Arte e Cultura http://www.coscienzeinrete.net Tue, 28 Feb 2017 07:30:23 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Perché Sanremo è proprio Sanremo? A che serve? http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2897-perche-san-remo-e-proprio-san-remo-a-che-serve http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2897-perche-san-remo-e-proprio-san-remo-a-che-serve

Sanremo1Si leggono in giro perfino incredibili sforzi di qualche volenteroso intesi a trovare, a “spremere” un senso profondo da questa indegna pagliacciata di San Remo. Da questo volgare imbroglio delle coscienze. Una enorme attenzione della gente trascinata sul quasi nulla... o peggio.

Certo, la canzoncina che ha vinto, Occidentali’s Karma (sic !) , dice una cosa saggia quando mette in ridicolo le mode superficiali di questa epoca, quando evidenzia la smania di apparire invece di essere e di riflettere. Il lasciarsi andare senza pensare alle mode di ogni tipo. Il non uso dell’intelligenza, ecc… Bene, il messaggio è positivo… Ma anche questo – appunto – deve comunque farci riflettere.

Certamente il messaggio è buono, ma a ben guardare è monco della parte essenziale. In particolare, con l’intelligenza da sola non si risolve nulla, se non ci metti il Cuore, l’Amore, la voglia di Bene: questo manca alla nostra società, non l’intelligenza. E questo manca anche nella canzonetta vincitrice. Quanta riflessione viene diretta a cose inutili, semplicemente egoistiche? Quanta intelligenza viene rivolta alla predazione degli altri, alla manipolazione, alla formazione di multinazionali, alla costruzione di raffinate strutture finanziarie truffaldine e schiavizzanti, alla formazione di partiti e movimenti manipolatori… E’ una grande intelligenza umana usata male quella che devasta la società e gli individui. Quindi il vero problema non è che manchi l’intelligenza e la riflessione. No, il problema è che è ancora minoritaria una genuina voglia di Bene per tutti, quella che si chiama Amore. Quella stessa che sta animando il risveglio di Coscienza di una fetta importante, ma ancora minoritaria, dell’Umanità.

Fornire verità monche è a volte più fuorviante che dire delle evidenti bugie.

Ma non è tutto: non è Sanremo l’unico posto dove si lancia “in grande” la musica popolare italiana? Una musica di immense e meravigliose tradizioni? A giudicare dai contenuti musicali c’è da piangere… Tranne qualche eccezione, a San Remo la Musica popolare è morta da un pezzo.

Al di là delle parole, cosa è la Musica?

SanremoE’ la parte più importante: quella che attraverso i suoni entra direttamente nell’anima delle persone. Convogliando sentimenti e messaggi. Con impatto molto forte.

Dove è in questo caso la Bellezza della Musica? Dov’è la sua missione storica e divina di usare la Bellezza dei suoni e dei ritmi per parlare diritto al Cuore, per sollevare le coscienze umane verso il Vero, il Bello il Buono?

E’ sufficiente lanciare un motivetto meno che infantile come vincitore, che tutti ascolteranno per settimane da tutti i media, e condirlo di una manciata di parolette stuzzicanti new age, olismo e forme pensiero psicanalitiche? No… non solo non è sufficiente, ma è un vero e proprio atto di guerra contro quelle stesse parole e forme pensiero: citarle senza un vero approfondimento e per giunta involgarite da una musichetta demenziale significa contrarle, deformarle, ferirle. Un po’ come il Namastè indiano citato nella canzonetta - ormai usato come un ciao qualsiasi dagli stessi indiani… Pensiamo invece alla sacralità di un Namasté accompagnato da un meraviglioso gesto di unione, e il cui significato profondo è “Riconosco l’essere spirituale che è in te come in me”. Quale musica può portare veramente tutto questo a risuonare nei cuori nel suo significato più profondo? E pensiamo al senso divino, misterioso, da scoprire con sacra trepidazione e piacevole sorpresa, del funzionamento del “Karma” nella nostra vita…. Che musica potrebbe portarci a risuonare e riflettere con questo mistero presente e operante in tutte le nostre vite? E pensiamo al solo termine Buddha: quale musica occorrerebbe per amplificare il senso profondo della compassione nei nostri cuori mentre risuona questo nome?

