Ecologia

I gruppi assicurativi cominciano a disinvestire dal carbone

14 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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È uscito l'ultimo rapporto della rete Unfriend Coal sugli investimenti dei gruppi assicurativi nel carbone. I dati dicono che anche questi colossi stanno iniziando a disinvestire dai progetti e dalle infrastrutture che utilizzano questa fonte fossile terribilmente inquinante.

Carbone

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Il 21 enne che ha piantato 15 miliardi di alberi e punta al trilione per salvare il pianeta

14 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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felix 3Felix Finkbeiner, ha 21 anni, e da quando ne ha 9 ha iniziato quella che è la sua passione più grande,
salvare il pianeta piantando alberi, e riforestando la terra.

Inizia tutto in quarta elementare, quando la maestra assegna a tutti il compito di fare una ricerca sul cambiamento climatico, Felix passa tutto il weekend a fare ricerche e resta particolarmente scosso, fino a che si imbatte nel progetto di riforestazione globale dell’ambientalista e vincitrice del premio Nobel per la Pace Wangari Muta Maathai, che aveva contribuito a piantare 30 milioni di alberi in Kenya in 30 anni.

A soli 9 anni Felix parla alla sua classe, poi al preside e alla sua scuola, dopo poche settimane la scuola decide di assecondare il progetto del ragazzo, e piantare il primo albero. Da lì, altri istituti coinvolti nel progetto decisero di entrare a farne parte, creando un progetto cittadino di cui molte scuole diventano sostenitrici

“Era il 2007, e dopo solo un anno ne avevamo piantati 50 mila. Nel 2011 abbiamo sfondato quota 1 milione, rimanendo solo in Germania“.

Così Felix fonda l’associazione Plant for the Planet, una Ong istituita per tutelare e rafforzare le foreste della terra, e che un albero alla volta, in più di 10 anni ha riforestato la terra piantando 15 miliardi di alberi...e punta e piantarne un trilione nei prossimi anni.

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I dottori gli danno 4 mesi di vita. Decide di risanare un torrente inquinato e vive per altri 27 anni.

14 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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johnbeal1Dopo aver subito tre attacchi di cuore, a John Beal venne detto che stava per morire. Decise di usare il resto della sua vita per ripulire Hamm Creek, un emissario del fiume Duwamish. Era così inquinato che l'acqua era gialla.

Quella decisione cambiò il corso della vita di John e trasformò Hamm Creek.

Quando John Beal tornò a casa dalla guerra del Vietnam "sembrò un po' perso, non ricevette un benvenuto da un eroe", racconta sua figlia Liana.

Si stabilì a Seattle con la sua famiglia e in un anno ebbe tre attacchi di cuore.

"Sono finito all'ospedale", raccontò John in una vecchia intervista, "e mi è stato diagnosticato un tumore. Sono andato dal mio medico e lui ha detto: 'Sì, hai circa quattro mesi di vita, e sarà una morte molto dolorosa. Ti consiglio di avere un hobby.'"

Raggiunse così Hamm Creek.  Secondo Liana, il padre "semplicemente si sedde e contemplò, cercando di capire cosa avrebbe fatto"...

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A un anno dagli impegni dell’industria del cioccolato, continua la deforestazione

13 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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Di Leonardo Masnata

cocoadeforestationNonostante l’impegno dell’industria del cioccolato a cessare l’approvvigionamento di cacao legato alla deforestazione un anno fa, un nuovo rapporto della Ong Mighty Earth rileva che la deforestazione in Africa occidentale per il cacao è continuata e in alcuni casi è aumentata. Il rapporto, “Behind the Wrapper: Greenwashing nell’industria del cioccolato”, identifica i punti nevralgici di deforestazione, tra cui aree protette e parchi nazionali, mettendo a rischio alcuni degli ultimi rifugi per gli elefanti e gli scimpanzé delle foreste e minacciando la stabilità del clima regionale. In Costa d’Avorio, l’analisi satellitare ha registrato circa 13.748 ettari di deforestazione nella sola regione sudoccidentale del cacao, tra novembre 2017 e settembre 2018. Questa perdita forestale equivale a 15.000 campi da calcio.

