PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

Il FALLIMENTO dei LOCKDOWN (studio di JP Morgan)

  • Articoli
  • Il FALLIMENTO dei LOCKDOWN (studio di JP Morgan)

I lockdown collegati al Coronavirus non sono riusciti ad influenzare l’evolversi della pandemia, ma sono invece riusciti a ‘distruggere i mezzi di sostentamento per milioni di persone’, secondo quanto sostiene uno studio a cura di JP Morgan, una delle più importanti banche d’affari del mondo.

LEGENDA Figure 2, ecc: La stragrande maggioranza dei Paesi nel mondo ha visto calare i suoi tassi d’infezione del Covid-19 dopo che i lockdown a livello nazionale sono stati revocati Daily infection rate post lockdown = Tasso d’infezione giornaliero dopo il lockdown Increased infection rate after lockdown end = Tasso d’infezione aumentato dopo la fine del lockdown Decreased infection rate after lockdown end = Tasso d’infezione diminuito dopo la fine del lockdown Daily infection rate during national lockdown = Tasso d’infezione giornaliero durante il lockdown a livello nazionale Fonte: J.P. Morgan Quantitative and Derivatives Strategy. Tasso d’infezione misurato con una pausa di 7 giorni per tenere conto dei ritardi nei test

Articolo originale: Lockdowns failed to alter the course of pandemic and are now destroying millions of livelihoods worldwide, JP Morgan study claims

Autore Tim Stickings per il Mailonline

Pubblicato il 22 maggio 2020

Il FALLIMENTO dei LOCKDOWN (studio di JP Morgan)

I lockdown collegati al Coronavirus non sono riusciti ad influenzare l’evolversi della pandemia, ma sono invece riusciti a ‘distruggere i mezzi di sostentamento per milioni di persone’, secondo quanto sostiene uno studio a cura di JP Morgan.

L’andamento della pandemia segue dinamiche non condizionate dalle misure di lockdown

Il costante calo nei tassi d’infezione da quando i lockdown sono stati revocati sembrerebbe suggerire che il virus ‘molto probabilmente possiede dinamiche sue proprie’, che ‘non sono collegate alle misure di lockdown, le quali spesso risultano prive di logica’, ha sostenuto un rapporto pubblicato dall’importantissima azienda di servizi finanziari.
La Danimarca è uno dei Paesi che ha visto il suo tasso R continuare a calare anche dopo la riapertura delle scuole e dei centri commerciali, laddove il tasso d’infezione in Germania è in massima parte sotto il valore di 1.0 dopo che le misure collegate al lockdown sono state attenuate.
Lo stesso documento mostra anche che diversi stati degli USA, ivi compresi l’Alabama, il Wisconsin e il Colorado hanno visto abbassarsi il loro tasso d’infezione R dopo che le misure di lockdown sono state revocate.  

I lockdown potrebbero essere responsabili di un maggior numero di morti rispetto al Covid

L’autore del rapporto, Marko Kolanovic, un fisico che è anche strategist per JP Morgan, ha sostenuto che i governi siano stati spaventati da ‘paper scientifici pieni di errori’, finendo poi con l’imporre dei lockdown che sono risultati ‘inefficienti’ oppure ‘sono stati applicati troppo tardi’ e hanno sortito pochi effetti.
‘A differenza dei test rigorosi che solitamente vengono associati alle prove di laboratorio sui nuovi farmaci, i lockdown sono stati imposti con soltanto una pallida idea del fatto che avrebbero potuto non solo causare danni significativi all’economia, ma essere addirittura responsabili di un maggior numero di morti rispetto allo stesso Covid-19′ ha sostenuto Kolanovic.

