Alimentazione http://www.coscienzeinrete.net Tue, 19 Feb 2019 15:41:05 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Manchester, un nuovo studio conferma: una dieta sana può aiutare contro la depressione http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3427-manchester-un-nuovo-studio-conferma-una-dieta-sana-puo-aiutare-con-la-depressione http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3427-manchester-un-nuovo-studio-conferma-una-dieta-sana-puo-aiutare-con-la-depressione

veggiesMedici e scienziati sapevano già che una dieta di cibo spazzatura può danneggiare la salute mentale. Ma a quanto pare non c'era stata alcuna prova del fatto che mangiare bene potesse, al contrario, aiutare...fino ad ora.

Il dott. Joseph Firth, dell'Università di Manchester , ha scoperto assieme ai suoi colleghi che "fino ad ora la ricerca non era stata in grado di stabilire definitivamente se il miglioramento della dieta potesse giovare alla salute mentale". Così hanno deciso di condurre una meta-analisi sull'ipotesi che una dieta sana influenzi i sintomi di depressione e ansia...

Una meta-analisi prende i dati da studi che sono già stati completati al fine di accumulare una grande quantità di prove che possono essere analizzate per rispondere a nuove domande. Il dott. Firth e il suo team hanno trovato 16 studi adatti ("studi randomizzati controllati (RCT) di interventi dietetici che segnalano cambiamenti nei sintomi di depressione e / o ansia") che coinvolgono oltre 45.000 partecipanti.
Lo studio hamesso alla luce come diversi tipi di dieta mostravano benefici per ridurre i sintomi della depressione. Il dott. Firth spiega:

"Questa è in realtà una buona notizia: gli effetti simili di qualsiasi tipo di miglioramento dietetico suggeriscono che le diete altamente specifiche o specializzate non sono necessarie per l'individuo medio, ma solo apportare semplici cambiamenti è ugualmente vantaggioso per la salute mentale. - pasti densi ad alto contenuto di fibre e verdure, mentre ridurre i fast-food e gli zuccheri raffinati sembra essere sufficiente per evitare gli effetti psicologici potenzialmente negativi di una dieta a base di "cibo spazzatura".

Lo studio ha mostrato una riduzione dei sintomi dell'ansia e della depressione sopratutto nella popolazione femminile, ma in generale dimostra come tutti dovremmo meglio considerare l'uso di questi approcci sani e naturali per il benessere mentale, sia per sostituire, sia supportare interventi farmaceutici e altri interventi terapeutici.

Lo studio completo, "Gli effetti del miglioramento della dieta sui sintomi della depressione e dell'ansia: una meta-analisi di studi randomizzati controllati" , è stato pubblicato sulla rivista Psychosomatic Medicine.

 

Fonte: https://www.treehugger.com/health/depressed-healthy-diet-can-help.html

 

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Thu, 07 Feb 2019 07:20:38 +0000
Il formaggio crea dipendenza allo stesso modo delle droghe pesanti http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3407-il-formaggio-crea-dipendenza-allo-stesso-modo-delle-droghe-pesanti http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3407-il-formaggio-crea-dipendenza-allo-stesso-modo-delle-droghe-pesanti

Alcuni scienziati hanno scopert che il formaggio contiene una sostanza chimica che si trova anche nelle droghe che danno assuefazione.

CIR Casomorfina 1 19Il team che ha eseguito lo studio si è proposto di individuare il motivo per cui determinati alimenti creano più dipendenza di altri.

Utilizzando la scala Yale Food Addiction, progettata per misurare la dipendenza di una persona al cibo, gli scienziati hanno scoperto che il formaggio è particolarmente "potente" perché contiene caseina.

La sostanza, che è presente in tutti i prodotti caseari, può innescare i recettori oppioidi del cervello che sono legati alla dipendenza.

Gli autori hanno anche scoperto che gli alimenti trasformati sono più associati al comportamento dipendente, con i cibi grassi che risultano i più difficili da abbandonare.

Inoltre, hanno scoperto che i cibi in cima alla scala della dipendenza sono quelli contenenti formaggio.

Per fare la loro scoperta, i ricercatori hanno chiesto a 120 studenti universitari di sottoporsi al test della "Scala della dipendenza da cibo" di Yale, e gli è stato chiesto di scegliere tra 35 alimenti di diverso valore nutrizionale.

Una seconda parte dello studio ha coinvolto 384 persone che sono state messe di fronte agli stessi prodotti alimentari, ma in ordine lineare gerarchico. I ricercatori dietro lo studio, pubblicato sulla rivista Public Library of Science One Journal, hanno scoperto che i grassi sono legati al consumo problematico indipendentemente dal fatto che i partecipanti fossero dipendenti dal cibo.

