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E’ partita l’ennesima crociata anti-omeopatia. Dossier di Coscienze in Rete: chi c’è dietro, e le bufale che raccontano.

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Pochi giorni fa con notevole risalto sui media, è partita l’ennesima crociata contro l’omeopatia. La crociata ha come punto di riferimento il sito no-omeopatia.

Una nota dell’Ansa, poi riportata da vari media, ci dice che il lancio del sito è stato voluto dall’imprenditore della sanità  Nicola Bedin e dall’azienda che dirige, la Lifenet Healthcare. E già questo dovrebbe essere un campanello d’allarme, poi vedremo perchè.

Sul sito vengono presentate come scientifiche una serie di tesi e frasi ad effetto che insinuano nella mente del lettore il fatto che la scienza si sia espressa chiaramente e definitivamente sull’inutilità dell’omeopatia. Cosa ben lontana dall’essere vera.

Se non bastasse, gli articoli ci informano che all’iniziativa contro l’omeopatia partecipano  “57 tra ospedali, ambulatori, società scientifiche, fondazioni e associazioni, tra cui il Policlinico Gemelli e il Campus biomedico di Roma, l’Istituto europeo di oncologia di Milano, il Centro di riferimento oncologico di Pordenone”. Una bella dose di principio d’autorità, che fa pensare che la medicina, quella vera, sia tutta schierata col signor Bedin.

Ma è davvero così?

di Enrico Carotenuto

Siamo andati a vedere quali sono questi istituti, che in realtà sono 61 e abbiamo fatto varie scoperte interessanti. La più evidente è tristemente divertente è che 7 di questi istituti siano di proprietà di una società gestita dal signor Bedin. Gli altri sono tutti istituti privati legati da un filo conduttore ben chiaro:  pur non riconducibili direttamente a Bedin, sono chiaramente in mano ad una certa corrente religioso-massonico-affarista di cui anche Bedin non sembra che un’emanazione. E vedremo perchè. Per chi voglia approfondire, a seguire andremo a guardare nel dettaglio cosa appartiene a chi.

In breve:

– Il sito no-omeopatia è creatura di Bedin, che è uno che più gente ammalata c’è, più guadagna dai suoi istituti.

– Le informazioni riportate sul sito sono come minimo di parte, e in larga parte facilmente confutabili con un minimo di documentazione.

– Gli istituti scientifici privati (la stragrande maggioranza) e pubblici che appoggiano il sito sono molto discutibili, in parte diretti dallo stesso Bedin, i restanti da personaggi associabili a lui.

Ma c’è di più: guardando attentamente ci si rende conto di come il mondo della sanità italiano, soprattutto quello della sanità privata, in special modo l’oncologia, sia di proprietà esclusiva di un mix di Vaticano, banche e strani fondi d’investimento appartenenti persino a famiglie che hanno fatto la loro fortuna contribuendo ad ammalare milioni di persone. Letteralmente. E dopo aver contribuito a creare i malati, gli offrono le cure.

Dunque, vediamo chi è questo Bedin.

Partiamo dal CV. Questo è l’ultimo reperibile in rete, e non parla degli ultimi sviluppi che vedremo sotto (fonte).

Chi ci segue da tempo guardando questo CV non potrà non notare, per quanto riguarda l’educazione, il percorso classico del funzionario di area vaticano-finanziaria: liceo Don Bosco, Bocconi, perfezionamento in università americana. Se poi ci fossero dei dubbi, basta guardare il resto: prima Mediobanca, poi immediatamente assistente di Giuseppe Rotelli il potentissimo pianificatore della sanità lombarda negli anni ’70 e ’80. Due volte Presidente del comitato regionale per la programmazione sanitaria della Regione Lombardia, è stato tra gli estensori del piano ospedaliero regionale, partecipando in seguito alla redazione di numerose leggi in materia di sanità. E proprio lui  ha poi guardacaso fondato quello che è ad oggi il primo gruppo ospedaliero privato in Italia, il Gruppo San Donato, proprietario del San Raffaele e di altri 18 ospedali, di cui 3 centri di ricerca (IRCCS  che prendono fondi pubblici). Non contento, Rotelli è poi diventato azionista di maggioranza del Corriere della Sera. Insomma, questo Bedin crociato anti-omeopatia è passato da Mediobanca, che non ha bisogno certo di presentazioni, a fare l’assistente di un personaggio che prima si è fatto le leggi, e poi gli ospedali, e poi il Corriere. E’ chiara l’area di provenienza di Rotelli, che ha fatto la sua fortuna appoggiandosi anche a CL, e la sua acquisizione del San Raffaele (coi soldi di Soros e il plauso della Segretaria di stato papale)  ha di fatto mantenuto la struttura  nelle mani del potere vaticano.

