Spiritualità http://coscienzeinrete.net Mon, 23 Apr 2018 14:59:33 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it "Ero un multimilionario - poi ho dato via il mio patrimonio" http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3168-ero-un-multimilionario-poi-ho-dato-via-la-mia-fortuna http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3168-ero-un-multimilionario-poi-ho-dato-via-la-mia-fortuna

dariel 4Dariel Garner una volta valeva centinaia di milioni di dollari, possedendo 40 società in quattro continenti durante la sua carriera. Un giorno, 15 anni fa, decise di abbandonare tutto. Ora è un attivista sociale e vive con la sua compagna nel deserto del New Mexico.

Segue il racconto scritto da Dariel in persona...

"Un giorno, il mio medico mi ha detto 'Dariel, ti invidio davvero. Posso immaginare te e la tua bellissima moglie seduti nel tuo resort a guardare il tramonto, bere cocktail e guardare le montagne della Sierra Nevada. Peccato che so che non ci sarai. Sarai morto.'

In quel momento, mi resi conto di quanto ero infelice. In quel periodo pesavo 166kg e ho riconosciuto il fatto che dovevo cambiare abitudini alimentari. Il fatto di essere infelice è stata una sorpresa. Non si adattava al concetto di essere di grande successo, quale ero, almeno per come mi vedeva la società.

Una sera, mentre stavo andando a cena nella mia sala da pranzo privata (nel mio club privato), una donna della servitù mi ha toccato la spalla mentre mi sedeva. Solitamente nessuno tocca davvero chi è molto ricco - sei così lontano dalle persone che è come se fossi una classe completamente diversa. Il suo tocco mi ha fatto capire che ero umano: che potevo essere amato e che potevo amare. Il giorno dopo ho iniziato a perdere peso e ho iniziato un processo di trasformazione della mia vita.

Sono passato dall'essere tra i primi 100 dell'1%, in termini di ricchezza negli Stati Uniti, a scendere da qualche parte nell'1% più basso. Ora sono estremamente povero per gli standard finanziari. Ma non ho più bisogno di niente. La mia vita è molto più ricca in ogni singolo modo perché sono connesso alla vita stessa: alle persone e all'ambiente che mi circonda. Mi piace leggere, camminare, coltivare cibo e il mio lavoro nell'attivismo sociale: sono veramente vivo.

Non sono solo i dollari a definire la ricchezza: sono anche il potere, i collegamenti e la capacità di fare molto più denaro. Finisci per formare una coorte di altre persone estremamente facoltose e diventi tremendamente disconnesso dalla società. Non ho mai pensato alla ricchezza come a una dipendenza, ma uno dei segni della dipendenza è la negazione. Ogni settimana firmavo assegni di retribuzione per il mio staff perché sentivo che avrei avuto qualche tipo di comunicazione con loro. Vedevo i loro guadagni annuali e realizzavo che avrei fatto quella stessa somma in un'ora. Non riuscivo a capire come potessero vivere così. Quando ho lasciato tutto alle spalle, le persone sono tornate ad essere persone.

La nostra società idealizza ricchezza, denaro e simboli che ne derivano: anelli di diamanti, vacanze nelle isole caraibiche... le persone ricche sono idealizzate e idolatrate, ma anche odiate in una certa misura. Quando ero incredibilmente ricco, il mio cuore era completamente chiuso a tutti quelli intorno a me. Come puoi mantenere la ricchezza quando vedi qualcuno che sta morendo di fame e mangiando da un bidone della spazzatura? Quando sai che tutti quelli che vedi hanno meno di te e che potresti condividere così facilmente? Solo chiudendo il tuo cuore. Mi fa male vedere persone che stanno così. Ma so che c'è anche una via d'uscita.

La mia vita mi ha insegnato che il cambiamento è possibile: possiamo lasciar cadere le storie con cui viviamo. Possiamo cambiare il mondo e, per come è ora, dobbiamo. Non c'è scelta al riguardo."


Fonte: https://www.positive.news/2018/perspective/31937/the-multimillionaire-who-gave-his-fortune-away/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Tue, 17 Apr 2018 14:32:59 +0000
Aspettative e Realtà - esiste un punto di incontro? http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3166-aspettative-e-realta http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3166-aspettative-e-realta

Voltaire disse: “Noi non viviamo mai; siamo sempre nell'aspettativa di vivere.”

AspettativeQuesta condizione che viviamo da millenni è stata, nel tempo, trattata da varie culture e correnti spirituali. Nei primi testi taoisti veniva già offerta una soluzione a questo problema, un precetto fondamentale chiamato 'Wú Wéi' .

'Wú Wéi' (无为) significa, in cinese,"non fare" o "non fare niente".
Inizialmente può sembrare un piacevole invito a rilassarsi, o peggio, cadere nella pigrizia o nell'apatia.

Wú Wéi è strettamente legato alla riverenza taoista per il mondo naturale, poiché significa impegnarsi ad adattare il nostro comportamento come fanno certi processi naturali, e assicurare che stiamo nuotando con, piuttosto che contro, le correnti. Dobbiamo essere come il bambù che si piega nel vento, o la pianta che si adatta alla forma di un albero.
Questo implica il lasciar andare certi ideali che altrimenti potremmo provare a forzare troppo violentemente sulle cose. Ci invita invece a rispondere alle vere esigenze delle situazioni, che tendono ad essere notate solo quando mettiamo da parte i nostri piani guidati dall'ego.
In buona parte questo approccio sembra essere ancora di utile rilevanza, se riportato ai giorni nostri.

Come non mai, viviamo in una cultura che ci invita ad individuare i nostri desideri e a fare di loro i nostri obiettivi, senza però indicarci bene come questi desideri possano essere di qualità estremamente variabile e spesso incongruente con il nostro contesto di crescita.
Anche servizi come Facebook e Google tendono sempre di più a favorire le nostre aspettative individuali, aumentando in noi il divario tra quello che desideriamo e la realtà effettiva. Questo ci rende sempre meno capaci di interagire con essa, perdendo gradualmente la capacità di usare le nostre vere facoltà di scambio e portandoci sempre di più ad allontanare ciò che non ci piace da quello che ci piace.
Lo stesso vale per i rapporti in cui, con il pretesto di trovare maggiore unione ed appartenenza, lasciamo risuonare sentimenti atti a dividerci dagli altri, a creare barriere...e di conseguenza ad aumentare le nostre aspettative fino ad abbandonare la ragionevolezza. Questo accade non solo in grandi gruppi, ma anche nei rapporti più intimi.

Tendiamo quindi ad ignorare una grande parte delle opportunità che il mondo ci porta, a favore di obiettivi apparentemente più personali: carriera, ideali, successo - sia in campo economico che sociale. E più ignoriamo quello che la realtà chiede veramente da parte nostra, più ci risulterà difficile l’ottenimento del risultato che ci eravamo prefissati.

Ma perché dovrebbe funzionare così? Perchè deve essere sempre così difficile?
Perché è proprio nel momento di difficoltà che la vita ci chiede di fare una scelta. Si può presentare, ad esempio, l’opportunità di prenderci cura di una pianta che ci viene regalata, o di calpestarla, gettarla nella spazzatura perché la riteniamo superflua. Magari la riteniamo inutile o in apparenza poco congrua con le nostre attuali necessità e aspettative, perchè ci ruba del “tempo prezioso”.
Questo è un esempio banale, sì, ma è una dinamica che si presenta a noi ogni giorno, in varie forme.

lotusCosa dovremmo fare in condizioni come queste?
Quante volte ci viene chiesto di scegliere tra l’allontanamento dai nostri obiettivi, oppure - ad esempio - l’opportunità di calpestare i piedi di qualcun altro a nostro favore? 
Quale è il compromesso più giusto?

La risposta è semplice, anche in situazioni complesse: l’azione che comporta il miglior Bene altrui, sempre.
Solo attraverso un cosciente ed amorevole “sacrificio” del nostro volere egoistico, lì dove il nostro contesto lo richiede, lì dove in fondo sappiamo che il nostro aiuto può servire, riusciamo a ridare colore alla nostra vita, a guadagnare nuove forze, ad ampliare la nostra percezione (e di conseguenza il nostro grado di ispirazione) ...ad acquisire nuovi strumenti, di utilità ben maggiore rispetto a quanto potevamo precedentemente immaginare.

