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Arte e Pedagogia per la Coscienza

annamariagesubattistaleonardoUn importante contributo di Bruno di Loreto Wurms,

sul ruolo fondamentale che il movimento della coscienza deve svolgere nei campi della cultura, della Pedagogia e dell’Arte. 

Una Pedagogia che sappia “esplicitare i caratteri della Forza Spirituale presente alla radice della missione educativa”.

“L’Arte come linguaggio spirituale”.

 

 


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platonearistoteleOgnuno di noi ha esperienza personale di una quantità di carenze ed omissioni, anche gravi, nell’educazione scolastica subite in prima persona o di cui è stato testimone a vario titolo negli anni. Conoscere e RI-CONOSCERE gli errori pedagogici che negli anni hanno determinato l’attuale decadenza è fondamentale allo scopo di evitarne la ripetizione. Più ancora si dovrà comprendere con precisione a quale abbagli formativi abbiamo delegato la nostra istruzione e quella dei nostri figli, dei giovani, poiché qualsiasi programma didattico viene costruito ed impiegato sulla base di VALORI DI RIFERIMENTO BEN PRECISI. Dunque quali sono stati e sono i criteri che hanno guidato e tutt’ora guidano le strutture didattiche (scuola primaria e secondaria, istruzione superiore, istituti professionali, scuole di formazione, ECM, ecc. ecc.) nell’esercizio delle loro funzioni?

Dove e come il sistema educativo fallisce? Per quale ragione? Se riusciamo ad elencare alcune risposte precise ed articolate abbiamo già automaticamente in mano un inizio di soluzione. Il rischio nel non analizzare con attenzione le attuali carenze è quello di voler modificare uno stato di cose semplicemente aggiungendo o sovrapponendo positivi impulsi di cambiamento ad una situazione già compromessa e strutturalmente inadatta a recepire innovazioni basate peraltro su differenti scale di priorità e valori. Ad esempio un percorso scolastico pensato per inibire iniziativa, curiosità e responsabilità dello studente mal sopporterà l’inserimento, anche a titolo integrativo, di proposte che invece stimolino queste qualità nel discente. Questo per dire che il sistema va rifondato totalmente a partire dai principi ispirativi. Il laboratorio di idee che dovrà ricostruire ex novo una visione pedagogica integrale nell’orientamento, nella filosofia di fondo, nelle proposte culturali e nei programmi si assumerà il compito di esplicitare gli obiettivi della nuova pedagogia ed i mezzi per perseguirli, siano essi risorse umane o strutturali. Non si mette vino nuovo in botti vecchie. È prioritaria la creazione di un quadro progettuale chiaro, autorevole e definito e che sia il terreno di confronto fra visioni emergenti e Tradizione per tutti coloro che sentano di avere un apporto da dare. Parafrasando Churchill “L’istruzione è una cosa troppo seria per lasciarla decidere a burocrati e ministri”. Sappiamo ed ogni giorno di più ci stiamo chiarendo quale sia la cultura di cui vogliamo essere portatori e che vogliamo lasciare ai nostri figli, dunque dobbiamo assemblare i pezzi di questo mutamento di paradigma e dagli visibilità ed organicità. Dalla direzione che imprimeremo ad una nuova e più consapevole istruzione dipenderà il futuro stesso della nostra Civiltà sia nell’immediato sia nel lungo termine. Una buona formazione è la miglior medicina preventiva ed è null’altro che il libretto di istruzioni per l’uso della vita che abbiamo a disposizione. Non dobbiamo più permettere, per far un esempio concreto, che siano i bilanci statali e le esigenze produttive gli unici decisori degli indirizzi didattici emanati dai vari ministeri competenti. Così tutti gli studenti, nessuno escluso, finiscono per essere, e lo vediamo da tempo, assemblati in funzione di un utilizzo strumentale (o parcheggiati nella disoccupazione), progettato a monte da coloro che determinano il modello di società nel quale vivere. Tutto questo al di fuori di qualsiasi scelta individuale, libero arbitrio, capacità di autodeterminazione delle comunità. Un’istruzione pensata esclusivamente a favore di un impiego imposto dai modelli sociali dominanti e sulla quale ognuno di noi ha sempre minor potere discrezionale. Viene tralasciata, in molti casi negata, la vera imprescindibile formazione culturale di base, quella che apre la visuale a monte, quella che stabilisce legami solidi e profondi con la Tradizione, il territorio, i valori umani, quella che unisce i saperi astratti al saper fare (e al fare sapere) e dunque alle regole della convivenza, dell’ecologia, della sostenibilità e della pace. In assenza di una tale impronta pedagogica l’individuo non può e non sa mettere radici nella Vita, diviene manipolabile ed insicuro. Non sarà libero di scegliere con coscienza e sarà solo una pedina, un consumatore docile e sottomesso. Questo è stato possibile finora in virtù di una involontaria delega in bianco della società civile a tutti coloro, enti autorità ed individui, che hanno agito indisturbati nel progettare ed eseguire questo modo di trasmettere conoscenza. Gli esiti sono noti. Guardiamo ai nostri reali bisogni e al mondo che vogliamo e riprogettiamo una VERA PEDAGOGIA INTEGRATA che contenga tutti gli elementi di cui siamo sostenitori ed assertori.