Erica Schulte, uno degli autori dello studio: "I grassi sembrano essere un fattore ugualmente predittivo di disturbi dell'alimentazione per tutti, indipendentemente dal fatto che si soffra sintomi di" dipendenza da cibo".

"Le casomorfine interagiscono davvero con i recettori della dopamina e innescano quell'elemento di dipendenza", conferma il dietologo Cameron Wells, a Tech Time.

Fonte:https://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/cheese-triggers-the-same-part-of-brain-as-hard-drugs-study-finds-a6707011.html?fbclid=IwAR1FVW47XSCq-mrVdvIgxfL_vsKwGqJLblKwoeX4ove2VvPiv8BiOozc-f0

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Wed, 23 Jan 2019 11:27:52 +0000
Pane, da oggi quello congelato non potrà essere venduto come fresco http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3380-pane-da-oggi-quello-congelato-non-potra-essere-venduto-come-fresco http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3380-pane-da-oggi-quello-congelato-non-potra-essere-venduto-come-fresco

Stop al pane congelato spacciato per fresco: da oggi in etichetta si chiamerà “Conservato”. Entra in vigore infatti il decreto 131 del 1° ottobre 2018 – “Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato» – con il quale vengono specificate le denominazioni a tutela del consumatore. Resta invece escluso l’obbligo di indicare l’indicazione di origine per la materia prima come chiedevano i panificatori.

di Enrico Cinotti

pane etichettura

Quante volte ci è successo di mettere gli occhi sulla baguette fragrante, appena sfornata al supermercato avendo tutto l’aspetto di un pane fresco anche se è, molto spesso, non lo è essendo un prodotto “congelato e finito di cuocere in negozio”. Da oggi, per effetto della nuova etichetta, il pane confezionato che ha subito un “processo congelamento o surgelazione” o contiene “additivi conservantinon potrà essere venduto come fresco e in etichetta dovrà essere riportato l’indicazione “Conservato” oppure “A durabilità prolungata”.

Quando il pane può essere “Fresco”

Può essere etichettato come “fresco” “il pane preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante”.

È considerato “continuo” il processo di produzione quando “non intercorre un intervallo di tempo superiore alle 72 ore dall’inizio della lavorazione fino al momento della messa in vendita del prodotto”.

La baguette congelata? Sarà “Conservata”

L’articolo 3 del decreto stabilisce che “Il pane non preimballato”, ovvero confezionato in negozio e non al di fuori come il pane sottovuoto ad esempio, “per il quale viene utilizzato, durante la sua preparazione o nell’arco del processo produttivo, un metodo di conservazione ulteriore a quello stabilito dalla legge (ad esempio “Congelato”), è posto in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato, nonche’ le eventuali modalità di conservazione e di consumo”. La dicitura aggiuntiva può essere “Conservato” o “A durabilità prolungata”.

I conservanti che possono essere impiegati negli impasti sono l’acido propionico (E280) e i propionati (E281-E289) anche se in genere le classiche baguette da supermercato sono ottenute da impasti congelati piuttosto che additivati.

Il pane conservato, come disciplina il decreto, dovrà “essere esposto in scomparti appositamente riservati” quindi diversi da quello del pane fresco.

Cosa si intende per panificio

Infine il decreto introduce per la denominazione di “Panificio” ovvero “l’impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affini e svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale“.

Consumi in calo

I consumi di pane degli italiani, spiega la Coldiretti, si sono praticamente dimezzati negli ultimi 10 anni ed hanno raggiunto il minimo storico con appena 80 grammi a testa al giorno per persona, un valore molto lontano da quello dell’Unità d’Italia nel 1861 in cui  si mangiavano ben 1,1 chili di pane a persona al giorno. Con il taglio dei consumi, sottolinea la Coldiretti, si è verificata “una svolta qualitativa con la crescita dell’interesse per il pane biologico e di grani antichi e per quello con contenuti salutistici e ad alto valore nutrizionale” come quello a lunga lievitazione.

