Spiritualità http://www.coscienzeinrete.net Wed, 15 Aug 2018 15:00:54 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it La profonda saggezza di Jalāl ad-Dīn Rumi - 12 importanti frasi, per pensare ed agire con il cuore. http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3239-la-profonda-saggezza-di-jalal-ad-din-rumi-12-importanti-frasi-utili-per-pensare-ed-agire-con-il-cuore http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3239-la-profonda-saggezza-di-jalal-ad-din-rumi-12-importanti-frasi-utili-per-pensare-ed-agire-con-il-cuore

rumi

"Il tuo compito non è quello di cercare l’amore, ma solo di cercare e trovare tutte le barriere che hai costruito dentro di te contro di esso...”

L’amore – ishq in arabo, persiano, turco e hindi – è il filo comune che attraversa tutte le poesie di Rumi, direttamente o per implicazione. Tuttavia, come sottolinea giustamente Coleman Barks, l’amore di Rumi non è del tipo «lei mi ha lasciato, lui mi ha lasciato, lei è tornata…». L’amore di cui parla Rumi ha le sue radici nella realizzazione dell’amore divino e nelle sue propagazioni nel mondo e nella vita umana. Proponiamo 12 frasi da parte di questo grande e saggio "Poeta dell'Amore".

Nel contemplare queste frasi e sopratutto agendo secondo i pensieri da esse scaturiti, possiamo cominciare a ritrovare un legame profondo con la vita quotidiana, con le persone che ci circondano, con l'universo...

”Ieri ero intelligente, così ho voluto cambiare il mondo. Oggi sono saggio, così sto cambiando me stesso.” 
 

”Solo con il cuore puoi toccare il cielo.”


 
"Sei nato con un potenziale. Sei nato con la bontà e con la fiducia. Sei nato con ideali e sogni. Sei nato con la grandezza. Sei nato con le ali. Non sei stato concepito per strisciare, quindi non farlo. Hai le ali.  Impara a usarle e volare.” 


 
”Innalza le tue parole, non la voce. E’ la pioggia che cresce i fiori, non il tuono.”


 

"Non piangere. Tutto ciò che viene perso, ritorna sotto un’altra forma.” 
 

 
 "Gli addii sono solo per coloro che amano con gli occhi. Per chi ama con il cuore e con l’anima, non esiste separazione.” 
 
 

 

”ll dolore può essere il giardino della compassione. Se mantieni il tuo cuore aperto a tutto ciò, il dolore può diventare il tuo più grande alleato nella ricerca di amore e saggezza.”

 


 

”Attraverso l’amore tutto ciò che è amaro sarà dolce, attraverso l’amore tutto ciò che è di rame diventerà d’oro, tutte le scorie saranno vino, tutto il dolore diventerà una medicina” 

 


 
”Il tuo compito non è quello di cercare l’amore, ma solo di cercare e trovare tutte le barriere che hai costruito dentro di te contro di esso”.
 


 
”Sii grato per chi viene perché ognuno è stato inviato come una guida”


 
"La Verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la Verità.
 


 
”Tutte le religioni, tutte queste canzoni, sono un’unica cosa. Le differenze sono solo illusioni e vanità. La luce del sole sembra un po’ diversa su questo muro, di quanto non sia su un altro muro, ed è molto diversa ancora da un altro muro, ma è comunque luce.” 
 


 
"Se il Cielo non fosse innamorato

il suo seno non sarebbe dolce.
Se il Sole non fosse innamorato
il suo volto non brillerebbe.
Se la Terra e le montagne
non fossero innamorate
nessuna pianta germoglierebbe
dal loro cuore.
Se il Mare non conoscesse l’amore
se ne starebbe immobile
da qualche parte.
Se il cielo, le montagne, i fiumi e
ogni altra cosa nell’universo fossero
egoisti e avidi come l’uomo e come
lui cercassero di conquistare e accumulare
cose per sé, l’universo non funzionerebbe..."

 


 

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giorgiocarotenuto@gmail.com (Giorgio Carotenuto) Spiritualità Wed, 01 Aug 2018 10:26:33 +0000
Niccolò Fabi: "Ho trasformato il dolore per la morte di mia figlia Lulù in amore verso i più fragili" http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3235-niccolo-fabi-ho-trasformato-il-dolore-per-la-morte-di-mia-figlia-lulu-in-amore-verso-i-piu-fragili http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3235-niccolo-fabi-ho-trasformato-il-dolore-per-la-morte-di-mia-figlia-lulu-in-amore-verso-i-piu-fragili

Il cantante traccia un bilancio degli obiettivi raggiunti dalla sua Fondazione e spiega come è riuscito a rialzarsi

"La verità è che siamo un Paese di esseri umani con grandi entusiasmi, generosità, slanci. Un Paese sentimentale, che dà grandi prove di collettività nelle emergenze. Ma di fatto siamo solisti, non orchestre, imbrigliati fra i tanti cavilli burocratici". Il 3 luglio 2010, a 22 mesi, la figlia di Niccolò Fabi muore per una meningite fulminante all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In sua memoria il cantante ha deciso di organizzare, insieme alla compagna Shirin Amini, un concerto con fini benefici, intitolato "Parole di Lulù". Con quello stesso nome è nata una Fondazione, che supporta e promuove progetti legati al mondo dell'infanzia.