All’opposto, se decidiamo di lasciare al mondo questo compromesso, di lavarcene le mani e di non occuparcene, finiremo per compromettere di riflesso la nostra interiorità, la nostra lucidità e capacità di giudizio. Renderemo sempre più piccola e distorta la nostra personale visione del mondo. E difficilmente ce ne renderemo conto, così certi di seguire la nostra “vera” strada. Proveremo solamente una inspiegabile “amarezza”, e saremo sempre più pronti ad attribuirla ad agenti esterni (altre persone, oppure eventi “sfortunati”), invece di capire che essa proviene da noi, come risultato delle nostre precedenti scelte egoistiche.
Fortunatamente, finché si è vivi c’è sempre tempo per ricominciare a fare scelte migliori. Finché si è vivi ci sono scelte, e finché ci saranno scelte, ci saranno opportunità per migliorare il proprio piccolo “giardino” prendendosi cura di quello altrui.

È vero, scegliere sempre di applicarsi per il Bene di ciò che ci viene presentato potrebbe eventualmente portarci lontani dal nostro sogno iniziale, ma non bisogna avere paura di questo: ci porterà sicuramente in un luogo più felice. Gradualmente la bolla delle nostre aspettative comincerà a sciogliersi, portando via con essa i detriti dei nostri desideri più immaturi e lasciando risplendere sempre di più i nostri veri talenti, verso una gioia senza tempo e priva di paure.

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giorgiocarotenuto@gmail.com (Giorgio Carotenuto) Spiritualità Fri, 13 Apr 2018 10:12:06 +0000
Buona Pasqua: Morire ai Propri Egoismi per Risorgere nell'Amore http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3164-buona-pasqua-morire-ai-propri-egoismi-per-risorgere-nell-amore http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3164-buona-pasqua-morire-ai-propri-egoismi-per-risorgere-nell-amore

pasqua22018Buona Pasqua !

E' ed era un mondo fatto di passioni di tutti i tipi, di gioie materiali fugaci e di dolori fisici, psichici e sociali... Attraversato da poteri ipocriti fintamente religiosi, associati a poteri imperiali mondialisti, intenti ad allargare ulteriormente il loro potere centralizzante.

E' quello che accade ora intorno a noi, ed era quello che succedeva allora in Palestina...

E in mezzo alle trame ordite da questi poteri c'era un gruppetto di persone che cercava  una vita diversa, una chiave nuova e finalmente efficace per crescere e diventare migliori. E cosí diventare un giorno capaci di cambiare il Mondo.

Li guidava un Essere...

(segue in basso)

Li guidava un Essere totalmente amoroso, dotato di una intelligenza solare e di una volontá capace di superare qualsiasi difficoltá pur di ottenere il Bene per tutti. Portatore di una Forza Antica nel cosmo, ma nuova per gli esseri umani: l’AMORE.

Questa stessa Forza che nella nostra epoca sentiamo premere dentro di noi... pur tra mille ostacoli e difficoltá, per cambiare noi stessi e il Mondo.

Non è più un essere fuori di noi a guidarci, ma è il Suo modo di essere che sta diventando finalmente Nostro.

Ed ora siamo tanti di più sul cammino del risveglio... non più uno sparuto gruppetto.

Ogni Natale, ogni Pasqua, é il ricordo di una capacità in noi, di una Rosa che vuole sbocciare nel nostro cuore, di un patto stretto intorno ad una Tavola o a una Coppa... tanto tempo fa...

"Fate questo in memoria di Me". Usate del succo della vita e del pane della materia ricordandovi di farlo sempre per Amore.

Tanto più il terrore, l'odio, la rabbia ci vengono lanciati addosso dagli imperi oscuri, tanto più è importante consolidare in noi le Sue e nostre vere qualitá: l'impulso al Bene di tutti, un pensiero colmo di Amore, ed una volontá capace di trasformare questo Amore in azioni concrete.

E allora ogni tortura, ogni derisione, ogni menzogna, ogni malattia, ogni morte che vorranno dare alla nostra coscienza si trasformerà in Resurrezione del nostro Spirito.

La Croce alla quale ogni giorno siamo inchiodati ci aiuti a morire ai nostri egoismi e ai nostri condizionamenti per intraprendere la nuova Via dell'Amore.

Per secoli ci hanno fatto concentrare sulla Passione, sulla Croce... È ora il momento di attivarci per staccarci dai chiodi del potere e dei condizionamenti  interiori e cominciare a risorgere con le nostre forze d'Amore.  Con le nostre azioni di Bene intorno a noi.

Possiamo farlo! Non la Croce ci aspetta - quella è con noi nei problemi di ogni giorno - ma la Resurrezione.

Buona Pasqua da Coscienze in Rete !

pasqua2018

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Fri, 30 Mar 2018 18:07:07 +0000
L’ARTE, L’ARTIGIANATO E LE STAMPANTI 3D http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3152-l-arte-l-artigianato-e-le-stmpanti-3d http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3152-l-arte-l-artigianato-e-le-stmpanti-3d

Stampante3d

di Emilia Longheu e Walter Zuccarini

 

Stiamo vivendo in un’epoca di svolta. La cultura materialistica, che in questo nostro tempo tormentato stiamo cercando di superare come uno stadio necessario e transitorio dell’evoluzione umana, è in profonda crisi dopo aver prodotto l’analfabetismo spirituale responsabile del degrado umano e ambientale nel quale viviamo. La scuola, per cominciare, fin dai primi anni, sostiene un sistema educativo basato su modelli culturali orientati verso l’egocentrismo, la competizione, l’intellettualismo precoce.

Prima vittima di questo paradigma culturale è l’Arte intesa nel senso più ampio possibile come chiave evolutiva capace, dal punto di vista spirituale, di attivare la percezione dell’unità fra noi stessi e il Tutto e, dal punto di vista fisico-terreno, di rendere l’essere umano libero e autonomo.

di Emilia Longheu e Walter Zuccarini

"Tutte le macchine e le apparecchiature tecnologiche che l'uomo oggi si costruisce, acquisteranno vita nel futuro e avverseranno gli uomini in modo spaventoso. Tutto ciò che viene creato secondo un mero principio utilitaristico, da un egoismo individuale o collettivo, in futuro sarà nemico dell'uomo. Oggi ci interroghiamo troppo sull'utilità di quel che facciamo. Se veramente volessimo favorire l'evoluzione, allora non dovremmo chiederci l'utilità di ciò che facciamo, ma piuttosto se sia bello e nobile. Dovremmo agire non solo secondo il principio di utilità, ma spinti dal puro entusiasmo per il bello. Tutto ciò che oggi l'uomo crea secondo un reale amore per il bello, per soddisfare il suo bisogno artistico, un giorno acquisterà vita e contribuirà all'ulteriore sviluppo dell'uomo. È terribile vedere oggi quante migliaia di uomini, fin dalla prima infanzia, sono indotti a non conoscere nessun' altra attività che quella volta all'utilità materiale e ad essere esclusi, per tutta la vita, da tutte le cose belle ed artistiche. Nelle scuole elementari più povere dovrebbero venir esposte le massime opere d'arte : ciò sarebbe una vera benedizione per l'evoluzione umana. L'uomo costruisce da sé il proprio futuro."

Rudolf Steiner Monaco 16 / 1 / 1908

 

Il processo attraverso il quale ciò è avvenuto è stato graduale e si potrebbe far risalire al XV secolo d. C., all’inizio di quell’ epoca di cultura che Rudolf Steiner chiama quinta epoca postatlantica che durerà 2160 anni, cioè fino al 3500 circa e nella quale, quindi, siamo completamente immersi.

È l’epoca che stiamo vivendo in cui siamo chiamati a confrontarci con il problema del male, a spiritualizzare la materia, la mater – ria, cioè la “madre caduta”.