Fonte: https://ilsalvagente.it/2018/12/19/pane-da-oggi-quello-congelato-non-potra-essere-venduto-come-fresco/45161/?utm_content=bufferb8270&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Wed, 19 Dec 2018 10:00:48 +0000
La locanda dei girasoli non può chiudere! Aiutiamo il ristorante dei ragazzi down http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3354-la-locanda-dei-girasoli-non-puo-chiudere-aiutiamo-il-ristorante-dei-ragazzi-down http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3354-la-locanda-dei-girasoli-non-puo-chiudere-aiutiamo-il-ristorante-dei-ragazzi-down

Di Francesca Mancuso

locanda girasoli chiusuraLa Locanda dei Girasoli rischia di chiudere, e questa volta davvero. Non sono voci ma a lanciare una richiesta d'aiuto dalla propria pagina Facebook sono stati i lavoratori, ben 10, tutti assunti a tempo indeterminato.

Purtroppo le entrate non riescono a coprire le spese. Anche se il locale è sempre pieno il sabato e la domenica, gli altri giorni della settimana ha una scarsa affluenza, complice anche la posizione non proprio centrale e fuori mano.

Il locale si trova infatti in via dei Sulpici 117 H, nel quartiere Quadraro, a Roma. Dalla sua nascita, nel 1999, è stato un esempio di integrazione e di riscatto, nel quale un gruppo di ragazzi con disabilità ha avuto le possibilità che meritava, lavorando e mettendosi in gioco.

Eppure i prezzi sono accessibili. Per incentivare l'affluenza durante i giorni infrasettimanali, la Locanda propone anche dei menu low cost, dall'antipasto al caffè.

Un esempio di inclusione a livello internazionale

Un'iniziativa che da oltre un decennio fa parlare di se, non solo in Italia ma in tutto il mondo, offrendo una bellissima realtà basata sull'inclusione sociale e lavorativa.

Oggi alla locanda lavorano 10 ragazzi, 9 con sindrome di down e uno con autismo. Giovani che regalano cortesia e un sorriso a ogni cliente, offrendo anche un'ottima pizza.

locandagirasolichiudeSi tratta di un vero e proprio progetto economico, basato sull'autosufficienza dei ragazzi che vi lavorano.

Ora però serve un aiuto in più per permettere loro di continuare.

Non è la prima volta che accade. Già qualche anno fa la Locanda aveva attraversato un brutto momento, rischiando la chiusura ma era riuscita a scamparla.

Questa volta la situazione è più seria. A dirlo a RomaToday è stato Enzo Rimicci, presidente del Consorzio Sintesi che, dal 2013, sostiene il ristorante:

"Purtroppo siamo penalizzati dall'ubicazione e di conseguenza, con un solo turno di lavoro, non riusciamo ad andare in pareggio. Servirebbe pertanto un'altra sede. Ho scritto a tutti i gruppi parlamentari, alle ultime due giunte comunali ed a quella di Zingaretti, non chiediamo che ci regalino un locale, anche perché non è nella nostra filosofia. E non possiamo spostarci neppure in centro, perchè non abbiamo la licenza adatta. Questi problemi li abbiamo già descritti alle istituzioni. Tuttavia ci sembra incredibile che, in una città come Roma, non vi sia uno spazio adatto alle nostre esigenze. Una soluzione potrebbe essere quella di mettere a bando anche i locali sequestrati alle mafie. Se corrispondono alle nostre esigenze – noi possiamo decidere di parteciparvi".

Intanto, l'unica cosa che possiamo per aiutare gli splendidi "girasoli" della locanda è quella di andare a mangiare presso la loro pizzeria, in attesa che le istituzioni facciano la loro.

Fonte: https://www.greenme.it/mangiare/ristoranti/29620-locanda-girasoli-chiusura

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Fri, 30 Nov 2018 09:55:12 +0000
Crocchette per gatti: presenza di acrilammide e micotossine, le marche bocciate dai test svizzeri http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3348-crocchette-per-gatti-presenza-di-acrilammide-e-micotossine-le-marche-bocciate-dai-test-svizzeri http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3348-crocchette-per-gatti-presenza-di-acrilammide-e-micotossine-le-marche-bocciate-dai-test-svizzeri

Di Dominella Trunfio

 

cibogattiAcrilammide e micotossine nelle crocchette per gatti. È quanto denuncia la rubrica Borsa della Spesa della Svizzera italiana, che mette a confronto 15 crocchette per gatti.

Cosa c’è dentro le crocchette dei nostri gatti? A quanto pare tra le altre cose, anche sostanze chimiche in qualità eccessive. A svelarlo è un test che ha analizzato 15 tra le marche più conosciute, il risultato? 8 sono state classificate come soddisfacenti, 4 poco soddisfacenti e 3 insufficienti. La prima cosa che si nota è che tra quelle portati in laboratorio non ce n’è nessuno che eccelle.


