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Un po’ di chiarezza su commissioni, giunte e governo.

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  • Un po’ di chiarezza su commissioni, giunte e governo.

CIR SturmgrillenProviamo a fare un po’ di chiarezza sulle commissioni parlamentari, il loro ruolo, come vengono composte e perchè. Guardando bene come funziona il meccanismo, si vede come un governo legittimato dalla fiducia, sia assolutamente necessario per la creazione delle commissioni permanenti. Mentre la creazione delle “giunte” parlamentari possa, e anzi debba, essere fatta immediatamente.

Il punto costituzionale deriva dalla natura dei rapporti tra gli organi costituzionali ossia del rapporto tra il potere esecutivo e il potere legislativo. Il governo, detentore del potere esecutivo, esprime, attraverso il programma di governo, l’indirizzo politico da seguire. Per questo la maggioranza parlamentare che lo sostiene, attraverso quel famoso voto di fiducia, si dovrà adoperare per promuovere leggi (esercitare cioè il proprio potere legislativo) atte ad ottenere i risultati voluti sulla base di quel programma e il compito di deliberare (approvare) le leggi spetta appunto al Parlamento.

Quest’ultimo però funziona tramite le commissioni permanenti distinte per materia. Dunque, nelle commissioni permanenti (che corrispondono di norma, grosso modo, ai ministeri e assomigliano a mini parlamentini ) ci dovrà essere il relatore di maggioranza e il relatore di minoranza, il primo si spenderà per illustrare e promuovere il provvedimento in esame, se la commissione opera in sede referente, oppure lo farà per ottenere l’approvazione, se la commissione opera in sede deliberante. Il secondo si spenderà invece per contrastare o correggere la proposta o il disegno di legge. Dunque alla base del lavoro delle commissioni c’è questo famoso programma di governo presentato da un governo che abbia ottenuto la fiducia. In assenza di questo prerequisito le commissioni lavorerebbero nel buio e nella confusione, ossia in modo casuale, senza alcuna linea di condotta da seguire o da contrastareSe manca un governo in carica provvisto di fiducia il parlamento non può produrre leggi.

Sono organi interni delle Camere composte, di regola,in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi parlamentari. Per semplificare dirò che sono dei mini parlamentini che possono funzionare in sede referente, redigente, deliberante. E’ necessario però che siano chiari i rapporti tra maggioranza e minoranza.

I membri di queste commissioni sono scelti dai singoli partiti all’interno dei gruppi parlamentari che, grosso modo, a questi ultimi corrispondono. Per individuare maggioranza e opposizione è indispensabile che ci sia un governo legittimato dal voto di fiducia.

Dalle commissioni permanenti si distinguono le GIUNTE, anch’esse organi permanenti delle Camere.
I membri delle giunte sono nominati dal Presidente dell’Assemblea rispettando il criterio di proporzionalità.

Le giunte devono e possono essere costituite subito!

Pertanto alla Camera, la Boldrini deve decidere chi deve entrare nelle giunte presenti alla Camera dei Deputati che sono:

  • la giunta per il regolamento;
  • la giunta delle elezioni;
  • la giunta per le autorizzazioni a procedere.

Al Senato, Grasso deve procedere subito alla nomina dei componenti delle seguenti giunte:

  • la giunta per il regolamento;
  • la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari;
  • la giunta per gli affari delle Comunità europee.

Conclusione, se ci sono motivi fondati per non formare le commissioni permanenti, non sussistono validi motivi per dilazionare la formazione delle giunte e queste devono essere costituite subito.

E’ chiaro che le “giunte delle elezioni” nelle due Assemblee sono quelle che devono dire, ad esempio, se Berlusconi è o non è eleggibile. Questa cosa qui andrebbe fatta prima dell’accordo sul nome del futuro Presidente della Repubblica.

Ecco, quindi che il movimento 5 stelle, invece di cincischiare inutilmente sulle commissioni, dovrebbe chiedere la costituzione di questa sola “giunta delle elezioni”.

Le informazioni per la stesura di questo articolo sono state tratte dal Manuale di Diritto Costituzionale di T.Martines, ottava edizione, edito da Giuffrè.

Articolo di: Fiorenza Calonici

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