Niccolo Fabi

In otto anni di attività, sono stati raccolti 250 mila euro in donazioni, grazie ai quali hanno preso il via diversi progetti. In attesa di festeggiare il primo settembre l'anniversario della nascita della Fondazione, sul Corriere della sera, Fabi traccia un bilancio degli obiettivi raggiunti e spiega come è riuscito a trasformare il dolore per la morte della figlia in amore da donare ai più fragili.

Si legge sul Corriere:

"Non so neanche se oggi la chiamerei ancora così, la Fondazione: il motivo per cui continua Parole di Lulù non è continuare ad avere un rapporto con qualcuno che non c'è più. Eventualmente è rimanere attaccati a quello che noi abbiamo imparato grazie all'esistenza di qualcuno, ci permette di concretizzare qualcosa. Tutte le cose più importanti che ho imparato le ho imparate separandomi. Quindi non riesco a vedere una fine di qualcosa come qualcosa di negativo, che toglie dignità: non considero neanche il fatto che io e Shirin ci siamo lasciati come un fallimento, anzi a maggior ragione Parole di Lulù ha un ulteriore significato, in virtù di questo. Parole di Lulù è un sentimento, e quel sentimento per fortuna non è che si esaurisce".

Anche Shirin spiega come siano riusciti a operare questa trasformazione del dolore in amore verso i più bisognosi.

Purtroppo o per fortuna sono entrata in contatto col dolore molte volte, e trasformarlo mi è sembrata l'unica via percorribile. Considero un privilegio tutte le persone che mi sono state e mi sono accanto alleggerendo e colorando la mia vita di emozioni, intensità e leggerezza: ridere è fondamentale, ridere di sé è importante. Abbiamo cominciato colorando la nostra casa di alberi in tutte le stagioni, arcobaleni e balene, trasformandola in un asilo. Quel lavoro fisico e manuale è stato per me e chi mi era accanto una meravigliosa metafora pratica di ciò che intendo per trasformazione

Fonte: https://www.huffingtonpost.it/2018/07/24/niccolo-fabi-ho-trasformato-il-dolore-per-la-morte-di-mia-figlia-lulu-in-amore-verso-i-piu-fragili_a_23488280/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Sat, 28 Jul 2018 10:24:28 +0000
Non è possibile amare gli altri se non ami te stesso. E' proprio cosi? http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3216-non-e-possibile-amare-gli-altri-se-non-ami-te-stesso-e-proprio-cosi http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3216-non-e-possibile-amare-gli-altri-se-non-ami-te-stesso-e-proprio-cosi
amaresestessiNon è possibile amare gli altri se non ami te stesso.
E’ vero, ma non basta amarsi…
se non sappiamo quale parte di noi stiamo amando.
Possiamo imparare ad amare e coltivare
la parte migliore di noi stessi,
quella cosciente ed amorosa,
per poter desiderare che
proprio quella parte prevalga negli altri.
E non le parti peggiori di noi,
quelle egoiche, predatrici, indifferenti o aggressive…
Non siamo obbligati ad amare
le parti peggiori nostre e degli altri,
ma siamo liberi di amare veramente le migliori…
per farle vibrare e crescere.
E questo rende più bella e più utile la nostra vita,
e quella di chi è intorno a noi.
E scopriremo che la parte migliore di noi stessi,
quella veramente da amare,
è proprio quella che ama, che intensamente
vuole, pensa e fa il bene degli altri.
Ed amandoli ci rende più forti e coscienti.
 
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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Thu, 12 Jul 2018 06:22:11 +0000
La moschea in chiesa http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3203-la-moschea-in-chiesa http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3203-la-moschea-in-chiesa

Moschea in ChiesaQuando Alia Kamareddine si stabilì a Oxford (Nuova Scozia, Canada), la Moschea più vicina in cui poteva pregare era a Halifax-che dista due ore in auto.

Alia era dispiaciuta di poter andare in moschea solo una volta all'anno, e con l'arrivo di altri musulmani nella cittadina, trovare un posto per il culto era diventato un argomento sempre più rilevante.

Per fortuna, lei e gli altri musulmani nella sua comunità ora hanno uno spazio religioso più vicino a casa, anche se è non convenzionale.

La Chiesa della Trinità Unita ora gli affitta una delle loro sale, in modo che Kamareddine, con gli altri membri del gruppo musulmano della comunità, abbia un posto in cui pregare.