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Trascorre 2 anni a fotografare gli animali che potrebbero presto estinguersi - apriamo gli occhi

11 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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Per la maggior parte di noi, gli animali in via di estinzione sono come un mistero lontano. Il fotografo britannico Tim Flach, tuttavia, ha trascorso gli ultimi 2 anni nei loro habitat a documentare le loro fragili esistenze. Il corpo di lavoro risultante ci fornisce una visione intima e rara della bellezza delle creature più minacciate della Terra, ricordandoci delle responsabilità che abbiamo e dell'ispirazione che possiamo trarre nel conoscerle meglio.

Dalle specie che tutti conosciamo (orso polare, leopardo delle nevi, ghepardo) a bestie esotiche che immaginiamo solo nei film fantasy (saiga, aquila filippina, salamandra olm), Flach presenta un ampio spettro di biodiversità in via di estinzione, spesso gettando luce sulle sfide uniche che ogni animale deve affrontare per sopravvivere. Alcune di queste specie soffrono per via della distruzione del loro habitat naturale. Altre subiscono prove terribili, come la caccia, il bracconaggio e la vendita al mercato nero.

Flach ha spesso affermato che fissare negli occhi gli animali in pericolo di estinzione rende ancora più straziante immaginare che questi possano essere considerati meno degni di vita di uno di noi. Scorri verso il basso per vedere gli scatti più belli della serie...

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Puglia, dopo 18 mesi di cura gli ulivi secchi tornano verdi

04 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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GALATONE- Erano come gli altri, interamente secchi e non curati da tempo. Molti hanno anche radici completamente fradicie, a causa della mancata pratica della slupatura (la scanalatura lungo i tronchi per permettere all’acqua di scivolare via senza ristagnare).

ulivi xylella galatone cura gioffreda

E’ qui, dove si è recata in mattinata la Commissione agricoltura della Camera, su 84 alberi dei 16 ettari di Masseria Lo Prieno (campione limitato in relazione ai fondi messi a disposizione dalla Regione), in agro di Galatone, che è stata avviata la sperimentazione con metodi naturali portata avanti dall’agricoltore Ivano Gioffreda e dalla patologa vegetale Margherita D’Amico, con il monitoraggio della prof. Luciana Baldoni e del ricercatore Saverio Pandolfi, entrambi del Cnr di Perugia.

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Gli indigeni del Sud America si uniscono per proteggere l’Amazzonia

04 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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Un santuario di 200 milioni di ettari che si estenderebbe dalle Ande all’Atlantico, ecco la proposta dei gruppi indigeni dell’Amazzonia. La creazione della più grande area protetta del mondo per le persone, la fauna selvatica e la stabilità climatica.

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Il piano è stato presentato nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità in Egitto, e pone l’alleanza delle comunità amazzoniche nel mezzo di una delle controversie ambientali e politiche più importanti del mondo. La Colombia aveva già pensato a un simile progetto di protezione tripla A (Ande, Amazzonia e Atlantico), che intendeva presentare insieme all’Ecuador alla Cop24, conferenza sul clima che si terrà a Katowice nei primi giorni di Dicembre.

Ma l’ascesa politica di leader di destra in Colombia e Brasile sta mettendo in dubbio quello che sarebbe stato un contributo importante delle nazioni sudamericane alla riduzione delle emissioni di gas serra. Quella proposta dall’alleanza indigena, che rappresenta 500 culture in nove paesi dell’Amazzonia, è la creazione di un “corridoio sacro di vita e cultura” che avrebbe le dimensioni del Messico.

