Il costo energetico del bitcoin è più del doppio rispetto a quello del rame o dell'oro

Una nuova ricerca rivela che le criptovalute richiedono molta più energia elettrica di quanta se ne impieghi per estrarre la maggior parte dei metalli reali.

bitmineLa quantità di energia necessaria per "estrarre" il valore di un bitcoin è più del doppio di quella richiesta per estrarre lo stesso valore in rame, oro o platino, secondo un nuovo documento.

L'attività di generazione di un bitcoin ("mining") richiede circa 17 megajoule di energia, secondo i ricercatori dell'Oak Ridge Institute di Cincinnati, Ohio, rispetto ai quattro, cinque e sette megajoule per il rame, l'oro e il platino.

Non solo il bitcoin, anche le altre criptovalute risultano energeticamente costose rispetto a questi metalli: sulla rivista Nature Sustainability, i ricercatori hanno attribuito un costo di 7MJ per ethereum e di 14MJ per monero (criptovaluta focalizzata sulla privacy). Detto questo, risulta anche che tutte le criptovalute prese in esame abbiano un costo energetico nettamente più basso rispetto all'alluminio, che richiede ben 122MJ per estrarre il valore di un dollaro del minerale.

"Mining" è il nome del processo mediante il quale le blockchain, come quelle che sostengono le criptovalute, sono regolate e verificate. Nel caso di bitcoin, ad esempio, la valuta è sostenuta dai "minatori" a causa dell'assenza di un'autorità centralizzata che confermi le transazioni. Questi minatori entrano in competizione tra di loro per mettendo i loro computer (costruiti ad hoc) a fare milioni di inutili calcoli aritmetici al secondo, consumando così enormi quantità di energia elettrica. Un concorrente fortunato vince sia un premio, pari a circa ottantamila dollari in bitcoin, sia il diritto di verificare tutte le transazioni effettuate negli ultimi 10 minuti.

I premi possono essere virtuali, ma il costo energetico di queste operazioni è molto reale. I precedenti tentativi di misurare la quantità di elettricità consumata per alimentare la rete bitcoin, tuttora la più grande blockchain esistente, si erano limitati ad analizzare la dimensione della rete in modo aggregato. Nel novembre del 2017, una stima ha equiparato il suo consumo energetico a quello di tutta l'Irlanda. Un'altra stima ha indicato che questa rete produceva le stesse emissioni annue di carbonio di un milione di voli transatlantici.

Il nuovo documento è il primo a esaminare gli sforzi minerari dal punto di vista del costo energetico per dollaro. "Il confronto è fatto per quantificare e contestualizzare la richiesta energetica decentralizzata che prevista dall'estrazione di queste criptovalute", scrivono gli autori, "e incoraggiare il dibattito sula sostenibilità di queste richieste energetiche, su quanto sia appropriato questo consumo energetico dato il prodotto che ne deriva. "

Fonte: https://www.theguardian.com/technology/2018/nov/05/energy-cost-of-mining-bitcoin-more-than-twice-that-of-copper-or-gold

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