E allora ti domandi, per rimanere alla musica popolare: che musica avrebbero scritto per espandere nel cuore questi temi profondi i grandi compositori napoletani popolari, ma anche - perché no - il miglior Lucio Dalla, il vibrante Stevie Wonder, un grande Pino Daniele, gli incredibili John Lennon e Paul McCartney, e molti altri? Non c’è bisogno di ricorrere necessariamente solo a Palestrina, a Mozart, a Beethoven o a Verdi…

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(QUI il testo originale della canzone e la traduzione in italiano)

La Musica è stata fatta per essere al servizio degli ideali, per evocarli non tanto e solo con le parole, ma soprattutto con gli intervalli musicali, i ritmi, le melodie, le armonie elaborate ed eseguite da musicisti capaci di adoperare tutto questo per modellare le anime nella direzione del Bene. Per facilitare l’emergere di sentimenti e pensieri migliori che si trasformino in azioni individuali migliori ed infine in una società migliore.

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CIR QuaccosaE allora un “complottista” si domanderà per quale motivo hanno fatto vincere proprio questa piccola stupidaggine musicale, questa nenietta di cattivo gusto di sottofondo ad un testo semi-profondo?

E’ stato falsato il voto popolare? Chi lo sa. Ma forse il vero “successo” di San Remo e di chi lo dirige è nel fatto che il risultato non è falsato. Che il meccanismo perverso dello spettacolino volgare gonfiato, evidenziato e stravenduto per giorni su tutti i media, condito con ammiccamenti superficiali al Bene che tutti cercano… funziona ancora bene con masse disabituate al senso del Bene, del Vero e del Bello.

Sì purtroppo Sanremo è proprio Sanremo: un meccanismo mediatico per l’allevamento di polli. Polli che nella nostra epoca della Coscienza vogliono diventare Aquile, vogliono le Ali. E allora può anche capitare che invece di darci le solite stimolazioni delle parti basse o materialiste dell’anima, si possa decidere di presentarci con grande fracasso mediatico delle ali finte… delle alucce, che poi ovviamente non ci fanno veramente volare.

Sempre meno persone ci cascano per fortuna, anche se sono ancora troppe.

Naturalmente per allevare dei polli gli devi anche dare qualcosetta di buonino da mangiare… all’interno di un un pastone di antibiotici, velenuzzi vari e rigonfianti delle parti basse. Perché queste pesino di più. In questo caso di parti basse dell’anima. E quindi qualche bella canzone significativa, con qualche brava cantante, come la Mannoia, c’è. Mischiata a vari rigonfianti delle nostre parti animiche più basse.

Il problema è che Sanremo è l’unico posto dove si promuove “in grande” la musica popolare italiana. Come l’hanno ridotta…

Il problema non sono tanto gli autori e gli esecutori. Ma chi dà le indicazioni di fondo, chi sceglie ed esalta proprio autori ed esecutori già condizionati dalla sottocultura materialista corrente…

Il problema è nelle istituzioni manipolatorie delle coscienze, infiltrate da poteri antiumani, più che negli individui manipolati.

Sì, Sanremo è ormai proprio Sanremo: il tempio italico dove si svolge annualmente il grande rito di affossamento della Musica, il rito della sua volgarizzazione, del suo svuotamento di senso. Della ulteriore negazione della missione delle Arti a beneficio delle coscienze.

Ma noi non siamo obbligati a fare i polli. A seguire le indicazioni delle varie istituzioni.

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La Musica, da scegliere, ascoltare, eseguire e comporre… la grande Musica che fa veramente volare le anime umane verso l’alto, la Musica che compensa dalle amarezze della vita e rafforza gli ideali ed i sentimenti buoni… quella Musica… quella Dea… è sempre lì pronta a cantare per noi e con noi… se veramente lo vogliamo.

E ora vi lascio con il nuovo saluto introdotto a Sanremo:

Namastè Alé….

(Dio mi perdoni….)

…………………………………………………………………….

E questo, per chi volesse leggere… è il testo della canzone vincitrice:

Occidentali.s Karma

Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.
Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
L’intelligenza è démodé
Risposte facili
Dilemmi inutili.
AAA cercasi (cerca sì)
Storie dal gran finale
Sperasi (spera sì)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Piovono gocce di Chanel
Su corpi asettici
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
Tutti tuttologi col web
Coca dei popoli
Oppio dei poveri.
AAA cercasi (cerca sì)
Umanità virtuale
Sex appeal (sex appeal)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia si rialza.
Namasté Alé
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Arte e Cultura Mon, 13 Feb 2017 09:55:49 +0000
Scirarindi: la Sardegna si sveglia! http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2866-scirarindi-la-sardegna-si-sveglia http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2866-scirarindi-la-sardegna-si-sveglia

CIR Giovannella ScirarindiGiovannella Dall'Ara è una di noi. Nel senso che è una delle tante persone che si riconosce in Coscienze In Rete, oltre che una cara amica che incontriamo volentieri molte volte l'anno, ogni volta che viene a trovarci ed a seguire i nostri corsi. E' una persona meravigliosa, sempre col sorriso sulle labbra ed un pensiero d'amore per il prossimo, se ne accorgono tutti quelli che la incontrano. Ma è anche una fantastica organizzatrice, scrupolosa e seria quando serve.