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Riparare sia un diritto: petizione per il voto all'europarlamento

03 Dicembre 2018 Scritto da Redazione
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di Marta Valota

Verrà presentata il 5 dicembre al Ministero dell’Ambiente la petizione di Giacimenti Urbani e Restarters Milano sul diritto alla riparabilità degli elettrodomestici. La misura, contenuta nel pacchetto Economia circolare dell’Europa, vede contrari Italia, Germania e Inghilterra.

restartTrasformare la nostra economia da usa e getta a economia circolare (vera, senza tranelli!) dovrebbe essere un dovere se si guardano i dati. A livello globale questo è l’anno in cui, secondo le stime, produrremo circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, l’equivalente di quasi 1000 Titanic. Eppure, alla votazione prevista entro la fine dell’anno dell’Europarlamento sull’obbligo di riparabilità di alcuni elettrodomestici, gli Stati membri sono divisi. Il nostro governo, insieme a quello di Germania e d’Inghilterra si sta opponendo al voto ostacolando, così, il pacchetto per l’economia circolare.

“Con la petizione, che in soli 3 mesi ha raggiunto più di 76mila firme, Giacimenti Urbani e Restarters Milano si fanno portavoce dei tanti cittadini che rifiutano la cultura dell’usa e getta a sostegno del Pacchetto europeo “Ecodesign e Requisiti Energetici” che intende obbligare i produttori di dispositivi elettronici, come le televisioni, gli schermi, i frigoriferi, le lavastoviglie, le lavatrici, computer e altri elettrodomestici a ridurre il consumo energetico” spiega Donatella Pavan, Presidente di Giacimenti Urbani, un’associazione milanese che mette in rete le realtà virtuose per ridurre, riparare, riusare, riutilizzare e riciclare. “Quello che chiediamo al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è che il governo italiano s’impegni a votare il pacchetto normativo proposto dall’Europa sostenendo, in particolare, quelle misure che vincolano i produttori a facilitare la riparazione degli elettrodomestici fornendo pezzi di ricambio per almeno 7 anni, rendendo accessibile la documentazione per ripararli e favorendo il design per la riparabilità”.

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Aperta la caccia alla volpe in Lombardia: fucili puntati per tutto l’anno

30 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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In Lombardia caccia alla volpe per tutto l’anno e tesserino da cacciatori a 17 anni.

red fox“Meno burocrazia e meno vincoli per i cacciatori che esercitano con responsabilità una attività fondamentale per l’ecosistema lombardo. Abbiamo ascoltato le richieste del mondo venatorie e degli enti deputati al controllo”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi definisce le modifiche apportate oggi alle regole della caccia in Lombardia, spinte soprattutto dalla Lega e contenute nella legge di Semplificazione 2018, approvata con 45 voti favorevoli e 31 contrari. Tra queste, l’apertura della caccia alla volpe anche nei comprensori alpini (nelle pianure era già concessa), in quanto la specie viene parificata al cinghiale considerandola una specie dannosa e cacciabile quindi per tutto l’anno. A proposito di cinghiali, inserito l’obbligo per i cacciatori di indossare capi di colore “ad alta visibilità”, per evitare il ripetersi di incidenti. Vengono anticipate le procedure per l’ottenimento del patentino di caccia, attivabili già a 17 anni e cade il vincolo dei 55 giorni di caccia all’anno. “Nota dolentissima”, “una follia” per il mondo animalista.

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11Mila alberi contro cemento ed inquinamento: La sfida vinta di una famiglia di Parma

21 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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A San Prospero, provincia di Parma, c’è un nuovo bosco, quello della famiglia Spaggiari, di Giancarlo 86 anni pensionato ex agricoltore e del figlio Roberto 47 anni, dipendente pubblico che hanno declinato le numerose offerte dei costruttori edili, che volevano trasformare i loro terreni incolti intorno alla trafficatissima via Emilia, in strade, case, cemento.

spiaggiariPer creare invece, 10 ettari di bosco, un esercito di alberi da opporre all’inquinamento e alla cementificazione, per migliorare e depurare l’aria, e salvaguardare la zona agricola di San Prospero hanno piantato 11 mila piante: noci, meli, querce, frassini, prugnoli, olmi… un importante polmone verde necessario, considerata la vicinanza di vie trafficate e le problematiche di inquinamento dell’aria padana e anche se “il bosco” come ce lo immaginiamo, fitto di vegetazione e alberi, si vedrà bene tra un paio d’anni, quando le piante interrate quest’anno, cresceranno, già adesso lungo la via Emilia, tra file di capannoni industriali e aziende casearie a ad un certo punto, improvvisamente compare una grossa macchia verde.