Questo Bedin deve essere un genio: in un anno passa da assistente di Rotelli ad amministratore delegato del gruppo, in 4 anni da umile analista ad AD di una società con 1,5 miliardi di ricavo annui. Un vero fenomeno. I malpensanti potrebbero vedere in tutto ciò una carriera prevista e spianata dall’alto. Ma a volte aveva ragione persino Andreotti: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”…

Comunque, tornando alla carriera di Bedin: a metà 2017 rassegna le dimissioni dal Gruppo San Donato, che poco dopo avrà un cambio di assetto societario che vedrà la presidenza andare nientepopòdimenoche ad Angelino Alfano. Ve lo ricordate il ministro dell’Interno berlusconiano? E’ ora alla guida del più grande gruppo ospedaliero privato italiano, di sfera cattovaticana. Ciò fa venire in mente una serie di considerazioni sulla differenza tra apparenze e realtà in politica. Ragionamento che abbiamo fatto e continueremo a fare in altri articoli.

Dunque, Bedin rassegna le dimissioni ed in neanche sei mesi avvia una società, la Lifenet Healthcare che comincia a comprare strutture a rotta di collo, non si capisce bene coi soldi di chi (ovvero, si capisce, ma lasciamo perdere). In un anno e mezzo dall’apertura dei battenti la Lifenet ha già acquistato il CeMeDi di Torino (dagli Elkann), lo Spallanzani di Reggio Emilia, il Piccole Figlie Hospital di Parma, il Centro Medico Visconti di Modrone a Milano e le Eyecare Clinic di Milano e Brescia. Che ovviamente compaiono in bella vista tra i supporter di no-omeopatia.

Nel frattempo trova anche il tempo di entrare nel consiglio di amminstrazione di Italgas e, naturalmente, di fare il professore in due strutture universitarie legatissime al Gruppo San Donato: quella del San Raffaele (ovviamente) e quella di Pavia.

Poverino, ci chiediamo quando trovi il tempo per dormire: questo Bedin è proprio un drago. Oppure uno che sa essere molto utile…

Una cosa da notare è che Bedin, di scienza, pare proprio non sappia granchè. E’ un gestore aziendale, è uno che si occupa di portare il grano nelle casse di  azionisti che hanno riposto fiducia in lui. Di salute non sa niente, nè gli può interessare in quanto l’azienda che dirige fa profitti con i malati e grazie alle sostanziose sovvenzioni statali. Come tutti gli uomini a capo della sanità privata in Italia. Poi ne vedremo altri.

La falsa scienza

Il sito di Bedin è ricolmo di concetti scientificamente fasulli, cose come questo:

“L’omeopatia non ha efficacia scientificamente dimostrata, tuttavia esistono casi in Italia di ospedali ed ambulatori presso i quali questa disciplina viene tuttora praticata. Questa circostanza non tutela il paziente perché lo espone colpevolmente alla possibilità di essere disinformato, e ancor peggio fuorviato, con potenziali conseguenze nefaste nel caso in cui sia indotto a trascurare cure di comprovata efficacia”

Semplicemente non è vero. Esistono centinaia di studi a supporto della validità delle cure omeopatiche. Non solo, i pochi studi (pubblicizzatissimi) che equiparano l’omeopatia all’acqua fresca sono stati aspramente criticati da gran parte della comunità scientifica. Prendiamo ad esempio le parole del professor Robert Hahn, scienziato svedese, medico e ricercatore ALLOPATA con oltre 300 articoli peer-reviewed in giornali scientifici intenazionali (foto a destra). La sua analisi dei meta-studi che delegittimano l’omeopatia è disarmante.  I meta studi sono quegli studi che prendono in esame il corpus degli studi fatti su un determinato argomento per vedere se una determinata cosa è efficace o meno. Sono quegli studi che  in teoria permettono a “no-omeopatia” di scrivere certe cose sul loro sito.  La sua disamina illustra come i dati siano stati semplicemente manipolati fino ad ottenere i risultati desiderati, e che ciò è chiaro dalla metodologia dagli studi in sè, che lui definisce semplicemente “bad science”, e che smaschera le vere intenzioni degli “studiosi” che li hanno condotti. Per leggere la sua analisi dei singoli meta-studi fino al 2013 clicca QUI. Invece QUI puoi trovare una sua conferenza in cui affronta la stessa tematica. Hahn NON E’ UN OMEOPATA. E’ però uno scienziato coscienzioso a cui è bastata un’occhiata a questi famigerati studi per mettersi a ridere. Ed è uno dei tanti. Alla faccia del consenso.

