Arte e Cultura http://www.coscienzeinrete.net Tue, 19 Feb 2019 15:41:03 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Festa in discoteca, ma senza alcolici. E l’evento fa boom a Rovigo http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3433-festa-in-discoteca-ma-senza-alcolici-e-l-evento-fa-boom-a-rovigo http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3433-festa-in-discoteca-ma-senza-alcolici-e-l-evento-fa-boom-a-rovigo

Una festa a base di divertimento e senza alcool, è successo a Rovigo allo “Student Party” con free bar totalmente analcolico. Molti ragazzi si sono divertiti con il the e i succhi di frutta di qualsiasi gusto. Questa idea è venuta a due ragazzi, Nicholas e Andrea ed hanno potuto organizzarla allo Studio 16 di Enzo Ferrari.

Festa Noalcol1

Questa festa analcolica è stata organizzata da Nicholas Gresele e Andrea Mazzetto ed ha riscosso un enorme successo. Inizialmente si era pensato di organizzarlo nel teatro della parrocchia di Boara Polesine ma, visti i numerosi partecipanti, il party è stato spostato nella sala della discoteca “Studio 16” di Arquà Polesine. Le regole principali erano: niente maggiorenni, i genitori erano inclusi. Tutto per far sentire i ragazzi a loro agio, inoltre c’è stato un notevole controllo all’entrata dove sono stati visionati con estrema attenzione tutti i documenti.

Festa Noalcol

Gli organizzatori hanno vietato l’accesso a chi si è presentato in stato alterato, sebbene fosse in possesso della prevendita.

Quindi, per questo party c’è stato un vero e proprio sballo ma senza alcol e droga. Lo scopo di questa innovativa idea è stato quello di dimostrare ai ragazzini di 14 o 15 anni che ci si può divertire anche con poco e senza utilizzare sostanze. Uno degli organizzatori, Nicholas Gresele, ha spiegato:

“Utilizzare droga e alcol è una condizione che ho notato purtroppo facendo un giro in centro a Rovigo è quella di vedere frotte di ragazzini che si sballano con super analcolici e spinelli. Io alla loro età giocavo con le figurine“, aveva raccontato ancora Gresele che ha 23 anni e organizza eventi di professione. Da lì è partita l’idea di un party speciale che, aveva anticipato il giovane, “verrà poi proposto una volta al mese a Rovigo“.

Lo scopo è quello di “offrire qualcosa di divertente anche a quella fetta di adolescenti che vuole divertirsi in modo sano”. L’evento è stato sostenuto anche dall’azienda Usl5 che ha collaborato con i comuni del rodigino ed è stato attivato un bus navetta a servizio dei teenager che volevano andare alla festa. Questo party “salutare” è stato realizzato lo scorso anno ed ha riscosso molto successo tanto da attirare la Rai.

Fonte: https://news.fidelityhouse.eu/notizie-curiose/veneto-la-festa-in-discoteca-senza-alcolici-e-un-successone-396244.html

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Wed, 13 Feb 2019 16:40:32 +0000
Dalla Svezia una rivoluzione: un fluido conserva l’energia che arriva dal Sole e permette di usarla fino a 10 anni dopo http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3420-dalla-svezia-una-rivoluzione-un-fluido-conserva-l-energia-che-arriva-dal-sole-e-permette-di-usarla-fino-a-10-anni-dopo http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3420-dalla-svezia-una-rivoluzione-un-fluido-conserva-l-energia-che-arriva-dal-sole-e-permette-di-usarla-fino-a-10-anni-dopo

Se sapessimo trasformare tutta l’energia solare che arriva sulla Terra, sarebbe sufficiente per risolvere i problemi energetici dell’umanità, ma ancora oggi soffre di un problema: l’impossibilità di conservarla in modo economico ed efficiente per lungo tempo. Recentemente tuttavia, sembra che qualcosa stia veramente cambiando.

Molecola Svedese

Una parte del team che ha messo a punto la molecola che può immagazzinare l'energia solare. In mezzo Jeffrey Grossman. Mit

Un gruppo di scienziati svedesi ha sviluppato e prodotto un fluido, chiamato “combustibile solare termico”, in grado di immagazzinare energia solare per oltre un decennio. Spiega Jeffrey Grossman,  un ingegnere che lavora con questo tipo di materiale al MIT: “Un combustibile solare termico lo si può immaginare come una batteria ricaricabile, dove al posto dell’elettricità si mette la luce del Sole, la quale genera calore che viene trattenuto e rilasciato quando è necessario”.

