Un enorme pollo al giorno

EnormePollo1La crescita economica è la soluzione della crisi? Forse no. Facciamo un parallelo tra lo sviluppo di un organismo umano e dell'organismo sociale: una persona che non smettesse di crescere diventerebbe un mostro dal fisico enorme, sempre più vorace e inquinante. In un organismo umano sano la crescita rallenta per far posto a un altro tipo di crescita: quella animica e poi quella spirituale.

Mentre ci entusiasma vedere un animale che riesce a comprendere semplici comandi, poche cose sono più penose che vedere una persona adulta con la sensibilità e l'intelligenza di un infante.
Mi chiedo: perché dovrebbe essere auspicabile una continua crescita economica quando la saggezza popolare dice che "non si può mangiare più di un pollo al giorno"? Nelle chiacchiere da bar, senza scomodare austeri istituti di statistica, si sa che però c'è chi si mangia due polli e chi digiuna. Oltre ai caffè, anche nei bar è diffusa la consapevolezza che il problema non è l'allevamento dei polli, ma la loro equilibrata distribuzione.

È incredibile come questa banale metafora popolare sia invece un paragone calzante: il reale allevamento dei polli ha raggiunto delle aberrazioni insostenibili pur di ottenere più carne macellata in meno tempo. Poveri animali fatti crescere in gabbiette sempre illuminate per dover mangiare compulsivamente giorno e notte mangimi integrati con ormoni e antibiotici. Abbiamo sì più polli per tutti, ma sarà così salutare? Ne risulta che solo degli umani poco sviluppati nell'anima (incapaci di compassione per gli animali) e nello spirito (incapaci di pensare le conseguenze dannose per la salute) possano essere contenti del successo economico ottenuto con questo metodo di allevamento.

EnormePolloCome non vedere che molti politici stanno auspicando lo stesso metodo? Uno sviluppo economico senza anima e senza spirito.
L'anima dell'organismo sociale corrisponde alla sfera legislativa e guarda caso si prospetta un mercato "libero" da vincoli legislativi cioè un mercato "selvaggio" dove la legge sia quella primitiva del più forte (delle corporation).
Lo spirito dell'organismo sociale corrisponde alla sfera culturale (arte, religione, scienza, pedagogia) e guarda caso la forma-pensiero imperante è: "Con la cultura non si mangia". L'unica eccezione è per la cultura tecnologica asservita a un direttissimo ritorno economico; per esempio i brevetti in campo farmaceutico: fare farmaci per i soldi e, in seconda battuta, per la salute... di chi li può pagare.

Allora decrescita? No, l'idea della crescita è corretta ma purtroppo è dislocata sul livello sbagliato: quello materialistico. "Tu assomigli allo spirito che comprendi" (Faust - Goethe) è una citazione appropriata. Il materialista non può che immaginare la crescita in termini quantitativi e purtroppo otterrà una genia idiota e obesa.
La crescita che dovremmo perseguire è quella di scuole per giovani e adulti che insegnino l'arte delle amorevoli relazioni umane, l'arte che attraverso la bellezza pregna di significato faccia sviluppare l'immaginazione e la compassione. Questo senza perdere di vista il "mantenimento del corpo" cioè la sana economia che, come nel paragone con lo sviluppo di un organismo, non mira più all'accrescimento dimensionale, ma alla salute di tutti gli organi che lo compongono.

Articolo di Stefano Rofena

 

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