Crocchette per gatti, acrilammide e micotossine

Il perché è molto semplice, all’interno delle crocchette per gatti è stata trovata acrilammide che è una sostanza chimica riconosciuta come cancerogena per gli animali e potenzialmente cancerogena per le persone.

Come spiega l’Efsa, l’acrilammide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature come frittura, cottura al forno e alla griglia e anche durante i processi di trasformazione industriale a oltre 120° C e bassa umidità.

La seconda sostanza presente riguarda le micotossine composti tossici prodotti da diversi tipi di funghi, appartenenti principalmente ai generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium. In particolari condizioni ambientali, quando la temperatura e l’umidità sono favorevoli, questi funghi proliferano e possono produrre micotossine.

Generalmente entrano nella filiera alimentare attraverso colture contaminate destinate alla produzione di alimenti e mangimi, principalmente di cereali.

Come spiega l’Efsa, la presenza di micotossine negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti avversi di vario tipo, come il cancro e la mutagenicità, nonché portare disturbi a livello estrogenico, gastrointestinale e renale. Alcune micotossine sono inoltre immunosoppressive e riducono la resistenza alle malattie infettive.


Crocchette per gatti, marche bocciate e promosse

Secondo la Borsa della Spesa,sul podio per presenza di acrilamide troviamo Purina One e Purina Pro Plan con rispettivamente 1660 e 1530 microgrammi per chilo, poi c’è Qualità & prix con 1010 microgrammi di acrilammide al chilo. Quelli che ne contengono di meno sono i Coshida di Lidl 8178 microgrammi.

Ecco in generale cosa è emerso dai test in laboratorio.

Marche soddisfacenti:

Hill’s Science Plan (adult 1-6 Optimal Care);

Iams Naturally (Adult);

Topix (Alimento secco per gatti);

Royal Canin (Regular sterilised);

Purina Felix (Knuspermenu);

M-Budget (Alimento secco per gatti);

Coshida (Completo);

Whiskas (+1).


Marche poco soddisfacenti:

Purina One (Bifensis adult);

Exelcat (Menu Craquant);

Natural Trainer (Adult);

Almo Nature (Alternative).


Marche insufficienti:

Purina Pro Plan (Adult Optirenal);

Josera (Classic);

Cat Menu-Mix (Qualité&Prix).

 

Per quanto riguarda la presenza di acrilammide sono un campione è stato giudicato buono, ovvero Coshida di Lidl.

Diversa la situazione per le micotossine. I prodotti promossi sono Iams Naturally, Royal Canin e Whiskas, quelli buoni Hill’S, Purina Felix e Purina One, quelli poco soddisfacenti Topix, M-Budget, Exelcat e Purina Pro Plan e infine quelli insoddisfacenti Coshida, Natural Trainer, Almo Nature, Josera e Cat Menu-Mix.

Aggiungiamo una nota stampa da parte di Almo Nature:

"Almo Nature considera un fatto positivo che le associazioni a tutela dei consumatori si interessino della qualità degli alimenti destinati agli animali familiari, perché la tutela della salute degli animali domestici è da sempre valore imprescindibile per la nostra azienda, in relazione al vostro articolo che riprende la ricerca condotta da La Borsa della Spesa, riteniamo sia opportuno esprimere alcune precisazioni basate su elementi oggettivi e scientifici, in nome della trasparenza e della serietà.

Per quanto riguarda il primo aspetto valutato dallo studio, relativo alla supposta presenza di micotossine, è bene precisare che la normativa europea e nazionale pone attenzione solo a quelle ritenute dannose per la salute dell’animale, per le quali prevede limiti specifici. In tutti i casi in cui siano stabiliti livelli di riferimento, e per tutti i prodotti commercializzati, Almo Nature e le autorità sanitarie monitorano costantemente tali tenori, che per i nostri prodotti risultano ben al di sotto dei limiti di legge, e molto spesso al di sotto del limite stesso di quantificazione. Se fossero rilevate concentrazioni eccedenti tali limiti, Almo Nature non immetterebbe sul mercato quei prodotti, non solo per un preciso dovere giuridico, ma anche perché la tutela della salute di cani e gatti è un valore irrinunciabile per la nostra azienda.