Moschea in Chiesa1

L'affitto, tuttavia, è in realtà solo una cifra nominale per coprire le utenze utilizzate dal gruppo.

La "moschea all'interno di una Chiesa" avviata negli ultimi mesi, ha portato le due comunità religiose insieme e ha creato uno spazio per "la crescita e l'apprendimento", riporta il sito della CBC.

Il gesto della Chiesa è particolarmente significativo poiché le 10 famiglie musulmane che frequentano la moschea si incontrano una volta al giorno per il Ramadan, il mese santo del digiuno – e i membri della Chiesa, dicono, sono stati "molto aperti e accomodanti".

Fonte: https://www.goodnewsnetwork.org/instead-of-families-having-to-drive-2-hours-this-mosque-inside-a-church-brings-people-together/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Sat, 23 Jun 2018 09:53:09 +0000
E lo Spirito disse alla sua Anima... http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3197-e-lo-spirito-disse-alla-sua-anima http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3197-e-lo-spirito-disse-alla-sua-anima

Eccomi – disse lo Spirito alla sua Anima – sono qui per darti una mano..

Lasciami stare – rispose l’Anima – voglio divertirmi !

S: Certo, divertiti pure. Ma non scordarti che sei qui per imparare ad amare…

A: Lo so, e infatti mi amo molto…

S: Non basta: prima che il piacere si trasformi in rabbia o in disperazione, divertiti a fare il Bene di chi ti viene incontro…

E allora proverai il grande piacere, quello vero, di essere utile e veramente felice !

 

L'anima, nella sua naturale sensorialità, ci spinge alla ricerca del piacere, soprattutto quello dei sensi.

Un piacere tutto "per noi"... egoistico. E che poi col tempo si rivela sempre illusorio, perchè la parte più alta della nostra anima, la Coscienza, quella inseminata dallo Spirito, vuole molto di più dalla vita.

Vuole il piacere di creare il Bene per amore degli altri, per amore non solo nostro ma di tutti. 

E solo quando si decide ad impegnarsi, a sforzarsi per il Bene degli altri, si accorge che proprio questo rende il mondo intorno migliore e dà vera gioia e vero piacere alla parte più elevata di noi stessi.

E solo allora il Principe Spirito è in grado di risvegliare alla vera vita l'Anima addormentata dall'illusione del piacere solamente egoistico.

 

Eccomi – disse lo Spirito alla sua Anima – sono qui per darti una mano..

Dimmi cosa posso fare per il Bene di tutti, e farlo sarà la mia vera gioia! - rispose finalmente l’Anima, e tutto intorno a Lei e dentro di Lei cominciò a diventare più vero, più buono, più bello...  

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Sat, 16 Jun 2018 04:15:23 +0000
"Ero un multimilionario - poi ho dato via il mio patrimonio" http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3168-ero-un-multimilionario-poi-ho-dato-via-la-mia-fortuna http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3168-ero-un-multimilionario-poi-ho-dato-via-la-mia-fortuna

dariel 4Dariel Garner una volta valeva centinaia di milioni di dollari, possedendo 40 società in quattro continenti durante la sua carriera. Un giorno, 15 anni fa, decise di abbandonare tutto. Ora è un attivista sociale e vive con la sua compagna nel deserto del New Mexico.

Segue il racconto scritto da Dariel in persona...

"Un giorno, il mio medico mi ha detto 'Dariel, ti invidio davvero. Posso immaginare te e la tua bellissima moglie seduti nel tuo resort a guardare il tramonto, bere cocktail e guardare le montagne della Sierra Nevada. Peccato che so che non ci sarai. Sarai morto.'

In quel momento, mi resi conto di quanto ero infelice. In quel periodo pesavo 166kg e ho riconosciuto il fatto che dovevo cambiare abitudini alimentari. Il fatto di essere infelice è stata una sorpresa. Non si adattava al concetto di essere di grande successo, quale ero, almeno per come mi vedeva la società.

Una sera, mentre stavo andando a cena nella mia sala da pranzo privata (nel mio club privato), una donna della servitù mi ha toccato la spalla mentre mi sedeva. Solitamente nessuno tocca davvero chi è molto ricco - sei così lontano dalle persone che è come se fossi una classe completamente diversa. Il suo tocco mi ha fatto capire che ero umano: che potevo essere amato e che potevo amare. Il giorno dopo ho iniziato a perdere peso e ho iniziato un processo di trasformazione della mia vita.

Sono passato dall'essere tra i primi 100 dell'1%, in termini di ricchezza negli Stati Uniti, a scendere da qualche parte nell'1% più basso. Ora sono estremamente povero per gli standard finanziari. Ma non ho più bisogno di niente. La mia vita è molto più ricca in ogni singolo modo perché sono connesso alla vita stessa: alle persone e all'ambiente che mi circonda. Mi piace leggere, camminare, coltivare cibo e il mio lavoro nell'attivismo sociale: sono veramente vivo.

