Coloranti alimentari

coloranti alimentari1Bellissima lista dei coloranti alimentari! Per sapere cosa c'è nei cibi che compriamo, e quali sono gli effetti di queste sostanze sull'organismo.

Include link esplicativi per ognuna delle sostanze.

I coloranti alimentari sono sostanze prive di valore nutritivo, o impiegate a scopo non nutritivo, addizionate durante la lavorazione dei prodotti alimentari per impartirgli particolari caratteristiche cromatiche o esaltarne la colorazione originaria, conferendogli così un aspetto invitante e più appetibile. L'impiego dei coloranti alimentari, pertanto, mira essenzialmente ad incrementare l'interesse ed il gradimento dei consumatori nei confronti dei prodotti a cui vengono aggiunti. Non a caso, il consumatore medio percepisce la qualità di un alimento anche e soprattutto dal suo aspetto; così, l'aranciata è buona solo se arancione, il succo di menta se verde, il burro se giallino, il tuorlo se arancione e via discorrendo. Dato che l'impiego di coloranti alimentari può far apparire di buona qualità un prodotto di per sé scadente, esistono alcuni alimenti per cui tale pratica è proibita, ed altri per cui è possibile soltanto con le dovute limitazioni. Giusto per citare qualche esempio (per l'elenco completo si veda il testo del decreto ministeriale 209/96 e successive modifiche), non è possibile addizionare coloranti alimentari a latte, yogurt, uova, acque minerali, carni, pollame, selvaggina, oli e grassi d'origine animale e vegetale, farina, pane, pasta, miele, succhi di frutta, concentrati di pomodoro e pomodori in scatola o in bottiglia, burro di latte di capra e di pecora e diversi tipi di formaggio. Per contro, le categorie nelle quali si fa il maggior utilizzo di coloranti alimentari sono quelle delle bevande analcoliche, dei dolciumi e prodotti da forno in genere (gelati, pasticcini, prodotti di confetteria), degli integratori alimentari, delle salse e dei cibi preconfezionati. Sempre dal punto di vista legislativo, non sono da considerarsi coloranti alimentari:

1) gli estratti e i succhi di vegetali e di frutta (ad esempio carota, sambuco, limone, fragola, prezzemolo);
2) i prodotti alimentari essiccati o concentrati;
3) le sostanze aromatiche dotate di effetto colorante secondario, come paprica, zafferano;
4) i pigmenti utilizzati per colorare le parti esterne non commestibili di prodotti alimentari (rivestimenti di insaccati o di formaggi).

Una classificazione particolarmente interessante per il consumatore è quella che distingue i coloranti alimentari in coloranti naturali e coloranti artificiali. Alla prima categoria appartengono moltissime sostanze con grande variabilità di origine e struttura chimica; sebbene naturale non sia sempre sinonimo di innocuo e salutare, questi coloranti godono di un grande consenso da parte dei consumatori, che viceversa non vedono di buon occhio gli additivi di sintesi, a causa della presunta pericolosità puntualmente sollevata dall'ultima ricerca in materia. Tuttavia, se da un lato i coloranti naturali presentano vantaggi di migliore tollerabilità e sicurezza, dall'altro quelli artificiali sono preferiti dalle industrie perché più stabili alle fluttuazioni di temperatura e pH, e resistenti alla luce ed ai processi di ossidazione. Alcune delle sostanze create dall'uomo per soddisfare queste esigenze, tuttavia, si sono successivamente dimostrate nocive per l'uomo stesso (basti ricordare alcuni esempi: Rosso Sudan, Giallo Burro).

Si noti comunque che la distinzione tra coloranti naturali ed artificiali non esiste in termini giuridici, poiché la legislazione inerente l'etichettatura ammette l'utilizzo del termine "naturale" solo nel caso degli aromi. In altre parole, dal punto di vista normativo, i coloranti "naturali" non esistono. Inoltre, i coloranti ottenuti da fonti naturali subiscono inevitabilmente una serie di processi tecnologici di estrazione, purificazione e stabilizzazione, tali per cui l'aggettivo naturale sarebbe comunque discutibile.

Come tutti gli additivi autorizzati all'uso, e riconosciuti a livello della Comunità Europea, i coloranti sono classificati e identificati con una lettera E seguita da un numero, nel caso specifico compreso tra 100 e 180. Più in particolare, tutti i coloranti compresi tra il 100 ed il 163 sono organici naturali o di sintesi, mentre i rimanenti (dal 170 al 180) sono coloranti inorganici - minerali. Di seguito, riportiamo l'elenco dei coloranti alimentari ammessi, sottolineando con sfondo verde quelli di "origine naturale" e con sfondo rosso quelli per cui vi sono evidenze concrete circa una possibile pericolosità in particolari categorie di soggetti.

 

ELENCO DEI COLORANTI ALIMENTARI AMMESSI (Allegato n. 1 della Direttiva Comunitaria 94/36, riguardante i coloranti autorizzati all'uso).

E' autorizzato l'uso di pigmenti di alluminio preparati con le sostanze coloranti specificate in questo allegato.

