Politica http://www.coscienzeinrete.net Sun, 22 Jan 2017 18:00:04 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Occhio alla meritocrazia! http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2875-occhio-alla-meritocrazia http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2875-occhio-alla-meritocrazia

MeritocraziaLa meritocrazia è il governo - e per estensione, il primato civico - dei meritevoli. Chi sono i meritevoli? E che cos'è il merito? Definirne le qualità è un esercizio certo possibile, ma epistemologicamente improduttivo. Perché il merito esprime un giudizio, non un criterio di giudizio.

Lo ripetiamo:il merito esprime un giudizio,non un criterio di giudizio. I meritevoli sono cioè coloro che si è già deciso essere tali, secondo canoni di valutazione che precedono l'invocazione meritocratica e non ne sono pertanto causati. Sicché premiare il merito non è altro che premiare ciò che è bene, o meglio, o encomiabile, secondo il preesistente e inespresso criterio di ognuno. La meritocrazia piace a tutti perché offre a tutti la promessa di un mondo perfettamente regolato secondo le proprie, personalissime, scale di valore. E continua a piacere proprio perché non mantiene la sua promessa - né può farlo, a pena di accontentare pochi per scontentare molti. È, la meritocrazia, come la locandiera del Goldoni:seduce tutti perché non si concede a nessuno.

Se ciascuno è singolarmente in grado di esprimere il proprio standard di merito, accade anche che ciascuno ritenga se stesso meritevole: per capacità personali, potenzialità inespresse (per via, ça va sans dire, della mancanza di meritocrazia), o più semplicemente perché ce l'ha messa tutta. Il miraggio della meritocrazia naufraga così ulteriormente nella sua stessa seduzione: non solo perché inconciliabilmente disseminato tra i suoi celebranti, ma anche perché, garantendo indistintamente la gratificazione di tutti, non può realizzare la sua missione selettiva e premiante.

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CIR Brexitcazzola1Se i criteri di giudizio del merito sono in realtà plurali e in tacita concorrenza tra loro, chi decide quale sia da applicare? Prevedibilmente coloro che hanno la facoltà di imporre il proprio: cioè i più forti. La scoperta, invero ovvia, è che la meritocrazia esiste, è sempre esistita. Onori, ricchezze, riconoscimenti e cariche sono sempre stati attribuiti a coloro che se li meritavano, ovviamente secondo il canone di chi ne disponeva potendoli elargire, revocare, agevolare ecc. Sicché la meritocrazia, nel realizzare il criterio dei forti, è la legge del più forte.

L'autologia del governo dei meritevoli è evidente. Se chi governa - cioè chi ha il potere esclusivo di tradurre il merito in legge - si considera meritevole di quel ruolo, il requisito è già soddisfatto nei termini.

Allargando lo sguardo alle opinioni di tutti, non potendo darsi una comunità unanimemente meritocratica, essa non può che ambire a realizzarsi attraverso la violenza di una parte - la sedicente meritevole - sul resto. Ciò spiega, tra l'altro, il livore e l'aggressività che quasi sempre ne accompagnano l'invocazione.

Su questo blog abbiamo descritto un'applicazione concreta di detta violenza analizzando alcune reazioni al voto inglese sulla permanenza nell'Unione Europea (prima, seconda, terza e quarta puntata). In quel caso i commentatori auspicavano la revoca del diritto di voto di coloro che avevano scelto di abbandonare l'Unione: non lo meritavano, perché vecchi, pavidi, ignoranti, privilegiati ecc. Il richiamo alla meritocrazia offriva così una via apparentemente nobile alla soppressione del dissenso e alla coercizione del prossimo.

Curiosamente, nessuno di questi dittatori del meglio, dopo avere falsamente previsto conseguenze gravissime in caso di uscita del Regno Unito dall'UE, ha poi rassegnato le dimissioni, né si è scusato. Il che spiega meglio di mille parole come la meritocrazia non persegua né il bene né il vero, ma li utilizzi per imbellettare le prevaricazioni dei meno dotati.

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Meritocrazia1

La meritocrazia è tecnocratica. Chi parla di meritocrazia parla di test, performance, rating, ranking, references e via anglizzando nel tentativo di dare una definizione tecnica e ideologicamente apolide del meglio, cioè dei migliori. La meritocrazia ama dunque la tecnica, ma anche i tecnici amano la meritocrazia. Il mito di una società meccanicisticamente governata dai migliori secondo un criterio di bene sottratto alle idee è lo stesso che sostiene il delirio tecnocratico, cioè totalitario. Se il governo spetta ai meritevoli, e se il merito non ha colore politico, a che serve votare? E se i ruoli di responsabilità e prestigio spettano ai meritevoli ex lege, perché consentirne la critica? (Nella struttura dell'Unione Europea ritroviamo tutte le falle di questa fantomatica meritocrazia. Ad esempio: quali sono i meriti dei commissari europei? E come mai l'unico organo eletto, il parlamento, in pratica non ha poteri decisionali? - Nota di CIR)

Meritocrazia2

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La fortuna della meritocrazia coincide in buona parte con la sua fallacia, ma non mancano i moventi tutti psicologici. Chi invoca la supremazia di un gruppo sociale identificato da una virtù - il merito, la competenza, la cultura, l'onestà ecc. - include implicitamente se stesso nel novero dei virtuosi. Proprio come, nell'auspicare il castigo e la discriminazione dei meno virtuosi, se ne chiama fuori. La logica sottesa è intellettualmente elementare: se reclamo il primato dei meritevoli significa che non temo di esserne escluso o penalizzato. Quindi io sono meritevole.

Questa strategia dialettica consente di affermare i propri pregi in modo indiretto e avversativo - cioè criticando coloro che non lo posseggono - senza farsene un vanto. Essa si presta anche alla malafede (ad esempio il ladro che invoca pene più severe per chi ruba, per dissimulare i propri crimini) ma più spesso serve a convincere sé stessi e gli altri delle proprie presunte qualità morali e, al contempo, a fare di dette qualità un emblema positivo di appartenenza a un gruppo.

Meritocrazia3Altrettanto rivelatoria è la formulazione negativa: chi non invoca il primato dei meritevoli, degli intelligenti e degli onesti o - Dio non voglia! - ne critica le intenzioni o il senso ha qualcosa da nascondere, non la racconta giusta. Ha paura. La meritocrazia, al pari del governo degli onesti, mette in scena un rito gregario a cui tutti debbono obbligatoriamente partecipare per non destare il sospetto di temerla perché indegni, parassiti, incapaci.

Che poi, a conferma del punto, i lodatori più ossessivi della meritocrazia siano proprio quelli che non avrebbero altri mezzi per convincere il mondo dei propri meriti, è un'ipotesi che lasciamo allo studio dei lettori.

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La critica classica alla meritocrazia è che, in un mondo di diseguali alla nascita per opportunità, patrimonio, stimoli ecc. un'applicazione rigida del criterio del merito finirebbe per ampliare la forbice sociale già esistente esacerbando gli effetti della fortuna. La meritocrazia funzionerebbe davvero solo in condizioni di assoluta parità in partenza, quali non si sono viste neanche nei regimi socialisti più ortodossi. Ma anche in quel caso resterebbero le differenze fisiologiche, intellettuali e di carattere degli individui. Se lo svantaggio del povero è ingiusto, lo è altrettanto quello dello stupido.

L'argomento è valido e ci porterebbe lontano, fino a interrogarci sul libero arbitrio, la grazia, il peccato. Ma è anche istruttivo perché dimostra come la meritocrazia, per schivare l'accusa di un darwinismo mostruoso, è costretta a postulare un'altrettanto mostruosa omologazione in larga scala. Un'omologazione rigorosamente al ribasso, come trapela ad esempio dalle proposte di inasprire le tasse di successione o di abolire tout-court le eredità per incentivare il merito e la mobilità sociale. Attraverso, cioè, la miseria.

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Consideriamo i sostenitori più blasonati della meritocrazia, quelli che dagli scranni di università, giornali e alte cariche pubbliche ci assicurano ogni giorno che in Italia mancherebbe la cultura (?) del merito. Perché non si dimettono all'istante, loro che hanno fatto grandi carriere in un sistema che schifa il merito e premia i peggiori? O perché non ci spiegano le fortunatissime circostanze della loro eccezione? Per il rito gregario di cui sopra, è forse sufficiente parlare di meritocrazia per esserne immuni? Qui Scanavacca ci cova.

Ma c'è del metodo in questa fallacia. Se chi sta in basso chiede meritocrazia per riscattarsi dalle diseguaglianze, chi sta in alto vi trova all'opposto l'alleato migliore per giustificare e amplificare quelle diseguaglianze. E ci riesce, ci sta riuscendo.

In una civiltà evoluta impoverimento, disoccupazione ed esclusione sociale sono piaghe, segnali di una cattiva politica che chiede rimedi. In meritocrazia sono all'inverso giuste conseguenze dello scarso impegno e della scarsa capacità dei singoli. È - appunto - ciò che si meritano. In meritocrazia ogni garanzia che non sia funzione contemporanea e diretta della performance degli individui è un ostacolo alla promozione del merito perché estende indiscriminatamente un beneficio a tutti. Così ad esempio riconoscere le cure sanitarie a chi non lavora, la pensione a chi non ha investito, la sussistenza a chi non è qualificato, la dignità a chi ha sbagliato, la certezza di un lavoro senza la certezza degli utili, fino alla gratuità del patrimonio e dell'assistenza famigliare, da abbattere rispettivamente con tasse ad hoc e sprezzanti appelli all'emancipazione dei bamboccioni.

Per farla breve, in meritocrazia i diritti diventano privilegi. Il discorso meritocratico centra così il duplice obiettivo di giustificare le diseguaglianze correnti e di nobilitare i provvedimenti politici fallimentari destinati a moltiplicarle. La meritocrazia si cura solo dei migliori, di #ChiCeLaFa. Gli altri, i perdenti, devono solo incolpare sé stessi.

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Se la volgare contraddittorietà del mito meritocratico ne rende ridicoli il culto e i cultori, la sua Weltanschauung moralistica e punitiva ne rivela la pericolosità degli obiettivi. La visione sottesa è quella di un'umanità poco più che bestiale il cui progresso collettivo non può che far leva sui bassi istinti dei singoli: la volontà di superare i propri simili e la paura della rovina. Una visione, come tante altre scaturite dalla patologia liberista (qui un catalogo), pedagogica e infantilizzante, in cui gli uomini non sono uomini ma bambini o cani da condurre con la promessa di un biscotto o la minaccia di un digiuno.