Il fluido è composto da una molecola attorno alla quale gli scienziati della Chalmers University of Technology della Svezia stanno lavorando da oltre un anno. La molecola è composta da carbonioe e idrogeno. Quando viene colpita dalla luce solare agisce in modo insolito: i legami tra i suoi atomi si riorganizzano dando origine ad una nuova versione della molecola che risulta essere fortemente energizzata. Come preda catturata in una trappola l’energia proveniente dal Sole viene così trattenuta tra i forti legami della molecola e rimane all’interno anche quando la molecola si raffredda a temperatura ambiente. Quando diventa necessario avere energia a disposizione, ad esempio di notte o durante l’inverno, il fluido viene fatto passare attraverso un catalizzatore, ossia una sostanza che è in grado di restituire alla molecola la sua struttura originale senza trasformarsi durante il processo e così si rilascia energia sotto forma di calore e il catalizzatore non si consuma mai.

Molecola Svedese1
Lo schema di funzionamento del sistema Most (Molecular Solar Thermal Energy Storage). Chalmers University of technology

Stando alle ricerche finora condotte sembra che la molecola sia in grado di conservarsi in quello stato alterato anche per 18 anni. “Abbiamo più volte estratto l’energia dalla molecola e il calore ottenuto è stato maggiore rispetto a quello che si sarebbe potuto sperare”, ha spiegato Kasper Moth Poulsen della Chalmers University. I ricercatori infatti, hanno posto un prototipo del sistema sul tetto del loro edificio universitario mettendo alla prova il nuovo fluido. I risultati, dicono gli scienziati, hanno già attirato l’attenzione di numerosi investitori.

Il dispositivo è costituito da una parabola dove al centro vi è un tubo con all’interno il liquido e l’insieme insegue il Sole come fosse una parabola satellitare. Il fluido viene riscaldato dalla luce solare convogliata dalla parabola e questo semplice lavoro permette di trasformare la molecola da norbornadiene in quadriciclano. Il fluido viene quindi conservato a temperatura ambiente con una perdita di energia praticamente nulla. Nel momento in cui c’è bisogno di calore il fluido viene messo a contatto con il catalizzatore che converte le molecole nella forma originale e questo riscalda il fluido fino a 63 gradi celsius. Questa temperatura è più che sufficiente per il riscaldamento domestico, per alimentare lo scaldabagno, lavastoviglie e molti altri elettrodomestici di una casa normale. Una volta utilizzato, il fluido può ritornare sulle tetto per essere riscaldato e può essere utilizzato decine e decine di volte, sicuramente almeno 125 volte e questo senza danneggiare in alcun modo la molecola. Secondo i ricercatori quanto ottenuto è solo il primo passo perché dai loro calcoli si potrebbe ottenere un fluido con una temperatura di 110 gradi Celsius e più. La commercializzazione tuttavia richiederà ancora alcuni anni e i ricercatori pensano che il sistema possa essere liberamente comperato prima della fine di questo decennio.

Fonte: https://it.businessinsider.com/dalla-svezia-una-rivoluzione-nel-campo-dellenergia-ora-si-puo-conservare-lenergia-che-arriva-dal-sole-e-usarla-fino-a-10-anni-dopo/?fbclid=IwAR04dg0hDrJjeKgizRRWZ8CsEgqOpqmmJ0FzzhwmrWTJpRX3OY89cDhfFK0&ref=fbph&ncid=fcbklnkithpmg00000001&fbclid=IwAR1DD3Og9Pbroq54gU7fKDxj-opSSm7uzcJsIYeQ_-dyNRXeNiIOg-hGEdY

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Thu, 31 Jan 2019 19:28:19 +0000
Dopo i topi “impazziti” a Cesena uccelli fuori controllo a Rimini: “A decine contro auto e case” http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3413-dopo-i-topi-impazziti-a-cesena-uccelli-fuori-controllo-a-rimini-a-decine-contro-auto-e-case http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3413-dopo-i-topi-impazziti-a-cesena-uccelli-fuori-controllo-a-rimini-a-decine-contro-auto-e-case

Uccelli impazziti1Che sta succedendo in Emilia Romagna? Dopo l’emergenza topi a Cesena, dove da giorni centinaia di roditori si riversano nelle strade soprattutto nelle ore notturne, nella zona di Vergiano a Rimini si segnalano fenomeni insoliti che riguardano uccelli. Residenti parlano di gruppi di storni che sbattono sulle case o contro auto in corsa.