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Le Neuroscienze, la Fisica Quantistica, lo studio degli Stati di Coscienza, e la nuova Ecologia sono ormai mature per dare origine ad una vera e propria rivoluzione culturale nella pedagogia. Per esigenze di brevità e a solo titolo di esempio citiamo due ambito nei quali le più recenti scoperte stanno trasformando la nostra percezione del mondo e le nostre possibilità di interagire con esso.

La prima è la straordinaria scoperta dei Neuroni a Specchio. L’argomento è vastissimo ma accenniamo solo al fatto che la, pare, comprovata esistenza di queste strutture neurali restituisce per intero importanza e dignità ad un approccio didattico basato molo più sull’esempio, sulle prassi e sul fare, sull’esperienza, sull’empatia, sulla manualità e sulle arti piuttosto che su saperi stratificati in teorie, protocolli, memorizzazione di dati, elenchi di nozioni e modelli. Una svolta epocale, si ritorna a ciò che si era sempre saputo e cioè che l’apprendimento, anche astratto, è figlio dell’esperienza e non vi sono scorciatoie pena la perdita dei contenuti essenziali stessi nel trasferimento di conoscenze. Tutte le discipline ereditate dalla Tradizione siano esse arti e mestieri, pratiche energetiche e spirituali o metodi sviluppati dalle popolazioni native per sostenere la vita, partono da un punto comune imprescindibile: l’esperienza sensoriale ed empatica di noi stessi e del mondo. La civiltà dell’Occidente ha progressivamente concettualizzato i saperi separando sempre più l’uomo dal contesto ambientale (esteriore) da quello corporeo (interiore) rendendolo sempre più dipendente dall’esperienze astratte e superficiali dei mezzi di informazione e di creazione del consenso. L’esilio dal contesto ecologico va di pari passo con quello dal dominio corporeo e ciò che ne risulta è una difficoltà sempre maggiore a fare esperienza reale e veritiera sia del mondo sia di se stessi. La scoperta dei Neuroni a Specchio dunque è in grado di invertire da sola, se ben interpretata ed applicata, la deriva pedagogica degli ultimi 50 anni avendo incontrovertibilmente dimostrato la centralità dell’esperienza corporea ed empatica nei processi più generali dell’apprendimento.

Il secondo esempio viene dall’ecologia o meglio da quanto lo studio dei sistemi naturali e della biologia ci sta insegnando sul nostro ruolo degli equilibri del Pianeta. Verso la fine degli anni ’80 due valenti scienziati sudamericani, Maturana e Varela, diedero una straordinaria dimostrazione di come il processo stesso della vita, già negli organismi unicellulari, coincida con il processo della cognizione attraverso quella interazione totale ed osmotica con l’ambiente da essi chiamata “ACCOPPIAMENTO STRUTTURALE”. In altre parole nel vivere, alimentarsi e procreare, ogni organismo vivente origina un sapere, una conoscenza della realtà, grazie all’immagine che ricava dalla relazione con il suo ecosistema. In definitiva, attraverso questa percezione, assistiamo alla creazione di un mondo e tutto ciò può esistere solo grazie a questo ACCOPPIAMENTO STRUTTURALE che potremmo altresì descrivere come una modalità empatica di co-esistenza fra organismi ed ambiente. Se ne deduce che, dimostrata l’equivalenza tra i processi della cognizione e della vita, un essere vivente può essere veramente tale se e solo se interagisce pienamente con il suo ecosistema e dunque se e solo se conosce. Detto in parole povere e semplici: l’uomo è davvero vivo se e solo se conosce e questa conoscenza intimamente lo trasforma nella relazione piena e totale con il mondo naturale e coi suoi simili. Quanto meno intensa sarà questa relazione, tanto meno l’uomo potrà dirsi vivo e conoscere. Stiamo dicendo dunque ed è sancito scientificamente, che l’uomo non esiste al solo fine di produrre per aumentare il PIL ed arricchirsi: “Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”.