È l’epoca della teoria del fine che giustifica i mezzi, del cogito ergo sum di Cartesio che aveva così decretato la separazione tra l’uomo pensante e il mondo, della distinzione fra arti maggiori e arti minori, dell’Italia del Rinascimento protagonista indiscussa nelle arti, dell’epoca dei lumi, e poi nell’Ottocento della la Rivoluzione industriale con cui il materialismo fece un balzo in avanti: la produzione artigianale originale fu soppiantata dall’anonima produzione in serie, realizzata con le macchine nelle fabbriche, finalizzata al profitto e basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in cui la materia era considerata mera risorsa economica da possedere o predare, senza più alcun collegamento con lo spirito che veniva di fatto cancellato dall’orizzonte esistenziale. L’arte diventava sempre più intellettualizzata, elitaria, autoreferenziale e mercificata.

Oggi, con il trionfo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, siamo a una nuova svolta epocale. La seduzione della scienza ci sta travolgendo e proiettando a tutta velocità verso una dimensione esistenziale che potrebbe rendere il nostro pianeta una tabula rasa elettrificata, popolata da automi.

Il veleno che pervade ormai ogni aspetto della vita quotidiana, attraverso istituzioni, operatori commerciali e culturali, utilizza strategie di marketing estremamente aggressivo per cercare di imporre su vasta scala la tecnologia delle stampanti 3D da applicare all’artigianato e all’arte. L’idea è che possiamo fare tutto ciò che progettiamo in poco tempo, con grande facilità e a costi irrisori. Naturalmente è una menzogna. E’ l’ennesimo tentativo di sostituire le macchine agli uomini e quindi di sottrarre all’essere umano la possibilità di vivere l’intero processo creativo come esplicazione delle tre facoltà dell’anima; da una parte quindi si illudono i giovani e dall’altra si cerca di alienare definitivamente la coscienza di chi sa ancora fare le cose, di che è ancora capace di creare onorando l’essere “intero” e divino che siamo in essenza, che pensa, sente e agisce, che è capace di sviluppare un progetto e l’abilità di metterlo in pratica, che sa canalizzare la propria volontà.

Il lavoro artigianale è iniziatico. Attraverso di esso si possono sviluppare qualità e facoltà che nobilitano e affinano la nostra anima: la pazienza, l’osservazione, l’attenzione, l’umiltà, il senso di appartenenza e di collegamento al vivente. Un tempo gli artigiani insegnavano nelle scuole, oggi in quelle stesse scuole sopprimono le discipline artistiche e chiudono i laboratori d’arte.

Parallelamente si delegano inquietanti robot alla progettazione e alla realizzazione con sostanza polimerizzate di oggetti replicabili all’infinito. Ciò significa alienare, privare l’anima dell’esperienza della ricerca della forma nel corso del processo di realizzazione, dell’entusiasmo del rapporto con il colore, della trasformazione degli ostacoli in soluzioni, del superamento dei propri limiti, della conoscenza profonda della materia e delle relative leggi, in definitiva della nostra meravigliosa umanità. Si dice che la tecnologia è al nostro servizio. E’ vero, ma solo se siamo coscienti di ciò che usiamo e se abbiamo fatto un percorso di conoscenza di tipo “analogico”. In arte forse possiamo anche usare una stampante 3D ma solo se abbiamo fatto l’esperienza della matita, del pennello, dello scalpello, dell’uso creativo delle nostre mani e del nostro corpo.

Proporre ai giovanissimi la stampante 3D per fare artigianato significa dare il colpo di grazia sia all’artigianato che all’essere umano.

Questo processo di demolizione è inesorabile nell’inconsapevolezza della quasi totalità degli artigiani stessi, vittime della crisi economica e culturale.

Si dice che però le mani non potranno mai essere sostituite. Ma di questo passo saranno utilizzate semplicemente per premere pulsanti e interruttori. Così come oggi sono utilizzate per muovere il mouse sulla scrivania. Ma chiediamoci se è questo il senso di avere le mani. Consideriamo che le mani sono i nostri arti peculiari che liberiamo quando conquistiamo la posizione eretta e dunque l’autocoscienza.

Siamo proprio sicuri che tutta questa tecnologia serva solo a facilitarci l’esistenza o a far guadagnare denaro alla Sony e alle multinazionali? Il motivo ultimo e recondito è quello di manipolarci, indebolire la nostra volontà di cui la mano è strumento, e dunque perdere la nostra identità, la nostra libertà. L’immagine dell’artigiano digitale che stanno cercando di imporre nelle scuole e nelle università ai giovani senza prospettiva è in realtà un ossimoro oltre che una menzogna. E i professori e i rettori ci stanno mettendo la faccia nei convegni organizzati dalle multinazionali..

Per far passare questi messaggi è stato preparato da lungo tempo il terreno dell’ignoranza di chi siamo, terreno poi concimato con il veleno del materialismo che riduce la percezione della realtà a un limitato orizzonte di luoghi comuni e superficiali e di condizionamenti potenti e liberticidi.

Così si dimentica la missione umana di coltivare la bellezza per trasformare il mondo. La bellezza rischia di sparire semplicemente perché nessuno la vede, perché si è persa la facoltà di discernere la qualità e il senso sacro e iniziatico del lavoro che la crea. Le facoltà che abbiamo se non vengono coltivate, curate, nutrite, vanno perdute.

Stiamo assistendo all’affondo finale della realizzazione di un progetto lucido, messo a punto da gruppi di potere antilibertari che vedono nell’arte libera un’attività pericolosa e sovversiva in quanto massima espressione di autonome individualità creatrici .

Tutto questo ci dà la percezione sempre più chiara di ciò che è necessario fare: continuare coraggiosamente a “metterci il cuore”, a vivere nei processi creativi, a sentire che l’attività artistica fatta con le mani è una chiave per fare un lavoro interiore, a testimoniare la fiducia nel potere e nella magia della fantasia morale creatrice di nuova bellezza, forte della consapevolezza dell’aiuto del mondo spirituale per affermare una mutazione luminosa della coscienza umana che si rifletta nelle sfere della vita economica, sociale, politica, etica.

Rudolf Steiner aveva affermato che se l’umanità avesse avuto un futuro sulla terra, sarebbe stato un futuro artigiano. A Natale del 1923, ottocento membri venuti da ogni paese si riunirono a Dornach, non a caso, nei locali della falegnameria per costituire il nucleo della «Società Antroposofica Universale», la cui «prima pietra» fu posta da Rudolf Steiner il mattino stesso di Natale.

Il 30 marzo del 1925 moriva in un letto che aveva fatto sistemare nella falegnameria dove aveva scolpito la statua lignea del Cristo, rappresentante dell’umanità.

Sappiamo che i processi di cambiamento in atto ai quali stiamo assistendo dovranno di necessità restituire all’arte e all’artigianato un posto centrale per affrontare e risolvere i problemi interiori ed esteriori e dare un senso all’esistenza degli esseri creatori che siamo. Sta già sorgendo una nuova Arte intesa come espressione dello spirito umano che plasma la materia, che redime la mater-ria per edificare concretamente il nuovo mondo; un’arte che esprime, attraverso linguaggio e ricerca individuali, contenuti universali per una coesistenza pacifica e armoniosa con ogni essere vivente. Ed è un’arte che si è riconciliata con l’artigianato, che non distingue più le arti maggiori dalle minori e che si è riappropriata delle mani e di tutto il corpo, strumento della volontà.

Il nostro lavoro deve essere quello di chi semina con la certezza di un raccolto tanto più straordinario quanto più ampia sarà la consapevolezza e diffusa la conoscenza delle verità spirituali che governano la vita dei mondi.

