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Diminuiscono le vaccinazioni, diminuiscono le morti in culla: coincidenze?

Morti in culla e vaccinazioni – Negli USA, un parametro correlato in questi mesi di lockdown.

Lessons from the Lockdown, un documento prodotto pochi giorni fa da Health Choice, racconta cosa è successo in questi mesi negli Stati Uniti durante l’emergenza Coronavirus.
Tempo fa, abbiamo parlato di una correlazione tra Infarix Hexa e morte in culla, prontamente insabbiata dalla GSK.

Sono state 7 le lezioni che secondo gli autori, Amy Becker e Max Blaxill, sono meritevoli di considerazioni.
Le ho tradotte, aggiungendo qua e la qualche commento. Nel file originale trovate anche qualche grafico in più.

  1. Trend delle morti : effettivamente, nel periodo compreso tra fine Marzo ed inizio Maggio, c’è stato un aumento del 37% nella media delle morti attese, esattamente dal 28 Marzo al 16 Maggio. Nel periodo compreso tra 2017 e 2019 circa 60.000 morti, nel 2020 circa 75.000. Dopo questa data, il trend è tornato stabilmente nei numeri delle scorse stagioni. Dato che parliamo del numero totale delle morti, è ragionevole pensare che sia questo il motivo dell’aumento in queste 8 settimane.
  2. Localizzazione : questa lezione per me è quella tra le più interessanti. Tra i 50 stati, abbiamo differenze notevoli. Se prendiamo come inizio Febbraio, terminando a Maggio, periodo di 90 giorni coperto al 100% dai dati,  con uno sguardo totale agli USA, possiamo notare come l’aumento delle morti attese sia stato solo del 5% rispetto al periodo 2017-2019. Sicuramente un aumento, ma da qui a parlarne come ne hanno parlato i media, cambia qualcosina no? Altra cosa interessante è che ci sono particolari regioni/stati colpite decisamente di più : la città di New York ha avuto un incremento del 130%, il New Jersey un incremento del 37%, il Colorado del 12%. Possiamo vedere New York come la nostra Bergamo?
    Ancora, su 50 stati sono in 31 quelli che hanno registrato un numero maggiori di morti ma solo 6 con un aumento superiore del 10%.  Tre tra gli stati più grandi, California, Texas e Florida, hanno avuto un modestissimo aumento, tra 1% e 5%. Altro dato molto interessante, sono 5 gli stati che non hanno ordinato di stare a casa alla propria popolazione, e nessuno di questi ha registrato un aumento di mortalità, anzi North Carolina e South Dakota hanno avuto una sensibile riduzione.
  3. Lockdown stringenti non hanno inciso : come già detto, gli stati senza lockdown non hanno avuto in risposta un eccesso nel numero di morti. Nebraska, Iowa, Arkansas, South Dakota e North Carolina. Nessuna di queste! Comunque, concludono gli autori, non sapremo mai se un lockdown meno aggressivo nella città di New York avrebbe potuto cambiare le cose.
  4.  Anziani più colpiti : lo sapevamo, gli over 65 sono la fascia più colpita. Confrontando anche gli under 65, possiamo notare che i momenti di maggiore intensità sono similari, anche se poi nel numero effettivo dei morti gli over65 sono stati molti molti di più. Difatti, negli under 55 il passaggio della pandemia è praticamente impercettibile. Non per rimarcare il fatto che prima o poi si deve morire e che gli anziani chissenefrega se muoiono. Ma perlomeno l’idea era quella di proteggere le fasce più deboli, anziani e bambini : sui primi è stato un fallimento totale. Se guardiamo ai bambini, il discorso vira tremendamente.
  5. Bambinie i meno colpiti : questa è un’altra caratteristica importante da andare a studiare. Praticamente, da Febbraio in poi, sono crollate le morti dei minorenni. Se andiamo a guardare le fasce più nello specifico, quella che ha giovato di un grande miglioramento grazie al lockdown è stata quella dei bambinie con meno di un anno. Anche la fascia tra 1 e 5 anni ha avuto un miglioramento. Negli adolescenti il valore è rimasto pressochè identico, ed è stato escluso il fattore del non andare a scuola. In pratica, nel mese di Maggio circa 200 infanti alla settimana in più sono sopravvissuti
  6. Anni di vita persi, anni di vita guadagnati : ogni vita ha valore,  è evidente e da ribadire. Quando guardiamo l’età mediana in cui si muore per Coronavirus, circa 83 anni nel Minnesota, abbiamo una perdita di anni di vita di circa 2 anni. Quando guardiamo al potenziale guadagno di un infante, sono circa 80 anni in più. Una triste misura da considerare nei parametri socio economici che regolano questa società, ma così è.
    Questo è quello che il Coronavirus ci ha lasciato, con 540.000 anni di vita persi tra gli Over65 e dall’altro lato 154.000 anni di vita guadagnati tra gli Under25, e di questi ben 110.000 negli Under1.
  7. Possibili cause di questa drastica diminuzione : le principali cause di morte nel primo anno di vita sono : malformazioni congenite, SIDS o morte in culla, e gli incidenti. Possiamo dire che durante i lockdown i genitori siano stati più attenti nei riguardi dei loro bambinie? Possibile spiegazione. Qualcosa che è certo, è questo : c’è stato un crollo nelle vaccinazioni. Una lettera pubblicata dal CDC il 15 Maggio, sottolinea proprio come ci sia stato un calo tremendo nelle vaccinazioni in questi mesi di lockdown. Casualmente, le morti in culla sono diminuite proprio quando le vaccinazioni sono calate. Lo sappiamo già : dall’altra parte della barricata, in questa insensata guerra tra poveri, si parlerà di correlazione spuria, e che potremmo anche individuare un collegamento con la diminuzione della vendita di macinato moka per il caffè. Perché quello che non stupisce, è che sappiamo già le loro risposte. Ed è un tipico argomento dello 0-0. Perlomeno, per voler essere il più neutri possibile, non è corretto escludere questa come causa della diminuzione : nel primo anno d’età la vaccinazione è sicuramente uno se non l’atto più invasivo che viene fatto sul corpo dei bambinie.

 

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