Perché - qui sta il punto - chi parla di merito parla di colpa, e chi parla di premio parla di castigo. Se a parole la meritocrazia promette di esaltare i migliori, nei fatti esiste solo per sanzionare i peggiori - individuati di volta in volta secondo il capriccio e gli interessi del dominus. Non può sfuggire, ad esempio, che la liberalizzazione del mercato del lavoro non abbia minimamente prodotto vantaggi economici o di altro tipo per i lavoratori più diligenti e produttivi. Al contrario, precarizzando tutti ha disciplinato le pretese dei migliori e li ha resi più sfruttabili paventando decurtazioni, demansionamenti, perdita del lavoro.

È questa la meritocrazia. Il suo unico e vero premio è la promessa di non ricevere il castigo, almeno fino al giorno successivo. In passato ci siamo occupati dei sussidi di disoccupazione in Inghilterra, la cui riforma in senso meritocratico non ha comportato alcun premio aggiuntivo per gli assistiti più ligi al programma, ma in compenso ha introdotto sanzioni disumane per coloro che si macchiavano di infrazioni anche irrisorie, creando così tra gli indigenti una massa terrorizzata, umiliata, prona a ogni abuso.

Insomma, la meritocrazia è la sgualdrina dialettica degli sfruttatori. E chi tra gli sfruttati si illudesse di amoreggiarci per riscattarsi a spese dei riscatti altrui, quando si troverà con il coltello alla gola, eternamente sull'orlo della pattumiera degli immeritevoli, ebbene - mi si perdoni l'incoerenza, ma qui ci vuole - se lo sarà meritato.

Fonte: http://ilpedante.org/post/appunti-di-meritocrazia

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 19 Jan 2017 11:30:27 +0000
Benetton, la violenza e le terre dei Mapuche http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2864-benetton-la-violenza-e-le-terre-dei-mapuche http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2864-benetton-la-violenza-e-le-terre-dei-mapuche

MapucheSuccede nella provincia di Chubut, in Argentina. La comunità Mapuche di Cushamen è stata vittima delle violenze della polizia contro i manifestanti che mercoledì chiedevano l’annullamento della compravendita dei loro terreni (abitati da secoli) tra lo Stato e la Benetton. La denuncia arriva da numerose comunità internazionali (tra cui Amnesty International) che lamentano  “un’azione da parte della polizia che non trova nessuna correlazione con la realtà” per la brutalità con cui su è rovesciata sui cittadini inermi. “Opacità, la mancanza di trasparenza e di responsabilità non possono essere i principi che attraversano la gestione della polizia” ha dichiarato Mariela Belski, direttore esecutivo di Amnesty International Argentina in un comunicato.

Mapuche1I Mapuche da due anni protestano per un accordo che gli ha scippato le terre in cui vivevano da secoli a favore di Luciano Benetton che in Patagonia, con l’aiuto della politica, si è già comprato qualcosa come un milione di ettari di terreno.

Ma questa notizia, vedrete, difficilmente la leggerete dalle nostre parti. Troppa pubblicità in ballo e poi da noi le violenze da quelle parti interessano pochissimo. Anche se vengono perpetrate in nome di un colonialismo tutto italiano.

 

Succede nella provincia di Chubut, in Argentina. La comunità Mapuche di Cushamen è stata vittima delle violenze della polizia contro i manifestanti che mercoledì chiedevano l’annullamento della compravendita dei loro terreni (abitati da secoli) tra lo Stato e la Benetton.

Mapuche2La comunità mapuche di Cushamen, in provincia di Chubut, Argentina, soffre le conseguenze della repressione violenta delle popolazioni indigene.

Gli abusi nei confronti della comunità mapuche in provincia di Chubut, Argentina, sono proseguiti lo scorso mercoledì e hanno avuto come conseguenza vari feriti e sparizioni, a causa delle azioni del personale della gendarmeria, polizia ed altri organismi di repressione.

Il nuovo episodio è accaduto mentre la comunità di Cushamen cercava di riprendersi dallo stupore delle due incursioni che aveva sofferto il martedì. In entrambe le operazioni è stata fatta violenza sugli indigeni. I residenti della zona sono stati picchiati, ammanettati e trascinati per i capelli; le loro case rovinate, i loro animali rubati o uccisi.

Mapuche4Queste azioni sono state denunciate da varie organizzazioni nazionali e internazionali di diritti umani. "L'ordine emesso (dagli organi di giustizia) non trova correlazione con i fatti accaduti in realtà. Amnesty International condanna la mancanza di un efficace controllo giudiziario sulla gravità delle aggressioni che sono state commesse. L'opacità e la mancanza di trasparenza e di responsabilità non può essere il principio su cui si basano le operazioni di polizia", ha commentato in un comunicato Mariela Belski, direttore esecutivo di Amnesty International Argentina.

"Non lasceremo che ci caccino, piuttosto ci faremo bruciare", ha detto uno dei leader della Comunità.

I Mapuche sono uno dei clan tribali del dipartimento di Cushamen e sono in disputa da anni con lala multinazionale Benetton, perchè vogliono recuperare le loro terre dalle mani dell'azienda.

A marzo 2015 alcune famiglie della zona hanno ri-occupato alcune aree di una delle proprietà della Compañía de Tierras del Sud Argentino, che dagli anni '90 appartiene all'uomo d'affari italiano Luciano Benetton, e che possiede quasi 1 milione ettari di Patagonia Argentina.

In quell'occasione, con una dichiarazione pubblica, la comunità tenuto che "l'unico modo per fermare l'omicidio delle comunità pianificato dal potere economico e dello stato, è attraverso un efficace controllo del territorio delle Comunità mobilitate". La risposta del tycoon italiano è stata di denunciarli penalmente per usurpazione, e da allora le minacce e i tentativi di sfratto sono stati continui.

El Diario, a pagina 12, ha scritto che gli eventi che si sono verificati a Cushamen hanno nuovamente portato alla luce la violenza e repressione subite dalle popolazioni indigene per mano delle forze di sicurezza, che tutelano gli interessi dei grandi proprietari terrieri e delle aziende multinazionali. (Fonte: http://www.telesurtv.net/news/Violencia-policial-contra-comunidad-mapuche-en-Argentina--20170112-0003.html)

Qui trovate la notizia e, se volete, qui c’è la pagina Facebook della comunità in lotta. (fonte: http://www.giuliocavalli.net/2017/01/13/benetton-violenza-le-terre-dei-mapuche/)

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Mon, 16 Jan 2017 09:01:38 +0000
Strange days http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2859-strange-days http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2859-strange-days

StrangeDaysVi ricordate il ritornello della canzone di Battiato di vent'anni fa?

Strani giorni,

viviamo strani giorni.

di Piero Cammerinesi

Beh, quei giorni saranno stati forse strani ma mai come quelli che stiamo vivendo oggi, dove la sovrabbondanza di notizie e la manipolazione incessante da parte dei media fa in modo che la gente non recepisca il 'peso specifico' di una notizia rispetto alle altre.

StrangeDays1Manipolare le coscienze non è solo scrivere il falso o negare il vero; basta semplicemente dare ad una notizia di importanza del tutto trascurabile lo stesso 'peso' (corpo tipografico o tempo dedicato nei TG) di un fatto di grande rilevanza.

Questa manipolazione costante produce nel lettore/spettatore una perdita di riferimento, un disorientamento della coscienza; è come se rispetto alla nostra vita noi dessimo pari importanza ad un mal di pancia rispetto ad un ictus.

O, meglio, come se interpretassimo i sintomi dell'ictus con la stessa leggerezza con cui osserviamo quelli del mal di pancia.

In effetti, i sintomi di questi strange days ci sono tutti, se solo li guardassimo con attenzione, senza farci disorientare da chi ci dovrebbe orientare, vale a dire dai media.

A cosa mi riferisco?

Prima di tutto all'ultima trovata delle governance mondiali e dei loro presstitutes (geniale sintesi che definisce la stampa prostituita al potere) vale a dire la crociata contro le fake news o post-verità, che via web rappresenterebbero una minaccia per le istituzioni.

Pensate che il termine originale inglese, post-truth è stato eletto parola dell'anno 2016 dall'Oxford Dictionary!

Queste fake news irritano così tanto l'establishment che da diverse parti si invoca addirittura una sorta di commissione di controllo sulle opinioni espresse in rete.

Un Ministero della Verità, insomma, di orwelliana memoria.

Ora, considerando la costante e instancabile manipolazione che i mezzi d'informazione esercitano da sempre sull'opinione pubblica attraverso menzogne, falsificazioni dei fatti, mezze verità e fantasie, fa davvero sorridere che si identifichi nelle bufale - indubitabilmente presenti in rete - un rischio per la democrazia.

Il fatto è che fino a poco tempo fa il fenomeno del cosiddetto 'complottismo' era confinato ad una nicchia di persone che iniziavano a fiutare odore di marcio proveniente dai media e cercavano quindi - visti i mezzi messi a disposizione dalla rete - di capire meglio certe situazioni quando i conti proprio non tornavano.

Il fact-checking ha permesso allora a milioni di utenti del web di smascherare le vere e proprie bufale messe in onda dalle televisioni di mezzo mondo.

StrangeDays7

Ma ad un certo punto, questo fenomeno del complottismo, della Conspiracy Theory ha iniziato a diffondersi sempre di più, tracimando dalla rete ed entrando anche nei salotti buoni dei media mainstream.

Fenomeno naturalmente irriso, denigrato e oggi criminalizzato.

Certamente grazie anche a tutte le reali bufale presenti sul web, inserite ad arte da falsi idioti o da idioti autentici.

StrangeDays2Così Obama ha iniziato a fare pressioni su Google e Facebook che dovrebbero - a suo dire - esercitare un controllo su notizie false o presunte tali diffuse in rete.

Ora, se i mezzi d'informazione ufficiali diffondessero sempre e solo notizie vere la preoccupazione del presidente americano uscente avrebbe una qualche credibilità ma, dato che è vero esattamente il contrario, questa operazione ha proprio l'aria di un intervento a gamba tesa su tutte quelle comunità virtuali che, collegate tra loro, iniziano a nutrire seri dubbi sulle versioni ufficiali.

Pensate che io esageri affermando che "è vero esattamente il contrario"?

Bene, allora state a sentire, e parlo solo delle fake news più recenti messe in giro dai media.

Negli ultimi mesi i mezzi d'informazione del cosiddetto 'mondo libero' hanno ripetuto incessantemente che vi erano tra 250 mila e 300 mila civili intrappolati sotto i bombardamenti russi e siriani ad Aleppo Est, nonostante che le fonti d'informazioni siriane avessero più volte ribadito che il numero delle persone intrappolate non superava un terzo di quella cifra.