di Susanna Picone

Dopo i topi “impazziti”, tocca agli uccelli. E la regione “colpita” è sempre l’Emilia Romagna. Ma se il problema roditori è in corso tra le strade di Cesena, è Rimini ad avere problemi con gli uccelli. Si segnalano in particolare fenomeni insoliti a Vergiano, nel primo entroterra riminese, e dintorni. Diverse sarebbero le segnalazioni – a scriverne è il quotidiano Il Resto del Carlino – di uccelli “impazziti” che sbattono su case e automobili in corsa. Secondo il quotidiano il primo caso segnalato risale a circa una settimana fa. “Eo in cantina per fare dei lavoretti domestici –  il racconto di un residente –. Era una bella giornata di sole. A un certo punto mio figlio mi è venuto a chiamare, in modo molto concitato, dicendo che un centinaio di storni si era schiantato contro una delle nostre finestre, che sono piccole, e contro la parete della case. Sul terreno dopo l’impatto c’erano alcuni uccelli, che evidentemente erano solo tramortiti, perché di lì a qualche decina di minuti hanno ripreso il volo”. Un’altra persona ha raccontato di un episodio che risale a circa tre o quattro giorni fa: “Ero sulla Marecchiese quando il parabrezza è diventato tutto nero. Un gran botto. Mi sono subito fermato perché non vedevo più niente. Dopo ho capito che ero stato centrato da un gruppo di storni. Moltissimi dopo l’impatto, anche per la velocità della macchina sommata alla loro, sono rimasti in terra stecchiti. Il mio parabrezza pieno di sangue e piume. L’ho dovuto ripulire alla meglio, e poi ho portato la macchina a un lavaggio. Incredibile”.

Uccelli impazziti

L'esperto della Regione: "Fatto anomalo" – Il quotidiano riporta anche il commento sulla vicenda di Claudio Arrigoni, Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca della Regione: “Stormi che si schiantano contro case e auto? Un fatto anomalo, a meno si trattasse di grandi vetrate che riflettendo il cielo azzurro li hanno ingannati, ma non mi sembra questo il caso. Forse era la ‘coda’ del branco che ha… sbagliato manovra. Bisognerebbe però analizzare i corpi per capire se invece si trattava di uccelli malati”.

Fonte: https://www-fanpage-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.fanpage.it/dopo-i-topi-impazziti-a-cesena-uccelli-fuori-controllo-a-rimini-a-decine-contro-auto-e-case/amp/?fbclid=IwAR0rk_75HNqeAMZeBfTdaNmrohyaw9bc645y1Bu5yLDlAS0zczdrS6PRriU

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Sat, 26 Jan 2019 11:46:43 +0000
Cade dal motorino e si fa male ma nessuno si ferma ad aiutarla http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3411-cade-dal-motorino-e-si-fa-male-ma-nessuno-si-ferma-ad-aiutarla http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3411-cade-dal-motorino-e-si-fa-male-ma-nessuno-si-ferma-ad-aiutarla

Giulia MassoneLa baby campionessa di boxe Giulia Massone denuncia l’indifferenza dei passanti. La mamma di un 14enne racconta un caso identico: «Mio figlio lasciato sulla strada»

PIOMBINO. Con l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia la possibilità di perdere il controllo del mezzo è reale. Basta un attimo di distrazione per ritrovarsi a terra. Giulia, ad esempio, è rimasta incastrata sotto il proprio motorino, fratturandosi tibia e perone, mentre a un suo coetaneo è andata un po’ meglio, è riuscito ad alzarsi da solo e non ha riportato traumi particolari. Stessa età, dinamica simile, zone diverse della città. Con un elemento costante. «Auto e motorini mi passavano accanto senza fermarsi, nonostante io chiedessi aiuto», racconta Giulia Massone, 14enne piombinese e campionessa di boxe. E anche i pedoni, nel caso del ragazzo coetaneo di Giulia, hanno tirato dritto senza scomporsi.

L’indifferenza fa male. E, per chi si trova a vivere certe situazioni, la domanda è sempre la stessa: perché? «Perché non fermarsi per aiutare? – si chiede Valeria, la mamma di Giulia – forse perché le persone hanno paura di compromettersi o di essere poi costrette a testimoniare sull’accaduto?». «Io inizialmente ci sono rimasta malissimo – dice Giulia – Ero sulla carreggiata, a terra sotto il motorino e nessuno mi ha soccorso. I guidatori nemmeno si giravano. Poi, fortunatamente, un ragazzo che abita in uno degli appartamenti di fronte al luogo dell’incidente è sceso in strada per aiutarmi. A quel punto, finalmente, si è fermata anche un’auto». Il tutto è accaduto il 7 gennaio in via Verga, intorno alle 14. Giulia se l’è cavata con una frattura composta che la terrà, almeno per un po’ di tempo, lontana dalle gare di boxe dopo aver vinto, lo scorso giugno, il bronzo europeo.