Una quantità sempre crescente di nuove acquisizioni scientifiche nei campi più disparati confermano ciò che le culture native e le Tradizioni Sapienziali avevano sempre affermato, dunque esistono tutti gli elementi (e i reagenti) per una trasformazione alchemica delle società contemporanee.

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Parte fondamentale del nuovo movimento della coscienza sarà il riconoscimento della inscindibilità fra conoscenza ed esperienza. Sempre più sarà lecito affermare di conoscere solo ciò di cui avremo vera esperienza di vita. Dunque non solo generiche esperienze intellettuali e nozionistiche, ma l’essenza di quanto potremmo decantare nell’anima grazie ad un coinvolgimento pieno con l’oggetto della nostra ricerca. La meta, il punto di contatto e conoscenza suprema è lo stato di “FUSIONE” fra SOGGETTO ed OGGETTO. Lì dove il due si fa uno anche per un solo istante, lì esiste vera Conoscenza. Solo divenendo “IL MONDO” potremo letteralmente “COMPRENDERLO”. Il vero autentico atto di conoscenza è dunque una RICONGIUNZIONE fra parti separate di una medesima essenza e tale movimento verso l’unità può compiersi solo in virtù di un dare assoluto e gratuito, un’offerta di sé che sia liberazione dal limite e dalla distanza. Nella “ricongiunzione” la distanza si fa grandezza e attrazione. Il limite trasformazione e forza. Non a caso contempliamo in questo le leggi biologiche basilari della crescita, delle pulsioni vitali attrattive e repulsive, delle funzioni metaboliche e auto trascendenti e dell’energia fondamentale del vivente. Vediamo come, in tutte le sue manifestazioni, la forza della Vita conduca invariabilmente a confrontarsi con l’altro da sé per ricostruire un’esperienza unitaria dell’essere capace di superare di volta in volta l’apparente frammentazione duale e oppositiva dei soggetti e dei fenomeni.

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Allo scopo di produrre “CONOSCENZA” (passare dal SAPER FARE al FARE SAPERE) sotto forma di esperienza è auspicabile creare un primo nucleo di concetti fondanti condivisi tanto nell’educazione quanto nella dimensione artistica, proponendo percorsi, eventi, momenti e cicli aggreganti e formativi con lo scopo di dare concretezza e operatività alle idee e ai principi maturati nel confronto e via via emergenti. Le esperienze iniziali possono fungere da volano per le iniziative a seguire e rappresentano un polo di rappresentazione e verifica per tutte le persone coinvolte a vario titolo nel progetto. Possono altresì legittimamente rientrare in questa categoria anche attività già in corso da tempo ma che si riqualifichino all’interno di un superiore e più esteso orizzonte di senso, una volta riconosciuta l’affinità esistente con le proposte elaborate nel gruppo di lavoro. In altre parole può essere riconosciuta, magari con minime variazioni, una realtà già operativa come appartenente alla classe educativa / artistica della Rete d’Amore semplicemente dimostrandone in qualche modo la conformità ai principi ispirativi della Rete e del gruppo di lavoro specifico.

 

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chardin-la-maestrinaLe diverse età dell’uomo hanno valenze e finalità differenti. Conoscendo e rispettando questa ritmica fondamentale possiamo uscire dalla logica quantitativa dell’istruzione attuale finalizzata unicamente all’economia produttiva. Come già dimostrato anche scientificamente e ricordato poc’anzi per coloro i quali di tali dimostrazioni necessitavano, il processo della vita coincide con quello della cognizione e questo prima di tutto sul piano biologico strutturale e già a partire dai più semplici organismi viventi unicellulari. Dunque, come da sempre affermato dai saggi dell’umanità, formare, educare ed istruire, a qualsiasi età è una vera e propria missione di importanza cruciale per il Bene dell’Uomo.

