Gli indigeni del Sud America si uniscono per proteggere l’Amazzonia In evidenza

Un santuario di 200 milioni di ettari che si estenderebbe dalle Ande all’Atlantico, ecco la proposta dei gruppi indigeni dell’Amazzonia. La creazione della più grande area protetta del mondo per le persone, la fauna selvatica e la stabilità climatica.

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Il piano è stato presentato nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità in Egitto, e pone l’alleanza delle comunità amazzoniche nel mezzo di una delle controversie ambientali e politiche più importanti del mondo. La Colombia aveva già pensato a un simile progetto di protezione tripla A (Ande, Amazzonia e Atlantico), che intendeva presentare insieme all’Ecuador alla Cop24, conferenza sul clima che si terrà a Katowice nei primi giorni di Dicembre.

Ma l’ascesa politica di leader di destra in Colombia e Brasile sta mettendo in dubbio quello che sarebbe stato un contributo importante delle nazioni sudamericane alla riduzione delle emissioni di gas serra. Quella proposta dall’alleanza indigena, che rappresenta 500 culture in nove paesi dell’Amazzonia, è la creazione di un “corridoio sacro di vita e cultura” che avrebbe le dimensioni del Messico.

fire 4 600x400“Siamo venuti dalla foresta e ci preoccupiamo di ciò che sta accadendo, questo spazio è l’ultimo grande santuario del mondo per la biodiversità. È lì perché siamo lì. Altri posti sono stati distrutti” ha detto Tuntiak Katan, vicepresidente del COICA (Coordinator of the Indigenous Organisation of the Amazon River Basin).

Katan ha detto che il gruppo è disposto a parlare con chiunque sia pronto a proteggere non solo la biodiversità, ma i diritti territoriali delle comunità forestali. L’organizzazione infatti non riconosce i confini nazionali imposti dai coloni e dai loro discendenti senza il consenso degli indigeni, che hanno vissuto in Amazzonia per millenni.

Al di là della mutevole situazione politica, i leader indigeni del Coica hanno dichiarato che porteranno avanti il piano di creazione dell’aerea protetta in Amazzonia e che, oltre a cercare una rappresentanza a livello governativo alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità, intendono allearsi con gruppi indigeni e ONG in altri paesi.

Ma il loro potere politico è debole e molti temono che possano subire violenti assalti da parte degli agricoltori e dei minatori incoraggiati dal governo a trasferirsi nel loro territorio. Per Katan il dialogo è la strada migliore, ma ha anche informato che alcune comunità si stanno già preparando a difendere la loro terra con la vita.

Fonte: https://hfarmer.org/2018/11/26/gli-indigeni-del-sud-america-si-uniscono-per-proteggere-lamazzonia/?fbclid=IwAR3wjLouj2TqsXYBAFI1AN4XYnh_hkjuoTElg3rBG0I5XojzVu0zYVaTKsY

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