Nulla lo dimostra di più del Festival di Scirarindi, che nasce da un idea comune di Giovannella e Cristina Pusceddu.

Scirarindi, in sardo, vuol dire "svegliati"!

Troviamo che sia un nome più che appropriato per un festival che richiama tantissimo pubblico a "scoprire persone, attività, servizi e tutto ciò che, nel territorio, si sta muovendo alla ricerca del benessere psicologico, fisico e spirituale dell'individuo e della collettività, in armonia con l'ambiente (fonte)".

 

Giovannella e Cristina incarnano quella modalità di affrontare le cose che proponiamo sempre in fondo ai nostri articoli di politica e di economia, ciò che serve veramente per lasciarci alle spalle il mondo di quelli che chiamiamo poteri oscuri ed incamminarci verso un mondo migliore: attenzione alla propria ineriorità, e occuparsi attivamente, ognuno nei propri limiti, di ciò che possiamo cambiare veramente, quello che è intorno a noi, in maniera orizzontale. Questo è l'esempio di Giovannella e Cristina.

Ecco un breve video realizzato dagli amici di Italia che Cambia, che illustra le varie esperienze e realtà che si sono incontrate nell'edizione 2016, la sesta del festival, lo scorso novembre.

Buona visione ed un sentito GRAZIE a Giovannella, Cristina e a tutti quelli che si occupano del festival di Scirarindi!

Clicca qui per vedere il video

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Arte e Cultura Mon, 16 Jan 2017 13:21:00 +0000
La storia del bibliotecario di Timbuctù che ha salvato dai jihadisti migliaia di libri http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2863-la-storia-del-bibliotecario-di-timbuctu-che-ha-salvato-dai-jihadisti-migliaia-di-libri http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2863-la-storia-del-bibliotecario-di-timbuctu-che-ha-salvato-dai-jihadisti-migliaia-di-libri

Abdel Kader Haidara è un bibliotecario di Timbuctù e ha salvato migliaia di volumi antichi. Tornato da un viaggio di lavoro all'estero, ha scoperto che la città del Mali era occupata da combattenti legati a gruppi islamisti affiliati ad Al Quaeda...
Abdel

Una "pulizia" culturale è in atto in alcuni paesi africani, da quando i gruppi di estremisti islamici hanno acquisito potere nella regione. Opere d'arte, costruzioni – come l'arco di Palmira – ma anche intere città, sono state distrutte. Come insegnano le migliori storie, non sempre chi usa la violenza vince, e così – per fortuna – ci sono casi in cui persone comuni riescono a salvare tesori incommensurabili.

Come Abdel Kader Haidara, bibliotecario e restauratore di libri antichi, di Timbuctù, in Mali, che ha salvato migliaia di manoscritti dalla distruzione. La sua storia, raccontata dal Wall Street Journal, inizia nel 2012, quando, tornato da un viaggio di lavoro all'estero, scopre un'amara novità: l'esercito del Mali ha ceduto e la città è occupata da 1000 combattenti di gruppi islamisti affiliati ad Al Quaeda.

Abdel1

La sua preoccupazione più grande è che le migliaia di libri e manoscritti custoditi nelle biblioteche e nei musei della città vengano danneggiati dalle azioni di guerra, ma anche dalla censura dei fondamentalisti. Molte opere, infatti, mostrano una visione dell'islam moderata, oppure si occupano di temi ritenuti inappropriati dai fondamentalisti, come la filosofia o la scienza.

Pochi giorni dopo l'invasione, l'uomo riunisce i membri dell'associazione dei bibliotecari di Timbuctù, organo che ha fondato lui stesso 15 anni prima. Insieme, gli esperti di libri, decidono che la soluzione migliore per salvare le opere è nasconderle nelle case (sia le loro che quelle di conoscenti e amici, meglio se fuori città).

Con l'aiuto del nipote e di archivisti, guide turistiche, colleghi bibliotecari e parenti, Abdel Kader Haidara inizia a spostare i libri dalle biblioteche alle case di privati nascondendoli in casse e bidoni. Un gruppo di attivisti nasconde i libri nei contenitori, altri si occupano del trasporto, tramite asini da soma, da una parte all'altra della città.

