I medici omeopatici non ci stanno a passare per ciarlatani: “Si ignorano le prove scientifiche” In evidenza

Di Riccardo Quintili

homeopathyBasta attacchi ingiustificati e antiscientifici contro i medici omeopati. È l’appello che rivolgono le principali sigle del settore, fatte – è bene ricordarlo – da medici laureati e abilitati all’esercizio della professione, che chiedono un intervento istituzionale contro quello che definiscono un linciaggio mediatico.

“Negli ultimi mesi in Italia si sono intensificati gli attacchi contro l’omeopatia – dicono i medici -. Essa viene presentata come una pseudoscienza, una vera e propria truffa ai danni di ingenui cittadini che vengono convinti ad affidarsi al ciarlatano di turno – poco importa che invece si tratti di medici laureati e abilitati alla professione medica con formazione specifica in omeopatia – che li convince ad acquistare del banale zucchero e sfrutta solo l’effetto placebo per ottenere risultati”.

Eppure l’omeopatia è la seconda medicina al mondo, seconda soltanto alla medicina convenzionale.

Ed è la prima medicina complementare in Europa, è diffusa nel mondo in più di 80 paesi.

“Negli attacchi contro l’omeopatia, nonostante questo, spariscono regolarmente i riferimenti alla crescente mole di letteratura scientifica, consultabile facilmente, che evidenzia come queste diluizioni abbiano un’azione biologica misurabile”, attaccano i medici.

La principale resistenza al riconoscimento del valore dell’omeopatia, va detto, viene dalla sua asserita implausibilità: le soluzioni così diluite non possono avere un’azione biologica perché sono acqua fresca, dicono i detrattori.

“Ma negli ultimi 10 anni proprio gruppi italiani quali quello di Paolo Bellavite all’Università di Verona e di Andrea Dei all’Università di Firenze hanno condotto ricerche scientifiche pubblicate in letteratura internazionale che dimostrano incontrovertibilmente l’azione del medicinale omeopatico sull’espressione a livello dei geni” ribattono gli omeopati.

Non solo, “studi provenienti da vari gruppi di ricerca, tra cui quelli del prof. Bellare JR in India e Van Wassenhoven in Belgio, hanno chiaramente dimostrato la presenza di nanoparticelle di medicinale omeopatico anche nelle diluizioni oltre il numero di Avogadro. Chi ad oggi continua ad affermare che nel medicinale omeopatico non c’è nulla dentro, non conosce le evidenze scientifiche attuali”, aggiungono.

Ma cosa chiedono i medici, stanchi come sono di attacchi ingiustificati? “Una presa di posizione istituzionale netta e precisa che tende a minare la libertà degli uni e degli altri, nell’intento di uniformare i sistemi di cura a semplici prassi standardizzate”.

Nella nota, redatta e firmata da Amiot (Associazione medica italiana di omotossicologia), Fiamo (Federazione italiana associazioni e medici omeopati), Società di medicina omeopatica, Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata), Luimo (Associazione per la libera università internazionale di medicina omeopatica), Sima (Società itaiana di medicina antropomorfica), si elencano una breve rassegna delle evidenze scientifiche disponibili. Le pubblichiamo integralmente.

Fino alla fine del 2014 sono stati pubblicati 189 RCT peer reviewed in omeopatia. Di questi, 104 erano contro placebo in 61 diverse condizioni cliniche. Di questi 104 RCT, 43 % hanno avuto risultati positivi, 56% non conclusivi e 5% negativi - dati presenti su https://facultyofhomeopathy.org/research/ 

Una relazione su efficacia, costo-beneficio e appropriatezza dell’omeopatia dell’Ufficio federale di salute svizzero, all’interno del Programma di valutazione della medicina complementare (PEK), ha riportato risultati positivi per l’omeopatia in 29 studi riguardanti allergie e infezioni delle alte vie respiratorie.

A tutt’oggi, sulla base di un database tutto italiano*, risultano pubblicati ed indicizzati:

  •     95 revisioni sistematiche qualitative
  •     25 revisioni sistematiche quantitative con metanalisi
  •     243 RCTs (studi randomizzati controllati)
  •     96 studi di Ricerca in Agro-Omeopatia
  •     148 studi di Ricerca Fisico-Chimica
  •     208 studi di Ricerca di Base (pre-clinica)
  •     106 studi di Ricerca Veterinaria
  •     123 studi osservazionali – 
Si tratta, quindi, di una base di evidenza scientifica ampia e significativa, i cui risultati depongono in larga parte a favore dell’Omeopatia.
Fra queste evidenze meritano di essere citate le metanalisi di Kleijnen et al. (1995), Boissel et al. (1996), Linde et al. (1997); Cucherat et al. (2000).

