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5G: «Consegnate 340.000 firme al ministero della Salute per chiedere moratoria»

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L’Alleanza Italiana Stop 5G ha consegnato 340mila firme al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per avanzare la richiesta di moratoria per l’attivazione della tecnologia 5g. Intanto, come fa sapere l’organizzazione, sono oltre 400 i Comuni che hanno espresso in diversi modi la loro posizione critica sul 5G e sostenuto la richiesta di moratoria.

L’Alleanza Italiana Stop 5G ha consegnato 340mila firme al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per avanzare la richiesta di moratoria per l’attivazione della tecnologia 5g. Intanto, come fa sapere l’organizzazione, sono oltre 400 i Comuni che hanno espresso in diversi modi la loro posizione critica sul 5G e sostenuto la richiesta di moratoria.

«Si è così concretizzata la volontà dei cittadini italiani contrari all’avanzata dell’Internet delle cose – spiega Maurizio Martucci, portavoce dell’Alleanza Stop 5G – che, attraverso la petizione, intendono far sentire la loro voce al dicastero sanitario chiedono garanzie e tutela per la salute, minacciata da un’overdose elettromagnetica.

Le firme consegnate al Ministro della Salute fanno riferimento a due diverse istanze che l’Alleanza Italiana Stop 5G ha preso in incarico per sensibilizzare il Governo Conte all’adozione di azioni concrete ispirate al principio di precauzione. Si tratta di circa 60.000 firme raccolte con la petizione lanciata on-line lo scorso anno , mentre 280.000 firme provengono dall’Appello Internazionale Stop 5G dalla Terra e dallo Spazio sottoscritto in oltre 216 paesi al mondo, recepito dall’Alleanza Italiana Stop 5G come co-firmataria per il nostro paese» prosegue Martucci.

I Comuni critici

Intanto, «dal nord a sud dell’Italia, sono ben oltre 400 i Comuniche hanno  approvato atti amministrativi per la precauzione , mentre 263 sono i Sindaci che hanno emanato ordinanze urgenti e contingibili per vietare l’installazione di antenne sul territorio – spiega ancora Martucci – Tra le città e capoluoghi di provincia, il Sindaco di Udine ha annunciato di volersi uniformare alle scelte precauzionali emesse dai primi cittadini di Vicenza, Fermo, Grosseto, Messina e Siracusa, mentre i consigli comunali di Trento, Bologna e Torino hanno approvato il co-finanziamento pubblico per sostenere uno studio scientifico indipendente sugli effetti del 5G.

Mozioni cautelative votate e approvate anche nei consigli comunali di Catania, Firenze e nel Municipio XII di Roma Capitale. Proprio come tra i Consigli Regionali, Toscana e Marche hanno approvato mozioni contro i pericoli del wireless. E tra le Comunità Montane, in quella del Matese (Caserta) s’è poi tenuto il primo incontro Stop 5G in alta quota» conclude Martucci. 

Senza dubbio interessante è la lettura del libro “Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog” (Terra Nuova Edizioni).

Si tratta di un vero e proprio libro inchiesta sull’elettrosensibilità: all’interno vi troverete sviluppati gli aspetti degli interessi delle grandi compagnie telefoniche, gli studi indipendenti, gli strumenti messi a disposizione dalle medicine alternative a chi soffre a causa dell’elettrosmog

L’autore indica i confini e le linee guida dell’elettrosensibilità, una nuova forma di malattia ambientale altamente invalidante e tipica dell’Era Elettromagnetica, patita da un numero sempre più grande di cittadini invisibili, costretti alla fuga da città e modernità.

Nel libro sono raccolte le testimonianze dei malati, le storie dell’insorgenza di patologie tumorali, e le sentenze shock che stabiliscono il nesso telefonino=cancro; vengono raccontati i lati oscuri dell’elettrosmog e svelate le incongruenze, le distorsioni metodologiche e i conflitti d’interesse alla base del cosiddetto fronte negazionista.

Capitoli molto importanti sono inoltre dedicati alle più efficaci terapie elettrodesensibilizzanti, che vengono in aiuto per cercare di ridurre l’impatto dei campi elettromagnetici sugli esseri umani.

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