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Pontevedra, la città senza auto va alla grande: zero inquinamento, crescono commercio e popolazione

15 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Nella comunità autonoma della Galizia c'è una città che da anni ha messo il veto alle auto. Le condizioni di vita sono migliorate sensibilmente.

di Massimiliano Zocchi

Pontevedra

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Carta di canapa: la migliore alternativa contro la deforestazione

13 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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L’uso della fibra di canapa per produrre carta risale a più di 2mila anni fa, eppure l’umanità continua ad abbattere alberi e ad inquinare l’ambiente.

Lo sapevi che con la canapa è possibile produrre carta? Non servono tecnologie avanzate per farlo in quanto l’uso della fibra di canapa per produrre carta risale a più di 2mila anni fa.
Le prime copie della Bibbia stampata da Gutenberg furono prodotte con questo tipo di carta e gli originali delle Costituzioni americana (1776) e francese (1791) sono scritte su carta di canapa.

Carta Canapa

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Gli scienziati chiedono il divieto dei pesticidi che danneggiano il cervello dei bambini

12 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Un nuovo studio afferma che non esiste un livello sicuro di esposizione agli organofosfati, un ingrediente principale dei pesticidi.

pesticidi copyUn gruppo di esperti di tossicologia vorrebbe vedere vietato l'uso di un'intera classe di pesticidi. Le sostanze chimiche in questione sono gli organofosfati (OP), sviluppati come agenti nervini '30 -'40 e adattati a pesticidi agricoli negli anni '60. Il loro uso non è rimasto nei campi: si è diffuso negli ospedali, nelle istituzioni sanitarie, nelle scuole, nei parchi, nei campi da golf, nei centri commerciali e nei campi di gioco per la disinfestazione (ad esempio contro le zanzare). Sono utilizzati nei trattamenti di pulci e zecche per gli animali domestici. Ciò significa che siamo molto spesso a contatto con queste sostanze.

Uno studio, pubblicato questo ottobre sulla rivista PLOS Medicine, rivela che quando si tratta di organofosfati, non esiste un livello sicuro di esposizione per le donne incinte e i bambini: anche bassi livelli di esposizione mettono a rischio lo sviluppo a lungo termine di un feto e possono causare problemi capaci di manifestarsi più tardi durante l'infanzia. Uno degli otto ricercatori dedicati a questo studio, Bruce Lanphear della Simon Fraser University di Vancouver, ha detto:

"Non abbiamo trovato prove di un livello sicuro di esposizione ai pesticidi organofosfati per i bambini. Gìà parecchio prima della nascita, i pesticidi organofosfati distruggono il cervello nelle sue fasi iniziali di sviluppo, mettendolo sulla strada delle difficoltà nell'apprendimento, nell'uso della memoria e nell'attenzione, effetti che potrebbero non apparire fino a che non raggiungono l'età scolare. I funzionari governativi di tutto il mondo hanno bisogno di ascoltare la scienza, non i lobbisti dell'industria chimica".

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Il primo impianto al mondo per il riciclo di pannolini e assorbenti: si trova in Italia e funziona così (VIDEO)

10 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Di Germana Carillo

Il primo impianto per il riciclo di pannolini e assorbenti
consente il recupero differenziato di plastiche, cellulosa e polimeri super assorbenti

Possibile riciclare al 100% pannolini e assorbenti usati? Certo che sì: tutti, ma proprio tutti, possono essere trasformati in stampelle, mollette, sedie di plastica, in cartoni da imballaggio industriali o anche in nuovi prodotti assorbenti. Il merito è del primo impianto di riciclo di questo tipo, ed è tutto italiano.