In merito al secondo punto sollevato dalla ricerca svizzera, ossia ai supposti elevati livelli di acrilammide riscontrati, è necessario sottolineare quanto peraltro indicato anche dalla rivista svizzera e cioè che per il pet food non sono previsti limiti di legge, né esistono studi scientifici utili a determinare se ed entro quali limiti la presenza di acrilammide comporti un rischio per cani e gatti. A nostro avviso, una semplice trasposizione dei valori guida fissati per l’alimentazione umana non è condivisibile, poiché farlo significherebbe non riconoscere la specificità della fisiologia e dell’alimentazione animale. Ciò nonostante, le analisi condotte sui nostri prodotti, effettuate a seguito della pubblicazione della La Borsa della Spesa, provenienti da noti laboratori specializzati e accreditati, indicano nell’83% dei casi livelli di acrilammide al di sotto del limite di quantificazione e, nei rimanenti casi, un valore molto al di sotto del livello Europeo di 300 ppb per i cereali nel cibo per umani.

Non da ultimo, ci teniamo a sottolineare che la Borsa della Spesa ha volutamente omesso i dettagli della metodologia analitica utilizzata: i parametri scelti, il metodo di analisi e l’interpretazione dei risultati non fanno riferimento a elementi oggettivi e trasparenti, né a limiti di legge e risultano ad oggi ignoti, nonostante l’esplicita richiesta di approfondimento fatta dalla scrivente azienda.
I risultati pubblicati dalla Borsa della Spesa, quindi, non solo risultano incomprensibili e incompatibili con le analisi da noi effettuate, ma il diniego della rivista nel voler rivelare le metodologie analitiche utilizzate li rende non trasparenti né verificabili.
Di seguito, pertanto, riportiamo i risultati delle analisi condotte da un laboratorio indipendente e accreditato sui nostri prodotti, dai quali risulta evidente la conformità degli stessi nonché la loro aderenza a tutti i requisiti di igiene e sicurezza imposti dalla normativa, invitandovi a verificare nel caso dell'acrilammide la profonda e inspiegabile differenza tra questi valori e quelli dichiarati dalla Borsa della Spesa e, nel caso delle tossine, l'inspiegabile giudizio negativo sommariamente fornito dalla Borsa della Spesa a fronte di sostanze assenti (nel caso in cui siano fissati limiti) e inferiori fino a 60 volte ai livelli raccomandati, nel caso in cui la norma non fissi limiti."



Fonte: https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/29565-crocchette-gatti-micotossine-marche

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Tue, 27 Nov 2018 07:42:43 +0000
Il creatore della patata Ogm ammette: “Ho paura degli effetti sull’uomo” http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3332-il-creatore-della-patata-ogm-ammette-ho-paura-degli-effetti-sull-uomo http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3332-il-creatore-della-patata-ogm-ammette-ho-paura-degli-effetti-sull-uomo

Di Riccardo Quintili

patataogmTredici anni passati a sviluppare con successo la prima patata Ogm e poi una crisi di coscienza dovuta ai dubbi su quello a cui aveva dato vita.
Caius Rommens è stato direttore di ricerca della Simplot Plant Sciences dal 2000 al 2013, dopo aver abbandonato Monsanto per guidare l’équipe che sviluppava una patata geneticamente modificata che ora è venduta in 4.000 supermercati negli Stati Uniti.
Il suo progetto era realizzare un tubero geneticamente modificato per resistere alle ammaccature e agli imbrunimenti e alla peronospora, e che potesse essere usato per produrre patatine fritte meno cancerogene.
Le cose non debbono essere andate proprio secondo i suoi piani se oggi ha pubblicato il libro Pandora’s Potatoes, in cui racconta come l’entusiasmo iniziale di uno scienziato sull’ingegneria genetica si è trasformato in dubbio e poi in paura per i pericoli che la tecnologia può creare...