 Nell’istruzione primaria in particolare, l’intera Civiltà che ci ha preceduti viene trasferita e fatta rivivere nelle menti e nei cuori dei giovani e le possibilità implicite di ogni singola anima vengono sviluppate e fatte evolvere. Quando, come nella situazione attuale, questo passaggio di consegne è di volta in volta sempre più carente, affidato al caso, incerto e falsato nei metodi e negli scopi, l’esito è una perdita generale dell’orientamento e del senso della Vita. Mali a cui non si rimedia con decreti legge, aumenti del PIL o sviluppi tecnologici. Nessuno, nelle stanze dei bottoni, sembra intravvedere che le soluzioni sono a monte, nella FORMAZIONE dell’individuo a tutti i livelli e a qualsiasi età. Ciò significa nient’altro che introdurre l’ ELEMENTO ANIMICO in tutte le direttrici formative della società, nessuna esclusa. La Materia separata dallo Spirito degenera e decade, la Vita si ritrae da essa e ciò che resta è un’OPERA MORTA. Dunque in OGNI tracciato educativo vanno attentamente considerati ed inseriti gli elementi culturali ed elaborativi che permettono agli impulsi spirituali di radicarsi e manifestarsi. È un programma grandioso di cui si intravvede l’inizio ma non certo la fine, ciò nondimeno è importante iniziare, se necessario con cose semplici, in ambiti circoscritti e con obiettivi limitati in modo da poter controllare adeguatamente il processo pedagogico e vagliarne i risultati. Una parte rilevante di questo sconfinato progetto educativo giace intatta e per lo più inutilizzata nelle conoscenze della Tradizione. Saggi e Iniziati di ogni epoca hanno già messo in luce parti rilevanti di un tale programma, dunque non partiamo da zero. Le prospettive culturali mutano radicalmente introducendo l’elemento animico ed ogni forma di istruzione da esso permeata cessa d’avere le sembianze coercitivo/manipolative che conosciamo e che ne rendono ostica l’assimilazione e quasi impossibile l’utilizzo. Per rendere lo studio vivente ed operante in noi dobbiamo conoscere, ricordare e riattivare i caratteri specifici di ogni materia e di ogni diverso stile di apprendimento. Diverso è studiare filosofia, chimica, medicina o agraria. Ogni disciplina viene ora insegnata con lo stesso inutile approccio teorico in interminabili noiosissime lezioni frontali. Sappiamo che esistono molti altri modi e che lo stile didattico attualmente prevalente ha una sostanziale funzione inibitoria non certo di risveglio. Nulla vieta di coagulare i principi didattici ispirativi in un’antologia di proposte organiche ed interconnesse, come in ogni sistema educativo che si rispetti, e che sappiano esplicitare i caratteri della Forza Spirituale presente alla radice della missione educativa.