 

N. CE

Nome comune

Numero CI (1) o descrizione

E 100

Curcumina

75300

E 101

i) Riboflavina

 

 

ii) Riboflavina-5'-fosfato

 

E 102

Tartrazina

19140

E 104

Giallo di chinolina

47005

E 110

Giallo tramonto FCF

15985

 

Giallo arancio S

 

E 120

Cocciniglia, Acido carminico, vari tipi di Carminio

75470

E 122

Azorubina, Carmoisina

14720

E 123

Amaranto

16185

E 124

Ponceau 4R, Rosso cocciniglia A

16255

E 127

Eritrosina

45430

E 128

Rosso 2G (ATTUALMENTE VIETATO)

18050

E 129

Rosso allura AC

16035

E 131

Blu patentato V

42051

E 132

Indigotina, Carminio d'Indaco

73015

E 133

Blu brillante FCF

42090

E 140

Clorofille e

75810

 

clorofilline

75815

 

i) clorofille

 

 

ii) clorofilline

 

E 141

Complessi delle clorofille e delle clorofilline con rame

75815

 

i) complessi delle clorofille con rame

 

 

ii) complessi delle clorofilline con rame

 

E 142

Verde S

44090

E 150a

Caramello semplice (2)

 

E 150b

Caramello solfito-caustico

 

E 150c

Caramello ammoniacale

 

E 150d

Caramello solfito-ammoniacale

 

E 151

Nero brillante BN, Nero PN

28440

E 153

Carbone vegetale

 

E 154

Bruno FK

 

E 155

Bruno HT

20285

E 160a

Caroteni

 

 

i) Caroteni misti

75130

 

ii) Beta-carotene

40800

E 160b

Annatto, Bissina, Norbissina

75120

E 160c

Estratto di paprica, Capsantina, Capsorubina

 

E 160d

Licopina

 

E 160e

beta-apo-8'-carotenale (C30)

40820

E 160f

Estere etilico dell'acido

40825

 

Beta-apo-8'-carotenico (C30)

 

E 161b

Luteina

 

E 161g

Cantaxantina

 

E 162

Rosso di barbabietola, betanina

 

E 163

Antociani

Estratti dai prodotti ortofrutticoli con procedimenti fisici

E 170

Carbonato di calcio

77220

E 171

Biossido di titanio

77891

E 172

Ossidi e idrossidi di ferro

77491

 

 

77492

 

 

77499

E 173

Alluminio

 

E 174

Argento

 

E 175

Oro

 

E 180

Litolrubina BK

 

 

 

 

(1) I numeri CI sono ripresi dall'opera "Color Index", terza edizione, 1982, volumi 1-7, 1315, nonché dalle modifiche 37-40 (125), 41-44 (127-50), 45-48 (130), 49-52 (132-50), 53-56 (135).

(2) La denominazione "Caramello" indica le sostanze di colore bruno più o meno accentuato destinate alla colorazione. Tale denominazione non indica il prodotto zuccherato e aromatico ottenuto riscaldando lo zucchero e utilizzato per aromatizzare alimenti (ad es. dolciumi, prodotti di pasticceria e bevande alcoliche).

Elenco dei coloranti alimentari di cui all'articolo 24 per i quali l'etichettatura degli alimenti include informazioni addizionali

Gli alimenti contenenti uno o più dei seguenti coloranti alimentari

 

Sunset yellow (E 110) [*]

Giallo di chinolina (E 104) [*]

Carmoisina (E 122) [*]

Rosso allura (E 129) [*]

Tartrazine (E 102) [*]

Ponceau 4R (E 124) [*]

 

devono riportare la seguente denominazione: "denominazione o numero E del colorante/dei coloranti: può influire negativamente sull'attività e l'attenzione dei bambini".

 

[*] Ad eccezione degli alimenti in cui il colorante è stato utilizzato per la marcatura a fini sanitari o di altro tipo su prodotti a base di carne o per la stampigliatura o la colorazione decorativa dei gusci d'uovo.

 

NOTE: in persone sensibili - come bambini e soggetti predisposti perché allergici, intolleranti o già sofferenti di asma, orticaria o rinite - la tartrazina e gli altri coloranti azoici

 

Giallo Tramonto (E 110), Carmoisina (E 122), Amaranto (E 123), Ponceau 4R (E 124), Rosso Allura AC (E 129), Nero Brillante BN (E 151), Marrone FK (E 154), Marrone HT (E 155) e Litolrubina BK (E 180)

 

possono causare attacchi asmatici, orticaria ed episodi di rinite. La prevalenza di intolleranza alla Tartrazina attualmente stimata è inferiore allo 0,12% nella popolazione generale (JECFA 2007), ma come anticipato è abbastanza comune nei soggetti allergici. Le diete che eliminano la tartrazina e gli altri coloranti azoici, possono quindi risultare benefiche per i pazienti sensibili che soffrono di orticaria, asma ed eczema.

Una quantità di studi in continuo aumento ha confermato un collegamento tra l'ingestione di coloranti azoici e sindrome da deficit dell'attenzione ed iperattività.

Colorante E 128 Rosso 2G

Per quanto riguarda il colorante E 128 Rosso 2G L'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha concluso che - poiché il colorante si metabolizza rapidamente e ampiamente in anilina, ed essendo questa considerata una sostanza cancerogena per la quale non è possibile escludere un meccanismo genotossico - sarebbe prudente considerarlo come preoccupante per la sicurezza. L'Agenzia ha quindi ritirato la DGA (dose giornaliera ammissibile) per il colorante alimentare E 128 Rosso 2G.


Fonte:http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/coloranti.html

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