E i primi dubbi, Rommens comincia a nutrirli proprio sul meccanismo di cui si è servito: il silenziamento di geni chiamati RNAi. “Qualsiasi gene con una struttura simile può essere silenziato” ammette in un’intervista a Ken Roseboro pubblicata da EcoWatch. Perfino i geni degli animali. “Sono molto preoccupato per le api, non mangiano patate Ogm, ma possono utilizzare il polline per nutrire le loro larve. Sulla base della mia valutazione della letteratura, sembra che anche in questo caso potrebbero esserci alterazioni del Dna”, spiega.
Non solo. Queste modifiche aumentano le tossine che si accumulano nelle patate Ogm, in particolare l’alfa-aminoadipato, una neurotossina che può anche reagire con gli zuccheri per produrre prodotti avanzati di glicossidazione implicati in una varietà di malattie.
“Non ci sono dati sui livelli effettivi di alfa-amminoadipato nelle patate transgeniche, ma credo che Simplot dovrebbe determinare attentamente questi livelli” spiega Rommens a Roseboro.
Anche per quanto riguarda la tendenza non scurirsi di queste patate biotech, lo scienziato ha avuto il tempo per realizzare come il suo lavoro si sia trasformato da opportunità in rischio. Se in una patata convenzionale i tessuti danneggiati sono normalmente identificati e tagliati, in quella Ogm sono nascosti, o parzialmente nascosti, e gran parte non vengono scartati. Con tutto il carico di tossine che possono portarsi dietro.
“La soppressione dei sintomi è così efficace che abbiamo creduto di aver superato il problema dei lividi. Mi ci è voluto un sacco di tempo per capire che le patate GM hanno ancora lividi – lividi invisibili – che sono altrettanto danneggiati come i lividi oscuranti delle patate normali. In altre parole, i lividi invisibili sono ancora punti di entrata per gli agenti patogeni e i punti di uscita per l’acqua, che sono due problemi importanti durante la conservazione” ha spiegato Rommens.
E la protezione contro la peronospora? Ammette lo scienziato che “nessuno sa per quanto tempo durerà. Gli allevatori di piante hanno testato diversi geni di resistenza in passato e questi geni sono quasi sempre superati da agenti patogeni in rapida evoluzione”.

Fonte:
https://ilsalvagente.it/2018/11/12/il-creatore-della-patata-ogm-ammette-ho-paura-degli-effetti-sulluomo/43113/?utm_content=buffer64328&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Tue, 13 Nov 2018 07:43:35 +0000
Lo studio: chi mangia biologico corre meno rischi di ammalarsi di cancro http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3308-lo-studio-chi-mangia-biologico-corre-meno-rischi-di-ammalarsi-di-cancro http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3308-lo-studio-chi-mangia-biologico-corre-meno-rischi-di-ammalarsi-di-cancro

Di Terra Nuova

heartveggiesLe conclusioni sono state tratte da uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine e condotto su quasi settantamila persone: chi mangia biologico ha il 25% di rischio in meno di ammalarsi di cancro.

Il team dei ricercatori francesi che hanno condotto lo studio hano preso in considerazione quasi settantamila persone e hanno concluso che chi mangia alimenti biologici, quindi privi di residui chimici tossici e coltivati secondo le norme del biologico, corre un rischio del 25% inferiore di ammalarsi di cancro rispetto a chi mangia cibi convenzionali.

Lo studio è stato pubblicato su JAMA Internal Medicine ed è destinata ad avere una certa attenzione data la grande crescita del biologico e l'aumento della richiesta di cibo sano da parte dei consumatori.

I partecipanti alla ricerca sono stati osservati per un periodo di tempo di 5 anni. Il rischio di cancro al seno dopo la menopausa è stato del 34% inferiore nelle donne che mangiavano biologico, mentre il rischio di linfoma Non Hodgkin è risultato inferiore dell'86%.

Fonte: https://www.terranuova.it/News/Alimentazione-naturale/Lo-studio-chi-mangia-biologico-corre-meno-rischi-di-ammalarsi-di-cancro

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Fri, 26 Oct 2018 07:27:07 +0000
Celiachia: nuovi limiti ai rimborsi per i prodotti senza glutine http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3263-celiachia-nuovi-limiti-ai-rimborsi-per-i-prodotti-senza-glutine http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3263-celiachia-nuovi-limiti-ai-rimborsi-per-i-prodotti-senza-glutine

Cambiano i tetti di spesa per i prodotti senza glutine a carico dello Stato a cui hanno diritto le persone celiache. Nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale ci sono nuove fasce di età e differenze per gli uomini e per le donne.
celiachia numeri

I VECCHI RIMBORSI – La norma è decisamente peggiorativa rispetto alla precedente, sia in termini economici che in merito alla varietà dei prodotti acquistabili. Il vecchio decreto prevedeva l’erogazione da parte delle regioni di un contributo mensile di 45 euro per bambini di età inferiore ad 1 anno, di 62,00 euro per i bambini da 1 a 3 anni e mezzo di età e di 94 euro per i ragazzi fino a 10 anni. Gli adulti, invece, avevano diritto ad un rimborso di 140,00 euro nel caso degli uomini e di 99,00 euro per le donne.

I NUOVI LIMITI – Il Ministro Grillo, però, ha emesso una nuova normativa che prevede contributi minimi di 56 euro per i bambini fino a 5 anni e di 70 euro per i bambini di età compresa tra 6 e 9 anni e che introduce una ulteriore suddivisione in base al sesso per le fasce di età successive: 90 euro (femmine) e 100 euro (maschi) da 10 a 13 anni, 99 euro (femmine) e 124 euro (maschi) da 14 a 17 anni e 90 euro (donne) e 110 euro (uomini) da 18 a 59 anni.