Non sono solo i dollari a definire la ricchezza: sono anche il potere, i collegamenti e la capacità di fare molto più denaro. Finisci per formare una coorte di altre persone estremamente facoltose e diventi tremendamente disconnesso dalla società. Non ho mai pensato alla ricchezza come a una dipendenza, ma uno dei segni della dipendenza è la negazione. Ogni settimana firmavo assegni di retribuzione per il mio staff perché sentivo che avrei avuto qualche tipo di comunicazione con loro. Vedevo i loro guadagni annuali e realizzavo che avrei fatto quella stessa somma in un'ora. Non riuscivo a capire come potessero vivere così. Quando ho lasciato tutto alle spalle, le persone sono tornate ad essere persone.

La nostra società idealizza ricchezza, denaro e simboli che ne derivano: anelli di diamanti, vacanze nelle isole caraibiche... le persone ricche sono idealizzate e idolatrate, ma anche odiate in una certa misura. Quando ero incredibilmente ricco, il mio cuore era completamente chiuso a tutti quelli intorno a me. Come puoi mantenere la ricchezza quando vedi qualcuno che sta morendo di fame e mangiando da un bidone della spazzatura? Quando sai che tutti quelli che vedi hanno meno di te e che potresti condividere così facilmente? Solo chiudendo il tuo cuore. Mi fa male vedere persone che stanno così. Ma so che c'è anche una via d'uscita.

La mia vita mi ha insegnato che il cambiamento è possibile: possiamo lasciar cadere le storie con cui viviamo. Possiamo cambiare il mondo e, per come è ora, dobbiamo. Non c'è scelta al riguardo."


Fonte: https://www.positive.news/2018/perspective/31937/the-multimillionaire-who-gave-his-fortune-away/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Tue, 17 Apr 2018 14:32:59 +0000
Aspettative e Realtà - esiste un punto di incontro? http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3166-aspettative-e-realta http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3166-aspettative-e-realta

Voltaire disse: “Noi non viviamo mai; siamo sempre nell'aspettativa di vivere.”

AspettativeQuesta condizione che viviamo da millenni è stata, nel tempo, trattata da varie culture e correnti spirituali. Nei primi testi taoisti veniva già offerta una soluzione a questo problema, un precetto fondamentale chiamato 'Wú Wéi' .

'Wú Wéi' (无为) significa, in cinese,"non fare" o "non fare niente".
Inizialmente può sembrare un piacevole invito a rilassarsi, o peggio, cadere nella pigrizia o nell'apatia.

Wú Wéi è strettamente legato alla riverenza taoista per il mondo naturale, poiché significa impegnarsi ad adattare il nostro comportamento come fanno certi processi naturali, e assicurare che stiamo nuotando con, piuttosto che contro, le correnti. Dobbiamo essere come il bambù che si piega nel vento, o la pianta che si adatta alla forma di un albero.
Questo implica il lasciar andare certi ideali che altrimenti potremmo provare a forzare troppo violentemente sulle cose. Ci invita invece a rispondere alle vere esigenze delle situazioni, che tendono ad essere notate solo quando mettiamo da parte i nostri piani guidati dall'ego.
In buona parte questo approccio sembra essere ancora di utile rilevanza, se riportato ai giorni nostri.

Come non mai, viviamo in una cultura che ci invita ad individuare i nostri desideri e a fare di loro i nostri obiettivi, senza però indicarci bene come questi desideri possano essere di qualità estremamente variabile e spesso incongruente con il nostro contesto di crescita.
Anche servizi come Facebook e Google tendono sempre di più a favorire le nostre aspettative individuali, aumentando in noi il divario tra quello che desideriamo e la realtà effettiva. Questo ci rende sempre meno capaci di interagire con essa, perdendo gradualmente la capacità di usare le nostre vere facoltà di scambio e portandoci sempre di più ad allontanare ciò che non ci piace da quello che ci piace.
Lo stesso vale per i rapporti in cui, con il pretesto di trovare maggiore unione ed appartenenza, lasciamo risuonare sentimenti atti a dividerci dagli altri, a creare barriere...e di conseguenza ad aumentare le nostre aspettative fino ad abbandonare la ragionevolezza. Questo accade non solo in grandi gruppi, ma anche nei rapporti più intimi.

Tendiamo quindi ad ignorare una grande parte delle opportunità che il mondo ci porta, a favore di obiettivi apparentemente più personali: carriera, ideali, successo - sia in campo economico che sociale. E più ignoriamo quello che la realtà chiede veramente da parte nostra, più ci risulterà difficile l’ottenimento del risultato che ci eravamo prefissati.

