Per le bottiglie di acqua e birra si inverte la rotta, c’è il vuoto a rendere

Vuoto RendereIl Ministero dell’Ambiente ha approvato un nuovo regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre che reintroduce il vuoto a rendere per le bottiglie in vetro e nei materiali più resistenti, come plastica e alluminio per le lattineil provvedimento riguarda gli imballaggi contenenti acqua e birra.

Il regolamento da applicazione al “Collegato ambientale” già approvato nel 2015, con il quale si predisponevano misure volte a ridurre i rifiuti da imballaggio monouso, con la proposta di un anno di sperimentazione sulla reintroduzione del vuoto a rendere per le bottiglie in vetro e in altri materiali particolarmente resistenti.

Ovviamente la pratica è volontaria sia per l’utente sia per le attività commerciali che potranno scegliere se aderire o meno all’iniziativa.  Si tratta di un provvediemento che la dice lunga sui tentativi di rendere il nostro paese più vicino alle pratiche di riciclo, incoraggiando quell’evoluzione prima di tutto culturale, che in altri paesi è già un traguardo raggiunto.

Quando la bottiglia in vetro era a rendere

Eppure non si tratta certo di una novità, negli anni ’80 eravamo abituati a restitutire la bottiglie in vetro terminate, con tanto di contributo per il reso. Invertiamo dunque la rotta, ma per andare avanti e come allora torniamo a una pratica che si ritiene possa portare buoni risultati.

Gli obiettivi dell’iniziativa sono infatti, piuttosto articolati poichè: puntano a ridurre il quantitativo di vetro, plastica e alluminio nei rifiuti differenziati e previo opportuno trattamento di sterilizzazione, a riutilizzare le bottiglie più e più volte(circa una decina prima che diventino rifiuto). Considerando che il dispendio energetico necessario per i trattamenti di sterilizzazione in questione è di gran lunga meno oneroso rispetto a quello occorrente per creare ex novo l’imballaggio, è intuibile come i benefici potenziali siano di ampio respiro.

E se la speranza è una buona accoglienza e risultati positivi per ampliare l’iniziativa anche ad altra tipologia di imballaggi e materiali per il packaging, è bene ricordare che questo anno di sperimentazione sarà fondamentale anche per valutare la fattibilità di un piano di smaltimento con queste caratteristiche.

Cosa accadrà dal 10 ottobre

Ormai ai blocchi di partenza, l’anno di sperimentazione avrà inizio con il 10 ottobre, data a partire dalla quale potremo recarci con la nostra bottiglia in vetro, plastica o con la nostra lattina terminata, negli esercizi pubblici aderenti all’iniziativa; li riconosceremo facilmente grazie al contrassegno esposto all’ingresso. La cauzione per il nostro vetro a rendere e in generale per i nostri resi, verrà conteggiata in misura proporzionale alla capacità dell’imballaggio,  con importi variabili fra gli 0,05 euro per una lattina da 200 ml e gli 0,3 euro per una bottiglia da 1,5 litri.

Non ci sarà alcun sovraprezzo sul costo delle bibite e il vuoto potrà essere reso in qualsiasi esercizio pubblico, non necessariamente presso quello nel quale si è effettuato l’acquisto.

Fonte: https://www.infopackaging.it/vuoto-a-rendere-acqua-birra/

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