L’unica meta-analisi successiva a quelle presa in esame da Hahn, è quella del famoso “The Australian Report” del 2015. Questo report del Consiglio Australiano per la Ricerca Medica (NHMRC) è stato poi sbugiardato dalla stessa NHMRC come fasullo, per gli stessi identici motivi con cui Hahn sbugiarda quelli precedenti: manipolazione dei dati, gravi errori procedurali e previa affiliazione degli autori ad associazioni anti-omeopatia.

Non ci sbagliamo: le affermazioni pseudoscientifiche sulla non efficacia dell’omeopatia possono solo essere basate su questi 4 studi (Edzard Ernst, Cucherat et al., Shang et al., Brooks et al.). E tutti e 4 sono palesemente fallaci e contestati dal mondo accademico indipendente. Ma indipendente da chi?

Le autorevoli istituzioni

61 tra ospedali ed istituti appoggiano l’iniziativa di Bedin. Poffarbacco, allora è vero: i medici e gli scienziati sono contro l’omeopatia!

Forse no: vediamo bene quali sono questi autorevoli istituti. Ecco la lista:

La lista si presenta in maniera diversa sul sito no-omeopatia, i nomi degli istituti compaiono in ordine diverso, ma sembra solo un tentativo mal riuscito di confondere le acque. Noi abbiamo preferito suddividere la lista in blocchi di proprietà, per rendere più chiaro come i 61 istituti siano in realtà 13. Ma come vedremo, per una serie di collegamenti, non sono neanche 13, ma uno solo. O meglio, una sola è la mano che li accompagna tutti.

Come è possibile che sia uno solo?!

A prima vista non sembrerebbe, ma approfondendo si scopre il minimo comune denominatore: il Vaticano.

Troppo facile, direte voi. Ma non è così facile risalire ai presidenti e agli amministratori delegati dei CDA di questi gruppi e singoli istituti. Per esempio, se si va nella sezione “chi siamo” dei siti delle varie fondazioni e società in questione, molto raramente escono i nomi. Per ricercarli e fare le connessioni bisogna armarsi di pazienza e navigare la rete in cerca di ritagli, dopodichè occorre andare a guardare i curricula dei vari presidenti ed amministratori delegati, e collegarli ai loro mentori, per farsi un quadro ben preciso. Dal loro punto di vista fanno bene a fare così: se le informazioni fossero facilmente accessibili, la gente comune potrebbe accorgersene e arrabbiarsi sul serio.

Entriamo nello specifico:

Di 61 istituti, 53 appartendono a 5 gruppi imprenditoriali. Si, avete capito bene, non sono 53, sono solo 5. Questi sono tra i maggiori player della sanità privata italiana: il gruppo Humanitas, il gruppo Maugeri, il gruppo Lifenet di Bedin,  l’Istituto Auxologico Italiano e l’istituto Oncologico Europeo.

Come visto sopra, il Gruppo San Donato (GSD) è la “mamma” di Bedin, nonchè fortemente sostenuto dal Vaticano che ne ha favorito l’ascesa tramite il posizionamento di Rotelli in posizioni legislative chiave anche attraverso Comunione e Liberazione di Formigoni. Bedin era l’unto di Rotelli (o fu imposto a Rotelli), quindi possiamo tranquillamente dire che GSD e Lifenet hanno una matrice comune.