"Nel corso dei secoli, nelle varie civiltà, la scienza, la religione e l’arte si sono sempre contese il primato. In Occidente, la religione ha predominato a lungo, ostacolando l’arte e la scienza. Poi è giunta un’epoca in cui la religione è andata in declino, mentre la scienza ha preso il sopravvento. Ora si può dire che l’avvenire appartiene agli artisti. Sì, il mondo li ama sempre di più, li applaude ed è tramite gli artisti, cioè i musicisti, i poeti, i pittori e gli scultori, che il Cielo vuole ora manifestarsi. Per quale motivo? Per l’uomo non vi è nulla di più essenziale dell’arte e ciò ci riporta all’infanzia dell’umanità….. (Il bambino) non si occupa né di filosofia, né di scienza, né di morale, ma è un artista… La storia dell’umanità è stata caratterizzata sin dall’inizio dall’arte; successivamente ha prevalso la religione e poi è riuscita ad imporsi la scienza. Ma in avvenire sarà di nuovo l’arte a essere più importante… Solo l’arte può raggiungere il cuore degli uomini con immediatezza, risvegliandoli alla vera vita…. Sarà quell’arte a salvare il mondo, un’arte consapevole, rischiarata dalle verità della saggezza e dell’amore. In avvenire è agli artisti che verrà dato il primo posto perché il vero artista è al tempo stesso un sacerdote, un filosofo e uno scienziato. Sì, perché il ruolo dell’artista è quello di realizzare sul piano fisico ciò che l’intelligenza concepisce come vero e ciò che il cuore sente come buono, affinché il mondo superiore, il mondo dello Spirito, possa scendere e incarnarsi nella materia."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Wed, 14 Mar 2018 14:21:01 +0000
Corpo, Anima, Spirito - Parte 8: uno strumento per suonare musiche celesti http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3136-corpo-anima-spirito-parte-8-uno-strumento-per-suonare-musiche-celesti http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3136-corpo-anima-spirito-parte-8-uno-strumento-per-suonare-musiche-celesti

Estratto settimanale dal libro, "Corpo, Anima, Spirito" di Fausto Carotenuto.

Leggi la parte precedente qui:
http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3127-corpo-anima-spirito-parte-7-lo-spirito-le-componenti-superiori-della-natura-umana

 

Riepilogo e conclusione

meditatingbeachPossiamo dire che la natura umana è costituita da tre dimensioni:

corpo, anima e spirito.

Che sono sempre tutte presenti, ma in proporzioni differenti, a seconda del momento di evoluzione dell’umanità, e a seconda del grado di sviluppo di ognuno.

Queste tre dimensioni si articolano in modo piuttosto complesso. Una sintesi più agile da ricordare, è quella in sette parti costitutive:

 

 

 

 

 

 

 

  • corpo fisico

  • corpo eterico

  • corpo astrale

  • io

  • sé spirituale (manas)

  • spirito vitale (buddhi)

  • uomo spirituale (atma)

L’anima, come anima che sente e come anima che ragiona, la si può considerare nel corpo astrale; mentre la sua parte più nobile, l’anima cosciente, è ormai nel mondo dello spirito, direttamente fusa con l’io superiore. Infatti un io inizia veramente a crescere e ad essere tale quando, connesso all’anima cosciente, è in grado di cominciare a staccarsi dalla materia e dal dominio dei sensi.

Tutti questi elementi sono riconoscibili nella nostra vita in esperienze di tipo differente. Ma sono comunque parti di un organismo unico, tutte strettamente collegate tra loro. In uno strumento duttile e trasformabile che l’io può adoperare per scendere negli abissi, fisici o morali, o per salire verso il cielo. Il cammino è comunque pieno di insidie. E meglio impariamo a superarle più trasformiamo noi stessi.


Un percorso dalle nebbie alla luce. Da un corpo pesante e prepotente, allo splendore di un angelo alato.

 

Uno strumento per suonare musiche celesti

angelomusicanteLa natura umana è per noi come uno splendido strumento. E’ come avere a disposizione un organo pieno di registri, di voci bellissime, di bassi profondi, del calore degli archi e di deliziosi strumenti a fiato…

Tanto tempo fa l’abbiamo sentito suonare da mani invisibili, e ricordiamo vagamente melodie bellissime, che ci facevano sognare e commuovere. Ma che non sentiamo più…

All’inizio il nostro io è talmente piccolo che questo organo enorme e complesso sembra dominarlo, schiacciarlo… Ma lui, spinto dalle forze del cuore e dai meravigliosi ricordi, si arrampica sullo sgabello, e comincia a provare i registri, a mettere le mani sui tasti…

Ne escono fuori stonature da brividi, ma in fondo al suo cuore lui sa che quell’organo può suonare meravigliosamente bene. Allora si ingegna, studia con passione, e un po’ alla volta supera sia la rigidità delle dita che la continua voglia di piantare tutto e di andare a giocare.

Infine acquista una buona tecnica: le mani si muovono agili, la costruzione della composizione è impeccabile… Ma c’è ancora qualcosa che non va: ne esce fuori una musica fredda, che non coinvolge, che non ispira. Che si disperde tra le navate vuote della cattedrale…

Finché un giorno, stanco di musiche insulse, prive di senso e di calore, stanco di suonarle solo per se stesso, finalmente apre il suo cuore, apre l’anima a quei suoni del mondo spirituale che sono sparsi ovunque nella sua vita, nelle persone, nella natura…

E allora in lui sorge una intuizione, scocca una scintilla: ora sa come usare bene le sue sette note… Non solo per sé ma per tutti. E improvvisamente dalle sue mani, animate dal calore del cuore, escono fuori melodie celesti, che spargono la loro magia divina tra le navate di pietra della cattedrale.

Che ora è piena di gente che ascolta attenta e commossa.

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CorpoAnimaSpirito "Corpo, Anima, Spirito" è disponibile in formato cartaceo ed ebook al seguente link:
 http://www.lulu.com/it/it/shop/fausto-carotenuto/corpo-anima-spirito/paperback/product-22488114.html

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Wed, 14 Feb 2018 12:50:31 +0000
Coltivare il nostro senso della meraviglia è utile? A cosa serve? http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3132-coltivare-il-nostro-senso-della-meraviglia-e-utile-a-cosa-serve http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3132-coltivare-il-nostro-senso-della-meraviglia-e-utile-a-cosa-serve

Kahlil Gibran“E se poteste mantenere la meraviglia del vostro cuore dinanzi ai miracoli quotidiani della vostra vita, il vostro dolore non sembrerebbe meno meraviglioso della vostra gioia.”

Con queste parole il poeta Khalil Gibran racchiudeva il senso vero della meraviglia, descrivendola come uno strumento utile a ristabilire un contatto più profondo e completo con la realtà. Utile a riequilibrare la nostra visione della vita. In che modo?

Quotidianamente, la nostra percezione del mondo è infatti sottoposta ad un costante flusso di informazioni e pensieri di ogni genere, alcuni dei quali adottiamo e maturiamo anche inconsciamente. E meno ne siamo consci, più ci sono probabilità di adottare punti di vista “distorti” ed atti a compiacere i nostri sentimenti più bassi: ansia, paura, invidia, rabbia ecc…

E più maturiamo questi sentimenti, più essi andranno a deformare la nostra visione del mondo, come un paio d’occhiali presi in prestito: questi non combaceranno mai interamente con la nostra personale e naturale vista, ma solo in parte...e col tempo andranno a celare o distorcere alcune verità.

Soffermarsi ed esercitare il nostro senso della meraviglia significa fare un piccolo passo indietro e sollevare per un attimo il velo delle nostre impressioni emotive, per tornare a vedere con maggiore chiarezza quelli che sono gli aspetti belli e positivi della nostra vita: il luogo in cui viviamo, le persone con cui interagiamo ogni giorno, anche le nostre doti, le nostre stesse responsabilità.

Ci permette di trovare quei punti in cui l’amore già alberga e, dove manca, ci dà la carica per versarne del nostro…questa infatti sembrerebbe la migliore chiave di interpretazione dell’ aforisma di Gibran: la meraviglia ci aiuta a capire quello che possiamo fare noi, oggi, per migliorare qualche aspetto della nostra vita. Aiuta a migliorare noi stessi.

Questa chiave ci permette di capire più a fondo la seconda parte del suddetto aforisma:

“...il vostro dolore non sembrerebbe meno meraviglioso della vostra gioia.”

 

Effettivamente è difficile pensare che si possa provare meraviglia per un momento di difficoltà e di sofferenza.

Gli eventi negativi che viviamo nel corso della nostra vita - malattie improvvise, incidenti, attacchi da parte di altre persone, ma anche i piccoli ostacoli quotidiani - spesso sembrano di natura casuale e priva di logica, di senso.
child in tree1Eppure quando osserviamo la bellezza della natura non abbiamo la stessa sensazione. Ci sembra parte di un disegno armonioso, curato ed estremamente intelligente. Anche un albero, però, ha dovuto lottare ed incontrare ostacoli durante la sua crescita. Ostacoli che hanno contribuito allo sviluppo della sua forma finale, in tutta la sua singolare bellezza.