Il suo coetaneo, invece, si trovava su via Galilei quando è scivolato sull'asfalto con il proprio mezzo. Non ha riportato lesioni o fratture particolari. È accorsa in suo aiuto, dopo che il giovane si è alzato e ha portato il motorino a bordo strada, solo una signora, la quale gli ha chiesto se avesse bisogno di qualcosa. Gli altri passanti hanno continuato ad essere tali. Per tutto il tempo. È possibile che qualcuno abbia vissuto storie come queste.

«Anche mio figlio è caduto dallo scooter e nessuno si è fermato», si può leggere su Facebook. Può darsi, d’altra parte, che altri abbiano trovato immediatamente persone pronte a offrire soccorso. All’indifferenza, però, si può reagire in tanti modi. La mamma del ragazzo precedentemente chiamato in causa, ad esempio, ha scritto un post su Facebook che ha ottenuto cinquecento reazioni e una quarantina di condivisioni. Niente odio nelle sue parole, solo responsabilità e l’appello a ricercare l’antidoto più potente di tutti: la cultura (Noi diremmo la compassione, nota di CIR). «Se, speriamo di no, capiterà a voi o ai vostri figli – scrive la donna - lui (il figlio ndr) si fermerà per aiutarvi. Dopo l’incidente l’ho portato subito a scuola, perché l’istruzione combatte l’ignoranza. Studiate bimbi»

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Arte e Cultura Fri, 25 Jan 2019 12:41:15 +0000
Muro della gentilezza: l’idea che potrebbe salvare la vita ai meno fortunati http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3397-muro-della-gentilezza-l-idea-che-potrebbe-salvare-la-vita-ai-meno-fortunati http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3397-muro-della-gentilezza-l-idea-che-potrebbe-salvare-la-vita-ai-meno-fortunati

È apparso in Svezia recentemente Il muro della gentilezza: “The wall of kindness”. L’iniziativa benefica che ha commosso il web.

Si chiama The wall of kindness, ed è stato allestito in strada a Uppsala in Svezia da un’agenzia immobiliare.

il muro della gentilezza svezia

Poco prima di Natale è apparso un maxi cubo in strada decorato con lucine colorate dove sono presenti dei ganci e degli attaccapanni.

Sopra una barra rosa con scritto: Prendi un cappotto se hai freddo. Lascia un cappotto se non lo usi più”.

Ma cos’è “Il muro della gentilezza”? È un vero e proprio fenomeno di carità, un’iniziativa di beneficienza in aiuto delle persone in difficoltà.

Sul luogo tutti possono lasciare abiti caldi, cappotti, indumenti di vario tipo, coperte che potranno essere presi da chi ne ha bisogno.

Il muro della gentilezza incoraggia le persone a donare gli indumenti che non usano più per aiutare le persone meno fortunate che le possono usare per difendersi dal gelo.

Il muro della gentilezza: Iran pioniere

Il primo “muro della gentilezza” non è però quello svedese, infatti è stato già stato proposto in Iran da un anonimo.

il muro della gentilezza Iran

Ma piano piano il fenomeno del “Lascia se non ne hai bisogno” si è diffuso in tutto il paese.

L’iniziativa era nata per aiutare i senzatetto nella stagione invernale e proteggerli dalle temperature gelide, ma l’iniziativa non si è fermata qui.

Infatti si sono allargati gli orizzonti di questa bella iniziativa e in altre città sono nati muri per donare libri ai bambini che non avevano possibilità di acquistarli.

Molti sono gli scatti che hanno iniziato a circolare nel web commuovendo tutti e la speranza e di vederne sempre più.

Fonte: https://www.informarexresistere.fr/il-muro-della-gentilezza-svezia/?fbclid=IwAR1syjYGTmzk1gkKaGev2urnMJfjEQb4Hsky4oP1hSo1WTeoOf8788ND3ys

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Tue, 15 Jan 2019 16:29:11 +0000
La muffa melmosa che crea sistemi ferroviari http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3391-la-muffa-melmosa-che-crea-sistemi-ferroviari http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3391-la-muffa-melmosa-che-crea-sistemi-ferroviari

Ingegneri talentuosi e dedicati hanno trascorso innumerevoli ore a progettare il sistema ferroviario giapponese per renderlo uno dei più efficienti al mondo. Avrebbero fatto prima a farlo fare ad una muffa melmosa.