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Nel giro di otto mesi, l'operazione è gestita da un centinaio di persone incaricate "all'impacchettamento" e al trasporto dei volumi. Tramite vie poco battute, riescono a nascondere delle opere fuori città, in alcuni casi anche in stati confinanti.

Nel 2013, quando l'esercito francese ha liberato la città dagli invasori, si è stimato che i libri distrutti dai fondamentalisti fossero 4.000 su un patrimonio di oltre 400.000 opere. Ma Abdel Kader Haidara è sicuro che, se non avesse organizzato il trasferimento di gran dei parte dei volumi, le perdite sarebbero state molto più gravi.

Fonte: http://www.illibraio.it/bibliotecario-timbuctu-manoscritti-335594/

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Arte e Cultura Fri, 13 Jan 2017 10:19:36 +0000
Siamo sicuri che sovraeccitare e iperstimolare i bambini sia giusto? - Il cartoon di Loredana http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2837-siamo-sicuri-che-sovraeccitare-e-iperstimolare-i-bambini-sia-giusto-il-cartoon-di-loredana http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2837-siamo-sicuri-che-sovraeccitare-e-iperstimolare-i-bambini-sia-giusto-il-cartoon-di-loredana

La tendenza principale dei cartoni animati attuali è quella di sovraeccitare e iperstimolare i bambini, e spesso di porre l'accento sulla violenza e l'aggressività.

Quello che si fa è sollecitare il piccolo lato oscuro della psiche dei piccoli, che può anche essere fortemente attratto da certi stimoli.

Che loro poi si sentano attratti da certe forme di cartone animato non significa che faccia bene alla loro parte migliore.

CIR Sogni Loredana

Ma si può anche scegliere di fare ben altro: proporre la bellezza, i buoni sentimenti, gli archetipi positivi. In modo che facciano risuonare quei tanti bellissimi sentimenti rivolti al Bene che sono in tutti i bambini. Che facciano crescere per risonanza il loro Spirito. E che la loro parte migliore è pronta a cogliere. Ecco l'esempio dell'illuminata regia di un cartone animato da parte della nostra Loredana Middione, spirito sensibile ed evoluto nella direzione del Bene. Guardate ad esempio i cuori con le ali...

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Arte e Cultura Fri, 02 Dec 2016 13:42:50 +0000
Dylan rifiuta il Nobel, anzi no, lo accetta. Ecco perchè lo dovrebbe rifiutare. http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2821-dylan-rifiuta-il-nobel-anzi-no-lo-accetta-ecco-perche-lo-dovrebbe-rifiutare http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2821-dylan-rifiuta-il-nobel-anzi-no-lo-accetta-ecco-perche-lo-dovrebbe-rifiutare

CIR Dylan MorettiDylan rifiuta il premio, poi lo accetta, poi toglie il riferimento dal sito, poi dice "onorato, ma non posso venire a ritirarlo, ho da fare".

non ricorda anche a voi la famosissima scena della telefonata di Moretti in "Ecce Bombo", in cui discutendo di un invito ad una festa dice: "No, allora non vengo. Che dici, vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte, o se non vengo per niente?"

Insomma, messo così, il tira e molla di Zimmerman è abbastanza stucchevole, e a noi Italiani da un divertente senso di deja vu.

La questione però è più complessa, e Dylan, a nostro modo di vedere, avrebbe fatto bene a rifiutarlo. Ma non solo lui. Tutti dovrebbero rifiutarlo.

 

Non, come viene spesso riportato, per il motivo superficiale che il premio fu istituito da un poco di buono come Alfred Nobel, ma per la motivazione più profonda e vera. Cioè che questo premio, praticamente da sempre, ha una funzione ben specifica per il mondo del potere. A tutti gli effetti il Nobel non è altro che una santificazione laica. E come per quella religiosa, la sua vera funzione è per il potere. Come per quella religiosa, basta mescolare "santi" veri e "santi" fasulli per ottenere un calderone che ha due scopi. Il primo è quello di poter utilizzare i santi fasulli per imbrogliare le persone o indirizzarne il pensiero in determinate direzioni, perchè la prima reazione di noi tutti è sempre "se l'ha detto lui che è un santo, qualcosa di vero ci sarà", il secondo, quello in fondo più triviale, è la perpetuazione dell'istituzione di potere che si arroga il diritto di decidere chi è santo e chi no. Non si diventa santi facendo opere di bene: uno diventa santo solo se lo dice "Santa" Romana Chiesa. In questo caso, l'istituzione si chiama Accademia di Svezia, ma il risultato è pressochè lo stesso, anche se occorre dire che l'Accademia di Svezia ha avuto infinitamente meno successo dell'altra istituzione. 

