati nello scritto ed apparsi sui media, stampa e siti web. Vogliate pertanto riprodurre su supporto informatico (DVD- pen drive) gli articoli in questione, con particolare riguardo a quello relativo all'aumento di richieste di dosi di vaccino».
Nella sua denuncia il Codacons sosteneva che «pur essendo i numeri sull'incidenza della malattia pienamente nella norma, si è scatenata una corsa ai vaccini che determina non solo spese a carico dei cittadini per decine di milioni di euro, ma anche palesi discriminazioni tra utenti a seconda della zona di residenza. Ad oggi infatti le vaccinazioni risultano offerte gratuitamente solo in alcune regioni, mentre in altre sono a totale carico del cittadino, dando vita a intollerabili e costose disparità di trattamento. Troppo spesso si alimentano paure ataviche con i mezzi di informazione e purtroppo la gravità risiede nel fatto che le stesse istituzioni sanitarie hanno permesso che si amplificasse una vera e propria psicosi di una epidemia che mai si è verificata e che mai si potrà verificare, temporeggiando nel dare informazioni importanti affinché si potesse ristabilire la verità. A seguito del clamore suscitato dai casi censiti in varie regioni italiane, la corsa spesso ingiustificata al vaccino anti-meningite ha fatto più che raddoppiare il numero delle dosi fornite alle Asl sul territorio nazionale facendo registrare un +130% nello scorso mese di dicembre almeno da quanto sembrerebbe riportato da tutti i media, stampa e siti web».
Il Codacons chiedeva quindi di aprire una indagine alla luce delle possibili fattispecie di procurato allarme e abuso di atti d'ufficio con conseguenti possibili vantaggi speculativi a favore delle case farmaceutiche.

Intanto diverse associazioni italiane hanno organizzato, insieme, per il 21 marzo prossimo la Giornata per la libertà di scelta vaccinale con manifestazione davanti a Montecitorio e ritrovo alle ore 15: QUI le informazioni .

La manifestazione è stata indetta, come spiegano gli organizzatori, per protestare contro le nascenti leggi regionali (Emilia Romagna e Toscana hanno già provveduto, molte altre Regioni si stanno muovendo in questa direzione) che impediscono l'accesso dei bambini non vaccinati o vaccinati parzialmente ai servizi per l'infanzia.

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Attualita/Meningite-la-Procura-di-Catania-indaga-per-procurato-allarme

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Mon, 13 Feb 2017 15:25:37 +0000
Banche salvate con soldi pubblici, ma i manager si tengono bonus e paracadute d'oro... http://coscienzeinrete.net/economia/item/2896-banche-salvate-con-soldi-pubblici-ma-i-manager-si-tengono-bonus-e-paracadute-d-oro http://coscienzeinrete.net/economia/item/2896-banche-salvate-con-soldi-pubblici-ma-i-manager-si-tengono-bonus-e-paracadute-d-oro

CIR Superbonus...e niente, non ce l'hanno fatta neanche stavolta. Non tanto a non inchinarsi alle banche, no. Non sono riusciti nemmeno a non spalmarsi per terra con le mani giunte a mo' di preghierina. Questo governo "di sinistra" è riuscito a fare quello che persino i repubblicani più accaniti alla George W. Bush non avevano osato: Io governo ti salvo la banca con i soldi di tutti gli italiani, tu manager che magari hai contribuito a far fallire la banca, ti becchi superbonus e paracadute d'oro. Una porcata epica. L'ennesima.

Gli americani almeno, quando salvarono le banche nel 2008 imposero dei limiti a bonus e paracadute, tra i quali quello che sarebbero potuti essere erogati solo DOPO che lo stato avesse recuperato le spese. 

 

 

Per approfondimenti clicca qui.

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Sat, 11 Feb 2017 12:55:36 +0000
"Tutti sotto coperta!", per aiutare i terremotati http://coscienzeinrete.net/economia/item/2884-tutti-sotto-coperta-per-aiutare-i-terremotati http://coscienzeinrete.net/economia/item/2884-tutti-sotto-coperta-per-aiutare-i-terremotati

Tutti sotto coperta per aiutare i terremotati articleimageSono durissime le condizioni in cui versano tantissime faniglie in Centro Italia dopo le ripetute scosse di terremoto e l'ondata di maltempo che rende ancora più difficile il lavoro della Protezione Civile e della varie istituzioni preposte a portare soccorso.

Tanti i bambini, che vivono condizioni nuove e traumatiche, a tratti senza luce, circondati da adulti preoccupati per una situazione di evidente disagio, in ultima istanza spaesati.

L'Associazione Comuni Virtuosi, l'Associazione Borghi Autentici d'Italia e la Rete dei Comuni Solidali hanno lanciato quindi il progetto "Tutti sotto coperta!".

«Le condizioni estreme, le continue scosse, la minaccia di ulteriori ondate di gelo, rendono inaccettabili le condizioni di vita sul posto - spiegano - Per questo abbiamo dato vita a un'iniziativa nazionale di solidarietà che mira ad offrire sistemazione, e un pizzico di normalità, alle famiglie colpite dall'emergenza sismica, a partire da quelle già sfollate ma confinate in un albergo, a chi non può o non se la sente di andarsene. Grazie alla collaborazione dei Sindaci e dei cittadini coinvolti, "Tutti sotto coperta!" intende creare un ponte tra le famiglie che si trovano costrette ad allontanarsi per un periodo di tempo limitato dalla propria abitazione (qualche giorno, qualche settimana o più) e le comunità, il più possibile vicine, disposte ad accoglierle mettendo a disposizione un alloggio dove ospitarle, che possa alleviare il carico psicologico e far sentire il calore di tante persone che in questi giorni hanno rivolto loro un pensiero. Per una quotidianità che assomigli il più possibile a un'idea di normalità, organizzeremo il contestuale inserimento temporaneo nelle scuole dei bambini, per rimboccare una coperta che scaldi il cuore (e il corpo) a tutti quelli colpiti dal sisma. Ma non solo. Alcuni allevatori hanno dato la loro disponibilità ad accogliere animali, anche risulta essere oggettivamente difficile pensare ad un loro spostamento. Possiamo invece, anche da lontano, adottare una stalla e mandare direttamente un aiuto.