Ebbene, una volta liberata la parte orientale di Aleppo è emerso che il numero dei civili che erano stati bloccati era inferiore alle 90 mila unità.

Pensate che i media occidentali si siano peritati di riconoscere l'errore?

No, neppure una riga.

StrangeDays3L'affermazione secondo la quale hacker russi avrebbero cercato di influenzare le elezioni americane è stata smentita sia da Assange che da Craig Murray - ex ambasciatore inglese in Uzbekistan che si è giocato la carriera quando ha accusato la CIA di complicità nelle torture nell'ex-repubblica sovietica - che ha fatto risalire a due fonti americane, una delle quali ha incontrato personalmente, il leak delle email che hanno inguaiato la Clinton.

Risultato? Nessuno: Assange e Murray sono stati definiti spie russe.

Così il presidente Obama ha appena firmato una legge di Difesa Nazionale che prevede un investimento di 160 milioni di dollari per nuove operazioni di propaganda USA, dichiaratamente intese a contrastare la "propaganda russa".

Altre due prove di disinformazione da parte dei media: il risultato delle elezioni presidenziali americane e la Brexit.

Nel primo caso non c'è stato un solo mezzo di informazione che non abbia ripetuto ad nauseam che non c'erano dubbi sulla vittoria della Killary.

Gli esiti sono sotto gli occhi di tutti.

Quanto a Brexit (anch'essa data per inverosimile) le catastrofiche previsioni della vigilia sono state - a oltre sei mesi di distanza - ampiamente contraddette dai fatti.

Mentre la quasi totalità degli economisti profetizzavano una flessione immediata, con relativi crolli di borsa, l'economia britannica è cresciuta negli ultimi mesi, registrando un incremento del Pil rispettivamente dello 0,3% e dello 0,6% cento nei primi due trimestri del 2016, e dello 0,6% e dello 0,5% negli ultimi due, vale a dire nel semestre successivo all'esito del referendum grazie al quale il Regno Unito è uscito dalla Ue.

Che ne dite, ci sono o no buoni motivi per diffidare delle fake news dei media?

Ma i mezzi ufficiali d'informazione non ne vogliono sapere - loro non possono sbagliare per definizione - e così oggi ci troviamo di fronte ad una prima spinta censoria mirata direttamente a ostacolare quella libertà di pensiero e di espressione che oggi inizia a preoccupare l'establishment.

StrangeDays4Il quale non si sporca le mani con divieti palesi ma subdolamente e vigliaccamente interviene su motori di ricerca e social media.

Ora, se il loro obiettivo fosse raggiunto, la ratio menzogna/verità dipenderebbe non dalla nostra personale indagine, ma da un algoritmo.

In sostanza da una macchina.

Questo non vi dice nulla?

La seconda questione che mi riporta agli strange days è collegata ad alcuni avvenimenti la cui estrema gravità è passata - e continua a passare - quasi inosservata.

Mi riferisco agli eventi che hanno contrassegnato le ultime elezioni americane.

Ora, quanto è avvenuto e sta avvenendo sull'altra riva dell'Atlantico è qualcosa di assolutamente nuovo nella storia americana.

Mai, neppure nei periodi peggiori della guerra fredda con l'allora Unione Sovietica si è visto un tale palese odio e disprezzo verso la Russia come quello che oggi dilaga sui media americani.

Neppure nei giorni più oscuri del trentennio che va dagli anni '50 agli '80 presidenti come Eisenhower, Nixon, Reagan si sono rivolti ad un presidente russo con termini come quelli che oggi usano politici come Obama, la Clinton, McCain, Clapper.

StrangeDays5Quell'Obama, su cui ironizza Ron Paul affermando che il premio Nobel per la pace è il giusto riconoscimento per un presidente che ha bombardato 7 nazioni ed è stato il primo nella storia degli Stati Uniti ad essere stato in guerra ogni singolo giorno dei suoi otto anni di mandato.

Mai una elezione fu così piena di colpi bassi come questa che ha portato The Donald alla Casa Bianca.

Mai - anche se è risaputo che vi sono delle aspre rivalità tra i Servizi di intelligence USA - si era verificato uno scontro aperto tra CIA e FBI come quello che abbiamo sotto gli occhi oggi.

E ancora: mai un presidente eletto aveva pubblicamente screditato le motivazioni dei rapporti di intelligence di una delle più potenti strutture di potere come la CIA, affermando che alla base della conferma del presunto hackeraggio da parte dei russi che avrebbero influenzato le elezioni americane ci sono solo "ragioni politiche".

Si tratta di macro-eventi che indicano un cambio globale nella direzione che (una parte del)l'establishment americano sta imboccando, evidentemente obtorto collo.

Un cambio di rotta che non viene digerito dalle strutture di potere consolidato (ovvero la piramide vincente negli ultimi anni, ndr) che cercano freneticamente di intralciare e sabotare la nuova direzione della Casa Bianca.

In tale chiave va vista l'ultima aggressione verbale a Putin con relativa espulsione di diplomatici.

StrangeDays6E i media mainstream come si sono comportati di fronte a questi veri e propri terremoti politici globali?

Minimizzando la magnitudo degli eventi e distogliendo l'attenzione della gente dalle enormi implicazioni a livello mondiale.

Attraverso delle vere e proprie armi di distrazione di massa, dunque.

Ma al tempo stesso si fanno megafono di una chiamata alle armi contro le fake news.

Quelle degli altri, naturalmente.

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pierocammerinesi@hotmail.com (Piero Cammerinesi) Politica Wed, 11 Jan 2017 10:12:00 +0000
Cosa c’è dietro questa enorme operazione di dossieraggio informatico? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2858-cosa-c-e-dietro-questa-enorme-operazione-di-dossieraggio-informatico http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2858-cosa-c-e-dietro-questa-enorme-operazione-di-dossieraggio-informatico

OcchioneroSi saranno molto sorpresi i fratelli Occhionero (sic!) nel veder spuntare la polizia dalle loro parti. Non erano abituati, viste le protezioni altissime di cui avevano goduto per anni. Visto l’addestramento, visto il supporto logistico ricevuto, viste le minuziose istruzioni, i protocolli, le regole per muoversi fino all’ultimo dettaglio… erano certi di agire professionalmente come da istruzioni. E come da istruzioni si sono subito comportati, applicando rapidamente le procedure per ridurre la massimo i danni…

Più o meno le stesse procedure che si attivano rapidamente quando un gruppo di rivoluzionari entra in un’ambasciata e gli uomini della CIA o del MOSSAD, o dell’Intelligence Service, o di un qualsiasi servizio segreto devono di corsa limitare i danni dell’irruzione.

Sì, perché il caso dei fratelli Occhionero è un tipico caso di spionaggio...  Anzi il tipico caso di spionaggio di una fazione all'interno di un grande servizio segreto. E le modalità sanno molto di servizio segreto anglo-americano. L''opinione pubblica non sa in genere che tutti i servizi e  le forze di sicurezza occidentali sono attraversati da un gioco di fazioni una contro l'altra, vere e prorie appendici operative delle grandi piramidi di potere mondiali. In eterna competizione tra loro.

Questo caso ora su tutti i giornali è il classico caso di spionaggio fatto da un gruppo interno ad una agenzia straniera, contando su appoggi e complicità in fazioni alleate dei servizi segreti e delle forze di sicurezza locali.

Un'operazione talmente delicata e "non istituzionale" da ricorrere ad una struttura parallela e più riservata degli stessi uffici di quel servizio. Che sia una operazione di una fazione dei servizi segreti risulta chiaro dalla modalità scelta: una struttura parallela e supersegreta, affidata a "locali",  che non passa per gli uffici "istituzionali" di quel servizio segreto, nei quali entrano anche gli uomini della fazione avversaria in quello stesso servizio. E che quindi ha le mani ancora più libere nel fare tutte le porcherie possibili. Affidata a gente locale anche per non suscitare troppi sospetti e per mettere opportune distanze a camera stagna in caso di “incidenti” come la scoperta dell’attività di spionaggio. La dimostrazione che gli Occhionero fossero solo l'ufficio operativo di una fazione di servizi più ampia è nella mole enorme di materiale raccolto, che poi tra l'altro finiva in america. Questa mole non poteva essere trattata e valutata da loro. E' chiaro che a monte c'è un gruppo di analisti professionali. Tipici di una struttura intelligence.

Certamente ce ne sono molte altre di centrali come quella degli Occhionero, pienamente operative e tuttora indisturbate, appartenenti a varie fazioni di vari servizi, sia italiani che stranieri.

Ma come mai viene fuori con tanto clamore questo caso? Perché se la prendono ora proprio con gli Occhionero?

Perché lo scontro tra le piramidi mondiali di potere manipolatorio è ora molto surriscaldato. E perché il gruppo anglo-americano interno ai servizi segreti di quei paesi è in lotta con un altro gruppo trasversale. C’è un grande fermento: il cambio di regime presidenziale in atto negli USA ha mostrato come durante la campagna elettorale fazioni della CIA e dell’FBI si siano pesantemente mosse ora contro la Clinton ora contro Trump. Queste stesse fazioni , connesse a nostre fazioni, sono da tempo in lotta anche in Italia.

Di quale fazione facevano parte gli Occhionero?

Certamente di una fazione di origine anglo-americana legata alla destra massonica repubblicana. Lo si vede non tanto dagli obiettivi delle loro ricerche che erano a 360 gradi (tipico lavoro di un servizio straniero, che vuole sapere tutto su tutti di un certo Paese), quanto dalle loro frequentazioni con gli ambienti piduisti-opusdeisti già messi sotto attacco con lo scandalo Roma Capitale.

Occhionero1

E quale è la fazione che li ha fatti scoprire? Molto probabilmente la fazione gesuito-massonica-democratica-obamiana, che negli ultimi giorni della presidenza Obama sta regolando gli ultimi conti bruciando tutto il terreno che può – in Italia e nel Mondo - alla corrente avversaria, che ora con Trump potrebbe riprendere fiato in Itlaia e nel Mondo.

Uno sporco gioco di spie nella sporca Italia delle istituzioni, della finanza, della massoneria e dei gruppi religiosi deviati.

Guardiamoli, conosciamoli.. ma solo per non farci trascinare nei loro giochi e per non farci imbrogliare dai loro burattini quando chiedono il nostro voto.

