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L’impatto della crisi sui prodotti alimentari biologici

logo bioL’impatto della crisi sulle nostre tasche è sempre più forte. Eppure la domanda di prodotti biologici, (più costosi dei prodotti disponibli nei discount alimentari e nella gdo) è in forte aumento.

Come si spiega secondo voi questa apparente contraddizione?

 


 

Si conclude oggi a Parma, la 16° Edizione del Salone Internazionale dell’alimentazione “Cibus”.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una forte crescita della domanda di prodotti alimentari biologici, un aumento questo, che ha determinato la comparsa di un sempre maggior numero di catene di supermercati specializzati e l’aumento di settori dedicati al bio anche negli scaffali dei supermercati tradizionali.

E’ noto a tutti come il costo di questi prodotti sia spesso maggiore rispetto ai prodotti industriali massificati della grande distribuzione. Eppure questi maggior costi, pergiunta in un grave momento di crisi economica, non hanno impedito all’Italia di diventare il primo Paese europeo per esportazioni di prodotti organici e numero di aziende biologiche (47.663 nel 2010).

Nonostante già molte aziende del settore bio siano spesso vicine a criteri etici nella loro gestione, crediamo che l’ambito della produzione biologica debba in futuro avvicinarsi maggiormente al concetto di “kilometro zero” e ad una gestione necessariamente etica di tutti i vari  aspetti della filiera di produzione e non soltanto preoccuparsi dell’aspetto della coltivazione certificata bio.

Non possiamo però non festeggiare un altro successo prodotto dal risveglio delle coscienze che, come possiamo apprendere da questa notizia, quando raggiunge numeri di rilievo produce effetti diretti anche nella grande distribuzione.

Una chiara indicazione ed un forte segnale di incoraggiamento.


Di seguito un articolo di approfondimento:

http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/453667/


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