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Il governo mette a rischio il lago di Bolsena

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di: Castel Giorgio Comitato di Difesa della Salute e del Territorio

Il pericoloso progetto geotermico di Castel Giorgio è stato ieri approvato dalla Presidenza del Consiglio.
Abbiamo lottato fino all’ultimo secondo perché questo non avvenisse, attraverso pressioni politiche di ogni genere, comunicati, ricorsi, il coinvolgimento positivo di tutti i comuni di una vasta area, di quasi tutte le forze politiche, sia a livello locale che regionale che nazionale. Fino al parlamento europeo. E siamo comunque riusciti a ritardare di anni l’avvio del progetto.

Ma nonostante questo sforzo a tutto campo durato oltre sette anni non abbiamo potuto evitare la nefasta decisione del 31 luglio, che favorisce una potente lobby di affari con puri interessi speculativi.
Una decisione indifferente alla salute dei cittadini ed alla salubrità dell’aria, delle acque e del territorio di un’area così bella e importante come l’Alfina. Indifferente a questo meraviglioso paesaggio, indifferente alla sua vocazione economica agricola, artigianale e turistica. Indifferente ai seri rischi di terremoti e di inquinamento. Indifferente ad una cittadinanza del tutto contraria.
Abbiamo ricevuto continue minacce, intimidazioni e pressioni di tutti i tipi. Oltre 2300 i documenti da noi scritti per ottenere giustizia e considerazione in questi anni, inviati a ministeri, giudici, forze politiche istituzioni locali, regionali, nazionali ed internazionali. Decine e decine di riunioni e di incontri in Parlamento, al Senato, alla regione Umbria e Lazio, nelle istituzioni provinciali e comunali, migliaia di email, lettere, accessi agli atti, telefonate…
Positivo il coinvolgimento attivo di una quarantina di sindaci, con un particolare ruolo di difesa dei cittadini e del territorio da parte del sindaco di Castel Giorgio e di tutte le sue forze politiche, che con noi hanno lottato in ogni modo.

Ma abbiamo tuttavia sempre riscontrato che, oltre un certo livello istituzionale, quando si arrivava ai governi, sia nazionale che regionali di Umbria e di Lazio, le promesse di tutte le forze politiche ed anche gli sforzi genuini in nostro favore di tanti sindaci, consiglieri regionali, deputati, senatori e deputati nazionali ed europei venivano infine costantemente ostacolati, raggirati, imbrogliati…
Sempre, quale che fosse il governo in carica, quale che fosse la maggioranza al governo. In una ragnatela di manipolazioni fatte apposta per spegnere e respingere gli interessi sacrosanti delle popolazioni e favorire la lobby speculativa che promuoveva l’impianto.


Il progetto è stato sostenuto e promosso dai governi precedenti, ed è stato infine approvato proprio dal cosiddetto “governo del cambiamento”. Dopo che consiglieri regionali, deputati e senatori 5 Stelle e Lega si erano battuti con noi con forza e determinazione, una volta arrivati al governo i loro ministri incredibilmente hanno comunque approvato il progetto.
Nonostante avessimo fornito – noi e le amministrazioni comunali fino all’ultimo giorno – valanghe di prove documentali delle illegalità, dei conflitti di interesse, degli imbrogli compiuti per far passare come innocuo e positivo un impianto pieno di comprovati di rischi per tutti.
Una vera vergogna.

 

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