Pensateci bene: possono le parole e le opere di Francesco di Assisi avere lo stesso peso di quelle di Escrivà de Balaguer? Allo stesso modo, possono le parole e le opere di "Medici Senza Frontiere" avere la stessa valenza di quelle di Henry Kissinger? Eppure sono due Nobel per la Pace. Ma d'altronde anche Obama è un Nobel per la pace "preventivo", nel senso che gli hanno dato il Nobel prima che lui facesse alcunchè, e con la sua brava medaglietta al collo ha fatto milioni di morti in 8 anni. E pensare che c'è ancora gente, sull'onda di quel Nobel, che pensa che Obama sia buono e bravo. Questa è la vera potenza della santificazione: è la possibilità di proiettare un "incantesimo di charme" su milioni di persone. Ovvio che i veri santi non ne hanno bisogno: quelli le parole e le opere giuste le dicono e le fanno davvero, non hanno bisogno d'incantesimi.

Ma in questo caso si tratta di un premio per la letteratura, non per la pace, dirà qualcuno. Vero. Però il meccanismo è lo stesso, e lo stesso è il risultato, con molti di questi Nobel che guardacaso finiscono spesso, consapevoli o no, a dare pubblico appoggio a qualcuno, magari un partito o ad una forma-pensiero. Utilizzatori forse inconsapevoli dell'incantesimo conferitogli.

In tanti però, magari del nobel hanno "bisogno", in fondo, oltre alla medaglietta, il premio è anche un discreto gruzzoletto, quindi è anche umano che si turino il naso (quelli che san cos'è il Nobel). Ma il signor Zimmerman di soldi ne ha. Quindi è per questi motivi che avrebbe dovuto dire "no, grazie, io da voi non voglio nulla, non ho bisogno che mi santifichiate, sono già figo di mio, non ho bisogno di darvi ulteriore credibilità, grazie". Con questa tarantella morettiana Dylan ha perso parte del suo appeal anti-establishment.

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Per approfondire meglio il concetto di come vengano utilizzati i premi Nobel, ecco un breve estratto dal nostro dossier sui club mondialisti.

Buon proseguimento.

La presenza di un "Santo Nobel" fa sempre un bell'effetto!

L'ambiente dei club mondialisti non è affatto un ambiente chiuso, ma apertissimo a molteplici scambi con altre organizzazioni, enti ed agenzie che fanno parte a vario titolo dello stesso mondo espressione dei poteri di controllo. Accenneremo solo ad alcuni, i cui membri sono ben presenti nelle liste di personalità dei club.
Cominciamo dai Nobel: la presenza di premi Nobel è fortissima nelle strutture dei Club, in particolare dei Nobel per la Pace (diversi nel solo Club di Budapest). Un Nobel per la Pace porta con sé una autorità morale che rafforza il peso delle iniziative dei club. Aiuta la gente a fidarsi, a partecipare. "Se c'è anche un Nobel per la Pace, possiamo fidarci..." In qualche modo aiuta a spegnere un po' il cervello e ad attenuare il senso critico, in favore di un fiducioso affidamento.

Ma noi ci domandiamo: è affidabile sempre una persona in quanto Nobel, ed in particolare Nobel per la Pace?

