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Il Papa che tentó di salvare la Chiesa…

Di Fausto Carotenuto


Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII, tentó seriamente di rivoluzionare la Chiesa, per evitare che la sete di potere delle varie correnti curiali spegnesse del tutto la già flebile fiammella spirituale ancora presente allora nelle alte sfere della Chiesa Cattolica.


Angelo aveva fatto nella sua vita tanti incontri, veniva da una vita contadina genuina, a contatto con la terra ed una fede semplice. Ma nei suoi soggiorni parigini e bulgari era venuto molto probabilmente in contatto con le realtà profonde del grande cristianesimo esoterico. Quello che viene definito Giovanneo, per il fatto di ispirarsi al ruolo di uomo nuovo del discepolo che Il Cristo “piú amava”. Portatore di un cristianesimo basato su conoscenze profonde, che conduce progressivamente l’uomo a crescere attraverso un rapporto diretto e personale di risveglio con il mondo spirituale. Attraverso un accordo pieno e risonante del pensiero con il fuoco dell’amore incondizionato, con l’amore cristico. Forse di grande importanza l’accostamento ad ambienti rosacroce ancora genuini e il ritrovare in Bulgaria quei maestri della Fratellanza Bianca tra i quali allora apprezzó particolarmente il grande Deunov, maestro di Aivanhov.

Quando una curia spezzata da lotte intestine lo elesse Papa, pensando ad un campagnolo Papa debole e di transizione, lui soprese tutti prendendo proprio quel nome antico, che non sapeva di potere temporale, ma di cristianesimo profondo: Giovanni.
Segnale preciso e forte di cambiamento. Che atterrí non poche ombre nei sacri palazzi.
Ed infatti ancora a sorpresa, dopo soli tre mesi, Angelo convocó un Concilio ecumenico che intendeva cogliere i nuovi fermenti in atto nel mondo. Per fare in modo che una Chiesa giá malridotta per il millenario abuso del potere, cambiasse strada, si aprisse al nuovo per partecipare al grande fenomeno che stava per stravolgere la società umana: l’onda del libero risveglio delle coscienze.
Angelo sapeva che l’onda, di cui si vedevano i primi segnali, sarebbe partita comunque. Alla Chiesa la scelta di partecipare o di esserne travolta. Rinnovarsi spiritualmente o rimanere solamente lo scheletro di una struttura ossificata nel potere e svuotata di contenuti spirituali.
I vescovi convocati a Roma compiono nelle prime settimane di Concilio una mezza rivoluzione. Favoriti dal papa la maggior parte dei vescovi si oppone al conservatorismo sclerotizzante della curia cardinalizia, e la sconfigge in piú occasioni…. Un grande pericolo per le strutture di potere oscuro, per alcune sette e congreghe legate alle forze dell’ostacolo. Abituate a detenere un gran potere sul vecchio e malsano colle fuori le antiche mura…

Proprio al culmine dello sforzo di rinnovamento del Concilio, quando i veri frutti stanno per maturare, il Papa muore…
Come muore? Bah… nessuno ha mai aperto un capitolo che potrebbe forse riservare delle sorprese. Fatto sta che la morte di Roncalli frena la spinta riformista del Concilio, riducendola a poche decisioni formali e di facciata. E apre le porte ad una ripresa pronta della Curia, che da allora, sotto l’ombroso e curiale Papa Paolo VI, non fa altro che frenare brutalmente sulle aperture di Angelo. Fino a sovvertirle completamente con il lungo regno del papa polacco .
Una storia che, anche se non uguale, ricorda la vicenda di un altro Papa giovanneo semplice in apparenza, ma forte e rivoluzionario, Celestino V, alla fine del XIII secolo costretto alle dimissioni dalle trame di chi non voleva riforme troppo forti in senso spirituale.
Riforme che volevano abbattere l’ecclesia carnalis romana, per sostituirla con una ecclesia spiritualis lontana dal fango morale romano. Anche Celestino morí, con un chiodo piantato nella testa dai sicari di Papa Caetani.
In questi giorni tante volte abbiamo risentito la registrazione della voce di Angelo Giovanni. Di quella sera magica in cui Angelo invitó tutti a guardare la luna in cielo, e poi a portare una carezza da parte sua ai bambini, a casa… Indicando in modo semplice e con voce dolce alla folla che lo amava per risonanza del cuore i due elementi cardine della coscienza: gli uomini che guardano direttamente e senza intermediari alla saggezza cosmica volgendo lo sguardo al cielo, e che poi sono capaci di unire a questa saggezza un gesto d’amore.
Che grande richiamo, che modi semplici e diretti di far risuonare grandi archetipi divini…
E invece poco fa ho visto un signore di tutt’altra frequenza, pallida caricatura di un Giovanni, che si é affacciato alla stessa finestra ed ha ripetuto la frase della carezza con voce stridula, tono freddo ed occhi fissi, tentando di riprodurre la magia di 50 anni fa. In una piazza semivuota….
Invano..

Forse anche perché invece di indicare il Cielo della saggezza cosmica da conseguire direttamente, prima della stridula carezza ha invece ricordato il Peccato Originale… la gabbia su cui si poggia il potere.
Angelo indicava il cielo… Lui la gabbia…
Angelo, il Papa che tentó di salvare la Chiesa… invano.
L’onda del risveglio avanza con grande forza… libera, e fuori dalle mura del Vaticano.

Articolo dell’11 ottobre 2012.

 

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