 

Questo pensiero suggerisce che gli ostacoli che noi stessi incontriamo sono lì per renderci migliori...per alimentare la nostra crescita nel modo in cui ci è individualmente più consono. E se applichiamo il nostro senso della meraviglia in questo caso possiamo trovarci in condizioni di esserne più coscienti, di chiedere a noi stessi: “che cosa mi insegna questo problema? Che cosa posso fare per reagire nel modo migliore, più umano, più utile a crescere verso l’alto, come fa una pianta? Solitamente, reagisco male? Come? E se questa volta cercassi di fare la cosa migliore, se cercassi di agire diversamente? Di reagire con amore?...”

 

Il nostro senso della meraviglia in questo caso diventa uno strumento utile a convertire un male in un bene potenziale. Nel tempo, come suggerisce Gibran, il dolore non sembrerà meno meraviglioso della gioia.

E se ci riflettiamo, questo è vero: se pensiamo a come eravamo, ad esempio, dieci anni fa, le esperienze che abbiamo vissuto sia nel bene sia nel male nel corso dell’ultima decade ci hanno generalmente portato ad essere persone migliori. La maggior parte di noi non tornerebbe mai indietro.

La meraviglia è intrinsecamente aperta al nuovo e priva di pregiudizi, come sono i bambini, che sono aperti a tutto perchè non hanno ancora classificato ogni cosa, come invece fanno gli adulti. Ma proprio così imparano molto di più di noi, che ormai difficilmente percepiamo e apprezziamo le infinite possibilità di quello che ci viene incontro, in quanto siamo chiusi nel nostro aver già tutto classificato. Per apprezzare fino in fondo il senso della vita e di quello che ci capita non a caso, come un messaggio per noi, occorre non essere bloccati nel pregiudizio, ma aperti nella meraviglia che comunque in quello che ci viene incontro c'è un qualcosa di stimolante... che tende al positivo, in qualche modo tutto da scoprire.

Impiegare questo strumento nel presente (e non solo nei confronti degli eventi passati) ha il potere di elevarci, di aiutarci ad essere persone migliori, di reagire nel modo giusto ed amoroso quando arriva il momento di difficoltà...di curare non solo le nostre ferite personali, ma anche quelle del nostro contesto quotidiano e delle persone che condividono la nostra esistenza.

deunov3Il filosofo e maestro spirituale Deunov diceva:

“La felicità dipende anche dallo spirito elevato dell’essere umano. È felice solo il saggio perché egli comprende il senso delle disgrazie. La felicità dipende dalla mente, dal cuore e dalla volontà della persona.”

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giorgiocarotenuto@gmail.com (Giorgio Carotenuto) Spiritualità Wed, 07 Feb 2018 13:00:18 +0000
Coscienzeinrete a Milano 25-27 maggio 2018: 4 eventi per alimentare il messaggio rivoluzionario e positivo della coscienza http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/2916-coscienzeinrete-a-milano-25-27-maggio-2018-4-eventi-per-alimentare-il-messaggio-rivoluzionario-e-positivo-della-coscienza http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/2916-coscienzeinrete-a-milano-25-27-maggio-2018-4-eventi-per-alimentare-il-messaggio-rivoluzionario-e-positivo-della-coscienza

locandina milano 2018 3.0

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Thu, 05 Apr 2018 10:34:00 +0000
Corpo, Anima, Spirito - Parte 7: Lo Spirito - le componenti superiori della natura umana http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3127-corpo-anima-spirito-parte-7-lo-spirito-le-componenti-superiori-della-natura-umana http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3127-corpo-anima-spirito-parte-7-lo-spirito-le-componenti-superiori-della-natura-umana

Estratto settimanale dal libro, "Corpo, Anima, Spirito" di Fausto Carotenuto.

Leggi la parte precedente qui:
http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3121-corpo-anima-spirito-parte-6-anima-e-spirito-il-nostro-io

hands sunRudolf Steiner parla a lungo del fatto che l’uomo è in evoluzione continua in tutte le sue parti, in un percorso che dura da milioni e milioni di anni, del quale siamo ancora a poco più della metà. E’ un progetto divino ideato per portare gli uomini a diventare veri e propri esseri divini, capaci di creare il bene in modo meraviglioso. E per fare dell’umanità un organismo, una gerarchia divina che possa arricchire il mondo spirituale.
Se questo è il progetto in fase di attuazione, passa soprattutto attraverso una progressiva crescita, evoluzione e trasformazione positiva della natura umana. Tutto il complesso meccanismo creato intorno alla scintilla divina del nostro io ha proprio la funzione di costituire l’ambiente più adatto per questa crescita. Tutto quello che ci avviene intorno, sia dal punto di vista fisico che da quello spirituale, non avrebbe altro scopo.

Sempre secondo Steiner, siamo ora in un’epoca molto delicata: quella in cui il mondo spirituale ha stabilito che è il momento giusto per uscire dall’adolescenza e “farci le ossa”. Il momento di maturare una nostra coscienza. Per fare questo, come qualsiasi buon genitore, ha deciso di mollare un po’ le redini e di lasciarci fare più liberamente le nostre esperienze, anche a costo di molti dolorosi errori.
Ciò che proprio ora siamo chiamati a sviluppare, è quella parte così importante dell’anima, l’anima cosciente, attraverso la quale cominciamo veramente a realizzarci come esseri spirituali liberi e autonomi.
Ma il nostro cammino evolutivo non finisce qui. Secondo Steiner, noi abbiamo anche delle parti spirituali superiori, che si svilupperanno pienamente nel futuro dell’umanità, se gli uomini lo vorranno. Ma che, anche se ancora poco attive, sono già presenti dentro di noi e già cominciano a partecipare alla nostra vita.

il sé spirituale, o manas

La parte superiore che già comincia ad essere più attiva in noi è quell’elemento, quel bambino divino di cui abbiamo parlato in precedenza, che nasce quando, con l’anima cosciente, cominciamo a mettere sotto controllo ed a modificare l’anima che sente. Questa capacità di controllare i nostri impulsi e di trasformarli in comprensione amorosa del mondo, si chiama

sé spirituale

(o manas, nella terminologia orientale)

Maggiore è la parte di anima che abbiamo posto sotto il controllo dell’io, maggiore è la componente di manas in noi. Il sé spirituale si sarà completamente realizzato quando avremo posto totalmente sotto controllo ed indirizzato verso il Bene ed il mondo spirituale, gli impulsi della nostra anima. Stiamo appena cominciando, come umanità, a sviluppare questa nostra componente, ed è proprio il compito più immediato che abbiamo di fronte.
Nella nostra vita quotidiana, possiamo chiamare manas la capacità di “sapere come stanno le cose”, di vedere lo spirituale all’opera in tutte le creature, di capire il senso vero e amoroso di quello che succede e di sapere cosa fare, con il massimo di coscienza.
Si tratta per il nostro Io di trasformare l’anima mettendola in connessione permanente con il mondo spirituale.

Ma come si fa?

