Il Culto del Papa Imperatore
di Fausto Carotenuto
Ieri 8 dicembre festa cattolica dell’Immacolata. Una festa che esprime nell’ambito del cristianesimo più profondo, l’esigenza di quella purezza di cuore che è necessaria per compiere il bene, per far nascere lo spirito da una coscienza pura.
Cosa fanno invece i telegiornali ieri e oggi riportando con grande evidenza la cerimonia romana?
Parlano quasi solo di Papa Bergoglio. Evidenziando in modo abbastanza nauseante solo l’aspetto di culto della personalità del Papa gesuita.
E quanto è bello, e quanto è buono, e quanto è misericordioso, umile, sorridente, modesto, abbraccione… il Papa nuovo. Pensate che viaggia “davanti” su una utilitaria… (al centro di un corteo fatto dei numerosi soliti macchinoni…). E viene mostrata la gente che lo acclama… che lo insegue, che corre per elemosinare un suo sguardo, un sorriso, per toccargli la veste… E lui – pensate – ha tempo per tutti…
Roba che nemmeno gli imperatori romani… un culto della personalità che appare del tutto estraneo alla spiritualità. E della povera Madonna, del senso profondo del fondamentale rapporto tra umanità e divino femminile… non se ne occupa nessuno.
Non basta togliersi le scarpe rosse che portavano anche gli imperatori romani per distanziarsi dal culto della personalità. Dopo gli ori e i lussi di Ratzinger, ora l’ostentazione delle scarpacce nere, del nome del poverello d’Assisi, dell’utilitaria, delle telefonate private ai fedeli… vengono presentati come segni del nuovo e del buono. Ma non è che sono solo la veste più raffinata di un culto della personalità più convincente e più adatto ai nostri tempi?
E’ evidente che il tono di totale piaggeria, appiccicosa e stucchevole, usato dai media, ha il senso di compiacere il grande nuovo potere che sorge in Italia, quello gesuita massonico. Ma quando è troppo rischia di produrre l’effetto contrario. Almeno nelle coscienze più sveglie… Che non amano l’esaltazione idolatra ed il fanatismo ad essa connesso.
Ma forse la Chiesa istituzionale le coscienze più sveglie sa di averle già perse… e allora non se ne occupa più.
Importante è presentare nuovi idoli alle masse poco pensanti, che tuttora formano e maggioranze.
Avevano ragione i protestanti (anche loro con mille problemi di potere e di ristrettezze mentali… ) quando dicevano che il cattolicesimo non è altro che “papismo”?
Questa tesi viene ora fortemente rafforzata dal comportamento dei media.
Suggeriamo a Papa Bergoglio di frenare le frenesie di culto della personalità dei suoi, come certo gli avrà già suggerito l’Essere dell’Amore, di cui dice di essere il Vicario… Quell’Essere che, come lui ben sa, certo non ama i fanatismi.
Ma vogliamo riconoscere anche quello che c’è di buono in questo papato. Come abbiamo detto fin dai primi giorni di Bergoglio, anche se gli intenti fossero strumentali, alcune cose buone vengono comunque da questo pontificato.
La gente aveva bisogno di maggiore umiltà, di messaggi che parlavano di amore, di morigeratezza di costumi, di povertà della chiesa, di purezza, di non accettare la corruzione… E questo Papa sta dando questi messaggi.
Lo richiedevano le coscienze ed era in gioco la credibilità della Chiesa.
Nei messaggi papali ha vinto la coscienza.
Questo proporre forme pensiero positive è già un buon risultato per l’onda dei risvegli.
A questo punto a noi non rimane altro che diffondere il più possibile consapevolezza e risveglio della coscienza. Solo da questo verrà fuori prima o poi la liberazione delle masse da queste arcaiche catene culturali. Tuttora usate dal potere per dominarle.
Quella coscienza il cui archetipo è proprio il divino femminile, quello così mirabilmente dipinto da Leonardo (vedete papi o giornalisti nel quadro?):