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Bellezza ed Armonia, veri fari di Civiltà per molti millenni, sono scadute ad un ruolo accessorio ed ornamentale sostanzialmente superfluo. Le nostre società sono letteralmente invase da oggetti, strutture, ambienti e soluzioni brutte, scadenti, macchinose, contorte e deformi. Il tessuto sociale che ne risulta è inevitabilmente disgregato. Prevalgono le forze centrifughe e dissipative. L’immagine delle nostre città e dei ritmi di vita non è mai stata così lontana da un ideale estetico ed etico degno di questo nome. Il funzionalismo, la dittatura del profitto, il progresso economico e tecnologico e tutti gli altri miti contemporanei cui abbiamo involontariamente delegato la gestione del nostro vivere hanno cancellato la funzione sostanzialmente equilibratrice e rammemorativi della Bellezza e dell’Armonia dagli attuali contesti sociali e culturali. Si continua a scrivere e discettare inutilmente sulla perdita di senso e di valori delle società contemporanee come se questo fosse un inevitabile segno dei tempi, un po’ come le rughe sul volto di un anziano. Niente di più falso. Dipende solo dall’aver scelto senza criterio e delegato irresponsabilmente ad altro e ad altri la preservazione dei valori fondamentali della Civiltà. In tutto questo le Arti e l’Educazione artistica assolvono una funzione centrale non più rimandabile né ulteriormente delegabile. Oggi l’Arte è quasi solo un business ed il suo mercato detta le regole della produzione artistica e dei suoi serbatoi formativi. Ornamento ed oggetto di consumo, niente più. Dobbiamo riappropriarci della vera valenza fondamentale dell’Arte, la valenza ispirativa. Da Platone in poi molti sono stati gli autori, artisti, poeti, pittori, commediografi, scrittori, filosofi e liberi pensatori che hanno contribuito a svelare le dinamiche della creazione artistica e la sua funzione spirituale e sociale. Non accade di essere artisti, non è un dono capitato in sorte a qualche fortunato o un singolare destino d’eccentricità, come d’un personaggio felliniano. Tutti siamo artisti in un modo o nell’altro ma soprattutto l’educazione e la fruizione artistica sono parte del nutrimento essenziale dell’Uomo. I valori dell’Arte trasfigurano l’esistenza e non v’è condizione umana, per quanto dolorosa, alla quale la profonda armonia generata dalle Arti non possa portare giovamento. Le Arti hanno la funzione primaria di mantenere vivo il ricordo, presente in ciascuno, d’una Armonia superiore, origine dell’Uomo e contemporaneamente di educare alla percezione dei Mondi Superiori attraverso le dinamiche ispirative. L’esercizio dell’Arte sia essa creazione o fruizione, perfeziona il continuo passaggio da una qualità vibratoria e di risonanza dell’Essere, un certo stato di coscienza potremmo anche dire, ad una frequenza superiore e più capace d’integrazione con l’ambiente umano e naturale. L’Arte e le sue innumerevoli vie sono una matrice identitaria per l’Uomo e ciò lo possiamo ravvisare, ad esempio, nell’elemento stilistico che è cifra e sigla del potenziale espressivo di ognuno, di un movimento, di un epoca. Lavorando sullo stile e nel seguire le sue variazioni secondo i canoni estetici l’Uomo lavora a trasformare l’elemento egoico, terreno, in un elemento universale dunque spirituale. Questo è il valore trasfigurativo di un’Arte. Dal personale all’universale in un solo passo, con una poesia, con un brano musicale, con un quadro, con una danza, con Amore e semplicità. È alla portata di chiunque, sempre e non potrebbe ch’ esser così vista la natura essenzialmente unitaria dell’esperienza artistica. Anche qui, ancora una volta, è la creazione di un mondo e con ciò possiamo estendere l’equivalenza, precedentemente descritta fra vita e cognizione anche all’Arte dunque Arte, Vita, e Conoscenza sono in qualche modo equivalenti per l’essere che noi siamo e coincidono col processo stesso della vita. “Seguir virtute e conoscenza” si diceva e Bellezza ed Armonia sono fra le virtù più elevate ma anche fra quelle più dimenticate. Si inizi nuovamente a valutare con attenzione in OGNI mestiere, professione, attività, impiego quali siano i principi che, oltre a redditività, professionalità ed efficacia, sappiano trasformare un semplice lavoro in un vero servizio alla comunità, in una sorgente di Bene, in un Arte di Vita. Esiste ormai da molti anni la moda di associare culturalmente una qualsiasi attività: il managment, la cucina, il giardinaggio, l’arrampicata libera, i rapporti coniugali con la filosofia dello Zen. Questa tendenza iniziata una ventina di anni fà nacque da un fortunato e bellissimo testo che molti conoscono “Lo Zen e l’Arte della manutenzione della motocicletta” di Pirsig, denuncia la necessità diffusa di rifarsi ad un’etica e a valori di riferimento solidi e fondanti per affrontare le sfide del vivere quotidiano. Tutto quanto sà di Mistico Oriente da sempre si vende bene anche quando di orientale c’è poco e di mistico proprio nulla ma ciò che più conta è questa esigenza generale, questa urgenza crescente che traspare nella ricerca di risposte in discipline a noi lontane. Nel titolo del libro e nell’immagine che ce ne viene sono associati: un mestiere, quello di meccanico, il termine Arte accostato ad esso in un modo inedito per quei tempi, ed una pratica religiosa orientale. Nell’immaginario collettivo l’alchimia funziona a meraviglia: i tre termini descrivono alla perfezione la funzione sociale dell’Arte ed il suo ruolo di mediatore ispirativo fra gli alti ed eterni valori dello Spirito, rappresentato dallo Zen e le giornaliere faticose occupazioni, la manutenzione della motocicletta. Ciò che si afferma inoltre è che proprio grazie a questa cruciale mediazione lo Spirito può scendere a fecondare, con la sua trasfigurante presenza, QUALSIASI fatica quotidiana nobilitandola (la via all’ingiù) e viceversa che nessuna occupazione è troppo indegna e materiale per non essere trasformata in Arte e dunque per essere ricondotta allo Spirito (la via all’insù). Pirsig aveva ragione e, solo ultimo d’una serie infinita di artisti e creatori d’ogni genere, ha ricordato ai contemporanei quali siamo le segrete vie del cuore nel territorio sovrano delle Arti.