Se con il cuore e con la mente, mossi da amore disinteressato, ci rivolgiamo con grande attenzione alle persone, agli esseri, ai fatti della nostra vita. Se cerchiamo ogni giorno di liberarci dai condizionamenti dell’anima che sente e ci apriamo con tutto il cuore alla comprensione della realtà che ci viene incontro… Allora gradualmente rafforzeremo la nostra anima cosciente e svilupperemo una dote nuova: quella di intuire con sicurezza come stanno veramente le cose e cosa noi possiamo fare; quali azioni sono le migliori nelle situazioni in cui ci troviamo. In questo modo apriremo un varco sempre più grande per tirare giù dal mondo spirituale quella verità e quel bene che sono dietro alla nostra realtà. E che con il nostro modo di ragionare ordinario non consideriamo.
E allora un elemento luminoso, il sé spirituale, entrerà in noi, ad illuminare ed a scaldare la casa del nostro corpo astrale.
Le intuizioni sono vere e proprie manifestazioni del mondo spirituale dentro l’io, così come le sensazioni sono manifestazioni nell’io del mondo materiale.
Più intuisco del mondo spirituale, più divento un essere intuitivo, che vive ed opera coscientemente dall’interno del mondo spirituale. Il manas è l’anima trasformata che non ha più bisogno di combattere col meccanismo mi piace/non mi piace.
Nella nostra vita quotidiana, ogni piccola intuizione cui arriviamo con amore, sacrificando l’egoismo e trasformando le passioni, è la costruzione di un pezzetto immortale di manas.
L’azione del sé spirituale in noi la riconosciamo anche quando ci rendiamo conto che la nostra anima che sente comincia a trasformarsi: “non sente più come prima.” Quando proviamo un piacere sempre più profondo per il vero bene che vediamo realizzarsi intorno a noi e sempre meno ci piace quello che nella nostra vita non è il vero bene. Vuole dire che il nostro manas sta cominciando a crescere, sta “spiritualizzando” l’anima che sente
Lavorare alla crescita del nostro bambino  interiore significa predisporre il futuro spirituale del nostro io. Lavorare alla realizzazione del nostro io superiore. Quando questa realizzazione sarà completata e saremo al livello di manas, avremo raggiunto uno stadio di coscienza e di capacità spirituali simile a quello degli spiriti che ci assistono e che ci fanno “da balia”. Quelli che la tradizione cristiana chiama angeli custodi.

lo spirito vitale, o buddhi

Quanto più, come manas, viviamo coscientemente nel mondo spirituale, attraversato dalle qualità spirituali cosmiche, tanto più queste mettono il nostro io in condizioni di modificare il nostro corpo eterico. Si comincia a diventare un cosciente canale d’amore luminoso. Il passaggio di queste qualità nel canale lo trasforma, lo purifica, spiritualizza le sue tendenze, le sue caratteristiche di base. Il carattere, la memoria, il temperamento, tutto comincia lentamente ad adeguarsi alle pure correnti di luce ed amore del mondo spirituale ed alle sue finalità superiori.
Questo corpo eterico trasformato si chiama

spirito vitale

(o buddhi nella terminologia orientale)

Si tratta di una parte della nostra natura la cui realizzazione è ancora lontana nel tempo. Ma è già presente in noi in modo embrionale e già siamo in grado di lavorare alla sua formazione iniziale.
Nella nostra vita quotidiana, quanto più per amore ci sforziamo nel difficile lavoro di migliorare il nostro carattere, le nostre abitudini, i meccanismi di pensiero, più diventiamo esseri in sintonia armoniosa con il cosmo e con gli altri. Ogni più piccola trasformazione permanente di queste caratteristiche del nostro corpo vitale è già ora la costruzione di un pezzetto immortale di buddhi.

 


l’uomo spirito, o atma

Il buddhi, il puro canale delle energie luminose ed amorose, arriva con l’evoluzione ad una tale forza spirituale creativa da poter trasformare la materia fisica di cui è fatto. Quando sarà in grado di fare questo, potrà creare con un puro atto di volontà amante, come fa Dio Padre. E un giorno, se la nostra evoluzione andrà a buon fine, lo potremo fare come uominicreatori. Come uomini-dèi, indipendenti nella loro capacità creativa dagli altri esseri spirituali. Saremo capaci di “dare solamente per amore” creando. In consapevole armonia con il resto del Mondo Spirituale.
A quel punto saremo

uomo spirito

(o uomo-dio, o atma secondo la terminologia orientale)

E’ questa una dimensione lontana nel tempo dell’evoluzione umana, ma in qualche modo già ora possiamo sentirci su questa strada. Più amiamo, pensando, sentendo ed agendo secondo il piano generale divino, più diventiamo luminosi, portiamo luce e creiamo intorno a noi situazioni luminose. Ogni qualvolta per amore introduciamo qualcosa di nuovo, di buono e di luminoso nel quadro della realtà, sia in noi che fuori di noi, costruiamo un pezzetto embrionale di atma. Un pezzetto della nostra potenziale capacità di creare mondi.

La parte seguente del libro sarà pubblicata tra una settimana.


CorpoAnimaSpirito "Corpo, Anima, Spirito" è disponibile in formato cartaceo ed ebook al seguente link:
 http://www.lulu.com/it/it/shop/fausto-carotenuto/corpo-anima-spirito/paperback/product-22488114.html

 

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Wed, 31 Jan 2018 13:43:16 +0000
Corpo, Anima, Spirito - Parte 6: Anima e Spirito - Il nostro “io” http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3121-corpo-anima-spirito-parte-6-anima-e-spirito-il-nostro-io http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3121-corpo-anima-spirito-parte-6-anima-e-spirito-il-nostro-io

Estratto settimanale dal libro, "Corpo, Anima, Spirito" di Fausto Carotenuto.

Leggi la parte precedente qui:
http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3110-corpo-anima-spirito-parte-5-anima-e-spirito-il-corpo-astrale

childreflectionAbbiamo visto che il corpo e l’anima sono gli strumenti del nostro io.
Ma che cosa è in effetti questo io?
La risposta apparentemente non è affatto facile. Solo io posso provare dentro di me il sentimento profondo con il quale mi percepisco, e posso dire a me stesso: “Io”. Ma forse non serve definire un qualcosa che sentiamo così fortemente. Ciò che più conta è che io lo so che vivo continuamente riferendo tutto a me.

Proviamo a fermarci per qualche minuto e chiudiamo gli occhi, cercando di rilassarci. Lasciamoci scivolare in una condizione di tranquilla meditazione, lasciando cadere un po’ alla volta le percezioni, le sensazioni, le emozioni, i pensieri. Alla fine ci renderemo conto del fatto che solamente di una cosa non possiamo liberarci: di quel testimone di tutto che è il nostro io. La nostra presenza nel profondo di noi stessi: questo è l’io.
Da non confondere con gli strumenti che abbiamo a disposizione: il corpo fisico, il corpo vitale e quello astrale, con al suo interno le varie articolazioni dell’anima e con le sue attività di sentire, pensare e volere…

L’io è attivo ovunque, alle prese con tutti questi strumenti, per cercare di trarne il meglio. Ma uno dei nostri errori più frequenti è che tendiamo a confondere l’io con i mezzi che ha a disposizione. Spesso pensiamo di essere solo un corpo fatto di materia, e che le nostre esigenze siano solo quelle di benessere del nostro corpo. Oppure che la cosa più importante per noi siano le sensazioni di piacere o dispiacere, e quindi che ci basti soddisfare queste pulsioni. Ma le nostre vere esigenze sono altre: tutto ciò che porta alla crescita e alla maturazione del nostro io, attraverso il lavoro dell’anima cosciente.
Ogni esperienza che attraversiamo è fatta apposta per mettere il nostro io in condizione di crescere utilizzando i suoi strumenti. Nel fare questo lavoro, anche i vari corpi migliorano e si raffinano nel corso dell’evoluzione umana, fino a diventare elementi spirituali.