LEGENDA
Figure 2. La stragrande maggioranza dei Paesi nel mondo ha visto calare i suoi tassi d’infezione del Covid-19 dopo che i lockdown a livello nazionale sono stati revocati
Daily infection rate post lockdown = Tasso d’infezione giornaliero dopo il lockdown
Increased infection rate after lockdown end = Tasso d’infezione aumentato dopo la fine del lockdown
Decreased infection rate after lockdown end = Tasso d’infezione diminuito dopo la fine del lockdown
Daily infection rate during national lockdown = Tasso d’infezione giornaliero durante il lockdown a livello nazionale
Fonte: J.P. Morgan Quantitative and Derivatives Strategy. Tasso d’infezione misurato con una pausa di 7 giorni per tenere conto dei ritardi nei test

Il grafico soprastante, pubblicato in un rapporto a cura di JP Morgan, mostra che diversi Paesi hanno visto i loro tassi d’infezione calare anziché risalire quando hanno terminato le loro misure di lockdown – cosa che farebbe pensare che il virus avrebbe ‘dinamiche’ sue proprie, le quali sarebbero ‘scollegate’ rispetto alle misure d’emergenza

LEGENDA
Figura 1 Ro durante il lockdown a confront con quello registrato dopo il lockdown nei singoli Stati costituenti USA  Current Ro = Ro registrato
Increased Ro after lockdown ended = Crescita del fattore Ro dopo la fine del lockdown
Decreased Ro after lockdown ended = Calo del fattore Ro dopo la fine del lockdown
Ro at the end of the lockdown = Fattore Ro alla fine del lockdown
Fonte: J.P. Morgan Quantitative and Derivatives Strategy

La stragrande maggioranza dei Paesi ha visto un calo nei loro tassi d’infezione dopo che i lockdown sono stati revocati

Il rapporto a cura di JP Morgan contiene anche dei grafici a dimostrazione del fatto che ‘la stragrande maggioranza dei Paesi ha visto un calo nei loro tassi d’infezione’ dopo che i lockdown sono stati revocati.
Secondo il medesimo rapporto, i tassi d’infezione hanno continuato a calare anche dopo che si è tenuto conto dei tempi necessari a che e le nuove infezioni divenissero visibili.

Un grafico successivo mostra che si sono avuti effetti simili anche negli USA, dal momento che molti degli Stati costituenti del Paese hanno visto un calo nel tasso di trasmissione (R) dopo la fine del lockdown totale.
Secondo il grafico, sono stati incusi anche il Colorado, l’Iowa, l’Alabama, il Wyoming, il Wisconsin ed il Mississippi, benché non vi figurino tutti gli Stati costituenti degli USA.
Il Nevada ed il North Dakota fanno parte delle eccezioni, visto che pare che abbiano esperito una crescita nel tasso di trasmissione del virus dall’inizio del ritorno alla vita normale.

Il tasso R mostra quante persone vengono di solito infettate da ogni paziente affetto da virus ed alcuni Paesi ritengono che un tasso sotto il valore di 1.0 sia un indicatore chiave del fatto che l’epidemia si in remissione.
‘Benché spesso si senta dire che i lockdown siano organizzati e gestiti sulla base di modelli scientifici e che esista una corrispondenza esatta tra il livello di attività economica e la diffusione del virus, la cosa non appare supportata dai dati’ sostiene il rapporto.
‘In realtà, i tassi d’infezione sono calati praticamente ovunque dopo le riaperture, tenendo anche conto dei tempi atti ad una corretta misurazione dei dati.
‘Tutto questo vuol dire che è assai probabile che la pandemia ed il Covid-19 posseggano le proprie dinamiche, che sono avulse da quelle misure collegate al lockdown, spesso illogiche, che vengono effettivamente implementate.’

Il rapporto pone anche l’attenzione sul fatto che tali dinamiche possano venire influenzate dal fatto che ci si lavi più spesso le mani e persino dagli andamenti meteorologici ma, a quanto pare, non dai lockdown totali.
‘Il fatto che le riaperture non abbiano avuto effetto sull’andamento della pandemia risulta coerente con quanto riscontrato da quegli studi che hanno dimostrato che neppure l’entrata in vigore del lockdown completo ne abbia influenzato l’andamento’ prosegue il rapporto.
Un professore dell’Università di Oxford ha asserito che la crisi connessa al virus in Gran Bretagna stava già recedendo dal suo picco da prima che Boris Johnson ordinasse il lockdown lo scorso 23 di marzo.
Il mese scorso, il Professor Carl Heneghan ha asserito che il picco di nuovi contagiati sia stato raggiunto l’8 aprile, il che porrebbe la data del picco dei casi d’infezione intorno al 18 marzo.