Ma perché dovrebbe funzionare così? Perchè deve essere sempre così difficile?
Perché è proprio nel momento di difficoltà che la vita ci chiede di fare una scelta. Si può presentare, ad esempio, l’opportunità di prenderci cura di una pianta che ci viene regalata, o di calpestarla, gettarla nella spazzatura perché la riteniamo superflua. Magari la riteniamo inutile o in apparenza poco congrua con le nostre attuali necessità e aspettative, perchè ci ruba del “tempo prezioso”.
Questo è un esempio banale, sì, ma è una dinamica che si presenta a noi ogni giorno, in varie forme.

lotusCosa dovremmo fare in condizioni come queste?
Quante volte ci viene chiesto di scegliere tra l’allontanamento dai nostri obiettivi, oppure - ad esempio - l’opportunità di calpestare i piedi di qualcun altro a nostro favore? 
Quale è il compromesso più giusto?

La risposta è semplice, anche in situazioni complesse: l’azione che comporta il miglior Bene altrui, sempre.
Solo attraverso un cosciente ed amorevole “sacrificio” del nostro volere egoistico, lì dove il nostro contesto lo richiede, lì dove in fondo sappiamo che il nostro aiuto può servire, riusciamo a ridare colore alla nostra vita, a guadagnare nuove forze, ad ampliare la nostra percezione (e di conseguenza il nostro grado di ispirazione) ...ad acquisire nuovi strumenti, di utilità ben maggiore rispetto a quanto potevamo precedentemente immaginare.

All’opposto, se decidiamo di lasciare al mondo questo compromesso, di lavarcene le mani e di non occuparcene, finiremo per compromettere di riflesso la nostra interiorità, la nostra lucidità e capacità di giudizio. Renderemo sempre più piccola e distorta la nostra personale visione del mondo. E difficilmente ce ne renderemo conto, così certi di seguire la nostra “vera” strada. Proveremo solamente una inspiegabile “amarezza”, e saremo sempre più pronti ad attribuirla ad agenti esterni (altre persone, oppure eventi “sfortunati”), invece di capire che essa proviene da noi, come risultato delle nostre precedenti scelte egoistiche.
Fortunatamente, finché si è vivi c’è sempre tempo per ricominciare a fare scelte migliori. Finché si è vivi ci sono scelte, e finché ci saranno scelte, ci saranno opportunità per migliorare il proprio piccolo “giardino” prendendosi cura di quello altrui.

È vero, scegliere sempre di applicarsi per il Bene di ciò che ci viene presentato potrebbe eventualmente portarci lontani dal nostro sogno iniziale, ma non bisogna avere paura di questo: ci porterà sicuramente in un luogo più felice. Gradualmente la bolla delle nostre aspettative comincerà a sciogliersi, portando via con essa i detriti dei nostri desideri più immaturi e lasciando risplendere sempre di più i nostri veri talenti, verso una gioia senza tempo e priva di paure.

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giorgiocarotenuto@gmail.com (Giorgio Carotenuto) Spiritualità Fri, 13 Apr 2018 10:12:06 +0000
Coscienzeinrete a Milano 25-27 maggio 2018: 4 eventi per alimentare il messaggio rivoluzionario e positivo della coscienza http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/2916-coscienzeinrete-a-milano-25-27-maggio-2018-4-eventi-per-alimentare-il-messaggio-rivoluzionario-e-positivo-della-coscienza http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/2916-coscienzeinrete-a-milano-25-27-maggio-2018-4-eventi-per-alimentare-il-messaggio-rivoluzionario-e-positivo-della-coscienza

locandina milano 2018 3.0

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Thu, 05 Apr 2018 10:34:00 +0000
Buona Pasqua: Morire ai Propri Egoismi per Risorgere nell'Amore http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3164-buona-pasqua-morire-ai-propri-egoismi-per-risorgere-nell-amore http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3164-buona-pasqua-morire-ai-propri-egoismi-per-risorgere-nell-amore

pasqua22018Buona Pasqua !

E' ed era un mondo fatto di passioni di tutti i tipi, di gioie materiali fugaci e di dolori fisici, psichici e sociali... Attraversato da poteri ipocriti fintamente religiosi, associati a poteri imperiali mondialisti, intenti ad allargare ulteriormente il loro potere centralizzante.

E' quello che accade ora intorno a noi, ed era quello che succedeva allora in Palestina...

E in mezzo alle trame ordite da questi poteri c'era un gruppetto di persone che cercava  una vita diversa, una chiave nuova e finalmente efficace per crescere e diventare migliori. E cosí diventare un giorno capaci di cambiare il Mondo.

Li guidava un Essere...

(segue in basso)

Li guidava un Essere totalmente amoroso, dotato di una intelligenza solare e di una volontá capace di superare qualsiasi difficoltá pur di ottenere il Bene per tutti. Portatore di una Forza Antica nel cosmo, ma nuova per gli esseri umani: l’AMORE.