Noi abbiamo altro da fare, per andare incontro agli altri, alle necessità di Madre Terra, delle nostre famiglie, dei nostri amici, dei nostri collaboratori, di chi ha bisogno…

E per fare questo non servono operazioni sporche di spionaggio !

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Politica Wed, 11 Jan 2017 07:04:05 +0000
Il salto mortale all'indietro dei 5 stelle. Perchè? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2857-il-salto-mortale-all-indietro-dei-5-stelle http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2857-il-salto-mortale-all-indietro-dei-5-stelle

CIR Mortale Grillinodi Fausto ed Enrico Carotenuto

Et voila ssiore e ssiori, il doppio, fantastico salto mortale all'indietro con avvitamento in basso eseguito non da uno, non da due, non da dieci, ma dall'intero Movimento 5 Stelle: Grillo-Casaleggio scelgono di abbandonare gli euroscettici di Farage, e di sposare i montiani europei, i peggiori mondialisti e lobbisti, espressione del peggio del peggio dei gruppi di manipolazione. E dall'oggi al domani annunciano entusiasti di voler abbracciare amorosamente i duri e puri dell'europeismo montiano, prodiano e draghiano.

Esercizio difficilissimo, che i pentastellati hanno eseguito in maniera perfettamente fluida. O quasi...

 

Perchè poi, a pensarci bene, non è che l'esercizio sia stato svolto da tutto il movimento, anzi, gli europarlamentari grillini non ne sapevano proprio nulla, come testimonia l'eurodeputato Zanni dalla sua pagina Facebook: 

Mortale grillino1

Praticamente i poveri eurodeputati, cioè quelli che dovrebbero fare la politica 5 stelle all'interno della UE, cioè quelli che in teoria andrebbero consultati dai vertici di un partito (o movimento) PRIMA di prendere decisioni, proprio perchè dovrebbero essere gli esperti in materia, aprono il blog di Grillo e scoprono che probabilmente dal giorno dopo dovranno essere pappa e ciccia con i loro più acerrimi nemici. E alcuni, ovviamente, non ci sono stati, sia per ragioni politiche, sia per la modalità con cui si è chiesto il voto: poche ore per decidere, e soprattutto a seguito di un articolo a firma Beppe Grillo, un panegirico in odor di supercazzola, in cui si spiega che stare con gli ipereuropeisti è l'unica cosa giusta da fare, anzi: l'unica possibile (sigh!). Ma il meccanismo della "democrazia diretta" è questo, in special modo se le votazioni si fanno sui server di Casaleggio (figlio). La percentuale bulgara del 78,5% di voti a favore, vista una base elettorale fino a ieri presunta euroscettica, parla da se; se pure escludessimo l'ipotesi della manipolazione digitale dei voti, e non vediamo perchè dovremmo escluderla, le cose sarebbero due: o i votanti registrati/autorizzati non sono un campione attendibile della base del M5S, oppure lo sono.

Nel primo caso quindi, le votazioni on-line sarebbero inutili se non deleterie, nel secondo invece, sarebbero la dimostrazione di una preponderante mancanza di pensiero critico da parte dell'elettore medio del M5S (per altro non diversa da quella che affligge gli elettori delle altre formazioni politiche), disposto a bersi qualsiasi giravolta, basta che sia confezionata con la perizia del Conte Mascetti.

Poveri eurodeputatipentastellati. Chissà se Zanni e chi la pensa come lui dureranno ancora a lungo nel movimento. Certo è che il record di permanenza di chi ha espresso dubbi e pareri non conformi, in questi anni, è stato bassino...

I 5 stelle hanno dunque provato ad entrare nell'ALDE (Alliance of Liberals and Democrats of Europe), lasciando l'EFDD, il gruppo euroscettico con Nigel Farage.
Ecco cosa ha detto l'ALDE del 5 Stelle fino a ieri:
{youtube}D7QpYAALoDU{/youtube}

Mortale grillino2

Lo stesso ALDE diceva: "è IMPOSSIBILE per qualsiasi gruppo europeista prendere a bordo il M5S. Accettare il partito di Grillo nei propri ranghi significa abbandonare il progetto europeo e le riforme urgenti di cui ha disperato bisogno".

VerhofstadtQuindi l'ALDE ha almeno dimostrato una coerenza anni luce avanti a quella di Grillo. Ma non solo, perchè dopo aver fatto votare il movimento-gregge secondo il volere del comico capobastone, si è sviluppata la seconda parte del salto mortale, quella con l'avvitamento in basso: l'infido volpone Verhofstadt, con una faccia che parla da sola... dopo aver fatto finta di trattare e di concludere positivamente con i grillini per il loro ingresso nel gruppo liberale, quello direttamente nelle mani del Bilderberg e della finanza internazionale, respinge il tutto e dice che non si fa... NON SI FA?

Dal suo punto di vista una bella mossa: ha spaccato il gruppo europeo euroscettico trattando per mesi con quegli "ingenuoni" del 5stelle per poi fregarli dopo che si sono esposti pubblicamente ed hanno lasciato Farage. Chissà cosa aveva offerto alla dirigenza pentastellata in cambio... per adescarla nella trappola. Posti.. poltrone... prebende? Partecipazione alla casta europea?

Certo un punto va messo in evidenza: la campagna elettorale per le europee venne polarizzata da Renzi in senso filo-europeo e da Grillo in senso anti-europeo. Quasi tutti quelli che erano contro gli orribili poteri di controllo rappresentati da Monti, Prodi, Draghi, Napolitano, ecc.. votarono per la sirena Grillo. Mandando al Parlamento Europeo una bella pattuglia  di deputati antieuropeisti. Noi già allora scrivemmo chiaramente che era tutto un teatrino del potere e che la spaccatura era finta. Siccome tanti italiani si svegliavano ed erano contro il potere, era stato creato un movimento dittatoriale, a guida unica, come il 5Stelle per raccoglierne i voti facendo finta di guidarli in senso anti-casta e anti-potere. Scrivemmo allora un chiarissimo articolo"profetico" su questo tema.  Ed ora Grillo prende questa pattuglia che rappresenta l'anti-europeismo degli italiani e la trasforma nei peggiori europeisti. E per di più, dopo aver operato questo enorme tradimento morale in favore del nemico peggiore, dopo essersi "sputtanato" totalmente, viene anche da questo respinto brutalmente.

Ora, o Grillo-Casaleggio sono veramente idioti, inetti dal punto di vista politico, ed anche moralmente deprecabili (traditori dei propri elettori) o c'è dell'altro.

Certo non è come la racconta ora il tragicomico Grillo, dicendo che la sua  - quella di farsi respingere nel voltafaccia europeista - era una fantastica mossa strategica per mettere in difficoltà il potere.

Che grande stratega... non c'è che dire... li ha fatti tremare tutti questi cattivoni. Sono tutti oggi lì nei ristoranti di Bruxelles a consolarsi mangiando aragoste e stappando champagne...  Quando invece quello che trema è il movimento 5stelle, con tanti ragazzi presi di contropiede, delusi, amareggiati, con l'allargarsi di spaccature interne, con  la spinta alla disaffezione di tanti che avevano votato per Grillo. Geniale... veramente geniale.

Grillo credibile? Forse per i grillini più fanatici... ma non per gli altri.

Noi invece - per esperienza - quando sono in atto grandi manovre dei poteri di manipolazione non crediamo mai alla stupidità totale degli attori in gioco... crediamo più alla furbizia malevola che fa finta di essere ingenua.

Cosa sta succedendo in effetti?

Diciamo da anni che il 5stelle non è stato creato per governare, ma per compattare tutti gli altri contro la gente per bene, contro la gente che si sta svegliando. Per puntellare i vecchi poteri di manipolazione messi in difficoltà dall'onda di risveglio delle coscienze. Il rifiuto di governare con un Bersani in grave difficoltà, perdendo una enorme occasione di influenzare veramente le decisioni governative, lo dimostrò con chiarezza. All'epoca Grillo fece il gran rifiuto a Bersani dicendo che quelli del PD erano sporchi e cattivi (anche comprensibile), e che non si poteva alleare con loro, perchè avrebbero trovato il modo di fregare i 5 stelle. Invece quelli dell'ALDE, sempre secondo Grillo, sarebbero una manica di gentiluomini che onorano i patti, altro che Bersani! Infatti lo abbiamo visto subito... Quindi, andare a contare nel governo nazionale insieme a Bersani, avere ministri e viceministri non andava bene, ma andare a fare l'ultima ruota del carro dei montiani in Europa, quello sì. L'ulteriore conferma è il non aver voluto creare in questi anni una classe dirigente grillina, ma solo parlamentari per lo più incompetenti e soprattutto obbedienti, in quanto sostanzialmente privi di base elettorale propria nei territori e cacciabili senza problemi al minimo dissenso. Una classe politica adatta ad obbedire al comico che procura i voti e ai pochi capibastone, senza discussioni, ma certo volutamente non adatta a governare.

E così, quando c'era da trovare gli assessori per governare Roma con la previtiana sindaca Raggi, non sono stati scelti i giovani rivoluzionari grillini, ma vecchi marpioni legati al potere vero.

Ma questo, per la funzione per cui è stato creato il 5stelle -  "sedurre e ingabbiare i buoni"  e compattare per reazione i più direttamente fedeli al circuito gesuita-massonico  mondialista -  va benissimo. La maggioranza a sostegno del governo Renzi, ed anche dell'attuale governo Gentiloni, lo dimostrano con chiarezza.

Ed infatti, ora che si cominciava a parlare - sull'onda dei successi elettorali come quello romano e del fallimento di Renzi - della possibilità di un grillino a Palazzo Chigi, improvvisamente emergono una serie di scandali, di problemi e di "ingenuità", che tendono ad indebolire il movimento, a impedirne o a frenarne l'ascesa al potere. almeno fino a che non sarà ancora più saldamente nelle mani dei gruppi di potere trasnazionale.

E  qui si capiscono meglio i problemi e gli scandali che coinvolgono la Raggi a Roma, i sospetti su Di Maio, la "genialata" di Grillo in Europa. Il modo chiaramente dittatoriale di dirigere il gregge... Le finte consultazioni della base a cose fatte....

Ecco, tutto qui: li stanno indebolendo, stanno indebolendo il mostriciattolo urlante che hanno creato per tenerlo in gabbia a protestare - come suo compito - ma evitando accuratamente di farlo comandare.

Il problema è che tenendo in gabbia il mostriciattolo, tengono in gabbia anche il 30 % dei voti di italiani che vogliono pulizia, bene, crescita, libertà.

Speriamo si accorgano presto che li hanno illusi offrendo loro il contenitore sbagliato. 

