Clint e la statistica

Eastwood2Questa volta il nostro eroe l’ha sparata un po’ troppo grossa, ma si sa, poi i numeri si aggiustano sempre.

Di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine)

Houston, 30 agosto 2012

 

Un cow boy da spaghetti-western un po’ sbiadito quello di ieri a Tampa, che parla a braccio, impappinandosi nel suo monologo con una sedia vuota.

Una sedia dove si rivolge a un Presidente che non c’è.

Obama, appunto, il nemico dell’America.

Un Clint Eastwood che vuole convincerci che Hollywood non è feudo esclusivo dei Democrat ma in cui è ora che i Republican si facciano sentire.

Anche se per trovare altre celebrities sponsor del GOP bisogna ritornare ai tempi di Charlton Heston, idolatrato dalla lobby delle armi o di Ronald Reagan, attore di serie C, fervido inventore dell’Impero del Male.

Ma in questa campagna presidenziale ogni espediente è buono per rinverdire i fasti del Grand Old Party, il Partito Repubblicano, appunto, dopo le miserie dell’era Obama.

Aiutati dal fatto che del famoso Change di Obama è rimasta solo l’Hope, la speranza.

Una speranza che – se pur ultima a morire – sta agonizzando nel tritacarne di una crisi economica senza precedenti che sta aprendo grandi vuoti anche tra le fila dei più convinti sostenitori della politica obamiana.

Ma il nostro cow boy forse ne ha sparata una di troppo nel suo pittoresco intervento alla Convention repubblicana.

E, si sa, i proiettili vaganti possono ritornare anche al mittente…

Come il suo riferimento a 23 milioni di disoccupati, che di fatto raddoppia il numero dei disoccupati esistenti negli USA, che erano a luglio 12,8 milioni.

A poco vale la ‘correzione’ degli strateghi di Romney secondo cui i 23 milioni rappresentano la somma di disoccupati e sottoccupati; di fatto il nostro cow boy l’ha sparata grossa e in molti se ne sono accorti.

Comunque sia, tranquilli, dato che Mitt Romney si è impegnato a creare 12 milioni di posti di lavoro, e quindi, anche se non mantenesse l’impegno – come avviene sistematicamente per le promesse elettorali – non creandone neppure uno, la cifra effettiva dei disoccupati – a partire dai 23 milioni contati dal nostro inossidabile Clint - resterebbe più o meno quella reale e Romney potrebbe sempre dire, a fine mandato, di aver mantenuto le sue promesse…

Gran cosa la statistica, come ben sa chi ha letto Trilussa…


LA STATISTICA
di Trilussa

Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.


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