Se guardiamo ad alcuni Nobel non è così. Non può essere così. Facciamo degli esempi, come il Nobel assegnato ad un personaggio come Kissinger, il Machiavelli americano. Un professore della università gesuita di Georgetown, assistente dell'ambiguo Nixon, vicino ad ambienti piduisti, arrivato a minacciare Aldo Moro poco prima del rapimento (testimonianza della famiglia di Moro) e a combinarne di cotte e di crude in vari ambiti internazionali. E non per la pace, ma per l'affermazione mondiale della potenza politico-militare americana. O anche di recente il Nobel assegnato ad Obama prima che facesse qualsiasi pace... sulla fiducia. Appena eletto presidente, come a dargli una credibilità ancora per nulla guadagnata sul campo. Un Obama che poi non ha fatto alcuna pace, ma solo qualche altro intervento militare, come quello in Libia. Che non ha chiuso Guantanamo e non ha ritirato le truppe dall'Afghanistan. Dove ogni giorno muoiono innocenti come "vittime collaterali". O il Nobel assegnato a Gorbachev, per aver facilitato non la pace, ma un vero e proprio colpo di stato che ha sostituito il PCUS con il KGB, che poi si è privatamente impossessato dell'economia e del potere sovietico (ma di questo parleremo in un paragrafo a parte in coda q questo capitolo). Se si guarda la storia del Nobel si scoprono cose interessanti e pubbliche, come ad esempio il fatto che diverse organizzazioni legate al mondialismo lo hanno ricevuto. Ultima l'Unione Europea, che è una forzatura di superstato regionale (tappa per arrivare al superstato mondiale), e che, grazie ad una crisi finanziaria ben manovrata, si appresta a diventare una artificiosa costruzione alla quale tutte le nazioni europee stanno cedendo sovranità. E che già appare come un non rassicurante superstato orwelliano, capace di imporsi come e quando vuole agli interessi – anche legittimi - degli stati nazionali. Ma anche tante organizzazioni connesse all'ONU sono state premiate con il Nobel per la Pace, e le Nazioni Unite sono il posto di massima concentrazione di funzionari e lobbies mondialiste. Se ci si pensa bene, questo premio corrisponde alla antica "santificazione". Si mettono sugli altari laici del Nobel delle persone ancora vive, in modo da poterle adoperare per fini propagandistici e per accreditare certe tesi e certe organizzazioni di manipolazione. Naturalmente per farlo bene occorre che una parte importante dei Nobel vada a persone che veramente si muovono per il bene e meritano un alto riconoscimento. Così, mischiate fra loro, si "santificano" altri che non lo meritano affatto, ma che da quel momento diventano fonti di accreditamento di iniziative e organizzazioni di manipolazione.
Ancora una volta secondo l'antico modello della Chiesa. Per fare dei santi finti, da utilizzare per motivi di potere, sonio assolutamente necessari anche dei santi veri. Perché tutti pensino che la "santificazione" sia sempre una cosa vera. E così, ad esempio, per rafforzare il potere dell'Opus Dei si è potuto fare santo un uomo di potere e molto vicino ai torturatori franchisti spagnoli, come Escrivà de Balaguer. E questo funziona abbastanza solo perché nella Chiesa sono stati fatti santi anche quelli veri come San Francesco...
Questa tendenza manipolatoria dei Nobel è nella sua stessa origine. Il signor Nobel non era un filantropo (così come non lo era Aurelio Peccei), ma un industriale, padrone di una delle principali fabbriche di armi e di morte europee, la Bofors. Era poi un grande inventore di esplosivi, compresa la dinamite. Un vero genio delle bombe. E per finire, come molti personaggi ora vicini ai Club e a questo mondo del potere, era un ricchissimo petroliere, con vasti giacimenti sulle sponde del Mar Caspio, insieme a famiglie come i Rockefeller ed altri. Un giorno a Parigi si sparse la voce che era morto, ma era un errore, perché era morto il fratello. Qualche giornale pensò fosse morto lui, ed uscì con un articolo nel quale scriveva molto male di questo riccone senza cuore che era morto lasciando solo disastri. Ed allora lui, punto da amor proprio, istituì la Fondazione Nobel, perché desse premi in suo nome e fosse ricordato come un grande della Terra. Da cotanta autorità morale discende la Fondazione Nobel... Parte con una manipolazione della verità.
Quindi, quando vediamo iniziative dei Club con la presenza di premi Nobel, non ci facciamo imbrogliare dai "titoli di santificazione". Ma guardiamo alla sostanza di quello che ci stanno proponendo e di chi ce lo propone. Non ci possiamo fidare al buio. Anzi, se ci devono dire una cosa vera e seria, se ci devono proporre qualcosa di importante, che bisogno c'è della sponsorizzazione di un santo nobel? Sarà per farci impressione? Ne fanno i testimonial di una sorta di campagna di condizionamento delle masse, come si fa in quelle tecniche pubblicitarie nelle quali i loro uomini delle multinazionali sono tanto esperti?

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Arte e Cultura Thu, 17 Nov 2016 08:57:42 +0000
IL '15 - '18, OGGI. 5) LE 52 GALLERIE DEL PASUBIO. http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2812-il-15-18-oggi-5-le-52-gallerie-del-pasubio http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2812-il-15-18-oggi-5-le-52-gallerie-del-pasubio

gallerie pasubioCon questo video si conclude il viaggio lungo il fronte della Grande Guerra.
Questa volta andremo dentro le 52 gallerie scavate nel Pasubio, un vero e proprio capolavoro di ingegneria ed arditezza: su quella montagna verticale il tenente Giuseppe Zappa aprì una strada che nessuno riteneva possibile.
E noi? Quali strade nuove possiamo aprire noi?

