Vaccini obbligatori: tutti contro Nogarin. Ma cosa dice la legge?

vaccino bambina 508 jpgIn questi giorni imperversa la polemica sui vaccini in seguito alla proposta della Regione Toscana di introdurre l'obbligo di vaccinazione per tutti i bambini iscritti alla scuola materna e all'asilo nido (misura adottata recentemente in Emilia Romagna)

In particolare, Nogarin, sindaco di Livorno ed esponente del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato:

"Rendere obbligatori i vaccini per i bimbi che vogliono frequentare l'asilo è una forzatura insopportabile. Come è possibile anche solo pensare di imporre un divieto simile, creando una divisione di fatto tra bambini di serie A e bambini di serie B?"

E aggiunge, indicando una soluzione:

"Se vogliamo raggiungere un risultato serio, dobbiamo lavorare sulla prevenzione, l'informazione e la comunicazione. Altrimenti si deresponsabilizza l'individuo e questo è molto pericoloso."

Tale posizione ha scatenato un coro di critiche del mondo politico e da molti amministratori locali. Alcuni parlamentari hanno inoltre proposto di varare una legge nazionale uniforme e un'anagrafe nazionale delle vaccinazioni.

A questo punto ci si chiede: ma i vaccini sono veramente obbligatori? Se un bambino non viene vaccinato quali sono le conseguenze per i genitori?

Diamo uno sguardo a cosa dice la legislazione.

Partiamo dalla normativa europea. L'Unione Europea, pur consigliando gli Stati di dotarsi di vaccini non ne prevede l'obbligo. E sul punto gli Stati sono divisi: in alcuni la vaccinazione è obbligatoria (Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria), mentre in altri non lo è (Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia). Esiste infine un gruppo di lavoro legato ad un progetto (Venice III) collegato all'OMS che studia la possibilità di coordinare le politiche europee sui vaccini, senza però che si sia raggiunto un punto di arrivo in tal senso.

In Italia l'obbligatorietà dei vaccini fu introdotta dalla legge Crispi 5849/1888 per poi essere abolita successivamente. Divennero poi obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l'epatite B (1991).

Attualmente, le vaccinazioni per l'infanzia obbligatorie per legge sono quattro:

  1. antidifterica (Legge 6 giugno 1939, n. 891),
  2. antipoliomielitica (Legge 4 febbraio 1966, n. 51),
  3. antitetanica (Legge 5 marzo 1968, n. 292),
  4. antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991, n. 165).

Le vaccinazioni contro pertosse, morbillo, parotite, rosolia e infezioni da Haemophilus Influenza b (Hib), sono fortemente raccomandate dalla legge, ma non imposte.

Ma quali sono le conseguenze per la mancata vaccinazione obbligatoria?

A quanto pare nessuna.

Da una parte, l'art.9 del Decreto Legge 273/1994 (convertito con legge 490//1995) prevede che "l'esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie su minori non può essere coercitivamente imposta con l'intervento della forza pubblica".

Dall'altra, il DPR 355/1999 prevede un obbligo da parte delle scuole di accertare se siano state effettuate le vaccinazioni obbligatorie e, nel caso in cui non siano effettuate, di informare le ASL per i "tempestivi interventi", ma al contempo, lo stesso decreto recita: "La mancata certificazione delle vaccinazioni non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami". Il che è come dire "non è obbligatorio vaccinarsi, ma la scuola può intervenire" (come e in che modo non si sa e la legge non lo specifica).

Esiste poi un piano nazionale di prevenzione vaccinale che fornisce linee guida (ma anche qui non obblighi) da seguire per le singole regioni.

Ogni Regione predispone il proprio calendario vaccinale, potendolo adeguare alle esigenze contingenti del momento; ad esempio delibere regionali possono prevedere ad hoc, per diffusione di determinate malattie, l'obbligo momentaneo di vaccinarsi per determinate categorie di persone.

Negli ultimi anni molte Regioni hanno abolito, con leggi regionali o di fatto (es. circolari/direttive), l'obbligatorietà della vaccinazione: Veneto (dal 2007), Trentino (2011/2012), Toscana ( v. delibera nr. 369 del 22-05-2006), Piemonte (che ha sostituito il termine obbligatori con prioritari), Emilia-Romagna (v. delibera nr. 256 del 13-03-2009). In altre regioni sono state sentenze dei tribunali a renderle di fatto facoltative (es. Puglia, Marche).

Questa tendenza è stata recentemente invertita: lo scorso 22 novembre, infatti, l'Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale che introduce l'obbligatorietà dei vaccini per essere ammessi agli asili nido. Segue l'annuncio della Regione Toscana sopra ricordato.

Dando infine uno sguardo alla giurisprudenza sul tema, il quadro che ne esce è il seguente:

  • non esiste sanzione né penale né amministrativa per i genitori che decidano di non vaccinare i figli;
  • sono illegittime le misure coercitive indirette adottate da alcune ASL (sottrazione della potestà genitoriale, ricovero del bambino in istituto, o coercizione con l'intervento della forza pubblica;
  • Dal momento che esistono serie possibilità di effetti collaterali sulla salute del bambino, la scelta di vaccinare o no i figli spetta ai genitori, che devono dichiarare espressamente i motivi per cui intendono non sottoporre il figlio alla vaccinazione obbligatoria.
  • Il diritto di scelta è un diritto costituzionalmente garantito dall'articolo 32 della Costituzione, il quale al secondo comma afferma che: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

In conclusione: l'attuale quadro normativo prevede talune vaccinazioni obbligatorie ma le stesse sono regolate da norme imperfette, ovvero prive di sanzione e di qualunque coercibilità.

Alla luce dei fatti, le polemiche sollevate appaiono affievolirsi e le norme di cui tanto si discute, sulla base degli effetti concreti che producono, assomigliano piuttosto a "raccomandazioni travestite da obblighi".

Fonte: http://www.altalex.com/documents/news/2017/02/01/vaccini-obbligatori-tutti-contro-nogarin-ma-cosa-dice-la-legge

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