I Comuni, e le famiglie, che non hanno a disposizione un appartamento idoneo all'accoglienza, potranno comunque aderire all'iniziativa e offrire il proprio contributo. È stato infatti aperto presso Banca Popolare Etica il conto corrente dedicato "Tutti sotto coperta" a sostegno di progetti mirati di adozione o di una comunità o di una stalla. Tutte le scelte, le azioni e le spese conseguenti saranno passo dopo passo rese pubbliche e rendicontate in totale trasparenza, per monitorare l'andamento del progetto e consentire a tutti di riconoscerne l'efficacia. Il conto corrente su cui effettuare una donazione è intestato a: Associazione Comuni Virtuosi, presso Banca Popolare Etica, codice IBAN: IT 76 B 05018 02400 000000239504».

CONTATTI UTILI

ADESIONI COMUNI: Marco Boschini, tel. 334 6535965 (per Amministrazioni che richiedono e che offrono accoglienza) info@comunivirtuosi.org

Marina Castaldini, tel. 0524 587185 castaldini@borghiautenticiditalia.it

OFFERTA STRUTTURE RICETTIVE: Luca Fioretti, tel. 331 6019247 (alloggi pubblici e privati e gestione richieste alloggio) fioreluca62@gmail.com

CAMPAGNA RACCOLTA FONDI: Marco Boschini, tel. 334 6535965 (Tesoreria per gestione trasparente dei fondi raccolti) info@comunivirtuosi.org

RAPPORTI CON ISTITUTI COMPRENSIVI: Alberto Bellini, (per inserimento temporaneo dei bambini e ragazzi a scuola) albertobellini9@icloud.com

Fontehttp://www.terranuova.it/News/Attualita/Tutti-sotto-coperta!-per-aiutare-i-terremotati

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Thu, 02 Feb 2017 18:04:19 +0000
Anche Stark, ex falco BCE e Bundesbank: Italia andrebbe meglio con la sua moneta http://coscienzeinrete.net/economia/item/2881-anche-stark-ex-falco-bce-e-bundesbank-italia-andrebbe-meglio-con-la-sua-moneta http://coscienzeinrete.net/economia/item/2881-anche-stark-ex-falco-bce-e-bundesbank-italia-andrebbe-meglio-con-la-sua-moneta

Stark2Il Telegraph pubblica un'intervista a Jürgen Stark, ex membro tedesco del Board della BCE ed ex vicepresidente della Deutsche Bundesbank. L'ex alto funzionario punta il dito contro il fallimento dell'euro, specialmente in termini di mancata convergenza economica dei paesi membri. E' evidente che contrariamente alle attese le economie del Sud Europa divergono fortemente da quelle del Nord Europa e rappresentano oggi un concreto pericolo di crisi dell'UE e dell'euro. Tenere insieme paesi con strutture ecnomiche e performance diverse secondo Stark non ha più senso.

di Ulrich Anders

Stark ha una ricetta: un'Europa a due velocità con un blocco dell'euro costituito dai paesi fondatori della CEE meno l'Italia e con Austria e Finlandia. Quindi Belgio, Francia, Lussemburgo, Olanda e Germania più Austria e Finlandia. Secondo Stark questo blocco di paesi "like-minded", ossia che la pensano allo stesso modo, potrebbe salvarsi da un crollo dell'UE e della moneta unica.

Sull'Italia Stark è molto chiaro: "Paesi come l'Italia, che ha visto la sua economia stagnare dalla crisi, starebbero meglio fuori dalla valuta unica. L'Italia era abituata a questa continua svalutazione della lira tra metà anni '70 e fine anni '90 (NdR: l'Italia entrò di nuovo in parità con ECU nel 1996). Forse hanno bisogno di svalutazione e di una loro moneta per diventare nuovamente competitivi".

Intervista Stark 3

Per il resto Stark infila la solita tirata contro QE e mancate riforme che stavolta vi risparmiamo.

Il Telegraph dal canto suo sottolinea la stagnazione italiana post-2008 con un grafico del PIL reale di fonte FMI. Stando nell'euro l'Italia recupererà il livello di Prodotto Interno Lordo del 2007 solo nel 2025, quindi in ben 18 anni. La Germania lo ha fatto nel 2016, la Francia lo farà nel 2020 e la Spagna nel 2022.

Insomma anche il falco delle riforme strutturali, il funzionario che diede le dimissioni dalla BCE nel 2014 per protesta contro il lassismo in materia di riforme strutturali, si accorge che di questo passo dell'Italia resterebbero solo le macerie e che nella nostra caduta trascineremmo tutta l'Unione Europea e la Germania.

Dove non potè solidarietà europea e buonsenso potrà il proverbiale egoismo europeo delle élite tedesche, forse.

Fontehttp://scenarieconomici.it/anche-stark-ex-falco-bce-e-buba-italia-andrebbe-meglio-con-la-sua-moneta/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Economia Mon, 30 Jan 2017 15:27:46 +0000