OVER 60 – Il decreto prevede infine una ulteriore fascia di età, quella degli over 60, che di fatto risulta essere la più penalizzata: dopo il compimento del 60esimo anno di età il contributo scende a 75 euro per le donne e a 89 euro per gli uomini.

sintomi celiachiaSCELTA PARADOSSALE – Una scelta che quindi colpisce in particolar modo i soggetti più vulnerabili e che appare non solo incomprensibile ma addirittura paradossale, soprattutto se si pensa al grave disagio economico in cui versano migliaia di pensionati.

AGGIORNATI I PRODOTTI – Inoltre, mentre nel precedente decreto si parlava genericamente di erogazione di “prodotti dietetici senza glutine, il nuovo testo specifica che il contributo può essere utilizzato solo per l’acquisto di pane, pasta, pizza, prodotti da forno dolci e salati, piatti pronti a base di pasta, preparati e basi pronte, prodotti dolciari e cereali per la prima colazione. Una dicitura che, di fatto, limita in misura consistente la scelta tra la vastissima gamma di prodotti senza glutine in commercio.

FEDERCONSUMATORI – “Considerando l’elevato costo dei prodotti senza glutine rispetto a quello dei prodotti ordinari, non riusciamo davvero a trovare un senso alla decisione di diminuire gli importi”, dice Federconsumatori. Inoltre il sistema di erogazione dei contributi, gestito su base regionale, prevede che in alcune aree geografiche i celiaci possano usufruire dell’agevolazione solo per gli acquisti presso le farmacie, che applicano prezzi ancora più alti. La celiachia è una malattia a tutti gli effetti, che ha ripercussioni importanti sulla vita quotidiana, ed è assolutamente inaccettabile che il dicastero della Sanità, il cui scopo primario è appunto quello di tutelare la salute di tutti i cittadini, penalizzi economicamente e socialmente chi ne soffre.

Fonte: https://quifinanza.it/info-utili/celiachia-nuovi-limiti-ai-rimborsi-per-i-prodotti-senza-glutine/220611/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Fri, 31 Aug 2018 09:44:37 +0000
Uva e mirtilli insieme: uno studio mostra effetti clamorosi su invecchiamento e memoria http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3255-uva-e-mirtilli-insieme-uno-studio-mostra-effetti-clamorosi-su-invecchiamento-e-memoria http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3255-uva-e-mirtilli-insieme-uno-studio-mostra-effetti-clamorosi-su-invecchiamento-e-memoria

CIR Mirtilli UvaAbbiamo tutti sentito dire che "una mela al giorno leva il medico di torno", ma questa nuova ricerca suggerisce che mangiare uva e mirtilli insieme può avere un effetto notevole sul cervello.

Studi del passato indicavano che supplementare la propria dieta mangiando frutta e verdure ricche di polifenoli quali uva e bacche di acai potevano aiutare a ridurre il declino fisico dovuto all'invecchiamento. Composti esclusivamente derivati dalle piante e che contengono anche tannini e flavonoidi.

Quindi per questo scopo l'assunzione individuale di questi "supercibi" è una buona opzione, ma un nuovo studio pubblicato il mese scorso da un gruppo internazionale di ricercatori dalle università di Bordeaux e Quebec, potrebbe averci fornito opzioni migliori.

 

Il team di ricercatori ha svolto una serie di prove randomizzate, a doppio cieco e misurate contro l'effetto placebo, testando la memoria, il riconoscimento spaziale e l'apprendimento di quattro diversi gruppi di topi. A metà dei topi di ogni gruppo è stata data una dieta ricca di polifenoli estratti da uva e mirtilli, mentre all'altra metà è stata data una dieta normale. 

Quello che è venuto fuori è che gli estratti di uva e mirtillo hanno un effetto molto maggiore se mangiati congiuntamente, rispetto a quelli dei singoli elementi separati.  

La ricerca dimostra che i topi invecchiati nutrendosi con la dieta ricca di polifenoli passano molto più tempo ad esaminare gli oggetti che non hanno mai vsito prima, mentre ignorano quelli che conoscevano già, possono ricordare dove sia l'uscita della loro "piscina" nonostante il punto d'ingresso venga cambiato ogni volta, e che vivono vite più lunghe e attive. Un dato che colpisce, è che il 52% dei topi a dieta normale sono morti prima che morisse il primo dei topi a dieta speciale.