 

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Perugino assunta dellannunziata 01Qualsiasi Arte può essere vista come un continuo e raffinato gioco d’equilibrio fra Percezione e Azione, Causa ed Effetto. L’Arte è prima di tutto una prassi che però permette di raccordare alla materia i superiori contenuti del Mondo Spirituale attraverso la percezione che abbiamo di esso. Ed è in virtù di tale percezione (causa) che la materia viene plasmata e riconfigurata assumendo valore di simbolo, metafora e allegoria (effetto) e diffondendo poi, per risonanza vibratoria messaggi ed insegnamenti soprasensibili che educano le comunità alla comprensione diretta del linguaggio spirituale. È proprio qui, nel gioco oppositivo fra percezione e azione, che si generano i mali maggiori della civiltà attuale. Azioni dissennate del tutto svincolate dalla percezione, se mai ve n’è una, dei danni che provocano a noi stessi e agli ecosistemi autorizzano, con buona coscienza, alla cieca perpetuazione del medesimo stato di cose.

Allo stesso modo percezioni distorte ed ingannevoli, esito infausto di mala educazione, avvallano azioni irresponsabili criminali nella gestione della cosa pubblica e dei rapporti internazionali. La potente relazione creativa nota come Causa ed Effetto, madre di tutte le Arti come prima ricordato, viene del tutto scombinata col risultato di deresponsabilizzare per intero rispetto alle conseguenze del proprio agire e di non saper discernere le cause dei mali che affliggono il Pianeta. Qualsiasi forma d’Arte o anche di vero Artigianato insegna che la buona riuscita di un lavoro riposa sull’intensità e la sincerità dell’impegno profuso. Tanto s’investe e tanto si ricava. Non esistono scorciatoie. Se a ciò sommiamo l’elemento principale, quello animico, gli esiti saranno di alcuni ordini di grandezza superiori e dunque l’individuo aderirà spontaneamente senza esitare alla via della Virtù per seguire fedelmente i segnavia rappresentati dalle Arti. Possiamo ulteriormente scomporre la diade Azione/Percezione osservando le due radici della percezione: la Sensazione e la Visione. La Sensazione o Senso e la Visione o Conoscenza Superiore sono i due motori centrali della dinamica ispirativa. L’attribuzione d’un Senso universale e profondo ad un opera artistica e il dischiudersi della capacità visionaria cui essa tende costituiscono il discrimine fra un opera d’arte ed una spacciata per tale. L’Arte distilla il Senso delle cose del Mondo e ne restituisce l’immagine potenziata ad una o più ottave superiori. A sua volta questa immagine, l’opera d’arte, funge da segnavia appunto, da simbolo radiante capace d’attivare il processo di trascendenza in coloro che ne fruiscano con ciò tornando alla Sorgente, il Senso immanifesto, accolto ed esplicitato dall’Arte. Questo in estrema sintesi. Su questo ed altro sarà bene confrontare urgentemente “le mappe” per dare origine ad una visione comune, per quanto articolata e ricca di preziose biodiversità culturali che altro non sono se non la forza ed il valore del nascente movimento.

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Esiste una differenza fra l’Arte come mero godimento e l’Arte come linguaggio spirituale e si può raccontare in due parole: nel primo caso essa è il fine, nel secondo è il mezzo. La cosiddetta Arte Deviata diviene ricettacolo di protagonismo, commercio di rapina e perdita di significati essenziali. Nel secondo essa è la cura per questi mali che uccidono la Terra. D’una vera grande opera d’arte si dice giustamente che non abbia prezzo e che, indipendentemente dalla proprietà, essa appartenga a tutta l’Umanità. In realtà così è per ogni vera opera d’arte indipendentemente da grandezza, forma e importanza. Il Bello è l’aria che spira dallo Spirito, la nostra Anima non può evolvere e vivere felice senza respirarla. Come nel vento il profumo di terre lontane ci porta la loro essenza così lo Spirito parla direttamente all’uomo nella Bellezza, in essa gli dona i suoi insegnamenti e si mostra agli occhi dell’Anima.

