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L’Economia che proponiamo noi di Coscienzeinrete

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  • L’Economia che proponiamo noi di Coscienzeinrete

logottoIn tempi bui e confusi dal punto di vista economico, nei quali Monti si presenta come la panacea di una crisi indotta, penso sia utile leggere cosa è scritto sull’Economia nel programma politico di Coscienze in Rete:


 


Le attività economiche sono al servizio della crescita delle coscienze e del bene comune. Non sono un valore in sé, in nome del quale gli individui debbano adattare e comprimere la libera espressione del proprio spirito. Le attività economiche vanno intese come scambio di beni e di servizi tra persone, allo scopo di assicurare le condizioni di base per una libera evoluzione delle coscienze.

Il lavoro umano immesso nel sistema economico è la manifestazione dell’amore degli individui nei confronti della società. Attraverso il lavoro ogni individuo deve poter mettere a disposizione degli altri i propri talenti e le proprie qualità creative. Il lavoro non può essere considerato nei termini di una merce, e va retribuito tenendo comunque conto delle incomprimibili esigenze della persona, che vanno salvaguardate dallo Stato. Il lavoro non è un fattore economicamente negoziabile.

Lo Stato assicura l’equità dei tempi, dei modi e della retribuzione del lavoro. Ma non si ingerisce nella circolazione e nello scambio dei beni e dei servizi. Vanno in questo ambito favorite in ogni modo le associazioni tra produttori, distributori e consumatori. Tali da facilitare la progressiva formazione di un sistema economico non basato sulla competizione egoistica, ma sull’armonico scambio dei risultati del lavoro di ognuno, in base alla solidale e comune considerazione delle esigenze di tutti i partecipanti ad ogni singolo raggruppamento di interessi economici.

Per passare gradualmente da una economia aspra, competitiva ed egoista ad una economia espressione dell’amore umano. Nella quale l’essere umano sia al centro del sistema, e non un semplice ingranaggio funzionale a poteri a lui estranei, ed ognuno trovi la sua giusta collocazione in base alle proprie capacità ed ai propri talenti. Va inoltre favorita ed esaltata in ogni modo, attraverso le sfere culturali ed educative, la coscienza del ruolo fondamentale del lavoro di ognuno a beneficio della intera comunità.

E vanno favorite in ogni modo una cultura ed una prassi economica sostenibili, che non sacrifichino alla predazione umana gli equilibri cosmici, di Madre Terra e di tutte le creature che ne fanno parte.

La crescita economica non è un valore in sé. La vera ed unica crescita di cui si occupa il grande progetto spirituale nel quale siamo immersi è la crescita delle coscienze di tutti. L’evoluzione della coscienza non corrisponde ad una indefinita e dissennata crescita dei consumi materiali. Che è invece sempre più spesso di ostacolo alla evoluzione interiore, fonte di distorsioni profonde del sano sviluppo della società umana e causa principale della predazione irrazionale delle risorse di Madre Terra.

Il sistema monetario e quello finanziario e bancario devono porsi al servizio dell’economia reale, che a sua volta è al servizio delle coscienze umane. Non possono quindi assumere un ruolo di dominio e di guida della vita umana. Uno Stato libero da compromissioni con finanza ed economia ha il compito di limitare in modo equo e fermo le rispettive sfere di competenza. Confinandoli al ruolo di servizi resi alla comunità, ai quali spetta una giusta retribuzione per il lavoro svolto, e null’altro.

La “massa critica” umana dei risvegli di coscienza, ancora minoritaria, sta già cominciando ad entrare nell’economia. Dovrà progressivamente sviluppare propri sistemi integrati di produzione, distribuzione, consumo e relativa circolazione monetaria, armonizzati al loro interno sulla base dell’amore e della solidarietà reciproca. Per la formazione di modelli virtuosi, dal punto di vista morale e della efficacia pratica, da proporre alla libera scelta del resto della comunità umana. Nei quali la solidarietà e l’amore reciproco si sostituiscano alla competizione egoica ed ad un sistema fatto di “vincitori e perdenti”. Nei quali la paura e l’ansia per il futuro siano sostituiti dal calore dell’amore reciproco e dalla fiducia nella solidarietà e nel sostegno della rete delle coscienze umane.

Tali sistemi armonici partiranno dalla valorizzazione delle economie locali, per espandersi gradualmente a sistemi più generali e complessi.

La politica dovrà assicurare sostegno e garantire totale libertà di sviluppo a questi sistemi armonici coscienti. E favorirà ogni tipo di informazione e sensibilizzazione relativa ai vantaggi insiti in queste nuove forme di economia solidale.




 


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