Zappata Romana, la mappa degli orti condivisi nella Capitale

Zappata romana2Tutti pazzi per gli orti urbani. Non solo la regina Elisabetta e Michelle Obama, i contadini metropolitani del nuovo millennio sono in aumento e l'Italia fa parte dei paesi in cui questa pratica sta prendendo piede.


A Roma, per esempio, si contano oltre 100 aree che sono state trasformate in parchi, orti, luoghi di ritrovo e di comunità. Da S.Lorenzo alla Garbatella, dalla Ardeatina a Prato Fiorito a Centocelle e adesso anche nella facoltà di Architettura della Sapienza a Valle Giulia. E a primavera ci sarà un orto urbano anche al Campidoglio.

Zappata romana1La mappa degli spazi urbani trasformati in aree verdi condivise si chiama Zappata Romana. Questa mappa, in continua evoluzione, riporta tutte le informazioni relative a circa 50 spazi tra giardini e orti nati grazie all'opera di cittadini e associazioni che ne curano la gestione; e poi notizie ed esperienze riguardanti le fattorie urbane, le case della partecipazione ed altre forme di gestione di aree verdi come i punti verdi qualità e le aree gestite da associazioni consolidate.

A questi spazi bisogna aggiungere i 65 orti spontanei individuali censiti dal Comune di Roma. Giovani, anziani, famiglie intere e associazioni, insomma, si riprendono il giusto spazio da dedicare all'autoproduzione alimentare.

A breve vedrà la luce poi il primo orto accademico nella facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, a Valle Giulia. Fortemente voluto da dottorandi e docenti del corso in Progettazione e gestione dell'ambiente e del paesaggio che hanno indetto un concorso di idee per individuare insieme il progetto dell'orto. I frutti della terra ricavati verranno utilizzati nella nuova mensa universitaria incarnando alla lettera la filosofia di Slowfood "dalla terra alla tavola". Il giardino, tra l'altro, entrerà a far parte dei presidi Slowfood.

Non solo l'Università, ma anche le scuole di Roma si sono imbattutte in questa esperienza. Grazie all'iniziativa 'Orti in condotta' i bambini delle scuole elementari e dell'infanzia potranno coltivare con le loro manine ortaggi e verdure.

Insomma, il desiderio di orticoltura nella città eterna sembra mettere tutti d'accordo. Insegnanti, nonni, nipoti, architetti, paesaggisti o semplici cittadini e lavoratori stanno creando un vero grande giardino biologico. Speriamo che questo fermento venga sostenuto con fervore dalle istituzioni così da diffondere un sentimento di rispetto profondo verso la natura e la terra che, ogni giorno, ci regala preziosi doni.


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