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Alice Rohrwacher porta a Venezia i disastri delle monocolture

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Alice Rohrwacher e i disastri delle monocolture.

Nell’autunno scorso, durante una passeggiata sul confine tra Umbria, Lazio e Toscana, raccontavo all’amico e artista JR le mie preoccupazioni sulla distruzione del paesaggio agrario, violato dal proliferare di monoculture intensive che stanno trasformando interi territori. Gli raccontavo, da figlia di un apicoltore, della grande moria di insetti che ne deriva, e delle lotte dei piccoli contadini che provano ad arginare questo fiume in piena di speculazioni e pesticidi.

Ad un certo punto ci siamo fermati ad un crocevia: su tutti i fronti si dipartivano fino a raggiungere l’orizzonte file ininterrotte di noccioli. Mentre guardavamo ci siamo detti che sembrava un cimitero di guerra. Sulla via del ritorno abbiamo deciso: se sembra un cimitero, dobbiamo celebrare un funerale. Ma che sia un funerale pieno di vita! Un inno di speranza dedicato a tutti coloro che giorno dopo giorno ci tengono in vita, producendo il nostro cibo“.

Nasce così “Omelia Contadina“, “un’azione cinematografica con cui, attraverso il nostro lavoro, abbiamo voluto sostenere la lotta di piccoli agricoltori e cittadini dell’Altopiano dell’Alfina“, il nuovo progetto di Alice Rohrwacher. La regista de “Le Meraviglie”, dopo “Lazzaro Felice” (nella foto, al centro) torna ad affrontare i temi ambientali dal punto di vista della tradizione rurale. Un’opera-denuncia a quattro mani che accende i riflettori, senza retorica, sul valore della manodopera agreste.

Alice Rohrwacher porta a Venezia i disastri delle monocolture 1

 

Un mondo fatto di api ronzanti e campi (di battaglie in difesa di) che per la vincitrice del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes è, in qualche modo, casa. La sfida è scongiurare la scomparsa di una cultura millenaria attraverso un’azione cinematografica che nel mese di novembre ha visto celebrare un vero e proprio funerale dell’agricoltura contadina in un terreno situato nelle campagne di Castel Giorgio, che – senza finzioni cinematografiche – percepiscono invasioni, aggressioni e minacce al loro equilibrio.

Tra gli interpreti Luciano Vergaro, Ines Pulvano, Dario Sforza, Emanuele La Barbera, Elisa Cortese e, appunto, i contadini dell’Altopiano dell’Alfina. L’opera è tra quelle che saranno presentate in anteprima nella Sezione “Proiezioni Speciali” alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presentata martedì 28 luglio dal direttore Alberto Barbera e pronta ad animare il Lido da mercoledì 2 a sabato 12 settembre.

Perché, per dirla con Pier Paolo Pasolini, “quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione e del consumo, allora la nostra storia sarà finita“.

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