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Arte dunque come linguaggio dello Spirito. Artisti ed esteti veramente ispirati e che sappiano leggere i messaggi veicolati dai Mondi Superiori nelle opere d’arte devono sempre più mettere a fuoco i modi e gli ambiti nei quali condividere e trasmettere queste capacità di lettura. Abbiamo bisogno di persone formate nelle Arti ma ancor più nella Scienza dello Spirito. L’Arte per l’Arte è arrivata al capolinea ed è tempo di risvegliare le memorie della dinamica ispirativa e della funzione sociale e trascendente delle arti. Dobbiamo diffondere una nuova pedagogia artistica che sia l’inizio dell’assunzione di un ruolo nuovo per gli artisti nelle Civiltà contemporanee. Gli artisti sono i sensi del corpo sociale e la percezione del Bello in tutte le sue infinite forme è per esso un potente e insostituibile elemento di cura ed evoluzione. C’è una responsabilità importante in tutto questo e artisti, esteti e pedagoghi dell’esperienza estetica hanno il dovere morale di considerarla ancora una volta come una missione prioritaria. Il potere trasformativo dell’Arte è immenso e non v’è aspetto della vita quotidiana che non possa esserne intriso ricavandone un sommo Bene. Non dimentichiamo che l’Armonia, suprema finalità dell’Arte, è uno stato a cui possiamo guardare come condizione suprema dell’esperienza individuale e sociale dell’Uomo, l’Età dell’Oro della coscienza in evoluzione. Lo scopo di un’educazione estetica profonda e completa è il più alto e molti sono i passi da compiere per dar vita a un Movimento per una Nuova Arte Consapevole. Ognuno di questi passi porterà chiarezza e forza alle azioni da fare e alle visioni che ne guidano le scelte.

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Abbiamo bisogno di comunicare in profondità per recuperare in pieno le qualità soprasensibili risvegliate dall’esperienza artistica. Nel cielo delle Muse l’Anima vola sulle ali delle percezioni indotte da Bellezza e Armonia. Nella condizione attuale gran parte delle persone giacciono addormentate o ipnotizzate dall’enorme mole di informazioni distoniche, grottesche e peggiorative che ogni giorno vengono distribuite dai mezzi d’informazione e dai devastati contesti urbani. I nostri sensi sono sistematicamente bombardati dal Brutto, dall’Ingiusto e dal Falso. L’insieme di tutte queste forze disgreganti è, ciò nondimeno, un forte stimolo che spinge ad osservare con molta maggior attenzione, passione e prontezza gli elementi costitutivi peculiari e fondanti di ogni Arte. I canoni compositivi sia tradizionali sia recenti o innovativi vanno estesamente confrontati ed integrati con il maggior numero di discipline affini e complementari, è la creazione di una sorta di forum delle arti liberato dai germi del protagonismo. Specializzazione e settarismo sono una patologia difficile da sradicare, molto contagiosa e dagli esiti per lo più infausti. Abbiamo il compito di ricostruire una cultura scevra da steccati, barriere architettoniche intellettuali, integralismi e campanilismi dottrinari poiché la Conoscenza asservita al pregiudizio è il terreno di coltura del peggior oscurantismo. Cultura e conoscenza sono energie vive ed hanno bisogno di fluire ed essere scambiate e condivise incessantemente per crescere ed evolvere. Le arti educano ad una comunicazione immediata, intuitiva, poetica, profondamente creativa. La scelta di un canone, d’un genere e di uno stile affina i sensi, l’anima e l’intelletto in modo organico, armonioso, integrato con l’ambiente. L’artista è il mediatore culturale per eccellenza, il linguaggio dell’Arte è archetipico, mitologico e universale. Prescinde da interessi di parte, vincoli temporali, ideologie e dogmi. Incentiva le culture a condividere gli aspetti più evoluti dei popoli che le hanno generate. Le arti esprimono l’essenza di un popolo, la sua impronta culturale come immagine, veicolo e strumento della sua funzione spirituale in seno all’umanità.

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