* http://databaseomeopatia.alfatechint.com/, già citato


Nel 2013 un ricercatore del Karolinska Institute, Robert Hahn, ha pubblicato una revisione delle meta-analisi sull’omeopatia, in cui afferma : « Nel 1997 Klaus Linde e collaboratori hanno identificato 89 studi clinici che hanno dimostrato una probabilità complessiva a favore dell’ omeopatia sopra il placebo di 2.45 » Hahn conclude. « Gli studi clinici dei rimedi omeopatici dimostrano che sono nella maggior parte delle volte superiori al placebo. I ricercatori che sostengono la tesi opposta si basano su un sistematico annullamento di studi, sull’adottare dati virtuali, o su metodi statistici inappropriati »

In un’altra recente revisione (Fixen 2018) su 9 RCT e 8 studi osservazionali sul trattamento omeopatico delle infezioni delle alte vie respiratorie, l’omeopatia è risultata equivalente al trattamento convenzionale ma con minori effetti avversi, con una potenziale riduzione del fenomeno delle antibioticoresistenza, definita dall’OMS una grave minaccia alla salute globale dei cittadini.

Alcuni studi hanno evidenziato che le medicine complementari, compresa l’omeopatia, consentono di realizzare risparmi significativi della spesa sanitaria (Van Wassenhoven 2004, Smallwood 2005, Kooreman 2012, Viksveen 2013, Colas A 2015).

Il programma francese di ricerca EPI3 (825 ambulatori di medicina generale, 8.559 pazienti) ha valutato i risultati dei trattamenti omeopatici o allopatici su tre tipologie di disturbi: infezioni del tratto respiratorio superiore, dolori muscolo-scheletrici e disturbi del sonno, ansia e depressione. Confrontando i risultati ottenuti, l’omeopatia ha dimostrato efficacia clinica paragonabile alla medicina convenzionale, ma con riduzione nell’uso dei farmaci e degli eventi avversi da farmaci e con potenziale diminuzione dei costi per il sistema sanitario. In particolare, nel gruppo di pazienti con infezioni delle vie respiratorie (N: 518), il miglioramento è del tutto simile, ma i pazienti trattati con omeopatia hanno ridotto del 57% il consumo di antibiotici. Per i dolori muscoloscheletrici (N: 1.153), a parità di risultati terapeutici, i pazienti trattati con omeopatia hanno dimezzato il consumo di antinfiammatori (-46%) e ridotto di due terzi quello di analgesici (-67%). Risultati analoghi per il gruppo di pazienti con disturbi del sonno, ansia e depressione (N: 710), dove a fronte di un miglioramento clinico analogo, con il trattamento omeopatico il consumo di benzodiazepine è calato del 71%.

Spesso viene affermato che non vi sono studi replicativi in omeopatia. Occorre notare che i finanziamenti sono enormemente inferiori che per la medicina convenzionale; ma nonostante ciò, con l’aumentare degli studi, si stanno moltiplicando gli studi con risultati positivi ripetuti, ad esempio:

  •      depressione (Adler UC 2011; del Carmen Macías-Cortés 2013; del Carmen Macías-Cortés 2015; Viksveen P 2014; Viksveen P 2017; Viksveen P 2018
  •      diarrea infantile (Jacobs J 1994; 2000; 2003;)
  •      fibromialgia (Fisher P, 1989; Bell IR, 2004; Relton C, 2009; )
  •      infezioni delle vie aeree superiori (Bellavite P, 2006; Bornhöft G, 2006);
  •      insonnia (Bell IR 2010; Brooks AJ 2010; Carlini EA,1987; Naudé DF 2010)
  •      radiodermite (Balzarini A 2000; Schlappack O 2004);
  •      raffreddore comune (Maiwald VL, 1988; Michalsen A 2015; Jacobs J 2016)
  •      rinite allergica stagionale (Reilly DT, 1986; Wiesenauer M, 1985; Wiesenauer M, 1990 ; Wiesenauer M, 1997; Weiser M, 1999; Aabel 2000; Kim LS, 2005 ; Taylor MA, 2006)
  •      sequele e problemi post-operatori (inclusa Arnica) (Brinkhaus B 2006; Robertson A 2007; Totonchi A 2007; Karow J-H 2008; Sorrentino et al 2017)
  •     vertigini (Weiser M 1998; Schneider B 2005; Issing W 2005) 
AMIOT-Associazione Medica Italiana di Omotossicologia
FIAMO-Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati
LUIMO-Associazione per la Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica SIMA- Società Italiana di Medicina Antroposofica
SIMO- Società Italiana Medicina Omeopatica
SIOMI- Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata 
3 dicembre 2018


Fonte: https://ilsalvagente.it/2018/12/05/i-medici-omeopatici-non-ci-stanno-a-passare-per-ciarlatani-si-ignorano-le-prove-scientifiche/44429/?utm_content=buffer73158&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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