Cacciato il vicedirettore dello IOR. Gesuiti e Opus Dei continuano a darsele di santa ragione. In evidenza

Negli ultimi anni lo IOR, la banca vaticana, sembra la hall di un albergo con la grande porta girevole. Si susseguono direttori e vicedirettori, facce che vedi entrare e poi uscire dopo poco, magari scortati dalle guardie svizzere che li accompagnano al confine. D'altronde, vista la guerra senza tregua che i gesuiti hanno mosso all'ala opusdeista, non ci si poteva non aspettare che la banca da 50 anni centro di alcuni dei giri di soldi più loschi del pianeta, non soffrisse le mareggiate.

L'ultimo ad essere buttato fuori, nel vero senso della frase, è stato il vice direttore Giulio Mattietti. Preso dalle guardie svizzere da un momento all'altro due giorni fa e depositato oltre il confine.

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Il che non sarebbe strano se Mattietti apparisse come uno della corrente dell'opus. Ma Mattietti è stato fatto vicedirettore contemporaneamente alla nomina del direttore Mammì, scelti entrambi dai gesuiti proprio per rimpiazzare i vertici della banca con uomini di "provata" appartenenza. 

Ma chi lo sa, d'altronde Mattietti è stato allo Ior molto a lungo, sotto gestioni diverse, e alla lunga i confini possono diventare labili e i legami ingarbugliarsi. Infatti alcuni dicono che l'allontanamento  di Mattietti sia legato all'allontanamento di Libero Milone, il revisore di conti apparentemente ingaggiato per fare pulizia allo IOR e poi cacciato in malo modo. La cosa ancora più strana è che Milone fosse creatura del cardinale George Pell, un evidente e potentissimo supporter dell'Opus Dei, prima messo da Bergoglio nel ruolo di prefetto della Segreteria per l’Economia, poi "fatto fuori" con l'arma che ha permesso l'ascesa di Bergoglio: l'accusa di pedofilia.

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Ora, capire cosa ci sia esattamente dietro a questa vicenda è molto difficile. Guardandola dall'alto, potrebbe anche essere una manovra in tipico stile gesuita, giocata sul medio-lungo termine invece che nell'immediato: devi cominciare a sradicare l'opus dei che è infilato in tutte le sale dei bottoni vaticane, e specialmente nello IOR? I dossier sulle porcherie non bastano, perchè magari non tutti sono ricattabili, e poi occorre assicurarsi che quelli che sembrano tuoi amici in realtà non siano anche amici loro. Quindi appena eletto ti tieni buono il potente cardinale nemico e lo piazzi in un ruolo di supervisione di un nodo nevralgico; fai finta di accordarti con lui su nomine e promozioni e mandi avanti le cose in modo normale per un po'. Guardi i legami che si formano, vedi da dove partono e dove finiscono, e poi fai una bella potatura. Chi lo sa? Magari è proprio quello che sta succedendo. Certo che strappare lo IOR a chi lo ha governato e infiltrato per decenni, a chi lo ha usato per fare cose strane con Sindona, Calvi, Gelli, Escobar (eccetera eccetera eccetera), non deve essere affatto cosa facile, anche per i regnanti correnti, che se anche riusciranno nell'intento, sarà solo per continuare a fare le stesse cose.

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La cosa veramente positiva in tutto ciò è che facendosi la guerra, i due schieramenti ci mostrano chiaramente chi sono. Anche i più recalcitranti possono vedere che le truppe schierate al fronte di questa battaglia, che poi è il fronte di una guerra più ampia, hanno divise ben distinte. E ciò è un bene per chi cerca di svegliarsi. 

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