PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

La “democrazia” dello spread

La democrazia dello spreadIn questo articolo Luca Bastianelli, pur rendendosene conto solo parzialmente, si addentra nel funzionamento di certi meccanismi che vengono usati contro la coscienza. Nell’articolo si addossano le colpe ad una politica marcia ed incapace di fare nulla. Noi sappiamo bene che in realtà il livello politico è una facciata, dove non sono in grado di fare nulla, proprio perchè mancano di reale peso. E sappiamo dove vogliono andare a parare con tutto questo teatrino. Ma la descrizione dei meccanismi, da parte di Luca, è ottima.

Le ultime vicende greche, che hanno visto l’impossibilita’ di formare un governo e quindi la decisione di tornare alle urne, sta avendo un impatto molto importante sulle questioni italiane ed europee.

La frammentazione del quadro politico di Atene, con il rafforzamento delle ali estreme, ha generato un’ondata psicologica di pessimismo negli ambienti finanziari e a Berlino, citta’ che si sta rivelando sempre piu’ come la vera capitale dell’Unione Europea.

Immediate le ripercussioni sugli spread con i titoli italiano e spagnolo. In caso di nuovo successo elettorale delle ali no-euro o si’-euro a determinate condizioni e’ assai probabile che la crisi si aggravi in Italia e in Spagna. I paradossi della nuova democrazia che si sta edificando nel Vecchio Continente. Il rinnovo del Parlamento di un paese, peraltro a livello economico in senso assoluto poco rilevante, e’ capace di scardinare e delegittimare governi di altri Stati, con l’effetto-leva della finanza speculativa, che ne amplifica gli effetti.

La democrazia dello spread2Viene stravolto il concetto di rappresentanza: le decisioni non dipendono piu’ solamente da un organo democraticamente eletto, in base anche alle differenti idee politiche, dai cittadini di un Paese, ma anche e soprattutto da organi tecnocratici e da “consigli” di Paesi egemoni di fatto su una certa area geopolitica. I cambi di governo in Italia e Grecia, con l’insediamento di tecnici di estrazione economicista, sono stati caldamente suggeriti da un Paese, la Germania, e da un’organizzazione internazionale, l’FMI, che hanno imposto le loro ricette di austerity. La crisi finanziaria, legata all’aumento dello spread, e’ stata accelerata dai movimenti speculativi, che per loro natura sono privati.

L’assalto ai credit default swap, una sorta di polizza di assicurazione contro il default di un Paese, hanno accelerato, prima in termini psicologici e successivamente in termini reali, la dissoluzione della Grecia, che gia’ soffriva di cronica decrescita.

Lo stesso e’ avvenuto poi con l’Italia e la Spagna, considerati dai mercati potenzialmente incapaci di onorare il pesante debito pubblico. Gli effetti psicologici diventano reali nel momento in cui l’aumento dei tassi d’interesse dei titoli costringe lo Stato a promettere cifre astronomiche solo per allettare gli investitori.

Da qui la necessita’ di ridurre il debito con le tasse. Tasse che vengono usate per pagare gli interessi sui debiti, senza poter intervenire sulla crescita. Il mercato in questo modo obbliga uno Stato a cambiare governo, formando esecutivi di solidarieta’ nazionale, qualora questi non segua la politica necessaria per conservare la solvibilita’ e contemporaneamente si pone come giudice supremo delle azioni intraprese dal Paese.

In queste condizioni di emergenza vengono considerati accettabili anche provvedimenti molto sanguinosi, come pressione fiscale massima, riforma pensionistica, tagli alle spese fondamentali come stipendi pubblici e pensioni, che non fanno che rinviare il problema a data da destinarsi: nel memorandum greco della Troika, un autentico Trattato di pace, e’ stata inserita l’assurda disposizione secondo cui il surplus di entrate fiscali deve essere destinato non alla crescita ma al debito pubblico. Come se il creditore sequestrasse al debitore l’automobile con la quale si reca al lavoro.

Con Monti lo spread e’ calato, ma l’effetto pare finito. La Grecia traballa di nuovo e ne pagano le conseguenze indirette l’Italia e la Spagna. In caso di default greco la prossima vittima individuata dal mercato viene utilizzata come strumento per ottenere grandi profitti, proprio come un gregge che, avendo consumato tutta l’erba, cambia pascolo. Scommettere contro uno Stato in grave difficolta’ diventa una gallina dalle uova d’oro.

La pura speculazione contrasta il concetto di democrazia come ci e’ stato insegnato: il voto e’ svalutato non solo da una classe politica marcia e incapace di rinnovarsi, ma anche dal continuo ricatto dello spread e altri strumenti finanziari che non consente margini di liberta’. Il mercato moltiplica le difficolta’ di un Paese e diventa l’autentico centro di potere capace di emarginare approcci economici eterodossi. I demoni della finanza al potere.

Non e’ ovviamente solo colpa del mercato: il sistema italiano non funziona piu’ per molti motivi. Ma il problema della speculazione e’ assai importante: l’Italia e’ un vecchietto decrepito, a causa di una vita sregolata, che pero’ con il suo bastone continua a camminare.

Lo spread rischia di diventare il bullo che, per rubare al poveretto la pensioncina appena ritirata, lo riempie di botte senza pieta’. Purtroppo pero’, oltre a chiedere aiuto ai passanti (BCE e gli altri Paesi europei), altro non si puo’ fare. La deregulation estrema degli ultimi 20 anni ha moltiplicato strumenti finanziari pericolosi capaci di creare bolle tali da arricchire pochi e impoverire la stragrande maggioranza delle persone, e non ha saputo istituire una “polizia” internazionale (come tassazioni su manovre rischiose per frenare la corsa al rialzo o limitazioni sul medio periodo di alcuni movimenti) in grado di sgonfiare speculazioni dannose per interi Paesi.

La speranza e’ che, in mancanza delle autorita’, l’intervento tempestivo dei medici (una politica meno rigorosa e a favore della crescita) possa salvare la vecchia Italia.

Luca Bastianelli


Articolo originale http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=81387

condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

Chiudi il menu
Close Panel