Tramite un vero e proprio processo di riciclo, anche i prodotti assorbenti per la persona già utilizzati che prima finivano in discarica o in un inceneritore, possono insomma tornare a nuova vita. Lo sanno bene in provincia di Treviso, a Lovadina di Spresiano, dove da poco più di un anno ha preso piede una bella realtà di riciclo e riuso.

Si tratta di Fater Smart, l’azienda che ha appena ricevuto il Premio Sviluppo Sostenibile per il settore rifiuti e risorse ad Ecomondo 2018 in corso a Rimini. Qui, da una tonnellata di pannolini, al netto degli scarti, si ottengono fino a 150 chilogrammi di cellulosa, 75 kg di plastica e altrettanti di polimero super assorbente.

È così che il progetto di recupero dei prodotti assorbenti usati, che 7 anni fa era ancora in fase embrionale, è diventato un processo industriale di riciclo al 100% fiore all’occhiello dell’Italia.

La cittadina italiana che è passata ai fuochi artificiali silenziosi

08 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Botti silenziosi

Se sei un proprietario di cani, probabilmente c'è una cosa che temi di ricorrenze come Capodanno, o magari il santo patrono del paese: la sofferenza del tuo cane per via dei fuochi d'artificio. Immagina di non avere idea di cosa siano i fuochi d'artificio. All'improvviso vedi luci brillanti e senti esplosioni provenienti dal cielo. Saresti anche tu piuttosto terrorizzato. I fuochi d'artificio devastano gli animali e il numero delle visite dei veterinari sale alle stelle durante le feste in cui i fuochi d'artificio sono comuni. I cani, con il loro udito sensibile, sono particolarmente vulnerabili e molti si feriscono cercando di scappare o nascondersi. Possono correre e rischiare di perdersi o colpire le auto.

di Mike Clark

 

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Francia, 18mila studenti rifiutano di lavorare per aziende che inquinano

07 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Più di 18mila studenti universitari della Francia hanno firmato un manifesto nel quale promettono: “Rifiuteremo di lavorare per aziende che inquinano”.

Il grido d’allarme contenuto nell’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) è stato ascoltato da migliaia di studenti francesi. Dopo la pubblicazione del drammatico documento – secondo il quale la temperatura media globale potrebbe raggiungere i +1,5 gradi centigradi, rispetto ai livelli pre-industriali, già nel 2030 – gli iscritti alle “Grandes écoles” (le più prestigiose università del paese europeo) hanno deciso di far sentire la propria voce.

Studenti Francesi

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Il costo energetico del bitcoin è più del doppio rispetto a quello del rame o dell'oro

06 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Una nuova ricerca rivela che le criptovalute richiedono molta più energia elettrica di quanta se ne impieghi per estrarre la maggior parte dei metalli reali.

bitmineLa quantità di energia necessaria per "estrarre" il valore di un bitcoin è più del doppio di quella richiesta per estrarre lo stesso valore in rame, oro o platino, secondo un nuovo documento.

L'attività di generazione di un bitcoin ("mining") richiede circa 17 megajoule di energia, secondo i ricercatori dell'Oak Ridge Institute di Cincinnati, Ohio, rispetto ai quattro, cinque e sette megajoule per il rame, l'oro e il platino.

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Wineleather, il tessuto vegetale dagli scarti del vino

05 Novembre 2018 Scritto da Redazione
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Wineleather è una fibra vegetale realizzata utilizzando gli scarti della vinificazione che non ha bisogno di petrolio nel processo di trasformazione, non usa sostanze inquinanti e non necessita di grandi consumi di acqua. È la rivoluzionaria idea di due imprenditori italiani.

Wineleather

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