PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

Povero Papi

silvio berlusconi rubyCondanna a sette anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Si, ok, ma che significa?
Innanzitutto, che ci sono ancora due gradi di giudizio, e quindi non è ancora detto che il paese si liberi di Berlusconi.
La maggior parte degli italiani, giustamente, ci spera, ma rimane una domanda: Come mai ora?
Di motivi per mandarlo a casa ne esistono da prima di tangentopoli, eppure gli è stato permesso di governare e di partecipare alla vita politica del paese per vent’anni, in barba a cosuccie lampanti, quali il conflitto d’interessi, la contiguità con Craxi, le frequentazioni mafiose, eccetera eccetera.

Perchè prima si, e ora non va più bene? Perchè il piano va avanti…

 

La centralizzazione del potere nelle mani degli euroburocrati è inesorabile, e le sacche ancora in mano ai vecchi schemi di controllo del territorio (mafie varie, determinati potentati massonici, gruppi politico-affaristici locali) vanno spazzate via. Per vent’anni Berlusconi, il cui partito è espressione diretta di questi vecchi schemi, ha avuto il ruolo di convincere gli italiani che la parola “politica” sia sinonimo di “schifezza”, e nel frattempo sono stati preparati schieramenti avversi che sono ancora più direttamente dipendenti da quelli che vogliono l’eurocrazia dispotica. E’ a questi ultimi che è stata data tutta la credibilità elettorale, con tutti i mezzi, in particolar modo con le leggi elettorali, il bipolarismo prima, poi il Porcellum e lo sbarramento al 4%, ma anche con una serie di scandali montati ad arte, come ad esempio quello contro i verdi, che avrebbero goduto di un consenso sempre maggiore con l’avanzare dell’onda delle coscienze.

Lo stesso ruolo hanno avuto scandali come quello MPS: troncare rami di potere locale, poi passare tutto in sordina, è servito non a distruggere il PD, ma ad assestarlo in direzione di Letta, che è la fotocopia di Monti. Guarda caso l’uomo PD più direttamente legato alle banche e al Vaticano.

Tutto viene deciso in maniera sempre meno democratica da “professori” espressione diretta degli stessi poteri centralisti. Prima messi direttamente a governare, ed ora “semplicemente” a cambiare la costituzione. Quella costituzione di cui “ci dobbiamo liberare”, parola di JP Morgan.

In quest’ottica, il grande risultato elettorale di Berlusconi e del M5S alle ultime politiche, è stato una nota stonata. Il quadro avrebbe dovuto essere tale da permettere l’inciucio tra le correnti PD e PDL che dipendono direttamente da chi vuole l’accentramento accelerato. E questo c’è, ma Berlusconi ha preso un po’ troppi voti, e questo tiene in vita anche le correnti più legate ai territori. Ora si ritrovano con una parte di PD messa a tacere con MPS, e una parte di PDL che, fino a ieri, non era proprio d’accordissimo coi professori. 

Con il risultato delle politiche, la manipolazione ha dovuto prendere una piega diversa: hanno dovuto scoprire anzitempo le carte del 5 stelle, che guardacaso si è messo da solo all’opposizione a strillare e ad allontanare elettori (vedi amministrative) ed eletti (cacciata e/o fuga dei dissidenti), ed hanno dovuto far capire ad alcuni pezzi importanti del PDL che è meglio tenere bassa la cresta, e che si limitino ad obbedire, e a far passare quelle proposte PD che sono la negazione delle promesse elettorali del PDL. Quindi la sentenza di ieri.

Sotto questa luce, diventano interessanti le parole di Cicchitto sulla sentenza:”è anche una sentenza che punta a far saltare il quadro politico esistente. E’ evidente che così la pacificazione salta, ma non è nostra responsabilità né dell’attuale governo“. (Come dire…la politica non c’entra nulla, è una decisione che hanno preso più su, ma non ci possiamo fare niente, chi è contro, si metta l’anima in pace)

Noi di Coscienze In Rete lavoriamo per portare a coscienza di molti italiani la reale natura del controllo che subiamo attraverso il teatrino politico. Ci dispiace molto se alcuni, leggendo articoli come questo, saranno presi da angoscia, da incredulità, o da un rigurgito di faziosità. Quelli che vogliono un futuro migliore, devono guardare al loro interno e al loro prossimo. Nessuno verrà a salvarci e la politica non cambierà, se prima non cambierà dentro, un numero sufficiente di persone.

tags

condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

Chiudi il menu
Close Panel