Ricercatori giapponesi e inglesi hanno trovato che, messi di fronte a fiocchi di avena disposti secondo lo schema delle città giapponesi intorno a Tokyo, gli stampi di melma monocellulari senza cervello costruiscono reti di tubi di canalizzazione dei nutrienti che sono sorprendentemente simili al layout del sistema ferroviario giapponese. Un nuovo modello basato sulle semplici regole del comportamento della muffa melmosa potrebbe portare alla progettazione di reti più efficienti e adattabili, sostiene il team.

Muffa Melmosa

Ogni giorno, la rete ferroviaria intorno a Tokyo deve soddisfare le esigenze del trasporto di massa, trasportando milioni di persone tra punti distanti in modo rapido e affidabile, osserva il coautore dello studio Mark Fricker dell'Università di Oxford. "Al contrario, la muffa melmosa non ha cervello centrale o consapevolezza del problema complessivo che sta cercando di risolvere, ma riesce a produrre una struttura con proprietà simili alla vera rete ferroviaria".

{youtube}GwKuFREOgmo{/youtube}

La muffa gialla "Physarum polycephalum" cresce come una singola cellula grande abbastanza per essere vista ad occhio nudo. Quando incontra numerose fonti alimentari separate nello spazio, la cellula melmosa circonda il cibo e crea gallerie per distribuire le sostanze nutritive. Nell'esperimento, i ricercatori guidati da Toshiyuki Nakagaki, dell'Università di Hokkaido a Sapporo, in Giappone, hanno disposto i fiocchi d'avena (una ghiottoneria per la muffa) in un modello che imitava il modo in cui le città sono sparse per Tokyo, quindi hanno dato via libera alla muffa.

Inizialmente, la muffa si disperde uniformemente intorno ai fiocchi d'avena, esplorando il suo nuovo territorio. Ma nel giro di poche ore, la muffa comincia a perfezionare il suo schema, rafforzando i tunnel tra i fiocchi d'avena mentre gli altri anelli gradualmente scompaiono. Dopo circa un giorno, la muffaa costruisce una rete di tubi interconnessi per il trasporto di nutrienti. Il suo design sembra quasi identico a quello del sistema ferroviario che circonda Tokyo, con un numero maggiore di gallerie forti e resistenti che collegavano l'avena posta in posizione centrale. "C'è un notevole grado di sovrapposizione tra i due sistemi", afferma Fricker.

Muffa Melmosa1

I ricercatori hanno poi preso in prestito proprietà semplici dal comportamento della muffa melmosa per creare una descrizione matematica ispirata alla biologia della formazione della rete. Come la muffa, il modello crea dapprima una rete a maglie fini che va dappertutto, e quindi raffina continuamente la rete in modo che i tubi che trasportano più carico crescano più robusti e le tubature ridondanti vengano potate.

Il comportamento del plasmodio "è davvero difficile da catturare a parole", commenta il biochimico Wolfgang Marwan dell'Università Otto von Guericke a Magdeburgo, in Germania. "Vedi che si ottimizzano in qualche modo, ma come lo descrivi?" La nuova ricerca "fornisce un semplice modello matematico per un complesso fenomeno biologico", ha scritto Marwan in un articolo sullo stesso numero di Science.

Fricker sottolinea che un sistema così malleabile può essere utile per creare reti che devono cambiare nel tempo, come i sistemi wireless a corto raggio di sensori che forniscono avvertimenti precoci di incendio o alluvione. Poiché questi sensori vengono distrutti quando si verifica un'emergenza, la rete deve reindirizzare in modo efficiente le informazioni rapidamente. Le reti decentralizzate e adattabili sarebbero importanti anche per i soldati nei campi di battaglia o per sciami di robot che esplorano ambienti pericolosi, dice Fricker.

Il nuovo modello potrebbe anche aiutare i ricercatori a rispondere a domande biologiche, come ad esempio come i vasi sanguigni crescono per sostenere i tumori, dice Fricker. La rete di vasi di un tumore inizia come un groviglio denso e non strutturato, quindi raffina le connessioni per essere più efficiente.