Questa stessa Forza che nella nostra epoca sentiamo premere dentro di noi... pur tra mille ostacoli e difficoltá, per cambiare noi stessi e il Mondo.

Non è più un essere fuori di noi a guidarci, ma è il Suo modo di essere che sta diventando finalmente Nostro.

Ed ora siamo tanti di più sul cammino del risveglio... non più uno sparuto gruppetto.

Ogni Natale, ogni Pasqua, é il ricordo di una capacità in noi, di una Rosa che vuole sbocciare nel nostro cuore, di un patto stretto intorno ad una Tavola o a una Coppa... tanto tempo fa...

"Fate questo in memoria di Me". Usate del succo della vita e del pane della materia ricordandovi di farlo sempre per Amore.

Tanto più il terrore, l'odio, la rabbia ci vengono lanciati addosso dagli imperi oscuri, tanto più è importante consolidare in noi le Sue e nostre vere qualitá: l'impulso al Bene di tutti, un pensiero colmo di Amore, ed una volontá capace di trasformare questo Amore in azioni concrete.

E allora ogni tortura, ogni derisione, ogni menzogna, ogni malattia, ogni morte che vorranno dare alla nostra coscienza si trasformerà in Resurrezione del nostro Spirito.

La Croce alla quale ogni giorno siamo inchiodati ci aiuti a morire ai nostri egoismi e ai nostri condizionamenti per intraprendere la nuova Via dell'Amore.

Per secoli ci hanno fatto concentrare sulla Passione, sulla Croce... È ora il momento di attivarci per staccarci dai chiodi del potere e dei condizionamenti  interiori e cominciare a risorgere con le nostre forze d'Amore.  Con le nostre azioni di Bene intorno a noi.

Possiamo farlo! Non la Croce ci aspetta - quella è con noi nei problemi di ogni giorno - ma la Resurrezione.

Buona Pasqua da Coscienze in Rete !

pasqua2018

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Spiritualità Fri, 30 Mar 2018 18:07:07 +0000
L’ARTE, L’ARTIGIANATO E LE STAMPANTI 3D http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3152-l-arte-l-artigianato-e-le-stmpanti-3d http://www.coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3152-l-arte-l-artigianato-e-le-stmpanti-3d

Stampante3d

di Emilia Longheu e Walter Zuccarini

 

Stiamo vivendo in un’epoca di svolta. La cultura materialistica, che in questo nostro tempo tormentato stiamo cercando di superare come uno stadio necessario e transitorio dell’evoluzione umana, è in profonda crisi dopo aver prodotto l’analfabetismo spirituale responsabile del degrado umano e ambientale nel quale viviamo. La scuola, per cominciare, fin dai primi anni, sostiene un sistema educativo basato su modelli culturali orientati verso l’egocentrismo, la competizione, l’intellettualismo precoce.

Prima vittima di questo paradigma culturale è l’Arte intesa nel senso più ampio possibile come chiave evolutiva capace, dal punto di vista spirituale, di attivare la percezione dell’unità fra noi stessi e il Tutto e, dal punto di vista fisico-terreno, di rendere l’essere umano libero e autonomo.

di Emilia Longheu e Walter Zuccarini

"Tutte le macchine e le apparecchiature tecnologiche che l'uomo oggi si costruisce, acquisteranno vita nel futuro e avverseranno gli uomini in modo spaventoso. Tutto ciò che viene creato secondo un mero principio utilitaristico, da un egoismo individuale o collettivo, in futuro sarà nemico dell'uomo. Oggi ci interroghiamo troppo sull'utilità di quel che facciamo. Se veramente volessimo favorire l'evoluzione, allora non dovremmo chiederci l'utilità di ciò che facciamo, ma piuttosto se sia bello e nobile. Dovremmo agire non solo secondo il principio di utilità, ma spinti dal puro entusiasmo per il bello. Tutto ciò che oggi l'uomo crea secondo un reale amore per il bello, per soddisfare il suo bisogno artistico, un giorno acquisterà vita e contribuirà all'ulteriore sviluppo dell'uomo. È terribile vedere oggi quante migliaia di uomini, fin dalla prima infanzia, sono indotti a non conoscere nessun' altra attività che quella volta all'utilità materiale e ad essere esclusi, per tutta la vita, da tutte le cose belle ed artistiche. Nelle scuole elementari più povere dovrebbero venir esposte le massime opere d'arte : ciò sarebbe una vera benedizione per l'evoluzione umana. L'uomo costruisce da sé il proprio futuro."

Rudolf Steiner Monaco 16 / 1 / 1908

 

Il processo attraverso il quale ciò è avvenuto è stato graduale e si potrebbe far risalire al XV secolo d. C., all’inizio di quell’ epoca di cultura che Rudolf Steiner chiama quinta epoca postatlantica che durerà 2160 anni, cioè fino al 3500 circa e nella quale, quindi, siamo completamente immersi.

