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Viaggiare gratis lavorando (poche ore) in fattoria: si chiama ‘wwoofing’ ed ecco come si fa

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  • Viaggiare gratis lavorando (poche ore) in fattoria: si chiama ‘wwoofing’ ed ecco come si fa

di Livia Liberatore

Vitto e alloggio in cambio di poche ore di lavoro agricolo giornaliero. Non è una moda passeggera per viaggiatori alternativi ma un trend che ogni anno, con la crisi economica e la più diffusa consapevolezza “green”, ha più partecipanti. Lo dimostrano i numerosi siti da cui fare domanda per fare esperienze di lavoro in fattoria, in tutto il mondo. Alcuni propongono vere posizioni retribuite, di lunga durata o con un impegno di pochi mesi, con l’aggiunta di vitto e alloggio.

È il caso, ad esempio, delle aziende agricole della Danimarca che ogni estate cercano manodopera per la raccolta delle fragole: alcune sono pronte a fornire uno stipendio lordo pari a circa 2.150 euro al mese per 160 ore. Altri siti e organizzazioni offrono esperienze più pensate per viaggiare spendendo poco, in particolare durante le vacanze estive, e fare allo stesso tempo una full immersion nel verde.

Questo turismo low cost ha anche un nome: “wwoofing”. Si chiama così dal movimento mondiale “Wwoof”, World Wide Opportunities on Organic Farms, nato nel 1971 in Inghilterra, fondato da Sue Coppard, una signora inglese che iniziò ad impegnarsi nelle fattorie durante i finesettimana con l’idea di allontanarsi per alcuni giorni da Londra e vivere nella natura. Il movimento oggi mette in relazione volontari e progetti rurali. Ogni Paese ha la propria organizzazione indipendente inserita nel “Wwoof”. La particolarità è che si tratta di fattorie biologiche, che praticano agricoltura sostenibile.

 

I volontari sono occupati per poche ore al giorno in attività come il giardinaggio, la cura degli animali, la raccolta di frutta e verdura. Alcune aziende propongono anche lavori più specializzati come l’apicoltura o l’utilizzo di erbe aromatiche. Non serve essere già pratici del mestiere al proprio arrivo, ma bisogna essere aperti alla collaborazione e pronti ad imparare.

I partecipanti in genere sono giovani studenti, ma non mancano adulti, pensionati, famiglie. Vengono alloggiati nella fattoria, hanno una stanza a loro disposizione, a volte è richiesto di portare una tenda per dormire. Sono molti gli host che precisano: da noi si mangia vegetariano.

Le proposte per l’estate 2019 sono in più di 50 Stati, dall’Olanda al Giappone. Sono così tante e ognuna diversa dall’altra da accontentare le esigenze di tutti. Una delle esperienze più estreme, adatta a chi ama il clima freddo, è quella nella fattoria Miekojärvi in Svezia, dove i viaggiatori sono ospitati in una tipica casa svedese con la sauna. Il luogo si trova nell’estremo nord della Svezia, vicino al Circolo Polare Artico. Fra le attività necessarie qui, a seconda della stagione, c’è la pesca del pesce da affumicare, la cura dei cani da slitta e l’aiuto a spalare la neve. In Portogallo invece, in alcune fattorie dell’Algarve è possibile lavorare nei campi e nel tempo libero fare surf sulle famose spiagge della regione. In Nepal si può essere ospitati a 3mila metri di altitudine.

Al “Wwoof” partecipano anche molte aziende agricole biologiche italiane. Per aderire alla sezione del nostro Paese bisogna versare una quota associativa di 35 euro e poi si potrà entrare in contatto con gli host, più di 700. In Trentino-Alto Adige si può essere ospitati in un maso in alta montagna. Per esempio, una famiglia con tre bambini ospita i wwoofer nella sua fattoria biologica nel Parco Nazionale dello Stelvio. Gli ospiti aiuteranno nelle attività quotidiane: “coltiviamo piccoli frutti e abbiamo anche 50 galline, 30 arnie di api e quattro San Bernardo”, si legge nella descrizione, “in estate raccogliamo le fragole, i lamponi e altri piccoli frutti, li vendiamo direttamente nel nostro chiosco o al mercato contadino e poi facciamo le confetture e i succhi. In autunno alleviamo cuccioli di San Bernardo”. In una piccola azienda di tre ettari nelle colline vicino al mare a Castagneto Carducci, in Toscana, Bridget e i suoi figli Ester e Remo gestiscono l’impresa con l’aiuto di amici e wwoofers e chiedono aiuto nell’orto, frutteto, oliveto. Tutti gli host specificano le lingue parlate e il livello di conoscenza: l’Italia è uno dei Paesi più richiesti dai woofers in arrivo dall’estero.

Fonte: https://it.businessinsider.com/viaggiare-gratis-lavorando-in-fattoria-wwoofing/?fbclid=IwAR3EvpcqRCmQ92p4U3XFIPB4IfdO9O5yjAqdoM_reUhFOQ2BZuix2ko3mH8&ref=fbph&ncid=fcbklnkithpmg00000001

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