Molti certo si domandano che alternativa c'è.  C'è sempre un alternativa, ma nell'età della coscienza, la nostra, non riguarda tanto il delegare.. quanto il fare direttamente.

Ora una alternativa valida di voto nel quadro attuale - tutto condizionato e truccato dai soliti poteri di manipolazione - non c'è.

L'unica vera alternativa è quindi che la gente per bene cosciente, amorosa del bene, della società e della Terra, la smetta di delegare ai manipolatori di turno e si decida a fare direttamente politica, a creare i propri movimenti pieni di democrazia e di condivisione vera, e di principi etici.

Ma come si faceva, e come si fa, a riconoscere che il 5stelle era una contenitore sbagliato? Semplice... bastava vedere che incitava all'odio invece che all'amore. Tendeva a fanatizzare, invece che a liberare le coscienze.

L'amore è la cartina tornasole di ciò che è buono e di ciò che non lo è.   Ricordiamocelo :)

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Mon, 09 Jan 2017 10:33:24 +0000
Sui giornali una “fake news” colossale . E ora che si fa, cari censori, li chiudiamo? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2853-sui-giornali-una-fake-news-colossale-e-ora-che-si-fa-cari-censori-li-chiudiamo http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2853-sui-giornali-una-fake-news-colossale-e-ora-che-si-fa-cari-censori-li-chiudiamo

attacco berlinoCome la mettiamo con i giornali e con le tv che hanno diffuso, con toni epici, una bufala colossale? Seguiamo ancora la logica di Pitruzzella: che facciamo, presidente? Chiudiamo Repubblica, Corriere, i tg Rai eccetera?

Ogni volta che sento qualcuno proporre "agenzie indipendenti" per far rimuovere "false notizie" sul web, rabbrividisco. Tanto più in un'epoca in cui l'establishment sta tentando di accreditare la necessità di censure contro chi pubblica "bufale" e "post-verità". Il riferimento più immediato è ovviamente alla significativa dichiarazione rilasciata al Financial Times, dal presidente dell'antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, subito denunciata da Beppe Grillo e da un esperto di comunicazione avveduto come Vladimiro Giacché, che vede giustamente rischi di controlli in stile "1984" di Orwell.

di Marcello Foà - Il cuore del Mondo

Ma la tendenza non è solo italiana; è sempre più forte in molti Paesi occidentali, come la Francia, come gli Stati Uniti. E' tutto uno strepitare contro la disinformazione online, senza nemmeno una parola contro quello che invece rappresenta il vero problema: la disinformazione autorizzata ovvero le tecniche di spin doctoring che permettono di manipolare notizie e coscienze salvaguardando la forma; perché vengono diffuse dalle stesse istituzioni; approfittando – anzi, abusando – della loro autorevolezza.

Chi mi segue sa che da oltre 10 anni denuncio lo spin, che ho descritto nel saggio "Gli stregoni della notizia" e che è diventato un vero e proprio strumento di guerra asimmetrica. Guardate il paradosso: oggi politici e media mainstream denunciano i siti alternativi e i commenti sui social, con un'operazione che di per sé è mistificatoria perché mischia tutto: siti di informazione, d'opinione, bufale (certo che ce ne sono), informazione ideologizzata. Ma non pronunciano una sola parola contro la manipolazione che viene generata dalle stesse istituzioni e che è pericolosissima e devastante perché è diventata uno strumento di guerra asimmetrica e incide profondamente nel rapporto tra Stato e cittadino, generando disgusto e diffidenza.

Eppure – insisto – la vera manipolazione non è quella di internet ma è quella ufficiale. Che, purtroppo, non diminuisce affatto.

Voglio sviluppare fino in fondo il ragionamento di Pitruzzella e quello di altre autorevoli pensatori anglosassoni, riferendomi a un esempio recente, quello degli attentati di Berlino. Tutti ricordiamo gli epici titoli sull'autista del Tir che avrebbe lottato fino all'ultimo per impedire la strage. Ne ho già accennato in un post ma val la pena di riprendere la notizia. Scegliete voi la fonte: Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, Rai, Mediaset, Sky.... Non fa differenza. Tutti i media ripresero con grande evidenza la notizia della Bild Zeitung che, citando fonti investigative tedesche, scrisse che l'autista, seppur ferito, aveva tentato eroicamente di impedire che il Tir si schiantasse sul mercatino, lottando furiosamente con il terrorista a bordo.

Dopo qualche ora, questa dichiarazione fu avallata dal ministro degli Interni del Land di Berlino Andreas Geisel, sebbene fosse doveroso dubitare della sua attendibilità, come rilevato da chi scrive e da altri osservatori: come faceva il terrorista a lottare furiosamente con un autista di 120 chili, riuscendo al contempo a guidare un Tir ed evitare che sbandasse? Roba da film di Hollywwod, senza peraltro riscontri oggettivi, perché nessuno ha visto il Tir "zigzagare"prima dello schianto. Anzi, nell'unico filmato lo si vede procedere dritto a tutta velocità.

Com'è andata a finire? Ora ci viene detto, ed è ancora una volta la Bild Zeitung ad informarci, che secondo i primi risultati dell'autopsia, l'autista sarebbe stato colpito dai proiettili tre ore prima dell'attentato, tre ore durante le quali ha perso molto sangue. Forse era già morto al momento dell'attentato, in ogni caso era incosciente e di certo non era in grado "di aggrapparsi al volante".

Insomma: ci hanno raccontato una gigantesca frottola. Una spettacolare "fake news". Attenzione: chi ce l'ha raccontata? Un giornalista troppo fantasioso? Un inaffidabile blogger? Macché: ad impiantarla ad arte è stato uno spin doctor che lavora nelle istituzioni tedesche e poi certificata addirittura da un ministro locale.

E allora sorgono alcune domande.

Cos'hanno scritto i solitamente indignati debunker, tanto amati da politici come la Boldrini? Strepitano? Macché tacciono, come sempre in queste circostanze perché per loro la Verità è sempre solo quella formale, delle Istituzioni. E le Istituzioni, lo sanno tutti, non possono mentire. E allora certe notizie spariscono dai siti dei moralisti del web, semplicemente non esistono. Perché non possono esistere.

Altra domanda: lo spin doctor che ha diffuso scientemente una balla pazzesca verrà indagato e processato? La risposta è, come sempre no, perché i politici che oggi chiedono misure severe contro i blogger, non hanno mai sollecitato punizioni per chi compie reati ben più gravi, mentendo in assoluta cattiva fede, abusando della credibilità delle istituzioni. Quella menzogna non può essere punita. Non è nell'interesse dei politici mainstream.

E come la mettiamo con i giornali e con le tv che hanno diffuso, con toni epici, una bufala colossale? Seguiamo ancora la logica di Pitruzzella: che facciamo, presidente? Chiudiamo Repubblica, Corriere, i tg Rai eccetera? Eh sì, percepisco il suo disagio

E' facile prendersela con un blogger o un utente Facebook accusandolo di diffondere post-verità, ma se vuole essere coerente dovrebbe oscurare i grandi siti e magari anche denunciare per falso le istituzioni tedesche. Che scena! Tutti i grandi giornali chiusi per manifesta manipolazione della realtà o obbligati a uscire con un bollino che ne certifica la non credibilità.

Impossibile? Ovvio non è così che si difende la democrazia e un'informazione davvero migliore. Chi invoca la censura non ha mai davvero a cuore la libertà d'espressione, ma persegue altri inconfessabili interessi. Incompatibili con i vostri.

Non fatevi ingannare, non fatevi intimidire.

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 05 Jan 2017 12:39:21 +0000
Pareggio di bilancio vs. diritti 0-1. Corte Costituzionale sentenza 275/2016 http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2846-pareggio-di-bilancio-vs-diritti-0-1-corte-costituzionale-sentenza-275-2016 http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2846-pareggio-di-bilancio-vs-diritti-0-1-corte-costituzionale-sentenza-275-2016

pareggio di bilancio 300x247Sentenza 275/2016: Diritti e pareggio di bilancio. La Consulta si è pronunciata. Gli effetti sono ancora tutti da scrivere, ma i Diritti costituzionali vengono prima!

Il 16 Dicempre 2016 la Corte Costituzionale si è pronunciata su una legge della Regione Abruzzo e gli effetti sono ancora tutti da scrivere.

di Stefano Ali

Il fatto:

La Regione Abruzzo aveva condizionato il contributo per il trasporto degli studenti disabili alle risorse stanziate in bilancio.

Il servizio, quindi subiva le contrazioni stabilite dalle disponibilità economiche, a loro volta vincolate dal pareggio di bilancio.

Il pareggio di bilancio

Con "pareggio di bilancio" si intende la necessità, per Stato e Regioni, di pareggiare le entrate e le uscite di ciascun anno.

Nel 2011 il Governo Monti inserì il principio del pareggio di bilancio in Costituzione (articolo 81). 

Con il pareggio di bilancio in Costituzione è stato, di fatto, reso illegale il keynesismo. Non risulta più possibile la spesa "espansiva" in infrastrutture, politiche di sostegno al reddito (e al consumo) interno eccetera eccetera.

Una spesa è possibile solo se bilanciata da un taglio o da una maggiore entrata (tasse).

Questo, ovviamente, implica che le minimali maggiori spese a sostegno della produzione devono essere bilanciate da tagli a spese "improduttive".

Le spese improduttive per eccellenza sono proprio quelle che riguardano lo stato sociale.

Istruzione gratuita, sostegno assistenziale e previdenziale agli inabili al lavoro e ai disoccupati involontari, assistenza sanitaria ...

Lo Stato si "ritira" da questi ambiti lasciando al mercato e all'iniziativa privata la gestione del sostegno sociale.

Ovviamente, il privato mercato svolgerà queste funzioni solo dietro corrispettivo.

In buona sostanza, lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione dei servizi sociali essenziali.

Accessibili solo a chi può consentirseli.

Questo, in modo assai schematico, il pareggio di bilancio (vigente per Stato e Regioni) e il "patto di stabilità interno" che ne deriva (per i Comuni).

La Sentenza della Corte Costituzionale

La Sentenza n° 275 del 16 dicembre 2016 della Corte Costituzionale costringe a un amaro risveglio tutti i sostenitori del pareggio di bilancio. I sostenitori del libero mercato e dello smantellamento dello Stato sociale sbattono il muso contro l'amara realtà.