Passiamo al secondo gruppo per importanza nella sanità privata italiana, il gruppo Humanitas. E’ di proprietà della famiglia Rocca. Ma chi sono questi Rocca? Gianfelice Rocca gestisce le attività di famiglia, quella principale è la Techint, multinazionale del settore petrolifero e ingegneristico, ottavo uomo più ricco d’Italia e 146° al mondo. A parte il fatto che la Techint è accusata di varie cose in sud america, tra le quali corruzione e l’accusa di fare “cartello” per accaparrarsi commesse statali, Gianfelice Rocca è membro dell’Aspen Institute e della Commissione Trilaterale insieme a Mario Monti e Enrico Letta e tanti bei personaggini del potere che trovate QUI. L’appartenenza a queste strutture lo colloca chiaramente nello stesso calderone cattolico-massonico che esprime anche i due ex Presidenti del Consiglio, ed è attualmente vincente in Vaticano.

Si potrebbe tranquillamente dire che, attraverso canali diversi, lo stesso potere si trova dietro il Gruppo Lifenet ed il gruppo Humanitas. Ne consegue che i 5 gruppi che che controllano le 53 istituzioni sono, alla resa dei conti solo 4.

Ma andiamo avanti.

Delle 53 istituzioni, 19 sono di proprietà del gruppo Maugeri. Il gruppo Maugeri da chi è presieduto? Da Gualtiero Brugger. Professore. Della Bocconi, come il suo amico Monti, che come abbiamo visto sta nella Trialterale con Gianfelice Rocca. Il 34% della Maugeri è stato recentemente comprato dalla Trilantic, un fondo d’investimento che in pratica è di proprietà della famiglia Rupert, stramiliardari sudafricani a loro volta proprietari del secondo produttore di tabacco al mondo. Un bel modo di fare business: da un lato li ammali, dall’altro li curi…

Ah, una delle cliniche della Maugeri è al centro dell’inchiesta giudiziaria che ha portato alla condanna di Formigoni, in uno scandalo che ha coinvolto la Compagnia delle Opere di Comunione e Liberazione. Quando si dice le coincidenze…

Quindi da 4, i gruppi diventano 3.

L’Istituto Europeo di Oncologia è una creatura di Enrico Cuccia (Mediobanca) e Umberto Veronesi (non c’è bisogno di presentazioni…).  Le quote societarie ad oggi appartengono a: da un lato Del Vecchio (Luxottica) sostenuto da Unicredit, dall’altro Mediobanca (il singolo maggiore socio con il 25,37%), UnipolSai (14,3%), Intesa Sanpaolo (7%), Pirelli (6%), Banco Bpm (5%), Mediolanum (4%).

Il presidente è Carlo Cimbri AD di Unipol SAI. Ma la vera chicca è che e nel consiglio di amministrazione troviamo sempre Gualtiero Brugger, presidente della fondazione Maugeri.

Da 3, siamo passati a 2.

…ma ne resterà soltanto uno…

Dei 53 appartenenti ai 5 gruppi, 15 sono parte dell’Istituto Auxologico Italiano. La fondazione che dirige l’istituto è guidata da Mario Colombo, che a quanto pare è creatura di Gianstefano Frigerio, politico democristiano condannato per corruzione in via definitiva durante Mani Pulite, e poi entrato in Forza Italia per finire di nuovo nei guai come “dominus dell’associazione criminale” smantellata dalla magistratura milanese nell’ambito di inchieste sugli appalti di Expo e nella sanità.

Ma i rapporti dell’Auxologico col mondo cattolico, vanno indietro di decenni. Per 30 anni, fino alla sua morte, il presidente dell’istituto fu Giovanni Ancarani, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del Consiglio di Amministrazione del medesimo ateneo; presidente della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde e successivamente consigliere di Banca Intesa; presidente della Fondazione culturale Ambrosianeum, tanto cara al gesuita Cardinal Martini.

Dunque, queste 53 strutture hanno un unico, grande comune denominatore: sono tutte strettamente legate al Vaticano. Principalmente ad una corrente ben specifica, che dietro le quinte accomuna Brugger, Ancarani, Rocca, Bedin e molti altri in molti altri ambiti.

…e gli altri 8 istituti?

La Fondazione Policlinico Gemelli appartiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed è presieduta da Giovanni Raimondi, amministratore e membro del comitato direttivo dell’ università.

Il Policlinico Universitario Campus Biomedico è una branca dell’ Università Campus Bio-Medico, un’università privata dell’Opus Dei. (L’Opus è stato occupato “militarmente” dai gesuiti negli ultimi anni)

L’Ospedale Valduce è gestito dalle Suore Infermiere dell’addolorata, appartenenti all’ordine dei Cappuccini.