Fonte: https://www.wired.com/2010/01/slime-mold-grows-network-just-like-tokyo-rail-system/

Traduzione di Enrico Carotenuto per Coscienzeinrete Magazine

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Arte e Cultura Wed, 09 Jan 2019 10:30:59 +0000
Prof. Galimberti: “I Docenti Dovrebbero Essere Assunti in Base all’Intelligenza Emotiva, Senza di Essa Non si Può Insegnare” http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3390-prof-galimberti-i-docenti-dovrebbero-essere-assunti-in-base-all-intelligenza-emotiva-senza-di-essa-non-si-puo-insegnare http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3390-prof-galimberti-i-docenti-dovrebbero-essere-assunti-in-base-all-intelligenza-emotiva-senza-di-essa-non-si-puo-insegnare

Dall’incontro che si è tenuto alla fiera Didacta a Firenze è emerso che la scuola italiana si occupa poco dell’intelligenza emotiva, nonostante questa sia ormai universalmente riconosciuta come componente fondamentale nello sviluppo della psiche umana. A parlare di questo argomento sono intervenuti la dottoressa Laura Artusio e il professor Umberto Galimberti.

Il professor Galimberti ha sottolineato quanto i genitori, oberati dal lavoro o da altre occupazioni, spesso trascurano questo tipo di apprendimento: “Oggi troppo spesso l’apporto genitoriale è fallimentare, i genitori non hanno più tempo di rispondere alle domande filosofiche dei bambini, ai loro mille perché, e spesso le parole mancate vengono sostituite da montagne di giocattoli”.

didacta 2018 6

Questa mancanza, spiega il professore, produce due effetti negativi importanti: un analfabetismo affettivo diffuso e “il rapido appagamento offerto dal giocattolo che impedisce ai bambini di annoiarsi. Quando invece dovrebbero trovarsi in situazioni noiose per elaborare poi, in modo creativo, degli stratagemmi per divertirsi”.

Galimberti ha poi spiegato la differenza tra istruzione, come mera trasmissione di saperi, ed educazione, che permette invece ai bambini di sviluppare la propria personalità: “L’educazione emotiva è ciò che più scarseggia nel sistema scolastico italiano, quando un ragazzo rimane impananato nello stadio pulsionale il rischio è che sviluppi forme di violenza e bullismo. La pulsione non si esprime in parole, ma solo in gesti e azioni”.

DOCENTI e CLASSI.

Il professore spiega poi come migliorare questa situazione: “Innanzitutto limitando il numero di alunni per classe, fino a un massimo di quindici studenti; ma soprattutto ci vorrebbe una formazione specifica per i professori, che dovrebbero essere scelti anche in base a criteri emotivi e non solo conoscitivi. Se una persona non è empatica e coinvolgente non può fare il professore. È qualcosa che non si può imparare”.

Fonte:http://www.ieschool.eu/docenti-dovrebbero-assunti-base-allintelligenza-emotiva-senza-essa-non-si-puo-insegnare/?fbclid=IwAR2Vg4A0veI_dA3Bm368d9BxCB6uFGK1OcOZkl9dA3vzS1JILj16PqZxP6g

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Tue, 08 Jan 2019 15:00:59 +0000
Il Cane delle Fiandre http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3389-il-cane-delle-fiandre http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3389-il-cane-delle-fiandre

La statua è stata svelata il 10 dicembre 2016 davanti alla cattedrale di Anversa, e raffigura un giovane ragazzo e il suo cane, in omaggio ai protagonisti di un racconto inglese del 19° secolo che ha trovato fama in Giappone ben prima che nelle Fiandre, dove la trama è ambientata.

NelloPatrache

"A Dog of Flanders" è stato scritto dall'autrice britannica e attivista per i diritti degli animali Marie Louise de la Ramée, con lo pseudonimo di Ouida. Racconta la storia del giovane orfano Nello, che cresce con suo nonno in un villaggio vicino ad Anversa.

NelloPatrache1985Un giorno, Nello e suo nonno salvano un cane che è stato picchiato quasi a morte, e Nello e il cane, Patrasche, diventano inseparabili. Sebbene il libro sia ambientato nelle Fiandre, la sua fama nella regione è solo recente.

Dopo aver letto del libro nel necrologio dell'autore nel 1908, un diplomatico giapponese a New York ne inviò alcune copie a casa. La traduzione è ora una delle storie per bambini più note in Giappone, essendo diventata una lettura obbligatoria per gli scolari, e l'adattamento ad anime negli anni '70 è stato un successo nazionale.

Le difficoltà della vita del ragazzo, il vento e la pioggia delle Fiandre e il tragico finale (in cui la cattedrale gioca un ruolo importante) si adattano perfettamente alla psiche nazionale giapponese. Stranamente, nessuno nelle Fiandre sapeva della storia fino alla prima traduzione negli anni '80.