L’io è il nostro vero essere. E’ lui che ad un certo punto da bambino diventa cosciente di sé. E’ lui che si ritrova degli strumenti da usare bene: un corpo che lo tiene in contatto con il mondo esterno, ed un’anima con la capacità di sentire, di pensare e di agire.
E possiamo verificare come il nostro io, sia aperto in due direzioni: alle esperienze del corpo e dell’anima da una parte, ed a quelle spirituali, attraverso l’anima cosciente, dall’altra. A seconda di quello che faremo prevalere il nostro io si confonderà con le parti più basse del corpo e dell’anima, che lo imprigioneranno nell’oscurità fisica della materia, e nella nebbia delle sensazioni.
E allora lo chiameremo

ego, o io inferiore, o io ordinario

Oppure si identificherà con l’anima cosciente, e se ne arricchirà, diventando un io sempre più spirituale, sempre più capace di amare, illuminato, luminoso. Qui avremo invece a che fare con la tendenza dell’io a realizzarsi come

io superiore, o io spirituale.

madonnamichelangeloE’ questo un nostro modo di essere che già esiste nel mondo spirituale, quale possibilità reale del nostro avvenire evolutivo. Che già in qualche modo ci richiama a sé dal nostro futuro.
In quanto io, siamo il manovratore degli strumenti che abbiamo a disposizione. L’io è la nostra presenza, ma non una presenza passiva, bensì il nucleo in crescita di una potenza creativa del Bene. Che si sviluppa attraverso il rapporto cosciente e attivo con il mondo fisico e con il mondo spirituale. La nostra vita, e quello che diventeremo, dipende da cosa faremo prevalere nella nostra anima.
L’anima è una madre, nella cui pancia cresce il piccolo io che abbiamo sulla Terra.
L’io è quella scintilla di origine divina che è ognuno di noi, che la saggezza creatrice ha staccato da se stessa per renderla individuale e poi sempre più divina attraverso l’immersione nella materia e nella casa vivente dell’anima. Un’anima che saggiamente si libera dalla schiavitù dei sensi e si riempie di pensieri e di ideali elevati, di sentimenti di amore disinteressato e di azioni giuste, fa crescere dentro di sé un Io divino.
E’ quello che i pittori medievali e rinascimentali hanno rappresentato dipingendo tante bellissime, pure Madonne con il Bambino. Il Bambino che prende il latte dalla madre, o che si rivolge con occhi meravigliati al mondo, è il nostro piccolo io spirituale. La Madonna è la nostra anima quando, padrona delle sensazioni, è ormai rivolta con amore alla verità e al bene ed è in grado di far crescere il nostro essere divino.


riepilogo

A che punto siamo nel cercare di capire come siamo fatti?

C’è il nostro “io”,
che ha a disposizione:
il corpo fisico,
il corpo vitale o eterico.
e il corpo astrale,

a partire dal quale si sviluppa l’anima che si articola in:

anima che sente,
anima che ragiona
anima cosciente

Nell’anima, man mano che si evolve, cresce
l’io divino, il nostro spirito.

In quanto corpo fisico apparteniamo al mondo minerale, insieme ai minerali e a tutti gli altri esseri, per la loro parte minerale.

In quanto corpo eterico apparteniamo ad un mondo invisibile, che è dentro e fuori di noi, che possiamo chiamare mondo eterico. Nel fanno parte tutti gli esseri viventi: piante, animali e uomini.

In quanto anima apparteniamo ad un altro mondo invisibile, che possiamo chiamare mondo astrale, e che è anch’esso dentro e fuori di noi. Insieme agli altri esseri dotati di un’anima: gli animali.

Ma in quanto anima cosciente cominciamo a far parte anche di un altro mondo invisibile più elevato, del mondo spirituale: la patria del nostro vero io. In questo mondo, insieme a noi, vivono gli esseri spirituali superiori.

 

La parte seguente del libro sarà pubblicata tra una settimana.


CorpoAnimaSpirito "Corpo, Anima, Spirito" è disponibile in formato cartaceo ed ebook al seguente link:
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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Sat, 20 Jan 2018 14:17:47 +0000
Il tuo corpo e la tua mente cambiano ogni 7 anni – Ecco i cicli della vita http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3111-il-tuo-corpo-e-la-tua-mente-cambiano-ogni-7-anni-ecco-i-cicli-della-vita http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3111-il-tuo-corpo-e-la-tua-mente-cambiano-ogni-7-anni-ecco-i-cicli-della-vita

ciclo7La vita umana è composta da ritmi e da cicli. La biologia ci insegna che il nostro organismo rinnova completamente le sue cellule, ad eccezione di quelle del sistema nervoso, ogni sette anni e quindi allo scadere di ogni settimo anno il nostro corpo non è più lo stesso. La psicologia, a sua volta, individua dei cicli settennali di trasformazione individuale cosicché ogni sette anni sperimentiamo una rigenerazione psicofisica dell’intero organismo.

Nel corso della nostra vita passiamo momenti di crisi, evoluzioni, gioie e dolori, che ciclicamente vanno e vengono e se osservate sotto questo punto di vista si scopre che come la natura e gli astri, esse rispettano dei cicli che corrispondono ad una precisa fase della nostra vita.

Nell’antichità era diffusa la conoscenza del ciclo dei sette anni. Nella Medicina Cinese si afferma che l’energia vitale, Ying, si sviluppa nella donna con cicli di sette anni. Il Sufismo, corrente mistica islamica, suddivide la vita in cicli di 7 anni che identificano i 4 Tempi della vita: dalla nascita ai 28 anni c’è il Tempo della Crescita (7-14-21-28), cui corrisponde lo sviluppo dell’organismo e la formazione della personalità; segue il Tempo della Stabilità, dai 28 ai 56 anni, durante il quale si persegue la realizzazione personale e l’equilibrio, poi arriva il Tempo della Prosperità, dai 56 agli 84 anni, infine il Tempo della Saggezza, dagli 84 ai 112 anni.

La miglior definizione di questa conoscenza viene da Ippocrate(460 – 377 a.C.), padre della medicina moderna che diceva:

“Nell’esistenza umana sono presenti sette tempi che chiamiamo “età”: lattante, bambino, adolescente, giovane, adulto, uomo maturo, anziano. Al periodo (mutevole) della Luna, durante la prima infanzia (fino ai sette anni) subentra quello di Mercurio, in cui si acquisiscono le prime conoscenze (7-14 anni), quindi quello di Venere, che rivela la sua forza nelle emozioni passionali dell’adolescenza (14-21 anni); giunge poi lo zenit (solare) della vita, i tre settenni della piena forza vitale e dei desideri d’espansione (21-42 anni). Il regno del malvagio Marte genera un improvviso mutamento e conduce alle lotte, le amarezze e le disillusioni di cui è ricca l’età adulta (42-49 anni). Poi, sotto lo scettro di Giove, si presenta ancora una volta un picco della vita, la maturità propriamente detta, la quale, saggia e serena, contempla le gioie e le sofferenze dell’esistenza, sempre contribuendovi con gaiezza (49-56 anni). Arriva infine, sotto la stella di Saturno, lenta e lontana dalla terra, la grande età in cui le forze vitali si raffreddano e pian piano si fermano”.

A riportare in auge questa conoscenza dei cicli dei sette anni è stato il fondatore della Medicina Antroposofica, Rudolf Steiner (1861-1925), iniziato austriaco, che ha evidenziato l’analogia fra l’evoluzione del sistema solare e dell’essere umano. Ha infatti collegato gli “Archetipi” simbolici dei pianeti alla biografia umana, mettendone in evidenza l’influenza nel corso dei vari settenni. Queste fasi di sviluppo, o settenni, sono tutt’oggi rispettate nella pedagogia Waldorf.

Oggi questa conoscenza dei cicli dei sette anni viene anche chiamata biosofia e suddivide l’esistenza umana in fasce di sette anni come di seguito:

  • Da 0 a 7, da 7 a 14, da 14 a 21 (Fase dell’educazione e/o incarnazione): vi è relazione con Luna, Mercurio e Venere, dalla nascita a 21 anni
  • da 21 a 28, da 28 a 35, da 35 a 42 (Fase della coscienza di Sè e/o solare): dai 21 a 42 anni l’uomo trasforma la sua vita interiore sotto l’influsso del Sole
  • da 42 a 49, da 49 a 56, da 56 a 63 e oltre (Fase della rivelazione di Sè): Marte, Giove e Saturno governano dai 42 ai 63 anni

Le fasi da 0 a 21 anni (Dell’ educazione)

Fascia di età da 0 a 7: L’imitazione

Lo sviluppo fisico è centrato sulla maturazione del sistema neurosensoriale. Per il lattante il senso del tatto (quindi il sentirsi accarezzato e curato con amore) è un veicolo fondamentale per il suo sviluppo, così come l’udito (tono di voce).  Il bambino piccolo è completamente dipendente dall’ambiente che lo circonda, in particolare dalla mamma (elemento lunare).  Il bambino assorbe le armonie e disarmonie che lo circondano, le percepisce con speciali ʺantenneʺ. LUNA, principio che “rispecchia”.

