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L’Australia approva lo sversamento di 3 milioni di metri cubi di detriti sulla grande barriera corallina

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  • L’Australia approva lo sversamento di 3 milioni di metri cubi di detriti sulla grande barriera corallina

Great-Barrier-Reef-2La “Great Barrier Reef Marine Park Authority” (l’agenzia governativa australiana che si occupa della protezione dei parchi marini) ha approvato lo sversamento di 3 milioni di metri cubi di sedimenti da dragaggio nelle adiacenze della grande barriera corallina. Questo permesso, di fatto mette in serio rischio la sopravvivenza di uno degli habitat più belli ed unici del mondo.

L’ennesima vergogna dell’umanità.

Great-Barrier-Reef-1“Il governo australiano ha approvato la costruzione di centrali a carbone in una costa adiacente alla Grande barriera corallina. Quattro nuovi terminali di esportazione di carbone saranno costruiti per provvedere alla capacità annuale di 120 milioni di tonnellate. In questo modo, Abbot Point diventerebbe il più grande porto di carbone del mondo spostando 300 milioni di tonnellate di carbone all’anno. Non solo, i terminali interesseranno anche i bacini di Bowen, Surat e Galilee, tre delle riserve minerarie più abbondanti al mondo.

Il ministro dell’ambiente australiano, Greg Hunt, si è opposto alla decisione e ha imposto 148 restrizioni al progetto di legge, come si legge sull’Ansa, fra questi: controlli sulla qualità dell’acqua e i periodi in cui si potrà effettuare il dragaggio, escludendo quello in cui si riproducono i coralli. Per proteggere la barriera corallina, Hunt ha ridotto la quantità di dragaggio a tre milioni di metri cubici contro i 38 della proposta di legge.

great-barrier-reefLe attenzioni di Hunt non convincono però gli ambientalisti australiani che sono convinti che qualsiasi operazione di dragaggio potrebbe danneggiare la barriera corallina: “Dragare e scaricare è un brutto colpo per la barriera corallina già fragile”, ha detto alla Reuters Felicity Wishart, che si occupa di questo angolo paradisiaco di costa australiana per l’Australian Marine Conservation Society. Anche Greenpeace si è opposto all’estrazione, il portavoce australiano dell’ONG, Louise Matthiesson, ha affermato al quotidiano The Australian: “Annunciare e approvare questi piani è un segno che sia lo Stato che i governi riconoscono che un’operazione simile vada contro la comunità internazionale”. Per la Matthiesson, il governo di Canberra sta prendendo in giro la comunità internazionale, da anni molto preoccupata per il futuro (incerto) della Grande barriera corallina, uno dei papabili futuri Patrimoni Mondiali dell’Unesco. L’Unesco, a quanto pare, è in pensiero per quello che potrebbe succedere nella vicina Gladstone, a due passi dalla Grande barriera corallina. Non solo, dragare in quest’area potrebbe nuocere al turismo, un’altra fonte di ricchezza per l’economia australiana. Anche il WWF australiano si è opposto a queste operazioni affermando che è difficile prevedere l’impatto di operazioni simili sulla fauna dei banchi di corallo.

L’Australia, intanto, è interessata ad ampliare una delle sue principali fonti di ricchezza, quella delle miniere di carbone. Il governo però ha trovato i primi blocchi, nel bacino di Galilee ci sono stati problemi di estrazione e di infrastrutture.” (fonte: http://www.ilghirlandaio.com/top-news/93579/l-australia-dice-s-alle-centrali-a-carbone-accanto-alla-barriera-corallina-governo-conservatore-sotto-accusa/)

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