PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

Wirecard e SisalPay: siamo sicuri di voler abolire il contante?

  • Articoli
  • Wirecard e SisalPay: siamo sicuri di voler abolire il contante?

Quanto successo in questi giorni ai possessori di carta Sisal Pay, e ad innumerevoli possessori di carte che si basavano sul circuito Wirecard, è un chiaro monito sulla fragilità intrinseca di un sistema che si basi esclusivamente su valuta elettronica. Migliaia di cittadini italiani si ritrovano improvvisamente senza accesso ai loro soldi. Per di più in un periodo come questo.

Ma non è un problema solo italiano: la stessa cosa è successa dall’Inghilterra al Pakistan, perchè Wirecard è un “giocatore” internazionale, e non solo Sisal vi si appoggia, ma altre trecentomila aziende in tutto il mondo. Si stima che ci siano milioni di persone che non hanno accesso ai propri soldi, 500mila solo in Gran Bretagna, e che non sanno quando o se lo riavranno.Questo avvenimento dovrebbe far pensare molto quei legislatori che spingono per l’abolizione del contante, perchè le cose che possono andare storte sono moltissime: dalla frode, come sembra nel caso Wirecard, ad altri tipi di  dolo vero e proprio, che non è possibile escludere per il presente, e probabilmente neanche per il futuro. Per non parlare dell’uso politico dell’accesso (o del divieto di accesso) al denaro , spauracchio di moltissimi che non sono più disposti a credere alla buona fede delle istituzioni, o di chi ne fa parte, figuriamoci alla buona fede dei circuiti finanziari. (E.C.)

Ecco un articolo di QuiFinanza, che descrive cos’è successo e qual’è la situazione dei possessori di carte SisalPay.

Lo scandalo Wirecard

A pagare le conseguenze del “disastro” Wirecard sono anche i clienti italiani SisalPay, che in queste ore hanno visto respingersi i pagamenti elettronici effettuati con la carta e hanno rilevato il blocco del prelievo di contanti.

Il motivo? La gestione delle carte SisalPay era affidata proprio alla Wirecard, società tedesca leader mondiale nei servizi finanziari e tecnologici finita su tutti i giornali, nelle scorse ore, per il colossale buco da 2 miliardi di dollari emerso nei suoi conti.

Oltre al drammatico crollo in borsa dei suoi titoli, pari al 70%, il suo fondatore, Markus Braun, si è dimesso, per essere subito arrestato su richiesta della Procura di Monaco di Baviera e rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 5 milioni di euro.

Il gruppo tedesco ha così avviato le procedure per l’insolvenza: “Il cda di Wirecard ha oggi deciso di presentare al Tribunale di Monaco competente una richiesta per l’apertura di un procedimento di insolvenza per il rischio di incapacità di pagamento e sovraindebitamento”, ha annunciato la società.

Carte SisalPay, cosa succede

Ma il devastante crac ha avuto ripercussioni, appunto, anche sui possessori di carte SisalPay. Su Facebook, è persino nato un gruppo di persone che si definiscono “truffate” dalla società. Quest’ultima ha provato a correre ai ripari, diffondendo una nota di scuse e rassicurazione: “L’autorità di vigilanza bancaria inglese (FCA) ha bloccato preventivamente l’operatività di tutte le carte Wirecard a livello mondiale e di conseguenza anche le vostre carte con brand SisalPay”, si legge.
”Ci scusiamo per gli inconvenienti che questa situazione vi sta arrecando e siamo in campo in prima persona per contenere i disagi verso i nostri Clienti, il nostro primo interesse”.

Quindi, SisalPay assicura che, nei prossimi giorni, contatterà i propri clienti “per trasferire il saldo direttamente su una nuova carta prepagata, emessa in partnership con Banca 5 – Gruppo Intesa Sanpaolo, affinché possiate tornare velocemente ad effettuare pagamenti in tutta tranquillità oppure ricevere indicazioni sulle modalità, per voi più sicure e convenienti, di accredito o rimborso del saldo presente sulle vostre carte”.

Le carte bloccate sono state centinaia di migliaia in tutto il mondo, poiché molte società si appoggiano alla fintech tedesca per l’emissione delle stesse.

Cos’è Wirecard

Wirecard sostiene di avere oltre 300 mila aziende come clienti in tutto il mondo. Vanta inoltre accordi stipulati con i giganti cinesi dei pagamenti su mobile Alipay e WeChat, dopo quelli con Apple e Google, che hanno aperto immense prospettive nel settore della vendita al dettaglio.

Fondata nel 1999 nei pressi di Monaco di Baviera, inizialmente si occupava di transazioni per l’industria del porno e dei giochi online. Oggi, invece, garantisce pagamenti per transazioni effettuate online da società (compagnie aeree comprese), incassando nel processo un premio per il rischio. Sia che i consumatori paghino tramite smartphone, sia con carta di credito o PayPal, Wirecard è dunque dietro le quinte per assicurare aziende e commercianti che saranno pagati. Ora, la società è nella bufera per un ammanco da 1,9 miliardi, e dunque una colossale frode contabile. (Fonte)

Può interessarti anche:

 

condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.