È l’epoca che stiamo vivendo in cui siamo chiamati a confrontarci con il problema del male, a spiritualizzare la materia, la mater – ria, cioè la “madre caduta”.

È l’epoca della teoria del fine che giustifica i mezzi, del cogito ergo sum di Cartesio che aveva così decretato la separazione tra l’uomo pensante e il mondo, della distinzione fra arti maggiori e arti minori, dell’Italia del Rinascimento protagonista indiscussa nelle arti, dell’epoca dei lumi, e poi nell’Ottocento della la Rivoluzione industriale con cui il materialismo fece un balzo in avanti: la produzione artigianale originale fu soppiantata dall’anonima produzione in serie, realizzata con le macchine nelle fabbriche, finalizzata al profitto e basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in cui la materia era considerata mera risorsa economica da possedere o predare, senza più alcun collegamento con lo spirito che veniva di fatto cancellato dall’orizzonte esistenziale. L’arte diventava sempre più intellettualizzata, elitaria, autoreferenziale e mercificata.

Oggi, con il trionfo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, siamo a una nuova svolta epocale. La seduzione della scienza ci sta travolgendo e proiettando a tutta velocità verso una dimensione esistenziale che potrebbe rendere il nostro pianeta una tabula rasa elettrificata, popolata da automi.

Il veleno che pervade ormai ogni aspetto della vita quotidiana, attraverso istituzioni, operatori commerciali e culturali, utilizza strategie di marketing estremamente aggressivo per cercare di imporre su vasta scala la tecnologia delle stampanti 3D da applicare all’artigianato e all’arte. L’idea è che possiamo fare tutto ciò che progettiamo in poco tempo, con grande facilità e a costi irrisori. Naturalmente è una menzogna. E’ l’ennesimo tentativo di sostituire le macchine agli uomini e quindi di sottrarre all’essere umano la possibilità di vivere l’intero processo creativo come esplicazione delle tre facoltà dell’anima; da una parte quindi si illudono i giovani e dall’altra si cerca di alienare definitivamente la coscienza di chi sa ancora fare le cose, di che è ancora capace di creare onorando l’essere “intero” e divino che siamo in essenza, che pensa, sente e agisce, che è capace di sviluppare un progetto e l’abilità di metterlo in pratica, che sa canalizzare la propria volontà.

Il lavoro artigianale è iniziatico. Attraverso di esso si possono sviluppare qualità e facoltà che nobilitano e affinano la nostra anima: la pazienza, l’osservazione, l’attenzione, l’umiltà, il senso di appartenenza e di collegamento al vivente. Un tempo gli artigiani insegnavano nelle scuole, oggi in quelle stesse scuole sopprimono le discipline artistiche e chiudono i laboratori d’arte.

Parallelamente si delegano inquietanti robot alla progettazione e alla realizzazione con sostanza polimerizzate di oggetti replicabili all’infinito. Ciò significa alienare, privare l’anima dell’esperienza della ricerca della forma nel corso del processo di realizzazione, dell’entusiasmo del rapporto con il colore, della trasformazione degli ostacoli in soluzioni, del superamento dei propri limiti, della conoscenza profonda della materia e delle relative leggi, in definitiva della nostra meravigliosa umanità. Si dice che la tecnologia è al nostro servizio. E’ vero, ma solo se siamo coscienti di ciò che usiamo e se abbiamo fatto un percorso di conoscenza di tipo “analogico”. In arte forse possiamo anche usare una stampante 3D ma solo se abbiamo fatto l’esperienza della matita, del pennello, dello scalpello, dell’uso creativo delle nostre mani e del nostro corpo.

Proporre ai giovanissimi la stampante 3D per fare artigianato significa dare il colpo di grazia sia all’artigianato che all’essere umano.

Questo processo di demolizione è inesorabile nell’inconsapevolezza della quasi totalità degli artigiani stessi, vittime della crisi economica e culturale.

Si dice che però le mani non potranno mai essere sostituite. Ma di questo passo saranno utilizzate semplicemente per premere pulsanti e interruttori. Così come oggi sono utilizzate per muovere il mouse sulla scrivania. Ma chiediamoci se è questo il senso di avere le mani. Consideriamo che le mani sono i nostri arti peculiari che liberiamo quando conquistiamo la posizione eretta e dunque l’autocoscienza.

Siamo proprio sicuri che tutta questa tecnologia serva solo a facilitarci l’esistenza o a far guadagnare denaro alla Sony e alle multinazionali? Il motivo ultimo e recondito è quello di manipolarci, indebolire la nostra volontà di cui la mano è strumento, e dunque perdere la nostra identità, la nostra libertà. L’immagine dell’artigiano digitale che stanno cercando di imporre nelle scuole e nelle università ai giovani senza prospettiva è in realtà un ossimoro oltre che una menzogna. E i professori e i rettori ci stanno mettendo la faccia nei convegni organizzati dalle multinazionali..