L’analisi a cura di JP Morgan ha collegato la decisione di imporre i lockdown a dei ‘paper scientifici viziati da errori’ che immaginavano milioni di morti in Occidente.
‘Di per sè la cosa era piuttosto inusuale, dato che in Cina si sono avute solo alcune migliaia di morti ed il tasso di mortalità al di fuori di Wuhan è risultato molto basso’ si può leggere nelle pagine successive dell’analisi.
‘Data l’assenza di dati risolutivi in un senso o nell’altro, tali lockdown sono risultati giustificati, specie nei momenti iniziali della crisi. Cionondimeno, molti degli sforzi compiuti in tal senso sono risultati poco efficienti o tardivi.’

LEGENDA
USA RE-OPENINGS = RIAPERTURE NEGLI USA
MAJOR RESTRICTIONS =Limitazioni significative
MODERATE RESTRICTIONS = Limitazioni moderate
MINOR RESTRICTIONS = Limitazioni minime
VARIES BY REGION = I provvedimenti cambiano a seconda della regione interessata

Il ‘populismo della paura’ fra gli ostacoli alla riapertura dell’economia

Tutti e 50 gli Stati degli USA hanno riaperto, almeno parzialmente, alleviando le restrizioni sugli esercizi commerciali e sul social distancing a vari livelli in tutto il Paese
Alcuni studi hanno posto l’attenzione sul fatto che, in alcuni Paesi europei, le misure collegate al lockdown ‘non hanno causato variazioni nei parametri connessi alla pandemia’ quali il tasso di contagio R, come sostiene anche il rapporto a cura di JP Morgan report.
Kolanovic sostiene anche che i lockdown siano rimasti in piedi anche quando ‘ la nostra conoscenza del virus e della mancanza di efficacia dei lockdown totali cresceva.’

‘Allo stesso tempo, le procedure di lockdown distruggevano le fonti di sostentamenti di milioni di persone’ si legge nello scritto di Kolanovic.
Quei Paesi che si trovano in lockdown al momento si trovano a dover creare enormi buchi nei loro bilanci allo scopo di contrastare la stasi economica forzata che sta costringendo migliaia di persone alla disoccupazione.
Il sopracitato rapporto a cura di JP Morgan cita anche un ‘populismo della paura’ fra gli ostacoli alla riapertura dell’economia, come per esempio sta avvenendo negli USA, ove il Senato ha approvato una misura contro la Cina questa settimana.
Il medesimo rapporto mette anche in guardia rispetto al fatto che l’attività economico-imprenditoriale negli Stati Uniti ‘ segue in massima parte linee di partito’ dato che i Governatori degli Stati democratici e repubblicani adottano strategie diverse all’interno degli Stati di loro competenza.

Oltre a sollevare in primis dei dubbi sulla saggezza di imporre i lockdown, il rapporto a cura di JP Morgan pone anche l’enfasi sul fatto che ora l’economia potrebbe essere riaperta più velocemente.
La Danimarca è uno di quei Paesi che hanno iniziato a riaprire la propria economia senza vedere una nuova crescita nei casi di infezione.
Gli zoo, i musei ed i cinema hanno riaperto in anticipo nel Paese e molti bambini sono tornati a scuola dopo che gli scienziati hanno comunicato che il tasso di contagio R ha continuato a diminuire.
Anche la Germania si è sentita tanto sicura da ridurre il lockdown, dopo che il tasso di contagio R è in massima parte rimasto al di sotto del valore di 1.0 dopo una prima revoca totale delle limitazioni.
Tuttavia, la Cancelliera del Paese, Angela Merkel ha invitato più volte alla calma, ponendo anche l’attenzione sul fatto che una secoda ondata di casi virali potrebbe sovraccaricare gli ospedali.
Allo stesso modo, il governo del Regno Unito ha avvertito che alcune limitazioni potrebbero tornare in vigore, qualora si verificasse una crescita ‘improvvisa e preoccupante’ negli eventuali nuovi contagi.