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Tue, 08 Nov 2016 09:33:12 +0000
Il 15-18 oggi. 4 - Forte Interrotto http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2804-il-15-18-oggi-4-forte-interrotto http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2804-il-15-18-oggi-4-forte-interrotto

CIR 1518 4Sull'Altipiano di Asiago, in un forte abbandonato, con una vedetta austriaca, una ragazza italiana e un incontro impossibile.

"IL '15-'18, OGGI" è un percorso lungo il fronte della Grande Guerra, attraverso brevi storie che portano un soffio di nuova Vita laddove essa era stata pietrificata dal dolore.

Non battaglie ma incontri, non morte ma vita, non passato ma presente.

www.teatroemusica.it
www.facebook.com/teatroemusica.it/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Fri, 28 Oct 2016 12:50:24 +0000
A scuola nella natura, rivoluzione pedagogica http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2800-a-scuola-nella-natura-rivoluzione-pedagogica http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2800-a-scuola-nella-natura-rivoluzione-pedagogica

AgrinidiLa rivoluzione pedagogica consentita dal contesto naturale e dalla vita all'aria aperta con gli animali offre l'opportunità di rendere i bambini di nuovo in armonia con se stessi e col mondo. Questa consapevolezza si sta diffondendo e si diffondono dunque le esperienze degli agrinidi e degli asili e scuole nel bosco, di cui si parla nel libro "Agrinidi, agriasili e asili nel bosco. Nuovi percorsi educativi nella natura".

Margherita Rizzuto, Silvia Paolini, Giuseppe Orefice, Chiara De Santis e Francesca Durastanti sono gli autori di "Agrinidi, agriasili e asili nel bosco. Nuovi percorsi educativi nella natura" (Terra Nuova Edizioni), tutti esperti della materia e con esperienza alla spalle di formazione nel settore.

«Da qualche tempo si guarda all'universo naturale con un riscoperto interesse, come ad un luogo capace di insegnare, di aiutare a crescere, un luogo dove diventare grandi - spiegano gli autori - Non più un "luogo pericoloso" ma maestro di vita e spazio utile per favorire lo sviluppo dei più piccoli. Questo anche perché negli ultimi tempi il ruolo e la percezione dell'agricoltura sono cambiati: l'azienda agricola ha riscoperto la sua funzione di impresa familiare capace di accogliere e di proporsi alla propria comunità di riferimento come un'opportunità educativa. È sulla riscoperta di queste caratteristiche, da sempre appartenenti al mondo naturale, che si basano le nuove possibilità educative rivolte all'infanzia che qui descriviamo. Il libro è stato pensato come una guida agile da cui trarre indicazioni pratiche e spunti di riflessione: nella prima parte sono illustrate le basi pedagogiche su cui le esperienze di natura educante si fondano per passare poi, nella seconda parte, al racconto di alcune sperimentazioni concrete. Forniamo indicazioni e consigli a quanti – imprenditori agricoli, amministratori comunali e regionali, educatori, insegnanti, genitori – vogliono conoscere queste nuove opportunità per avviare nella propria azienda o realtà progetti simili e trovare degli interlocutori per saperne di più; tutto questo senza tralasciare il punto di vista dei genitori e mettendo in luce come i percorsi educativi proposti possono essere di supporto alla genitorialità. Così vengono presentati esempi di asili nido all'interno di aziende agricole, gli agrinidi, e viene raccontata la storia degli asili nel bosco; viene anche suggerita la possibilità di portare la campagna in aula e l'aula in campagna attraverso legami nuovi tra attori sociali diversi. In tutte le esperienze qui raccontate il lo conduttore è la relazione con e attraverso l'ambiente: agricolo o naturale, è il luogo in cui si entra in relazione con se stessi, con le piante, con gli animali e con gli altri e poi, insieme, si cresce».

Buona lettura!

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Genitori-e-figli/A-scuola-nella-natura-rivoluzione-pedagogica

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Mon, 24 Oct 2016 09:41:33 +0000
Guardarsi negli occhi per restare umani: a Berlino il flash mob che ha commosso il mondo http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2799-guardarsi-negli-occhi-per-restare-umani-a-berlino-il-flash-mob-che-ha-commosso-il-mondo http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2799-guardarsi-negli-occhi-per-restare-umani-a-berlino-il-flash-mob-che-ha-commosso-il-mondo

eyecontactCome ritrovare quel senso di empatia, quella connessione profonda tra gli esseri umani, segno di una condivisione intima di emozioni e di pensieri, di desideri e di sogni, in un mondo sempre più frenetico e sempre più distaccato in cui la tecnologia ha preso il sopravvento e i rapporti umani si sono quasi congelati? A Berlino ritorna un evento per ristabilire quel legame tra le persone che da tempo sembra svanito nel vortice forsennato della globalizzazione e della tecnologia. Si tratta di una proposta molto particolare, chiamata World's Biggest Eye Contact Experiment, il più grande esperimento di contatto visivo al mondo, programmato per sabato 29 ottobre 2016.