Per far passare questi messaggi è stato preparato da lungo tempo il terreno dell’ignoranza di chi siamo, terreno poi concimato con il veleno del materialismo che riduce la percezione della realtà a un limitato orizzonte di luoghi comuni e superficiali e di condizionamenti potenti e liberticidi.

Così si dimentica la missione umana di coltivare la bellezza per trasformare il mondo. La bellezza rischia di sparire semplicemente perché nessuno la vede, perché si è persa la facoltà di discernere la qualità e il senso sacro e iniziatico del lavoro che la crea. Le facoltà che abbiamo se non vengono coltivate, curate, nutrite, vanno perdute.

Stiamo assistendo all’affondo finale della realizzazione di un progetto lucido, messo a punto da gruppi di potere antilibertari che vedono nell’arte libera un’attività pericolosa e sovversiva in quanto massima espressione di autonome individualità creatrici .

Tutto questo ci dà la percezione sempre più chiara di ciò che è necessario fare: continuare coraggiosamente a “metterci il cuore”, a vivere nei processi creativi, a sentire che l’attività artistica fatta con le mani è una chiave per fare un lavoro interiore, a testimoniare la fiducia nel potere e nella magia della fantasia morale creatrice di nuova bellezza, forte della consapevolezza dell’aiuto del mondo spirituale per affermare una mutazione luminosa della coscienza umana che si rifletta nelle sfere della vita economica, sociale, politica, etica.

Rudolf Steiner aveva affermato che se l’umanità avesse avuto un futuro sulla terra, sarebbe stato un futuro artigiano. A Natale del 1923, ottocento membri venuti da ogni paese si riunirono a Dornach, non a caso, nei locali della falegnameria per costituire il nucleo della «Società Antroposofica Universale», la cui «prima pietra» fu posta da Rudolf Steiner il mattino stesso di Natale.

Il 30 marzo del 1925 moriva in un letto che aveva fatto sistemare nella falegnameria dove aveva scolpito la statua lignea del Cristo, rappresentante dell’umanità.

Sappiamo che i processi di cambiamento in atto ai quali stiamo assistendo dovranno di necessità restituire all’arte e all’artigianato un posto centrale per affrontare e risolvere i problemi interiori ed esteriori e dare un senso all’esistenza degli esseri creatori che siamo. Sta già sorgendo una nuova Arte intesa come espressione dello spirito umano che plasma la materia, che redime la mater-ria per edificare concretamente il nuovo mondo; un’arte che esprime, attraverso linguaggio e ricerca individuali, contenuti universali per una coesistenza pacifica e armoniosa con ogni essere vivente. Ed è un’arte che si è riconciliata con l’artigianato, che non distingue più le arti maggiori dalle minori e che si è riappropriata delle mani e di tutto il corpo, strumento della volontà.

Il nostro lavoro deve essere quello di chi semina con la certezza di un raccolto tanto più straordinario quanto più ampia sarà la consapevolezza e diffusa la conoscenza delle verità spirituali che governano la vita dei mondi.

"Nel corso dei secoli, nelle varie civiltà, la scienza, la religione e l’arte si sono sempre contese il primato. In Occidente, la religione ha predominato a lungo, ostacolando l’arte e la scienza. Poi è giunta un’epoca in cui la religione è andata in declino, mentre la scienza ha preso il sopravvento. Ora si può dire che l’avvenire appartiene agli artisti. Sì, il mondo li ama sempre di più, li applaude ed è tramite gli artisti, cioè i musicisti, i poeti, i pittori e gli scultori, che il Cielo vuole ora manifestarsi. Per quale motivo? Per l’uomo non vi è nulla di più essenziale dell’arte e ciò ci riporta all’infanzia dell’umanità….. (Il bambino) non si occupa né di filosofia, né di scienza, né di morale, ma è un artista… La storia dell’umanità è stata caratterizzata sin dall’inizio dall’arte; successivamente ha prevalso la religione e poi è riuscita ad imporsi la scienza. Ma in avvenire sarà di nuovo l’arte a essere più importante… Solo l’arte può raggiungere il cuore degli uomini con immediatezza, risvegliandoli alla vera vita…. Sarà quell’arte a salvare il mondo, un’arte consapevole, rischiarata dalle verità della saggezza e dell’amore. In avvenire è agli artisti che verrà dato il primo posto perché il vero artista è al tempo stesso un sacerdote, un filosofo e uno scienziato. Sì, perché il ruolo dell’artista è quello di realizzare sul piano fisico ciò che l’intelligenza concepisce come vero e ciò che il cuore sente come buono, affinché il mondo superiore, il mondo dello Spirito, possa scendere e incarnarsi nella materia."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Spiritualità Wed, 14 Mar 2018 14:21:01 +0000