In risposta ai sempre più numerosi turisti giapponesi che chiedevano dove poter trovare i siti menzionati nel libro, nel 1985 il distretto di Anversa di Hoboken costruì rapidamente una piccola statua - che però non piacque ai turisti giapponesi, che non la trovano somigliante ai personaggi.

"Era ora che abbracciassimo la storia più letta sulle Fiandre nel mondo
- Tanguy Ottomer (Guida turistica)"

La guida della città di Anversa Tanguy Ottomer ha ritenuto che i due personaggi meritassero un tributo migliore. "La vecchia statua non rendeva giustizia alla storia", dice.

Scoprì A Dog of Flanders 10 anni fa e si meravigliò che fosse così poco conosciuto, così ha avviato lui un progetto per costruire il nuovo monumento.

NelloPatrache1Ottomer viaggiò in Giappone per comprendere l'immaginario giapponese del racconto, e lui ed un amico iniziarono una campagna per finanziare una nuova statua, questa volta nel centro di Anversa. Un commerciante di diamanti cinese si è detto felice di fornire i fondi.

"Con il piano e il denaro, siamo andati dall'amministrazione della città: tutto quello che dovevano fare era dire" sì ". E lo hanno fatto. "

Il monumento in marmo bianco di Nello e Patrasche rannicchiato sotto una coperta di ciottoli è stato creato dall'artista locale Batist Vermeulen, il cui nome d'arte è Tist. È stato inaugurato a dicembre 2016, di fronte alla cattedrale della città. "È un luogo che non avevamo mai osato sognare", dice Ottomer, "ma è molto appropriato per la storia".

Fonte: http://www.flanderstoday.eu/arts/boy-and-his-dog-new-public-sculpture-honours-literary-heroes

Traduzione di Enrico Carotenuto per Coscienzeinrete Magazine

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Arte e Cultura Tue, 08 Jan 2019 07:08:49 +0000
AI BAMBINI REGALIAMO UNO STRUMENTO: IMPARERANNO AD AMARE IL BELLO http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3387-ai-bambini-regaliamo-uno-strumento-impareranno-ad-amare-il-bello http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3387-ai-bambini-regaliamo-uno-strumento-impareranno-ad-amare-il-bello

CIR sTRUMENTO bELLEZZACome possiamo insegnare ai bambini ad amare e a ricercare la bellezza? Come possiamo insegnare loro il valore dell’impegno? Una risposta c’è, ed è la musica. Gli psicologi hanno studiato a lungo i benefici che la musica apporta a chi la suona e a chi la ascolta. Dall’effetto Mozart allo sviluppo delle intelligenze multiple, è indubbio che la musica faccia bene a grandi e bambini.

Mai come oggi la nostra società ha bisogno di musica (così come delle arti): viviamo nell’era del consumo e della dipendenza dal denaro, ma siamo diventati incapaci di riconoscere il bello. Ogni giorno compiamo le nostre scelte guidati (per non dire manovrati) dal marketing e da chi ha interesse a spingerci dall’una o dall’altra parte. Tuttavia, una svolta è possibile: è la cultura della bellezza autentica. Ciascuno di noi, dentro di sé, ha la sensibilità necessaria a riconoscere la bellezza, a produrre qualcosa di unico e meraviglioso. La musica, come l’arte, è la scintilla necessaria a far emergere questa consapevolezza.

In apparenza si tratta di qualcosa di piccolo, ma è questa la rivoluzione educativa che ci serve: spostare l’attenzione dai prodotti (il denaro e gli oggetti che vi si possono acquistare) ai processi (il lavoro, l’arte e l’uso che facciamo del nostro tempo). Attraverso la musica, questo passaggio è facile, naturale.

Purtroppo, viviamo in un paese che non supporta lo studio della musica, a partire dalla scuola dell’infanzia e proseguendo per tutto il ciclo di studi (dentro e fuori la scuola). Così, la responsabilità di avvicinare i bambini a questa meravigliosa pratica ricade sui genitori, con conseguenze economiche notevoli.