di Alessandra Giacopini

Il concept. La proposta berlinese arriva dal gruppo di volontari Theauthentics, ed è prevista per sabato 29 ottobre 2016. Lo scorso anno sono state coinvolte più di 100.000 persone provenienti da oltre 140 città diverse. Tra i numerosi Paesi che hanno partecipato il 15 ottobre 2015 c'era anche l'Italia, ad esempio con le città di Roma e Bologna. L'idea nasce dall'australiano Peter Sharp, il fondatore dell'associazione Liberators International, che si prefigge di proporre diverse iniziative orientate al tema della libertà. Questa volta l'intento è leggermente diverso. Invece di formare un grande gruppo organizzato, si cercherà anche di coinvolgere il pubblico non informato, quindi di stabilire un contatto visivo con i passanti, ad esempio, che non sono a conoscenza dell'iniziativa.

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Come funziona. Come si evince dal video qui sopra, è necessario disporre di un cartello che segnali lo scopo dell'iniziativa. Createvi un vostro spazio con cuscini, sedie, teli e invitate le persone intorno a voi a condividere un momento di contatto con gli occhi. Lasciatevi guardare tranquillamente e guardate a vostra volta negli occhi della persona che avete di fronte. Quando si crea un ambiente sicuro di accettazione ed empatia, l'altro si sentirà collegato. Se volete, potete ufficialmente registrarvi e contribuire all'iniziativa, per sostenere questa "rivoluzione" pacifica che promuove la pace e la connessione umana. Qui trovate il link per la registrazione per seguire gli aggiornamenti degli eventi più importanti.

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Il significato. Avete mai provato a guardare negli occhi una persona per più di qualche secondo? Magari senza scoppiare a ridere? L'occhio è lo specchio dell'anima, come tutti sanno. Riuscire a creare un contatto con una persona a noi estranea può essere motivo di grande accrescimento interiore. Si impara a conoscere l'altro ma anche sé stessi. É un processo simile alla meditazione, in un certo modo. Bisogna essere pazienti, è vero, bisogna imparare ad ascoltarsi e a rilassare la mente. É un esercizio per chi va sempre di fretta e non si ferma un secondo. Ora, noi non siamo qui per giudicare l'importanza e la serietà di questo evento in particolare, ognuno ha la libertà di parteciparvi o meno, di crederci o meno, di "sperimentarsi" e sperimentare. Possiamo però dire che l'iniziativa è sicuramente interessante, soprattutto perché ironia vuole che siano proprio i social network il canale principale di diffusione di un evento che si prefigge di ristabilire un principio di connessione tra gli individui, che proprio i social network, secondo gli organizzatori, stanno pian piano distruggendo. Probabilmente il World's Biggest Eye Contact Experiment è comunque un buon punto di partenza per far nascere in noi una riflessione più profonda e personale riguardo al nostro modo di rapportarci con gli altri, con gli estranei e con lo "straniero", soprattutto in una situazione odierna dove gli equilibri sono precari ed il razzismo e la violenza sono sempre in agguato.

World's Biggest Eye Contact Experiment
Quando: sabato 29 ottobre 2016

Orari: dalle ore 13:00 alle ore 16:00

Dove: Brandenburger Tor, Berlino

Fonte: http://berlinocacioepepemagazine.com/guardarsi-negli-occhi-per-restare-umani-a-berlino-il-flash-mob-che-ha-commosso-il-mondo/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Fri, 21 Oct 2016 11:29:06 +0000
Il 15-18 oggi. 3 - L'isola dei morti http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2798-il-15-18-oggi-3-l-isola-dei-morti http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/2798-il-15-18-oggi-3-l-isola-dei-morti

1518 3Continua il nostro viaggio fatto dei racconti magici di Claudio Tomaello e Stefano Bonato, ambientati nei luoghi della Grande Guerra. Questa volta siamo in riva al Piave, a Moriago della Battaglia, in una località chiamata "L'isola dei Morti": il nome deriva dal fatto che durante la battaglia del solstizio (giugno 1918), in quel tratto di fiume, c'erano talmente tanti cadaveri che ci si poteva camminare sopra.
Lo spunto per questa storia è la biografia di un soldato ungherese che lì ha combattuto ed una domanda: cos'è il coraggio? Dove lo si può trovare?

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Fri, 21 Oct 2016 10:24:28 +0000