Fascia di età da 7 a 14: L’apprendistato

Le forze eteriche si liberano dal loro involucro e cominciano a dare vita all’ attività del pensiero e della memoria. A livello fisico si completa lo sviluppo degli organi connessi con il sistema ritmico (cuore, respirazione, circolazione). Avviene il passaggio dai denti da latte a quelli permanenti. È l’età della scuola. Prendono molta importanza la figura del maestro e quelle dei compagni. A livello animico si sperimentano coscientemente forti correnti di simpatia e antipatia. Si sviluppa il pensiero, e la capacità di relazionarsi e comunicare, infatti questo settennio è sotto l’influsso di MERCURIO, dio che unisce e che comunica.

Fascia di età da 14 a 21: L’iniziativa

Durante questo settennio, dominato da Venere e dallo sviluppo del proprio corpo astrale (corpo sottile che racchiude tutta la gamma delle emozioni, dei sentimenti e delle sensazioni provati dall’essere umano), avviene un maremoto, che la persona vive, attraverso i rapporti, emozioni e sentimenti estremi. La persona è assai idealista, e si ribella a qualsiasi forma di autorità per scoprire ciò che davvero vuole nel suo intimo. I genitori devono tassativamente rispettarlo, per evitare conseguenze molto gravi. A livello fisico si completa lo sviluppo degli organi sessuali e delle membra, gli arti si allungano. Si sviluppano il sistema del ricambio e metabolico. Ora – avvenuta  la nascita effettiva del corpo astrale – l’adolescente può misurarsi con concetti astratti, e non più solo con una conoscenza per immagini. L’adolescente può iniziare a formarsi un suo giudizio e accosta materie scientifiche (l’algebra, le scienze naturali, la matematica) in cui il vero e il falso siano sperimentabili. L’adolescente comincia sperimentare il bene e il male anche dentro di sé. È attirato da due estremi: dai grandi ideali, ma anche dai lati oscuri della realtà e di sé stesso. Si potrebbe dire che sperimenta la “cacciata dal paradiso”. È il periodo in cui si sveglia alla sessualità:i si comincia a cercare l’altro che ci completa, il partner. E’ il settennio sotto l’influsso di VENERE, principio equilibrante e “armonizzante”. Si chiude così il primo ciclo, quello sotto l’influsso degli “dei” che determinano passivamente il karma, cioè dei processi di sviluppo innati, dovuti a impulsi naturali o “collettivi”, quelli correlati al concetto di “ego“.

 

Le fasi da 21 a 42 anni (Della coscienza di Sè)

Fascia di età da 21 a 28: La sensibilità

Durante questo settennio il giovane scopre il mondo e rapporti in una forma più vasta. Dominato da Venere e il Sole. Cerca di conoscersi esplorando tutta la ricchezza della sua natura sentimentale (emozioni, sensazioni, percezioni) in una gamma di rapporti e esperienze più vasta possibile. La posta in gioco è cesellare con cura la sensibilità, per fare di sé un uomo o una donna di cuore, base essenziale per un sano sviluppo nella vita adulta. E’ inoltre la fascia di età in cui è possibile guarire le ferite del terzo settennio (dai 14 ai 21 anni).

Fascia di età da 28 a 35: La riflessione

La svolta della vita. Si è all’apice dell’incarnazione e della sua penetrazione nella materia. E’ allo Zenit della vita, ed è caratterizzato dalla riflessione, attraverso la quale l’individuo deve imparare a rispondere ai suoi interrogativi e ridefinire l’idea che si è fatto della conoscenza.  Soggiace all’influenza del Sole, ma con un’ulteriore influenza di Mercurio, legato al pensiero. E altresì l’età che permette di guarire le ferite del secondo settennio (dai 7 ai 14 anni).

Fascia di età da 35 a 42: L’individuazione

Questo settennio conclude la grande fase solare della coscienza di sé e trasmette padronanza della personalità. Impariamo finalmente ad agire tenendo conto di ciò che pensiamo e amiamo. Nel cuore di questo periodo si colloca la grande svolta della vita, con la possibilità di orientarsi verso il proprio fine e di cominciare a manifestare la propria specificità. E’ Saturno, pianeta dell’individuazione a reggere questo settennio, sempre insieme al Sole. E’ inoltre la fascia di età in cui è possibile guarire il primo settennio (dalla nascita ai 7 anni).

Le fasi da 42 a 63 anni e oltre (Della rivelazione di Sè)

Fascia di età da 42 a 49: La Libertà

Caratterizza la piena maturità. Ora che l’ Io, l’individualità, ha imparato ad utilizzare i suoi strumenti durante la grande fase solare, è tempo di esprimere tutta la ricchezza creativa. E’ il settennio della libertà. L’individuo deve acquisire piena autonomia. Vive quindi una specie di anti-adolescenza o di pubertà invertita che causa una grande agitazione interiore ed esteriore. Infine, la caratteristica essenziale di questo settennio, è che diventa importantissimo rivolgersi verso il mondo e verso gli altri per imparare a dare e diventare creatori. D’improvviso, viene abbandonata la grande fase solare (sostanzialmente era concentrato su se stesso per coglierne la propria identità e capire chi era, qual era il suo scopo) ed entra in quella di Marte e tutto cambia. In questo settennio:

  • Anziché coltivare l’individualità deve imparare a rivolgersi agli altri
  • Anziché concentrarsi esclusivamente su partner e figli, deve aprirsi al mondo e alla fratellanza
  • Anziché pensare  al personale successo sociale, deve collaborare con gli altri nei progetti che vanno oltre la sua portata
  • E infine, anziché costruirsi interiormente, deve contribuire a edificare il mondo e piantare i semi del futuro

Per riassumere, anziché limitarsi a guardarsi l’ombelico, la persona deve dimenticare se stessa e interessarsi al mondo nel quale vive. Passa dall’individuale al sociale. Espande il proprio Sè agli altri.

Fascia di età da 49 a 56: Il dono di sè

Durante questo settennio, l’individualità umana, già in gran parte libera dall’influenza delle passioni e degli istinti, si disimpegnerà dal sentimento. Questo produce una maggiore tranquillità e più interesse verso gli altri, verso il mondo. Per dirla brevemente, meno egoismo. Più il cinquantenne metterà se stesso al servizio degli altri, specialmente aiutando i più giovani a realizzarsi con quanto ha compreso, più si vedrà offrire possibilità di espansione. Questo settennio è governato da Giove, l’astro che generosamente dispensa saggezza.

Fascia di età da 56 a 63 e oltre: La saggezza

La vita è ben progredita e l’essere umano di questa fascia d’eta ha le spalle sufficientemente solide per intraprendere progetti di grande responsabilità. Si tratta di una fascia d’età in cui raccogliamo i problemi e i benefici della prima infanzia. E’ un periodo di distacco da cui dobbiamo trarre insegnamento dalla vita, trasmettendo nel contempo speranza ai bambini e giovani adulti. Diventa fondamentale essere di sostegno a chi incontriamo. Dopo i 63 anni continua lo sviluppo dell’elemento spirituale nell’uomo, per cui a fronte di un graduale diminuire dell’energia fisica e del deperimento delle forze vitali, alcuni possono sperimentare un aumento delle forze spirituali e di coscienza, corrispondente ai pianeti esterni del sistema solare.
Il periodo che segue al 63° anno è come una nuova fase della vita dell’uomo. Nuova perché non si è più sotto la diretta influenza del sistema solare e dei pianeti (almeno dei “sette” sub-saturniani). È un’età che può portare notevoli slanci di una nuova libertà, nuova giovinezza dell’anima. E’ la fase in cui, a completamento di quanto eventualmente intrapreso  nella triade precedente, alcuni uomini sarebbero orientati spontaneamente verso il Sè (principio transpersonale).

Il succedersi ciclico di queste evoluzioni spiega perché nel corso degli anni la nostra “costituzione” può cambiare, malgrado il determinismo genetico. E’ bene fra l’altro, che un eventuale terapeuta sappia valutare i disturbi del paziente in relazione al suo stadio evolutivo, alla tappa che sta vivendo nel suo periodo di vita.

La maggior parte di queste informazioni sono tratte da La tua Vita Cambia ogni 7 Anni a cui rimando per approfondire ulteriormente e trovare informazioni utili per vivere al meglio il proprio ciclo di esistenza

Fonte dionidream.com

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Thu, 11 Jan 2018 09:55:50 +0000