LEGENDA
MORTI DA COVID-19 CONFERMATE PER MILIONE, MEDIA MOBILE A 7 GIORNI

Tra il 12 ed il 19 maggio, considerata una media mobile sui sette giorni, la Gran Bretagna ha avuto 5,75 morti per milione di abitanti. In Svezia, questo valore si è attestato a 6,25 morti per milione di abitanti, più che negli Stati Uniti (ove il valore si è attestato a 4,17 morti per milione di abitanti), in Francia (3,49 morti per milione di abitanti), in Italia (3.0 morti per milione di abitanti), in Spagna (2,95 morti per milione di abitanti) e più che in Germania (0,81 morti per milione di abitanti).

LEGENDA
Il Coronavirus minaccia di essere la peggiore battuta d’arresto al PIL negli ultimi 300 anni
Source, ecc. = Fonte: Measuringworth.com, ONS, Banca d’Inghilterra
Percentage change = Variazione in percentuale
Great Frost of 1709 = Grande freddo del 1709
South Sea Bubble = Bolla speculative dei mari del Sud
American War of Independence = Guerra d’Indipendenza americana
Panic of 1825 = Panico del 1825
First World War, Spanish Flu = Prima Guerra Mondiale, Influenza Spagnola
Second World War = Seconda Guerra Mondiale
Credit crunch e Coronavirus restano invariati

Il Regno Unito finirà con l’affrontare la sua peggiore recessione di qui a 300 anni

Alcune previsioni apocalittiche da parte della Banca d’Inghilterra e di altre istituzioni mostrano che il Regno Unito finirà con l’affrontare la sua peggiore recessione di qui a 300 anni, quando il Grande Freddo spazzò l’Europa.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto l’enfasi sulla necessità di avere la ‘massima attenzione’ riguardo la possibile cessazione dei lockdown, sostenendo che ‘sussista sempre il rischio che il virus riprenda piede’.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS ha sostenuto che alcuni Paesi, quali la Germania e la Corea del Sud posseggono già dei sistemi completi per rispondere efficacemente all’eventuale nuova crescita dei casi.
Tuttavia, gli sforzi già compiuti dal Regno Unito allo scopo di costituire ed implementare un sistema di tracciamento e registrazione dei casi di contagio sono stati in qualche modo rallentati da alcuni ritardi nel lancio della relativa app.

Il Direttore Generale Tedros ha poi sostenuto che occorre un ‘pacchetto completo di misure’ fino a che un vaccino non venga reso disponibile, obiettivo che, anche nel migliore dei casi, sembra ancora essere lontano diversi mesi.
Al momento, non è ancora chiaro quante persone siano state infettate al momento e sino a che punto queste siano immuni, ma la maggior parte delle persone rimane suscettibile al virus.
Al momento, ci sono alcuni progetti di vaccini che sono passati alla fase di sperimentazione umana, com’è ad esempio il caso per l’Università di Oxford.
Circa 1,102 partecipanti sono stati coinvolti in diversi luoghi per le prove di laboratorio, tra Oxford, Southampton, Londra e Bristol, anche se i risultati di queste prove di laboratorio non arriveranno prima di diverse settimane.
Anche l’Imperial College di Londra sta andando avanti con i test relativi ad un prototipo di vaccino e si aspetta di arrivare ai trial clinici per la metà di giugno, espandendo i trial a partire da ottobre.
Tuttavia, gli esperti e i politici sottolineano che, al momento, lo sviluppo di un vaccino efficace non è garantito.
Anche se il vaccino dovesse venire sviluppato e si rivelasse efficace, sussiste una certa preoccupazione in merito alla sua distribuzione e somministrazione in quantità sufficiente da fermare la pandemia.

Autore Tim Stickings per il Mailonline

Traduzione ANTONIO BUONOCORE

Fonte

Può interessarti anche:

 

condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.

articoli correlati

iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi i nostri contenuti settimanali

Apprezziamo e rispettiamo i tuoi dati personali e la privacy. Inviando questo modulo, accetti che possiamo elaborare le tue informazioni in conformità con questi termini. Ti ricordiamo che utilizziamo la nostra Newsletter semplicemente per offrire un servizio in più ai nostri lettori, non cederemo mai il tuo indirizzo a terze parti per nessuna ragione. Leggi la nostra Privacy Policy.