La nostra Costituzione mette al centro la dignità della persona. E la sentenza 275/2016 della Consulta è storica quanto ovvia: i Diritti Costituzionali vengono prima del pareggio di bilancio

Al punto 11 delle "considerazioni in diritto"

  • Non può nemmeno essere condiviso l'argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l'art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell'art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.

Cosa significa?

La domanda potrebbe essere: ma se il pareggio di bilancio è un articolo della Costituzione, come può non incidere sulla erogazione dei servizi?

La risposta è semplice. Seguitemi un attimo.

La Costituzione del 1947-1948 è stata scritta da un "Potere Costituente". Una Assemblea appositamente eletta a suffragio universale.

Tutti i Poteri dello Stato, quindi, sono Poteri costituiti dal Potere Costituente nella Costituzione. Poteri che esistono solo in quanto la Costituzione li prevede. I "Poteri Costituiti" sono poteri derivati dal "Potere Costituente".

Il "Potere Costituente", quindi, nella Costituzione può porre limiti anche ai "Poteri Costituiti". E li ha posti.

Può dire esplicitamente (come dice nell'articolo 139) che "La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale."

Ma possono esserci diveti e prescrizioni impliciti.

I "Principi fondamentali", ad esempio (articoli da 1 a 12) non possono essere toccati.

I "Diritti e doveri dei cittadini" (la "Parte Prima", dall'articolo 13 all'articolo 54) possono solo essere migliorati e non peggiorati.

Quelli che la Costituzione prevede sono i diritti e doveri minimi, i "Diritti e i doveri incomprimibili".

Rispetto a questi capisaldi anche una revisione costituzionale può essere incostituzionale.

Perfino la Sovranità popolare trova dei limiti (Costituzione, art. 1 comma 2)

  • La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Un referendum per chiedere al Popolo di rinunciare alla propria Sovranità è anticostituzionale.

Qualche dubbio è lecito per il referendum consultivo del 1989. Il testo del quesito era:

  • Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità?

I "Diritti incomprimibili"

I "diritti incomprimibili" non possono sottostare ai vincoli di bilancio.

Quindi al "Reddito di cittadinanza", ad esempio, non si può opporre "non ci sono le coperture", le pensioni devono essere adeguate alle esigenze di vita e occorre garantire adeguata assistenza ai disabili.
Art. 38:

  • Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
  • I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
  • Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
  • Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
  • L'assistenza privata è libera.

Quindi occorre provvedere agli 11 milioni di italiani che non si curano più.
Art. 32

  • La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
  • Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Quindi occorre che l'istruzione obbligatoria sia di qualità adeguata e veramente gratuita
Art. 34

  • La scuola è aperta a tutti.
  • L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
  • I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
  • La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

... e se non ci sono i fondi?

Se il pareggio di bilancio è incompatibile con la garanzia dei diritti incomprimibili, è il pareggio di bilancio ad essere incostituzionale e occorre eliminarlo dalla Costituzione.

I portatori di interessi diffusi dei diritti costituzionali fondamentali incomprimibili impugnino gli atti con cui vengono negati i diritti minimi.

I sindacati facciano ciò per cui l'articolo 39 della Costituzione ne giustifica l'esistenza.

BASTA ACCORDI AL RIBASSO per garantirsi i finanziamenti pubblici (CAF, ad esempio), i favori del Governo e gli enormi stipendi erogati per tradire la ragione della loro esistenza.

Fonte: http://ilcappellopensatore.it/2016/12/pareggio-di-bilancio-vs-diritti-0-1/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 29 Dec 2016 09:11:11 +0000
Cosa farà questo Governo di Spettri? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2843-cosa-fara-questo-governo-di-spettri http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2843-cosa-fara-questo-governo-di-spettri

Riflessioni agrodolci post referendum. La lista dei Ministri e le previsioni su quello che ognuno di loro certamente farà.

governospettri

Con il travolgente successo del no al referendum la coscienza degli italiani ha dato un raro, ma forte segno di risveglio. Gli effetti nefasti della riforma costituzionale, come perdita di sovranità, verticalizzazione e devastazione del territorio, non si produrranno in tempi brevi. E per il momento lo stravolgimento costituzionale è rinviato.

Grazie a chi?

Ad una bella maggioranza di italiani, in un sussulto di coscienza unito al disgusto per una classe politica autoritaria, bullesca, sbruffona, autoreferenziale, ed evidentemente nelle mani di grandi poteri di manipolazione.

 

continua a leggere...

 

Certo, sul carro del NO sono saliti anche gruppi di impresentabili, ladri, finti paladini del popolo e servitori di altri poteri, ma è innegabile che alla base della risposta negativa della gente ci sia il disgusto unito al risveglio. E la sfiducia per gente che certamente non lavorava per i cittadini, ma per altri poteri. E questo ormai è un sentimento diffuso.

Ora il potere dovrà comunque fare i conti con questa relativamente maggiore indipendenza di pensiero, con questa voglia di libertà, con questo disgusto.

E quindi godiamoci ancora il sospiro di sollievo per non vedere stravolta la Costituzione. Una Costituzione che andava certamente adeguata e migliorata, ma certamente prima di tutto applicata e sicuramente non stravolta in senso peggiorativo per facilitare l’esercizio del potere da parte di orridi gruppi di predatori trasnazionali.

E poi godiamoci il fatto di non vedere più in tutti i media a ripetizione il bulletto toscano che pontifica sulla propria capacità di fare miracoli, con la faccia di tolla che spara bugie a raffica, circondato da un gruppetto di pretoriani invischiati con le peggiori lobbies. Anche loro capaci con boria e supponenza di dire tutto e il contrario di tutto…

Bene…

Ma ora che succedera?

Già succede che i poteri che erano e sono dietro il governo cercheranno di “intortarci” in qualche altro modo. Di anestetizzare al massimo gli effetti politici del referendum.

E quindi, mentre perdura il sollievo e la soddisfazione per averla scampata, stiamo attenti a non riaddormentarci subito. Perché il vero problema in effetti non era Renzi.

Se non ci facciamo ingannare dal teatrino mediatico, dovremmo sapere che lui non comandava e non decideva proprio nulla, ma era solo il “troll”, la maschera, il burattino del potere, ma non il potere, che rimane intatto, come prima. E che ha semplicemente ordinato al suo Presidente – non al nostro - di nominare il suo nuovo troll.

Certo ha una faccia diversa il Conte Gentiloni di nobili cattolicissimi lombi, una faccia dimessa, un eloquio da confessionale, un portamento perfino un po’ contratto e ricurvo, l’espressione di chi è capitato lì per caso. A dare alla gente l’”impressione” di una maggiore “innocuità”. Ma non abbassiamo la guardia: anche lui continuerà a servire chi lo comanda, senza discussioni e con volontà ferrea. Nella costante ricerca della maggior possibile manipolazione e della riduzione al minimo della libertà di noi cittadini.

Con lui si cercherà di fare in modo che nulla cambi, ma questa volta senza nemmeno far finta di cambiare qualcosa. Ancora peggio del solito italico trasformismo descritto nel Gattopardo.

Secondo le stime l’apprezzamento della gente per il nuovo governo è sotto il 20 %: il più basso della Storia. Il che prelude chiaramente alla preparazione di scenari molto diversi di manipolazione della gente, non più affidati a questi gruppi di spettri ormai spenti ed inefficaci. Ma di questo scriveremo un’altra volta.

Cerchiamo però ora di non farci anestetizzare.

Apparentemente il nuovo governo serve solo a fare la nuova legge elettorale. Ma non si è riempito di saggi costituzionalisti, bensì un numero di “trolls” ancora maggiore del precedente, confermandone la maggior parte.

In effetti il ruolo di questo governo è quello di non mollare la presa del potere nemmeno per un attimo sui veri scopi di ogni ministero, che i ministri di questo governo continueranno a perseguire con efficacia, facendo finta di dirigere ministeri che in effetti sono dominati da bande di burocrati inossidabili e inamovibili, di Direttori Generali e funzionari al soldo dei veri poteri di manipolazione. Intenti a fare le vere politiche anticoscienza ed antilibertà. Mentre i ministri troll sono solamente degli spettri dotati di firma, che fanno solo da “copertura” ai lobbisti legati ai poteri oscuri.

Ne potremmo dissertare per ore, ma limitiamoci a vedere in estrema sintesi ognuno dei nuovi-vecchi ministri cosa certamente farà nei prossimi mesi:

  • Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio e Maria Elena Boschi, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, faranno di tutto per evitare che qualche ministro sfugga al coordinamento della corrente gesuitico-massonica ora al potere, e per fare in modo che il processo di verticalizzazione e perdita di sovranità e libertà dei cittadini possa comunque continuare. Nonostante la battuta d’arresto. Che venga approvata una legge elettorale che ci tenga ancora lontani dall’esprimere nostri rappresentanti veri, liberi e preparati. In questo validamente coadiuvati dal Ministro dei Rapporti col Parlamento Anna Finocchiaro.
  • Marco Minniti, Ministro degli Interni. L’inquietante vero erede di Kossiga, del quale da anni ricalca le orme di carriera, come tramite politico tra poteri nascosti e servizi segreti. Al centro di molte trame, si assicurerà che il controllo del Paese permanga nelle mani di servizi segreti e forze di sicurezza che sostanzialmente, fingendo di operare al servizio dei cittadini, servono le trame dei poteri di controllo. Speriamo che non si ritrovi a seguire le “gloriose” immonde gesta del suo modello in eventi importanti e drammatici come il caso Moro.
  • Angelino Alfano, Ministro degli Esteri, noto esperto di politica estera ragusana, sarà prontissimo a seguire le smanie di guerra americane contemperandole con le esigenze vaticane ed i dettati dei poteri mondialisti. Non sarà il portatore di una politica italiana all’estero ma, come i suoi predecessori, l’attuatore di una politica di asservimento internazionale dell’Italia.
  • Pier Carlo Padoan, Ministro dell'Economia. Cresciuto direttamente dai grandi poteri finanziari predatori mondiali, lavorerà alacremente perchè cresca la schiavitù economica italiana dalla finanza internazionale e da Bruxelles, perchè il nostro debito aumenti per strozzarci ulteriormente e affinché non ci sia una vera politica di espansione e di liberazione della nostra economia. E che tutto sia fatto per impedire il ritorno della Lira e della sovranità economico finanziaria italiana.
  • Andrea Orlando, Ministro della Giustizia. Nella sua vera funzione di Ministro dell’Ingiustizia, continuerà ad evitare che una qualsiasi riforma possa togliere il potere giudiziario dalle mani di gruppi di biechi togati mercenari dei poteri oscuri, e che i tribunali possano smettere di fungere da centri di potere e di controllo sui cittadini e di protezione dei potenti, dei loro abusi e delle loro trame.
  • Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, continuerà certamente a foraggiare le fabbriche di armi internazionali con porzioni enormi del nostro bilancio e ad aumentare le nostre attività belliche all’estero, alla faccia della nostra Costituzione pacifista. E a rafforzare delle Forze Armate ormai non più “popolari”, ma costituite da reparti sempre meglio armati, fedeli al potere, e più facilmente usabili per efficienti colpi di stato in caso ce ne fosse bisogno.
  • Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture, si accerterà che i grandi lavori continuino ad essere affidati a grandi e piccoli speculatori, che servano non ai cittadini ma ad arricchire i circuiti amici del potere, e soprattutto che si facciano infrastrutture inutili e dannose, come la TAV ed altre, a scapito di quelle veramente utili, delle quali il paese ha veramente bisogno.
  • Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, continuerà ad assicurarsi che lo sviluppo economico lo abbiano non i cittadini ma i gruppi predatori internazionali e che, nonostante il Referendum, l’aggressione speculativa al territorio aumenti in modo sostanzioso. E possibilmente con incentivi dello Stato.
  • Valeria Fedele, Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, si accerterà che i percorsi educativi e scientifici siano ancora strettamente orientati e decisi da poteri di manipolazione anticoscienza. Che da decenni stanno sacrificando i talenti di milioni di ragazzi, deprimendo con paghe da fame ed abusi il corpo insegnante, e riformando in modo anti-umano e perverso i programmi scolastici. E certamente si assicurerà che vengano ulteriormente favorite le scuole cattoliche a scapito di quelle pubbliche. E che il settore della ricerca rimanga ai livelli dirigenziali nelle mani di falsi scienziati mercenari delle lobbies.
  • Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, continuerà a proteggere e possibilmente accrescere i tassi di disoccupazione, soprattutto quella giovanile. E a consolidare l’applicazione del concetto anticoscienza del lavoro, e quindi delle persone, come fattore economico e non come esseri umani da salvaguardare comunque. Favorendo ulteriormente la compressione dei diritti dei lavoratori a favore dei grandi predatori.
  • Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali, al di là di qualche operazione di facciata, continuerà ad applicarsi con fervore alla erosione progressiva del patrimonio culturale ed artistico italiano, a gestire la sua marginalizzazione rispetto alle priorità del Paese. A regalare fondi pubblici ai beni privati della Chiesa. E ad esaltare e sostenere circuiti di falsi sapienti e falsi artisti al servizio della diffusione di forme culturali ed artistiche chiaramente anticoscienza.
  • Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, continuerà a favorire i gruppi industriali internazionali devastatori dell’ambiente e della salute, che continueranno a diffondere una agricoltura chimica e mortifera delle persone e della Terra. Ed avrà il compito di aiutare la diffusione emergente del “finto biologico”.
  • Luca Lotti, Ministro dello Sport, semplicemente continuerà a proteggere strutture dirigenziali completamente nelle mani di correnti massoniche nazionali ed internazionali, che utilizzano lo sport come strumento di controllo, predazione e addormentamento delle masse.
  • Claudio De Vincenti, Ministro Coesione Territoriale e Sud, si assicurerà che il Mezzogiorno rimanga povero e nelle mani di gruppi di speculatori, aiutando i gruppi trasnazionali a sostituirsi alle mafie locali, quando possibile, nello sfruttamento delle regioni meridionali.
  • Beatrice Lorenzin, vero e proprio Ministro della Salute “del Vaticano” continuerà a farlo a danno dei cittadini, soprattutto quelli più poveri, e a favore dei grandi poteri di controllo sulle strutture sanitarie, e dell’industria farmaceutica internazionale. E continuerà a favorire il ferreo controllo vaticano e massonico sulla classe medica e sui protocolli di cura. Alla faccia della salute degli italiani.
  • Marianna Madia, Ministro della Pubblica Amministrazione, continuerà a lavorare perché i pubblici dipendenti siano più efficienti, ma non per i cittadini. Bensì per dare ai gruppi di speculazione e predazione rappresentati dagli alti dirigenti pubblici, strumenti molto più efficaci di manipolazione e controllo dei cittadini attraverso più efficienti  strutture statali.
  • Enrico Costa, Ministro degli Affari Regionali, cercherà in ogni modo di ridurre ulteriormente il potere autonomo delle regioni, nonostante il risultato del referendum.
  • Gianluca Galletti, Ministro dell'Ambiente, continuerà a salvaguardare la funzione più autentica del suo dicastero, che più correttamente è ormai quella di Ministero di Protezione dei Devastatori dell’Ambiente. Dove schiere di direttori generali e funzionari non fanno altro che assicurarsi che l’ambiente venga inquinato, riempito di chimica, scorie e veleni, senza apprezzabili ostacoli governativi. Lasciando completamente nelle mani dei cittadini il compito estremo di ribellarsi agli abusi di devastatori sempre protetti dalle strutture ministeriali.

Certo, il quadro appare desolante. Ma non abbattiamoci: proprio grazie a questi modi nefandi e perversi di governare, tanta gente in più si sta svegliando, ed il risultato del referendum lo dimostra. E lo dimostra anche il fatto che quasi nessuno si fida già ora di questi ministri.

Manteniamo alta la pressione, l’attenzione, la sensibilità a difenderci formando comitati, associazioni, premendo sui partiti e sui politici. Ma soprattutto occupandoci fattivamente in orizzontale di quanto avviene localmente nei nostri territori. Là dove possiamo produrre dei risultati pratici nella difesa della libertà e della dignità dei cittadini.

Che ci sia un futuro migliore non dipende da questi governi, dalle maschere inquietanti di questi spettri, e nemmeno da nessuno dei partiti al potere, presenti o futuri…. Ma solo da noi. Da un risveglio di coscienza collettivo che si trasformi in azioni pratiche pulite, giuste, ideali, amorose per la società e per la Terra e tutte le sue creature.

 

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Politica Tue, 13 Dec 2016 10:58:20 +0000
Gentiloni chi? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2842-gentiloni-chi http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2842-gentiloni-chi

LeConteGià da un paio d'anni fa avvertiamo della presenza del Conte Paolo Gentiloni Siverij e delle sue fantasmagoriche imprese, dal giubileo rutelliano o come ministro delle telecomunicazioni del governo Prodi, all'allegria con la quale, in qualità di ministro degli Esteri di Renzi, si prostrava a John Kerry quando questi gli chiedeva soldi e uomini per le guerre americane in medio oriente. E per trovare i soldi per fare certe quisquilie, qualche arma in più la dovevamo pur vendere... Cercammo di mettere in guardia da un personaggio chiaramente schierato con i vincitori della corsa al potere negli ultimi anni. Non è un caso che nel momento in cui serve l'ennesimo pretoriano per schiacciare i i redivivi, seppur flebili aneliti democratici di questo paese, ci mettano proprio lui.

 

mary poppinsForse alla fine la scelta è caduta su di lui per una questione d'immagine. Infatti sono pochi quelli che si sono occupati di dare un'occhiata un pelino più approfondita a Gentiloni. Mentre uno come Padoan è troppo palesemente legato alla Troika, troppo chiacchierato, e le sue misure, tipo un eventuale ricorso al MES per sovvertire l'esito referendario,  avrebbero potuto creare malcontenti troppo estesi. Forse confidano che Gentiloni possa fare esattamente le stesse cose senza scatenare troppo putiferio. Come cantava Mary Poppins: "Basta un poco di zuccero e la pillola va giù..."

Quando il conte divenne ministro degli esteri per il governo Renzi, celebrammo la notizia così:

Affari Esteri: arriva il Conte Gentiloni... siamo veramente a posto

Garantisce tutti i potenti, il Conte Paolo Gentiloni Siverij, di feudi e lombi marchigiani. Nominato oggi Ministro degli Esteri.

Rampollo di una famiglia nota per ripetuti, secolari, servizi al Vaticano nel campo dell'influenza nella politica italiana. Per conto di Rutelli sindaco di Roma continuò la tradizione familiare e proprio lui fu nominato Assessore al Giubileo, in contatto con la banda che se ne occupò. Uno dei principali esponenti di quella storica "impresa" fu l'efficentista Bertolaso, "eroe" della mancata ricostruzione aquilana, del disastro della Maddalena e della trasformazione della Protezione Civile in Comitato d'Affari...

Da Ministro delle Comunicazioni del governo Prodi, il Conte Gentiloni fece la faccia cattiva di quello che doveva distruggere l'impero televisivo Berlusconi... Ma forse fu sono un atteggiamento per compiacere gli elettori... perché in effetti la sua funzione si è poi risolta nel proteggerlo, magari a condizioni più utili ai veri circuiti di potere.

Ma il Conte non si fa mancare nemmeno il fatto di essere vicinissimo ad ambienti israeliani e soprattutto americani.

CIR Gesuiti RompuyE deve proprio essere stata qualche vocina gesuitico-massonica, supportata da manine statunitensi, ad averlo convinto ad essere uno dei primi a sostenere Renzi nel PD, ben prima che si creasse l'onda opportunistica renziana di questi mesi.

Ed ora è l'uomo giusto al posto giusto... la poltrona di Ministro degli Esteri. Un posto utilissimo a chi dirige il tragico teatro del potere per incanalarci sempre di più in una politica estera guerrafondaia e di perdita di sovranità.

All'origine di ogni nobiltà materiale c'è un non detto, un qualcosa di inconfessabile e di indicibile compiuto al servizio di un potere oscuro più forte. Lo stesso indicibile mantiene certe famiglie nobili al potere per secoli...

Noi invece siamo per il faticoso raggiungimento della vera nobiltà a disposizione di tutti: la nobiltà interiore. Che non corrisponde affatto a quella materiale – di per sé predatoria - ma è fatta di libertà di coscienza, di etica, di amore per il prossimo e per la società umana." (Coscienzeinrete Magazine - 21/10/2014)

 

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Mon, 12 Dec 2016 09:20:54 +0000
Il mito della governabilità http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2839-il-mito-della-governabilita http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2839-il-mito-della-governabilita

GovernabilitàIl sonoro pernacchione degli italiani a chi voleva devastare la costituzione è stato un vero toccasana. Ogni tanto è necessario realizzare che "la ggente" non è così brutta come la si dipinge. Fa bene all'anima, da un senso di speranza. E' la necessaria boccata d'ossigeno. 

Ora però, nel day after, ci ritroviamo le stesse facce in parlamento con sopra lo stesso Presidente della Repubblica: quell'ex giudice costituzionale che ha permesso ad un governo illegittimo di attentare alla costituzione.

