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Emergenza economica: cosa fa la Francia

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Emergenza economica: cosa fa la Francia?

Ieri il Consiglio dei Ministri francese ha dato una conferenza stampa per annunciare, ognuno per la sfera di competenza, le misure economiche staordinarie per affrontare l’emergenza dovuta al coronavirus.

di Nicoletta Forcheri

Tra le misure:

  • 300 miliardi di garanzie di stato per le PMI di meno di 1.5 mld di fatturato;
  • 45 miliardi per il sistema esteso ed ampliato di disoccupazione parziale per tutti;
  • sospensione del pagamento delle bollette per partite iva, artigiani e commercianti: energia acqua e gas saranno garantiti. Idem per il pagamento dell’affitto.

Il Fondo di solidarietà per le aziende di meno di 1 mld di fatturato e i professionisti per chi non può beneficiare delle altre misure erogherà 1500 (al mese?) di risarcimento sin dalla fine del mese di marzo su semplice autodichiarazione.

Per chi avesse bisogno di più, c’è la possibilità di ottenere 2000 euro dietro presentazione di un  dossier a livello regionale.

Le Regioni hanno contributo per 250 milioni e gli assicuratori per 200 milioni a questo fondo di solidarietà.

Per gli appalti pubblici, sospensioni senza alcuna penalità. Nessun limite al pagamento degli anticipi.

Infine, va potenziato il sistema delle comunicazioni elettroniche, senza alcuna burocrazia.

  • Rifondazione del sistema di sussidi di disoccupazione parziale (cassa integrazione) per cui si ottiene il 85% della retribuzione: abbiamo deciso con decreto che le aziende saranno rimborsate totalmente, per tutte le PMI;
  • Esemplificazione del sistema di disoccupazione parziale. Le aziende avranno trenta giorni per l’introduzione delle domande con effetto retroattivo, con una risposta in 48 ore, vale la regola del consenso tacito in caso di mancata risposta, la domanda è accetta;

37000 aziende hanno già chiesto la copertura della disoccupazione parziale.

570000 dipendenti sono già coperti. Faremo tutto per evitare i licenziamenti

  • Congedi e vacanze pagate: un datore di lavoro ha il diritto di fissare lui le date delle vacanze dei suoi dipendenti entro un mese di tempo. Adesso con un accordo collettivo prevediamo che sia fissata una settimana di vacanze per tutti, o con il sistema risparmio tempo;
  • Un’altra misura riguarda i diritti di lavoro per le aziende che continuano a lavorare, con un sovraccarico di domande, maschere, agricoltura, alimentazione, ecc, hanno bisogno di più manodopera: temporaneamente derogando alle regole di riposo settimanale, con la possibilità di lavorare di domenica, potranno lavorare 46/60 ore settimanali con aumento dello stipendio. La lista dei settori sarà pubblicata per decreto (ah che chiarezza mancante da noi!);
  • Per mantenere il lavoro dei dipendenti, ed evitare qualsiasi licenziamento, apriamo alla possibilità di ottenere i sussidi di disoccupazione parziale per chiunque ne sia escluso escluso adesso. Anche per chi lavora per  un’azienda francese ma non risiede in Francia;
  • Per i risarcimenti ai genitori che si occupano dei figli, continua il regime del 90% dello stipendio;
  • Per la qualità della vita dei disoccupati che arrivano alla fine dei loro diritti ai sussidi, anche loro avranno diritto a essere tutelati. Per tutti i disoccupati che stanno arrivando alla scadenza dei diritti,  viene prorogato il regime fino a quando dura la crisi sanitaria. Per gli artisti dello spettacolo, rinviamo fino alla fine della crisi sanitaria, i diritti. Per gli interinali, avranno la disoccupazione parziale, idem per gli stagionali, anche se non hanno più lavoro fino alla fine della crisi. Per i disoccupati, ci sarà un periodo “bianco” per non penalizzare nessuno;
  • Una rete di sicurezza PMI, dipendenti, apprendisti, intermittenti, interinali, stagionali, tutto sarà attuato per difendere tutti per ripartire meglio alle fine della crisi. 

 

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