Fonte: https://portalebambini.it/musica/?fbclid=IwAR1UNY3TNrcG5N6dJTisiNOKmK2uLSYwjZ_m7asBVDH50XOAexIvUf4wuPE

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Sat, 05 Jan 2019 14:59:32 +0000
Emiliano Toso, il biologo molecolare che scopre il potere della sua musica http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3381-emiliano-toso-il-biologo-molecolare-che-scopre-il-potere-della-sua-musica http://www.coscienzeinrete.net/arte/item/3381-emiliano-toso-il-biologo-molecolare-che-scopre-il-potere-della-sua-musica

Un biologo molecolare diventa un musicista famoso in tutto il mondo per la sua Translational Music, una musica vicina alla biologia utilizzata in moltissimi contesti diversi in virtù dei suoi effetti benefici. Così scienza e arte si incontrano per studiare e fare esperienza del potere della musica sulla salute e nei momenti di trasformazione della vita.

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La storia di Emiliano Toso è una storia di cambiamento. Originario di Biella, egli è un biologo molecolare cellulare e lavorava in un laboratorio di genetica di cui, con il tempo, diventò anche responsabile: “Ero felice, mi piaceva, sequenziavo DNA da ogni forma vivente”. Poi, poco prima di compiere 40 anni, decise di farsi un regalo, il più bello: decise di registrare le musiche che componeva la sera, in solitudine e che non aveva mai fatto ascoltare a nessuno, su un disco e che lo avrebbe regalato agli amici alla sua festa di compleanno.

Da quel giorno molti iniziarono a riferirgli che la sua musica veniva usata con finalità specifiche in diversi contesti. In alcuni reparti riabilitativi ospedalieri, da donne partorienti, da operatori olistici per arrivare ad un migliore rilassamento e in classi di studio per facilitare l’apprendimento e la concentrazione.

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Come se la musica potesse accompagnare processi fisiologici rigenerativi e di guarigione portando le persone in uno stato più favorevole, predisposte ad uno stato di pace e a contatto con una interiorità più profonda. Anche artisti dicevano di essere più creativi quando ascoltavano quella musica. Altre persone riferivano che stavano passando momenti delicati o difficili, oppure momenti di gioia, di creatività, di trasformazioni e la musica di Emiliano li aveva aiutati a viverseli in maniera più completa. Nasce così il progetto Translational Music.

Piano piano arriva il successo; sono passati ormai 5 anni e Emiliano viene invitato a convegni in tutto il mondo. Scienziati e artisti lo invitano e lo coinvolgono in sperimentazioni. Si indaga la correlazione tra suoni e cellule, un campo di ricerca sperimentale.

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Il potere della musica

La musica da tutti i popoli del mondo viene usata come strumento di guarigione fisica, emotiva e spirituale. È definita il linguaggio universale. Da sempre strumenti musicali, canti e ritmi accompagnano i momenti cruciali e importanti della vita e aiutano a connettersi a stati profondi dell’essere o a connettersi con gli altri.

“In un momento di trasformazioni e rivoluzioni in ogni campo, la musica ci aiuta a danzare il cambiamento per renderlo più dolce, più completo. Anche nella ricerca i cambi di prospettiva sono fondamentali e alcuni scienziati guardano la cellula dalla prospettiva della musica. Per cogliere la pienezza della vita del mondo bisogna indagare tutti i fenomeni della vita”.

Musica e scienza

“Centinaia di articoli scientifici pubblicati sulle riviste più importanti quali Nature, Science, descrivono come cambia la biochimica del corpo quando i suoni dalle orecchie arrivano al cervello che rilascia messaggeri biochimici. Si è visto come la musica riesca ad abbassare i livelli di stress che sappiamo essere la causa della maggior parte delle malattie. Negli ultimi anni si stanno studiando anche gli effetti biofisici nel corpo, il suono arriva oltre che dalle nostre orecchie anche attraverso tutta la pelle e nella nostra acqua cioè arriva una informazione a tutte le nostre cellule”.

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“La musica che compongo ha una tonalità di 432 Hz poiché, rispetto a quella standard utilizzata ora nel mondo che è accordata a 440 Hz, è più affine ai suoni biologici della natura, alle nostre cellule. Inoltre penso che l’intenzione con cui si suona, con cui ci si predispone a suonare, in un reparto di ospedale o in un concerto in teatro, sia la chiave fondamentale affinché il messaggio possa arrivare il più lontano e il più profondo possibile riuscendo a diffondere armonia, salute e amore”.

Per approfondire

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/12/emiliano-toso-biologo-molecolare-che-scopre-potere-musica/?fbclid=IwAR2V5CuxgS7D-OTF1PixC_6DV0raLQ5gj5KhMk2gB28mdHGYDTyM5hbQxo4

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Arte e Cultura Fri, 28 Dec 2018 13:18:29 +0000