Alla fine dei test, è risultato che i topi a dieta speciale avevano livelli più alti di polifenoli nel plasma sanguigno e nelle cellule cerebrali. I dati suggeriscono che supplementi giornalieri di estratti di mirtilli E uva insieme migliora la memoria, il funzionamento del cervello e la neurogenesi (creazione e riparazione di cellule cerebrali) in particolar modo nell'ippocampo, e migliora anche la neuroplasticità, un marker molto importante del declino cerebrale dovuto all'invecchiamento.

"Nonostante sia ancora difficile comprendere il meccanismo esatto, i nostri dati sono prove di effetti diretti e indiretti sul cervello. Il benessere degli anziani è molto legato ad una buonamemoria ed al funzionamento corretto del cervello, che spesso si deteriora con l'età" - fanno notare i ricercatori - "Complessivamente, i dati ottenuti con questo studio sono in linea con l'ipotesi per cui una nutrizione preventiva ottimizzata può promuovere il mantenimento di uno stato cognitivo soddisfacente nei soggetti anziani, e quindi prevenire demenza e contribuire aduna vecchiaia in salute"

fonte: https://www.goodnewsnetwork.org/dramatic-decline-in-memory-loss-when-blueberries-grapes-combined/

traduzione di Enrico Carotenuto per Coscienze In Rete

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Alimentazione Tue, 21 Aug 2018 08:35:28 +0000
“Acqua contaminata”: ritirato un lotto di San Benedetto | Quali sono le bottiglie da evitare „Bottiglie acqua contaminata con idrocarburi: ritirato un lotto di San Benedetto, l'allarme“ http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3201-acqua-contaminata-ritirato-un-lotto-di-san-benedetto-quali-sono-le-bottiglie-da-evitare-bottiglie-acqua-contaminata-con-idrocarburi-ritirato-un-lotto-di-san-benedetto-l-allarme http://www.coscienzeinrete.net/alimentazione/item/3201-acqua-contaminata-ritirato-un-lotto-di-san-benedetto-quali-sono-le-bottiglie-da-evitare-bottiglie-acqua-contaminata-con-idrocarburi-ritirato-un-lotto-di-san-benedetto-l-allarme

“Acqua contaminata”: ritirato un lotto di San Benedetto | Quali sono le bottiglie da evitare

San benedetto“A causa della presenza di consistente di contaminanti idrocarburici, prevalenza xilene, trimetilbenzene, touelene ed etilbenzene” il ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di acqua minerale San Benedetto contaminato. Il lotto in questione, si legge in una nota del ministero, è il 23LB8137E di acqua minerale naturale a marchio 'San Benedetto' - Fonte Primavera, sorgente in comune di Popoli (PE) nel formato da 0,5 L PET Naturale, imbottigliato presso lo stabilimento Gran Guizza, con scadenza 16/11/2019.

 



 

Le motivazioni

Il ministero della Salute, in una nota diffusa, informa che il lotto è stato richiamato per la "presenza consistente di contaminanti idrocarburici, prevalenza xilene, trimetilbenzene, touelene ed etilbenzene". La San Benedetto fa sapere che il ritiro dal mercato è stato deciso "a seguito dei campionamenti svolti dall'autorità sanitaria di competenza su alcune bottiglie prelevate presso un distributore automatico di bevande refrigerate, che hanno rilevato una non conformità dovuta al superamento dei limiti per contaminanti idrocarburici aromatici".

La società produttrice ha quindi provveduto al ritiro di tutte le bottiglie di acqua minerale del lotto in questione e ha invitato a non consumare i prodotti appartenenti al lotto sopraindicato e a restituirli al punto vendita. Precisa, inoltre, che il richiamo si riferisce "solo ed esclusivamente all'acqua minerale Fonte Primavera imbottigliata presso lo stabilimento Gran Guizza di Popoli con il nome San Benedetto e limitatamente al lotto indicato".

La società, come riportato nel comunicato ufficiale, garantisce "l'assoluta purezza per tutti i prodotti e i lotti non indicati nella comunicazione" e rende noto di stare "collaborando con le autorità competenti per l'accertamento delle eventuali cause e la risoluzione della problematica" sottolineando che "gli impianti ove la Fonte Primavera è captata e imbottigliata sono progettati, realizzati, collaudati e controllati in conformità agli standard di qualità più stringenti previsti dalle normative e adottati dal Gruppo San Benedetto".

fonte: http://www.milanotoday.it/cronaca/bottiglie-acqua-san-benedetto-contaminata.html

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Alimentazione Fri, 22 Jun 2018 07:14:15 +0000