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Mondino è composto di docenti dell’università di Pavia, presidiata dal Gruppo San Donato. Il presidente è un professore di ingegneria elettronica che non si sa bene cosa faccia alla guida di una Fondazione dedicata alla sanità, il vicepresidente Livio Pietro Tronconi fu un papabile del governo Monti.

L’Istituto di Candiolo è presieduto da Andrea Agnelli per grazia della mamma Allegra che è presidente della onlus proprietaria. Gianni Agnelli si riconosceva nello stesso circuito della Trilaterale di Monti&Co, fondata da David Rockefeller. Così, tanto per dire.

Il Policlinico Morgagni di Catania appartiene alla famiglia Castorina: Il direttore, il prof. S. Castorina è il Presidente onorario Associazione medici cattolici italiani di Catania.

Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano appartiene ad una fondazione, il cui presidente è Michelangelo Agrusti, pezzo grosso di Confindustria, deputato democristiano, ex componente della Commissione Difesa e della NATO, proprio come Gianstefano Frigerio. Con un CV particolare, che compare sempre troppo vuoto per un uomo della sua importanza, in special modo per quello che riguarda la formazione, e che compare diverso in vari atti pubblici reperibili on-line. Ecco il suo cv.

La Medi Call Italia è l’unica istituzione su 61 che sembra estranea, forse sarà perchè non si trova il curriculum del suo direttore, il dottor Oliviero Armeni. Certo è che la Medi Call è un servizio privato di medici a domicilio che offre anche ricoveri in convenzione con strutture pubbliche, ma soprattutto private (non è che occorra passare da Medi Call per andare ad un ospedale pubblico). E vista la natura dei servizi offerti, e visto, come abbiamo visto, di chi sono le strutture private, è inevitabile che una struttura come Medi Call segua la corrente.

Come abbiamo visto su 61 istituti, uno solo non è direttamente riconducibile ad una forte influenza (se non proprietà) vaticana.     Uno.     1.

Volendo essere buoni potremmo dire che lo sbandierato “consenso” scientifico proviene da ambienti vaticano-massonici, passando da intermediari bancari rappresentanti di cordate interne.

Ma i nostri lettori sanno bene che le due piramidi principali del potere mondiale sono composte trasversalmente di pezzi di massoneria e vaticano. L’analisi dell’ennesimo attacco all’omeopatia ci ha fornito l’occasione di far vedere bene come funzionano queste commistioni. In questo caso deve essere palese per tutti chi sono quei non scienziati uomini del potere che decidono  a tavolino cosa sia scienza e cosa no. Non a caso abbiamo parlato di “crociata” contro l’omeopatia. Più chiaro di così…

Se poi ci aggiungiamo che una delle associazioni che supporta il sito è il Patto per la Scie(men)nza di Burioni, Renzi, Grillo e compagnia bella, il tutto diventa anche collegabile all’ossessione vaccinista degli ultimi anni.

Il quadro della sanità privata è disarmante. Siamo in mano a questi qua. Avete mai letto un’analisi simile su un giornale? In Tv? Eppure basta mettersi a cercare e collegare i puntini…ma di chi sono i giornali e le tv?

Quasi quasi ci dispiace dover divulgare questi fatti, perchè capiamo lo scoramento che possono generare nel lettore.

Noi  però non dobbiamo scoraggiarci: non ci facciamo impressionare da questi poteri-fantoccio, e sosteniamo e diffondiamo intorno a noi la libertà di scegliere l’omeopatia, la libertà vaccinale, la libertà di cura…

Vale lo stesso discorso che facciamo quando analizziamo la politica: è tutto in mano a questi felloni. Lo è sempre stato. Ma non dobbiamo scoraggiarci, perchè viviamo in un’epoca bellissima in cui queste informazioni sono diventate accessibili a tutti, per la prima volta nella storia dell’umanità. Usiamole, dunque. Per educare chi ci è vicino, i nostri figli e nipoti, per creare dal basso movimenti indipendenti che si occupino di riprendersi spazi per fare una nuova sanità orizzontale che possa aiutare a risparmiare almeno alle generazioni future questo strazio. Ce la possiamo fare, cominciando ognuno nel proprio piccolo.

Coraggio!

 

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