Il nostro baluardo dell'imparzialità e della costituzione.

Nel day after si ascoltano cose orribili, dette dai politici, dai partiti e anche dalle persone comuni sui social. 

Mattarella rifiuta le dimissioni di Renzi fino alla firma sulla legge di bilancio (per carità, non si può far aspettare l'Europa, non sia mai...) in nome della governabilità, si prospetta un "governo tecnico" imposto dalla troika, i delusi del SI che blaterano "ecco, ora ve lo meritate questo casino, quando potevamo cambiare per avere una migliore governabilità", e poi i 5 Stelle, che invece di godersi il trionfo e mantenere intatto un vantaggio elettorale evidente, si danno subito una bella zappata sui piedi e ai loro consensi, dicendo che l'Italicum va bene per le elezioni, solo che bisogna estenderlo anche al Senato. Ovviamente in nome della governabilità. (P.S. L'Italicum NON va bene, è chiaramente incostituzionale in quanto praticamente identico al Porcellum)

E' questo il dibattito che infuria dal dopo tangentopoli. Andiamo per i venticinque anni che, stringi stringi, non si parla d'altro: la governabilità.

Il sottinteso di tutte le forze politiche è: bisogna fare in modo che chi vada al potere possa fare quello che gli pare senza intralci. Questo quando sono alla maggioranza o in testa ai sondaggi; quando invece sono all'opposizione o devono recuperare nei sondaggi, strillano come oche perchè la maggioranza vuole fare come gli pare.

E' un quarto di secolo che si cerca di scardinare la costituzione in nome della governabilità, con leggi elettorali, modifiche della carta, giudici costituzionali ad orologeria, ecc.

Allora viene spontaneo chiedersi: "PERCHE' I PADRI COSTITUENTI HANNO FATTO IN MODO CHE L'ITALIA SIA INGOVERNABILE?"

 

Ce lo si chiede perche non è pensabile che non si rendessero conto di cosa stavano scrivendo. Lo si può pensare di Alfano, o di Verdini, o della Boschi (e lo si vede dalle modifiche che hanno cercato d'introdurre), ma non di Calamandrei&Co.

No. I padri fondatori sapevano esattamente ciò che stavano facendo: SCEGLIEVANO IL MALE MINORE.

Naturalmente non tutti erano completamente consci di ciò che stavano facendo, ma un numero sufficiente, si.

Non come semplice reazione al ventennio fascista. 

Per lo meno, non come semplice reazione al fascismo in se, ma come reazione a quello che c'era dietro, sotto e sopra il fascismo (e al comunismo, all'imperialismo, al colonialismo, ecc.): gli stessi oscuri poteri che sono stati dietro, sotto e sopra la politica della così detta prima repubblica, e alla politica contemporanea nostrana ed internazionale. E che in parte sono dentro ognuno di noi.

Gli egoismi individuali, i nostri lati oscuri, la finanza, il Vaticano, la massoneria internazionale, e tutte quelle forze interiori ed esterne che fanno da necessario ostacolo allo sviluppo delle coscienze, e che diventarono molto visibili ai padri fondatori nel momento in cui riuscirono a scatenare i più grandi massacri della storia dell'uomo: la prima e la seconda guerra mondiale.

Governabilità6Fu questo a far superare le diversità a uomini che magari si erano battuti su lati opposti degli schieramenti politici. Che indusse al rispetto e all'accordo personaggi come Benedetto Croce con altri che magari di mestiere facevano l'avvocato con clienti mafiosi, e che si ritrovavano a fare i padri costituenti per conto degli americani, come Bernardo Mattarella. Uomini che comprendevano che la guerra, quella vera, non era cominciata nel 1939, e di sicuro non era finita nel 1945. Fu questo a fargli vedere che non esisteva ancora un dominio dell'umanità sul suo lato oscuro, e che pertanto il potere andava limitato il più possibile. Andava costretto ad operare il più possibile attraverso il compromesso, secondo l'assioma che un compromesso tra due egoismi è comunque preferibile al prevalere assoluto di uno dei due, e che un compromesso tra 10 milioni di egoismi è di gran lunga migliore al precedente.

E questo compromesso continuo doveva includere più persone possibili. 

Per questo ci sono Camera e Senato fatti così. Per questo c'erano Regioni, Province, Comuni con poteri forti e con soldi a disposizione.

Perche i padri fondatori NON LA VOLEVANO proprio, questa maledetta governabilità. 

Volevano che tutti scendessero a patti con tutti, a costo di perdere tempo e denaro, a costo di includere le richieste dei puzzoni come quelle dei santi.

Perchè il tempo ed il denaro non sono la posta in palio. 

"Forse vale la pena di ricordare che il sistema parlamentare-proporzionale della prima repubblica ha prodotto un riformismo ben più forte ed incisivo di quanto poi non si sia dimostrato capace di fare il sistema politico della seconda repubblica: riforma della media unificata e scolarizzazione di massa, riforma del codice di procedura penale, statuto dei diritti dei lavoratori, legge "erga omnes", divorzio, istituzione della giustizia amministrativa, nuovo diritto di famiglia, riforma sanitaria, riforma agraria e potremmo continuare a lungo. Tutte riforme che surclassano per qualità, rendimento e durata le "riformicchie" e le controriforme del parlamento della seconda repubblica, senza alcun possibile confronto."  - Scrive Aldo Giannuli

Governabilità5Non è un caso che l'Italia postbellica abbia dato i suoi frutti migliori, anche economici, nel periodo di maggiori compromessi, e che questi frutti siano cominciati a venire meno nel momento in cui un potere fondamentale, quello di controllo dell'economia, fu tolto dal gioco del compromesso con il divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d'Italia. Da li in poi, grazie a quella leva, sempre meno democrazia: sempre meno compromesso. Da li in poi, un declino in perenne accelerazione. Sono solamente pochi anni che le persone cominciano ad accorgersi di questo declino, e la maggior parte se ne accorge solo per via degli effetti sulle loro tasche, ma pochi lo associano ad altri e peggiori effetti sulle loro vite e sulle loro anime.

E pochissimi tutt'ora comprendono che ciò che stiamo vivendo era esattamente ciò che i padri fondatori SAPEVANO che sarebbe successo, ed era per questo che Calamandrei esortava i giovani a CAPIRLA e a DIFENDERLA questa benedetta costituzione, per questo ci esortava ad essere migliori, perchè avremmo potuto così creare compromessi sempre migliori.  Per questo i toni dei politici di allora erano comunque rispettosi dell'avversario. Non perchè erano più ipocriti, erano ipocriti esattamente come lo sono ora, ma avevano più coscienza del gioco che stavano giocando: l'avevano chiamata Repubblica Italiana.

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Ed eccoci qua, due giorni dopo che il 60% degli italiani ha difeso ciò che rimane della costituzione del '48 (andate a vedere cosa è cambiato, in special modo le modifiche di qualche anno fa al reato di "attentato alla costituzione"), con un Presidente che rifiuta le dimissioni di Renzi in nome della governabilità, con le oche che strillano perchè abbiamo perso l'occasione di essere più governabili, con altre oche che vogliono le elezioni subito, ma con una legge elettorale incostituzionale, in nome della governabilità (non vedono l'ora di poter fare LORO come gli pare), l'Unione Europea che ci bacchetta perchè abbiamo fatto la scelta sbagliata, perchè loro vogliono la governabilità.

Due giorni fa abbiamo difeso il nostro sacrosanto DIRITTO all'ingovernabilità. E' questo che volevano i padri fondatori: non sudditi, ma CITTADINI. Vogliono fare qualcosa? Devono accontentare talmente tante persone che i provvedimenti, in media, saranno a favore della maggioranza dei cittadini.

Per questo hanno levato di mezzo il voto proporzionale. Faceva schifo perchè era clientelare? SI, ma era mille volte meglio di quello che abbiamo ora, con un maggioritario che non rappresenta più niente e nessuno, se non vaghissimi concetti di vetero-appartenenza e/o tuttingalera-vivalonestà, con una legge elettorale che leva di mezzo le scelte dei cittadini. Almeno prima si poteva scegliere DI CHI essere clienti, e ti dovevano dare qualcosa in cambio, fosse anche un posto da usciere, ma la maggioranza chiedeva diritti e riforme positive, per quello il proporzionale alla fine surclassava la schifezza della seconda repubblica. 

Ora, immaginate dei cittadini che comprendono questa lezione fondamentale dei padri costituenti, che hanno accesso a internet e che quindi possono smentire e diffondere le balle di un consigliere comunale come quelle del Presidente della Repubblica; che mediamente sono fuori dai peggiori influssi delle religioni organizzate, che non fanno parte dei circuiti massonici, che magari fanno il bancario, ma non certo il banchiere. Immaginate che abbiano la possibilità d'influire su comuni che hanno fondi a disposizione, su province che hanno fondi, su regioni che possono mettere in discussione l'operato dello stato, che possono votare in un modo al Senato ed in un altro alla Camera, che i Senatori ed i Deputati debbano mettersi d'accordo tra loro, e tenere in considerazione le richieste di tutto il resto.

Immaginate che significa per chi ha in mano le leve del potere, dover scendere a compromesso con questi cittadini armati dalla rivoluzione tecnologica, e poi chiedetevi come mai sono stati tolti i soldi a comuni, province, ecc, come mai hanno infilato il pareggio di bilancio in costituzione, come mai volevano modificarla ulteriormente per togliere senatori e potere alle Regioni, come mai ci hanno costretto prima al porcellum e poi all'Italicum, come mai si vuole far si che le decisioni vengano prese a Bruxelles da dei nominati.

Come mai vogliono convincerci tutti che la governabilità è essenziale, quando di fatto non lo è? Il Belgio ad esempio è stato senza governo per 30 mesi senza sprofondare al centro della terra.

Perchè ci vogliono "governabili"...

Come mai chiunque governi, la scuola va sempre più a rotoli?

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Quelli che dicono che la costituzione è vecchia non hanno capito nulla. La costituzione è stata fatta da persone che avevano ben chiara in mente la possibilità di un futuro come quello che stiamo vivendo. Queste persone ci hanno dato uno strumento formidabile. Cogliamo l'occasione di accogliere il suo aspetto fondamentale, battiamoci per reintrodurre il reato di attentato alla Costituzione così com'era prima, e per l'applicazione reale e quotidiana di questa carta superba.

Per rimanere meravigliosamente ingovernabili.

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Politica Tue, 06 Dec 2016 10:10:44 +0000